Feel free to Pay: Overwatch Vs Paladins [Ep. 2]

Overwatch vs Paladins. Due giochi tanto somiglianti, quanto lontani fra loro. Mettiamoli a confronto.

By |11/02/2019|Categories: In Evidenza, Rubriche|Tags: , |

Per la rubrica “Feel free to Pay“, oggi sul ring mettiamo a confronto due titoli che ben hanno saputo distinguersi nella loro categoria di sparatutto: stiamo parlando di Overwatch, titolo a pagamento sviluppato dalla Blizzard Entertainment, e Paladins, titolo gratuito sviluppato dalla Hi-Rez Studios. Il terreno di sfida su cui i due titani si scontrano presenta molteplici facce e la domanda rimane sempre la medesima: dovendo scegliere, quale dei due si differenzia di più nella propria categoria e merita il nostro tempo o investimento? Questo significa anche domandarsi: che colore danno i personaggi al mondo di gioco? Quale spazio riserva il gameplay alla componente più puramente strategica? E i server su cui giocare sono stabili e ben mantenuti?

Overwatch Cover

We could be Heroes

Impossibile non riconoscere che entrambi i titoli si caratterizzano fortemente per i personaggi che riescono a mettere in gioco. In Overwatch troviamo eroi dal design decisamente accattivante e variopinto, ognuno con un background piuttosto sviluppato, con una propria etnia e poteri direttamente correlati agli ideali che persegue. Paladins ricalca questi aspetti e rincara la dose con una varietà di personaggi più estesa in termini numerici, con la sensazione che talvolta alcuni di essi finiscano per sacrificare un po’ della propria unicità in favore di una certa somiglianza ad altri già esistenti. In Overwatch ogni combattente è disponibile fin dall’inizio, a differenza di Paladins, in cui alcuni personaggi necessitano di essere sbloccati adoperando valuta del gioco (oro o cristalli). Tuttavia, Paladins non solo consente di provare tutti gli eroi in modalità “Training”, ma con cadenza regolare ne sblocca a rotazione alcuni, così da poterli provare anche in partita.

Un dettaglio positivo condiviso da entrambi gli shooter è che eventuali acquisti in game hanno una rilevanza puramente estetica. Sia in OW che PL, infatti, è possibile acquistare nuove skin o nuove cavalcature, che tuttavia non incidono minimamente a livello strategico, non rafforzando il PG in nessun modo. Naturalmente, accumulare valuta virtuale in Paladins richiede più tempo rispetto alla valuta virtuale di OW, ma Paladins merita senz’altro un plauso per la sua capacità di mantenersi free to play senza trasformarsi in un odioso Pay to Win.

I vari protagonisti del parterre di Overwatch si danno battaglia in location particolarmente suggestive e ispirate, con gli stessi colori vivaci che contraddistinguono il design degli eroi. Paladins riesce comunque a tener testa al suo competitor con ambientazioni in stile cartoon la cui struttura si mostra funzionale alle modalità di gioco esistenti, senza sacrificare eccessivamente l’estetica. OW, tuttavia, presenta più modalità di gioco fra cui scegliere e propone al giocatore degli sfidanti che non siano solo marionette da manovrare, ma che abbiano un passato, una missione, degli ideali. Paladins si è adeguato col tempo, ma la Lore del gioco rimane ancora su un livello piuttosto superficiale rispetto al titolo della Blizzard.

Overwatch

Play for fun

Una volta creati gli attori e il palcoscenico nel quale muoverli, però, occorre elaborare un gameplay che si sappia dimostrare accattivante per chi decide di dirigere lo spettacolo. Sotto quest’aspetto, entrambi i titoli sfoggiano grandi qualità. OW sa essere accessibile per i suoi comandi semplici ed intuitivi, e lo stesso può dirsi per Paladins. Entrambi mettono a disposizione personaggi con un set di mosse elaborato, in genere unico, che li rendono approcciabili a qualunque giocatore, anche il più casual: se non sei un bravo cecchino, puoi ricoprire il ruolo del guaritore, o se non sei un buon tank, puoi provare a cimentarti nel ruolo del flank. Overwatch consente addirittura di cambiare il proprio eroe nel corso di un match, lasciando così ampio margine per eventuali cambi di tattica nella partita già in corso. In Paladins questa possibilità non esiste, ma la componente strategica si approfondisce con la possibilità di assegnare ai propri eroi dei Talenti (che generalmente migliorano una delle tecniche in loro possesso), oggetti che sviluppano determinati parametri (maggior velocità di movimento, minor tempo di ricarica, ecc.) e Loadout (combinazione di carte che incidono sulle abilità/autoabilità del personaggio in questione).

