Fallout 76: perché ho Platinato il ‘disastroso’ titolo di Bethesda

So bongo, bongo, bongo I don't want to leave the Appalachia!

Speciale
A cura di Pasquale Fusco - 10 Giugno 2019 - 16:53

No, non sono pazzo, e questa è la prima di una serie di premesse sfortunatamente necessarie, considerando il titolo di cui sto per parlarvi. Sì, perché Fallout 76 è senz’ombra di dubbio uno dei più grandi flop della recente storia dell’industria videoludica e, con ogni probabilità, la produzione di Bethesda più sfortunata dell’ultimo decennio. Sia chiaro, non si parla solo di vendite, né di metascore, ma anche e soprattutto del feedback dei giocatori, dei fan di vecchia data e di chi si è avvicinato per la prima volta alla popolare serie post-apocalittica.

Il sottoscritto rientra nella prima delle suddette cateogorie, quella di chi si era avventurato nella Zona Contaminata dei primi capitoli assorbendone tutti i difetti – perlopiù tecnici – e i pregi. Ai miei occhi 76 è certamente uno dei capitoli meno riusciti della storia di Fallout, ma è al tempo stesso un esperimento al quale ho sempre guardato con enorme interesse, sin dal famigerato reveal in cui Todd Howard aveva incantato migliaia di spettatori con le sue ammalianti promesse. Promesse in gran parte mantenute, ma con risultati ben lontani da quelli che potevamo pronosticare, eppure oggi non sono qui per elencarvi i ben noti difetti che caratterizzavano Fallout 76 al momento del suo catastrofico lancio.

La rinascita dell’Appalachia

Torniamo dunque a quella magica parola: feedback. I primi tre mesi di vita di Fallout 76 hanno permesso a Bethesda di raccogliere le impressioni della stampa specializzata e dei fan; questi ultimi hanno riversato su Reddit le proprie opinioni, in primis lamentando la massiccia presenza di bug che rallentavano il consueto progresso in-game e richiedendo ai developer nuove, inedite feature. Il team di sviluppo ha fatto tesoro di tutte le critiche e così, 100 giorni dopo la pubblicazione del gioco, Howard e soci hanno potuto svelare la prima roadmap per il 2019.

Il supporto post-lancio si focalizza sul rilascio periodico di contenuti aggiuntivi gratuiti, i quali andranno ad arricchire l’intera esperienza di gioco: nel pacchetto sono incluse quest principali e secondarie, oggetti con cui espandere il proprio C.A.M.P. e persino delle nuove funzionalità che renderanno il gameplay ancora più stratificato. Bethesda aveva già dimostrato di aver dato ascolto ai fan rilasciando diverse patch correttive – e migliorando sensibilmente la stabilità dei server e del gioco – ma solo con Wild Appalachia i giocatori hanno ottenuto il primo, autentico pretesto per ritornare sui propri passi e inaugurare un nuovo capitolo della loro avventura nella Virginia Occidentale.

Il primo paragrafo di questa roadmap coincide con l’introduzione di nuove missioni incentrate sui misteriosi criptidi che terrorizzano l’Appalachia, e non solo. Abbiamo dato il benvenuto al primo evento stagionale (la Sfilata di Fasnacht), alle stazioni di mescita e distillazione per le nostre bevande alcoliche, ad un dungeon nuovo di zecca e, ciliegina sulla torta, a una macchina fotografica ProSnap con cui immortalare i gloriosi trionfi del nostro alter ego appalachiano. Eppure quelle appena elencate rappresentano solo la cornice di un’espansione molto più corposa. Volgiamo così lo sguardo verso la Modalità Sopravvivenza, che offre ai giocatori più audaci la possibilità di mettere alla prova le proprie capacità in una versione esclusivamente PvP dell’esperienza originale – quest’ultima rinominata Modalità Avventura – e mettere le mani su ricompense ancora più ghiotte. Un’aggiunta più che apprezzata da parte di coloro che criticavano le forti limitazioni del multiplayer competitivo e che, pertanto, reclamavano un’esperienza che fosse all’altezza dei più spietati Predoni.

