Far Cry 6, un breve assaggio di rivoluzione – Anteprima

Il nuovo Far Cry 6 sembra voler focalizzarsi su un'esperienza narrativamente profonda. Basterà il ruolo di Giancarlo Esposito come villain principale per raggiungere l'obiettivo?

Anteprima
A cura di Marino Puntorieri - 13 Luglio 2020 - 9:31

Dopo alcuni rumor poi trasformati in clamorosi leak a pochi giorni dalla presentazione di Ubisoft Forward, durante il palcoscenico virtuale imbastito dalla software house francese è stato mostrato ufficialmente il nuovo Far Cry 6, proprio in chiusura dell’evento dalla durata di poco meno di un’ora. Nonostante la totale assenza del fattore sorpresa siamo rimasti piacevolmente colpiti da quel poco che è stato mostrato, quanto basta per individuare alcuni capisaldi del brand e dove il team vuole osare per innovare una formula rodata, ma che merita di ricevere nuova linfa vitale per convincere un videogiocatore sempre più scettico e diffidente.

Una nuova definizione della follia

Il trailer di presentazione di Far Cry 6 mostrato sullo schermo riesce in pochi minuti a catturare l’attenzione dello spettatore con una facilità disarmante – merito di una composizione di brevi sequenze d’impatto legate all’ambientazione e con scelte cromatiche incentrate su un rosso scarlatto, che tanto fomenta per una rivoluzione prossima e alla quale prendere parte attivamente. Parliamo di una destabilizzazione sociale palese, con una popolazione allo stremo delle forze e oppressa da un governo militare che prende il concetto di libertà e lo chiude a chiave in un baule per poi gettarlo nelle profondità dell’oceano senza troppi ripensamenti; il tutto, mostrato con un susseguirsi di fotogrammi in CGI ben orchestrato e che conferma nuovamente le capacità di Ubisoft nel realizzare trailer di un certo livello.

Ovviamente non poteva non catalizzare su di sé le luci dei riflettori il dittatore Anton Castillo, soprannominato El Presidente, interpretato da quel Giancarlo Esposito tanto apprezzato da numerosi fan per i ruoli in Breaking Bad o Better Call Saul – senza dimenticare il recente approdo su The Mandalorian come il comandante imperiale Moff Gideon. Una presenza di tutto rispetto arruolata da Ubisoft per mettere in chiaro la volontà di conferire a Far Cry 6 un nuovo villain di spessore, rafforzando un brand che nonostante la bontà dei più recenti lavori vive parzialmente nell’ombra di un Vaas Montenegro imparagonabile con gli altri antagonisti introdotti successivamente al terzo capitolo.

far cry 6

L’interpretazione del dittatore in questa breve sequenza è entusiasmante grazie a un montaggio che ne delinea già parzialmente i tratti psicologici, facendo ben sperare per un lavoro finale curato, in grado in pochi minuti di far leva proprio sui sentimenti dei più nostalgici: parliamo di un uomo risoluto e capace con fermezza di prendere ogni decisione necessaria per portare la pace nella propria nazione a qualsiasi costo, personificazione del proverbio “il fine giustifica i mezzi”.

Nonostante le poche informazioni diffuse non si può non dare importanza anche al giovane figlio ed erede del dittatore, Diego, un ragazzo obbligato dal violento corso degli eventi a crescere prima del tempo sotto gli insegnamenti tanto crudeli quanto pragmatici dell’iconico padre. La scelta di Ubisoft di dare risalto al loro rapporto già in questo primo trailer di Far Cry 6, e sullo sfondo di una feroce rivoluzione pronta a scoppiare, può essere il giusto messaggio per comunicare ai fan la sincera volontà di valorizzare un comparto narrativo che negli ultimi anni è stato parzialmente sacrificato in favore del gameplay. E se potessimo interagire con Diego stesso per insinuare il seme del dubbio nella sua mente? Riuscire con le nostre azioni a cambiare i rapporti di forza tra padre e figlio potrebbe essere interessante, senza escludere quella remota possibilità legata alla somiglianza tra il figlio dell’antagonista principale e Vaas di Far Cry 3 che può dare a tutta la storia un ulteriore alone di mistero sul quale non fa male fantasticare.

Far Cry 6, un breve assaggio di rivoluzione – Anteprima

Viva la libertà

Se già consideriamo esigue le informazioni legate alla storia di Far Cry 6, quelle riguardanti l’effettivo gameplay scarseggiano ancora di più e vengono scovate con il contagocce. Sappiamo che la liberazione dell’isola di Yara, fortemente ispirata ai paesaggi cubani, avviene tramite una conquista progressiva dei vari territori essenziale per rimpinguare le forze dei ribelli, e allo stesso tempo assottigliare quelle dei lealisti al dittatore Anton Castillo; il gunplay dovrà basarsi sulla riproposizione di una guerriglia urbana combattuta faticosamente metro dopo metro, edifico dopo edifico, a favore anche di una certa verticalità tanto atipica per la serie. L’alternanza tra le città e una vegetazione così simile ai più disparati contesti caraibici dovrebbe farla da padrone, dando la possibilità al videogiocatore – con una grande libertà di approccio – di scegliere come sfruttare una determinata ambientazione per tendere la più efficace delle imboscate.

Prevedibile per Far Cry 6, inoltre, un maggior ventaglio di  possibilità legate al crafting, sia di oggetti sia di armi di fortuna, da utilizzare contro una milizia sulla carta ben più preparata e attrezzata, mentre per l’eventuale implementazione di un nutrito numero di quest secondarie bisogna fare una precisazione: dare subito in pasto al videogiocatore una grande area di gioco piena zeppa di attività senza un minimo di introduzione contestualizzata rischia di smorzare eccessivamente il ritmo della storia, aspetto che ha danneggiato l’esperienza di Far Cry 4 e che ne titoli successivi è stato risolto solo in parte; amalgamare questi due aspetti è fondamentale per il risultato finale.

Parlando di armi non convenzionali, invece, sarà interessante capire fino a dove sapranno spingersi gli sviluppatori; negli scontri a fuoco sopracitati ogni risorsa è scarsa e deve essere sfruttata nel miglior modo possibile, un messaggio che ovviamente fa leva sul lato della potenziale varietà delle bocche da fuoco a disposizione, con accessori rudimentali o di fortuna, piuttosto che di una mera componente survival – aspetto che rischierebbe di frenare il ritmo di gioco così frenetico tipico della serie.

Se volete prenotare Far Cry 6, potete già farlo direttamente su Ubisoft Store ufficiale.

+ Giancarlo Esposito porta nuove certezze sotto l'aspetto narrativo...
+ Sarà interessante capire come il protagonista potrà interagire con il dittatore e suo figlio
+ Ambientazione interessante fin dal primo annuncio
-... ma basterà per ottenere una storia qualitativamente d'impatto?
- Per il gameplay effettivo bisogna ancora attendere

Far Cry 6 è previsto per il 18 febbraio 2021 e non vediamo l’ora di capire fino a dove si sono spinti i ragazzi di Ubisoft per rilanciare definitivamente il brand agli occhi del pubblico. Questo breve e primo trailer da un lato ci ha rassicurato, ma dall’altro ha anche alzato vertiginosamente le aspettative; in attesa di maggiori novità soprattutto sul lato del gameplay effettivo, ci accontentiamo di un villain come Giancarlo Esposito che ha tutte le carte in tavola per rimanere impresso nella mente dei videogiocatori per molto tempo.




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