In compenso, prima di iniziare una partita, OW aprirà una notifica su schermo per suggerire la correzione di eventuali assetti sbilanciati. Questo significa che, se in squadra ci sono 4 cecchini, il gioco informerà il gruppo che ci sono troppi cecchini, incentivando in un verso ogni membro del team a fare la propria parte e in un altro ogni giocatore a provare sempre qualche nuova combinazione, con risvolti tattici imprevedibili. Peraltro, non esiste un sistema di sviluppo dei personaggi, per cui gli eroi non salgono di livello, il che favorisce la competizione nel nome del fair play. In Paladins, gli eroi posseggono livelli e accumulano Punti ESP, ma ancora una volta questo non incide minimamente sulla loro potenza, semplicemente permette di sbloccare alcune ricompense che rimangono sempre puramente estetiche.

Paladins

La morte è solo l’inizio

Un aspetto che a livello strategico si può dimostrare un po’ frustrante in OW è il respawn. In caso di morte, infatti, il giocatore ricompare presso degli appositi “Respawn Points”, nei quali è protetto da eventuali assalti esterni. Il problema di queste aree è che sono spesso collocate molto distanti rispetto al cuore dell’azione di gioco e riattraversare l’intero campo di battaglia per riunirsi al conflitto diventa faticoso, specie con la maggioranza dei personaggi, che non godono di una grande velocità di movimento. In Paladins, invece, il giocatore ricompare sempre presso la propria base, dopo la morte, ma grazie alla propria cavalcatura può gettarsi nella mischia nel giro di pochi secondi.

Nel complesso, quindi, per entrambi i titoli le combinazioni strategiche si snodano in numerosissime possibilità, con esiti sempre diversi. Sia Overwatch che Paladins, inoltre, propongono regolarmente nuovi contenuti a titolo gratuito (nuove mappe e nuovi eroi, in primis). E’ un peccato che in Overwatch manchi una campagna single player, da molto tempo richiesta dagli utenti, ed effettivamente utile nel caso in cui i server siano inattivi o in manutenzione, o semplicemente per giocare offline. Nonostante il fine settimana i server di Paladins siano messi a dura prova, in genere non si registrano performance eccessivamente negative, soprattutto ricordando che si tratta di un gioco a base gratuita.

Per entrambi i titoli, inoltre, le community di gioco – grazie anche al lavoro di comunicazione degli sviluppatori – si mantengono attive e generalmente piacevoli. Alla luce di tutto ciò, mentre OW è forse più consigliato a chi sa già di cosa stiamo parlando e a chi ricerca uno shooter stimolante e vario, Paladins è l’ideale per chi si approccia al mondo degli sparatutto per la prima volta, o quasi. Consente di entrare appieno nelle dinamiche di questo genere di giochi senza comportare nessun tipo di investimento. Il giocatore può entrarci dentro in punta di piedi, viverne il gameplay, assaporarne lo sviluppo per capire se fa al caso proprio o meno. Non c’è sbilanciamento fra giocatori paganti e non, il che valorizza l’equità delle varie competizioni senza risentimenti o frustrazioni.

Alla luce di tutto ciò, mentre OW è forse più consigliato a chi sa già di cosa stiamo parlando e a chi ricerca uno shooter stimolante e vario, Paladins è l’ideale per chi si approccia al mondo degli sparatutto per la prima volta, o quasi. Consente di entrare appieno nelle dinamiche di questo genere di giochi senza comportare nessun tipo di investimento. Il giocatore può entrarci dentro in punta di piedi, viverne il gameplay, assaporarne lo sviluppo per capire se fa al caso proprio o meno. Non c’è sbilanciamento fra giocatori paganti e non, il che valorizza l’equità delle varie competizioni senza risentimenti o frustrazioni.