FIFA 20, guida per cominciare su Ultimate Team – Speciale

Una guida immediata, sia nella sostanza sia nella forma, per iniziare con il piede giusto FIFA Ultimate Team.

Speciale
A cura di Marino Puntorieri - 25 Ottobre 2019 - 11:54

É passato più di un mese dall’uscita di FIFA 20 e, nonostante una concorrenza agguerrita come non mai, il titolo nelle mani di EA ha registrato incassi e vendite da capogiro, scalando le classifiche settimanali nel Belpaese e non solo. Al netto delle diverse implementazioni introdotte con l’approdo di Volta Football, Ultimate Team continua ad essere ovviamente la punta di diamante dell’intero pacchetto, considerabile per introiti e affluenza quasi un mondo a parte. Con il nuovo capitolo, il colosso californiano ha ben pensato di introdurre proprio per la modalità in questione delle novità da non sottovalutare, e qualche comodo consiglio può essere utile sia per i novizi sia per i più avvezzi pronti a scalare le impegnative classifiche di Weekend League.

FIFA 20, guida per cominciare su Ultimate Team – Speciale

Testa bassa e pedalare

Anche quest’anno, costruire la squadra dei sogni su Ultimate Team significa cominciare da zero indipendentemente dai risultati ottenuti nei precedenti capitoli. Per scegliere la rosa di partenza, il consiglio è di vertere immediatamente sulla nazionalità che concentra il maggior numero di giocatori appartenenti al campionato ideale, per strutturare una rosa più solida e definitiva. La scelta è, ovviamente, soggettiva, ma è ovvio che, nell’ottica di ottenere una buona intesa fin da subito, per fronteggiare una bassa valutazione, non ha molto senso scegliere ad esempio la nazionale inglese se si vuole costruire una squadra di Liga Spagnola. Non che non sia possibile, sia chiaro, ma (soprattutto a inizio gioco) si rivela uno spreco di tempo e risorse.

Se, da un lato, la Premier League (bramata da tantissimi utenti) presenta un ventaglio ben variegato di giocatori di più nazionali, dall’altro è anche il campionato più costoso a livello di crediti, per iniziare; puntare sul campionato italiano potrebbe essere una buona alternativa per accumulare un buon tesoretto da utilizzare con parsimonia nel futuro.

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La scelta della rosa per iniziare su Ultimate Team non può non essere legata a doppio filo anche con le implementazioni che coinvolgono il titolo sul lato del gameplay. Come già ampiamente argomentato nella recensione, il ritmo di gioco è decisamente più tarato verso il basso, a favore di passaggi rapidi e letali inserimenti alle spalle della difesa, con il tasto adibito al filtrante rasoterra mai così pericoloso. È importante quindi avere un centrocampo ricco non solo di giocatori fisici, ma anche di buoni palleggiatori – e sfruttare soprattutto online qualche ripartenza.

Un 4-3-3 con vertice di centrocampo più arretrato (CDC) può essere la più saggia decisione per cominciare, considerando la presenza di pochi giocatori Oro-Argento e una quantità smodata di Bronzo. Quest’ultimi ovviamente dovranno essere man mano sostituiti, ma considerando il numero spropositato di contratti a disposizione rispetto alle tradizionali sette partite, sono proprio da sfruttare al massimo offline nelle Squad Battles per racimolare un po’ di liquidità. Non bisogna avere fretta di gettarsi a capofitto nelle divisioni online senza una rosa un minimo costruita e affiatata, ma piuttosto continuare a confrontarsi contro la CPU a più riprese e cercare di ottenere i sempre più golosi premi presenti nelle zone più alte della classifica.

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La gestione del team fuori dal campo

Un motto piuttosto famoso recita: “Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”. Ovviamente ciò vale anche per Ultimate Team, ma avviene con più chance se alle spalle c’è una gestione oculata delle finanze, dove si tiene conto di spese (tra contratti, forme fisiche o atleti) e guadagni (derivanti dalla singola partita a seconda di numerosi fattori o premi ottenuti per un buon piazzamento di fine settimana). Quest’anno, però, qualche grattacapo in più c’è e bisogna dire addio al comodo catalogo di EA, in grado di sfornare una buona quantità di bonus crediti da 500 o 1000 a seconda del livello storico raggiunto negli anni. Adesso tali aiuti sono stati fortemente ridimensionati, e solo alcuni saranno ottenibili nel tempo, con un nuovo sistema di progressione stagionale che tanto strizza l’occhio ai più blasonati Battle Royale – con numerosi premi da poter riscattare salendo di livello ovviamente contestualizzati nel pieno stile di FIFA 20.

Ultimate team, anche per la nuova edizione, presenta numerosi obiettivi base e giornalieri in continuo aggiornamento; i primi sono consigliati soprattutto per le fasi iniziali, visto che introducono anche per i neofiti tutte le feature della modalità tramite comodi tutorial e sbloccano buoni premi. Come poter dimenticare poi le sfide creazioni rosa? Queste sono da sfruttare, piuttosto che svendere giocatori, nelle sfide più immediate, per tentare la fortuna con qualche buon pacchetto.

FIFA 20, guida per cominciare su Ultimate Team – Speciale

Non può mancare, infine, anche il FUT DRAFT, che dà la possibilità, con un po’ di pazienza, di poter provare squadre composte da giocatori eccezionali e ottenere vantaggi interessantissimi vittoria dopo vittoria – ma se non si ottiene qualche accesso “gratuito” sconsiglio fortemente di gettare ben 15mila crediti nelle fasi iniziali di gioco.

FIFA Ultimate Team torna nuovamente in grande stile per macinare nuovi record e raccogliere professionisti e semplici fan da tutto il mondo. Le differenze riscontrate nell’impostazione dentro e fuori dal campo devono essere accolte positivamente per portare un po’ di nuova linfa senza intaccare minimamente la solidità della struttura generale. Una strategia definitiva per diventare campioni di FUT non esiste, solo giocando partita dopo partita si può imparare e fare quel passo in più, ma una guida per iniziare può sicuramente alleggerire la fatica a molti, rendendo l’esperienza nel suo complesso ben più piacevole.




TAG: electronic arts, fifa 20, FUT 20