Dulcis in fundo, Wild Appalachia ha portato alla nascita di un vero e proprio sistema di commercio, basato sui nuovi distributori che i giocatori possono piazzare nel C.A.M.P. per la messa in vendita della propria merce. Questo sistema ha agevolato la vita degli aspiranti commercianti che, prima del suddetto major update, erano costretti a scambiare le proprie rarità sfruttando i thread di Reddit; ma le ‘vending machine’ hanno fatto molto più di questo, inconsapevolmente. I distributori sono diventati dei ponti di collegamento per i giocatori che condividono il medesimo server: l’attivazione della macchina farà comparire una nuova icona sulla mappa, segnalando la posizione del nostro C.A.M.P. e invitando così gli altri dweller a farci visita, che sia per meri scambi commerciali o per genuina curiosità. Curiosità del tutto giustificata, del resto non sono pochi i giocatori che trascorrono dozzine di ore in Fallout 76 per il solo abbellimento del proprio rifugio: accadeva anche in Fallout 4, ma – diciamocela tutta – solo con la nuova formula online possiamo vantarci del nostro talento creativo.

È stato un momento quasi magico quando, per la prima volta, si sono materializzate davanti ai miei occhi le silhouette di altri giocatori, perfetti sconosciuti, e non quelle dei miei amici che spesso avevo minacciato pur di ricevere una visita al mio umile C.A.M.P.. Molti dei miei nuovi ospiti non avevano occhi che per gli oggetti in vendita nei miei distributori, ma altri sembravano più interessati alla mia casa – o meglio, alla mia torre dalla discutibile tenuta statica; ecco dunque che ricevo anche io dei feedback sulla mia creazione, opinioni positive e negative espresse attraverso le Emote, e persino dei doni, un gesto adottato spesso e volentieri dai giocatori più navigati di 76 nei confronti degli altri avventurieri. Tutto ciò non può che riempirmi di gioia, e anche di un pizzico di stupore. Sì, stupore per aver assistito a qualcosa del genere all’interno di un titolo quale Fallout 76, dilaniato da innumerevoli difetti che, tuttavia, non sembrano aver scalfito minimamente lo spirito di cooperazione che tiene unita la community di questo gioco.

*ding* Trofeo di Platino! Ma ne è valsa la pena?

Se non si fosse ancora capito, le novità di Wild Appalachia hanno inevitabilmente trasformato Fallout 76 in un gioco (quasi) nuovo, migliore oserei dire. Come il sottoscritto, altri giocatori hanno recuperato la sessione abbandonata una manciata di settimane prima al fine di dare una nuova chance all’RPG contaminato, uscendone piacevolmente sorpresi. Nel mio caso specifico ho colto tale occasione per ultimare il completamento delle quest lasciate in sospeso, per migliorare il mio equipaggiamento e per espandere il mio C.A.M.P., verso cui ho sempre nutrito un’attenzione quasi maniacale. Tra un’attività e l’altra ho avuto la possibilità di completare le nuove e impegnative sfide degli Scout Pionieri – altra novità della suddetta espansione – e ottenere lo speciale Zaino che avrebbe incrementato la capacità del mio inventario. Insomma, senza che me ne accorgessi avevo macinato un altro centinaio di ore di gioco, ottenendo anche qualche Trofeo; quelli non guastano mai.

Non fraintendetemi, non sono mai stato un avido cacciatore di Trofei. Colpa della pigrizia. Ciononostante, non potevo ignorare tanto facilmente quei 5/6 achievement che mi separavano dal Trofeo di Platino, un traguardo che, in ogni caso, ha sempre fatto gola a qualsiasi giocatore ‘sonaro’; e questa volta avevo un motivo più che valido per portare a termine la caccia: esplorare ogni singolo angolo dell’Appalachia. Perché tutto si può dire di Fallout 76 – come il fatto che contenga più bug di tutti i giochi di questa generazione messi assieme – ma non si può negare che quella ispirata alle lande del West Virginia sia una delle migliori ambientazioni della serie, nonché il più vasto mondo di gioco.

Le principali ‘tappe’ del mio viaggio prevedevano, tra le varie richieste dei Trofei, lo sblocco di 50 terminali o l’uccisione di altri 20 giocatori; obiettivi che mi avrebbero costretto a visitare diverse location e, perché no, a fare anche un salto nella temibile Modalità Sopravvivenza. Ciò mi ha portato a visitare diverse località di cui ignoravo l’esistenza e a scoprire segreti che erano stati sapientemente nascosti dagli sviluppatori, per non parlare di un paio di incontri fortuiti con i criptidi appalachiani – che tu sia dannato, Uomo Falena. Non credevo nemmeno di poter trarre così tanto appagamento dall’uccisione di altri dweller… sono un mostro (?).

Raggiunto l’agognato obiettivo finale non potevo che crogiolarmi nel mio trionfo, ma anche (e soprattutto) nella soddisfazione di aver fatto tante nuove scoperte in quel dell’Appalachia – e di aver potuto spuntare qualche altro nome dal bestiario di 76. Mi sento ulteriormente appagato al pensiero che per la mia controparte appalachiana ci saranno ancora tante altre avventure da vivere.

The (nuclear) show must go on

Nella ricca agenda di Fallout 76 per il 2019 ci sono altri due grossi appuntamenti da tenere d’occhio, come ci è stato ricordato durante una delle prime press conference dell’E3 di Los Angeles.

Il prossimo è ormai imminente e risponde al nome di Nuclear Winter, update gratuito che porterà con sé alcune novità focalizzate sul multiplayer competitivo. Verranno finalmente aperte le porte del Vault 51, altro bunker della Zona Contaminata che inaugurerà un’inedita (e imprevedibile) sfida Battle Royale. L’annuncio era nell’aria già da diversi giorni, ma solo alla conferenza di Bethesda abbiamo potuto vedere in azione la modalità Nuclear Winter, che riprende le tipiche meccaniche dei BR per unirle alla consueta progressione open world di 76: ci armeremo fino ai denti, otterremo dei nuovi Talenti – non esistenti in Avventura né in Survival – e potremo persino improvvisare la costruzione di un C.A.M.P., al fine di sopravvivere ad un caotico scontro tra 52 giocatori.

L’inverno nucleare si scatenerà quest’estate, ma i giocatori possono avere un primo assaggio del Battle Royale dal 10 al 17 giugno, prima di poterne accogliere il debutto ufficiale. Il terzo aggiornamento avverrà invece durante la stagione autunnale e s’intitolerà Wastelanders: a detta degli sviluppatori, sarà l’espansione più grande e ambiziosa di Fallout 76. Vogliamo crederci, del resto – come mostrato all’E3 2109 – l’ultimo evento dell’anno introdurrà una nuova storyline principale in cui appariranno degli NPC. Sì, avete letto bene. In tale occasione saranno inoltre introdotte le fazioni, già presenti in 76 sin dal lancio, ma che ad oggi non hanno mai inciso in maniera concreta sul nostro operato nel selvaggio mondo dell’Appalachia. Le cose potrebbero finalmente cambiare, ancora una volta.

Siamo ancora lontani dalla prematura dipartita di Fallout 76. Non ne siete ancora convinti? Vi basterà dare un’occhiata a ciò che sta accadendo in questi ultimi giorni all’interno dell’RPG online, con i giocatori che stanno ripopolando i server per prendere parte alle sempre più numerose attività disponibili. A tal proposito, l’aggiornamento di Wild Appalachia ha giocato senz’altro un ruolo fondamentale e lasciano ben sperare le due future espansioni che vizieranno i dweller con altrettante ondate di contenuti aggiuntivi e, non dimentichiamo, gratuiti. Alcuni degli ingiustificabili difetti che avevano accompagnato il lancio di 76 sono ancora presenti, ma ciò non ha ostacolato la nostra operazione di recupero: abbiamo dato una seconda chance all’Appalachia, al punto da sviscerarne (quasi) tutti i segreti, e non possiamo che esserne contenti.




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