Video provato 8 min

F1 2021 | Provato – Il debutto next-gen sotto l’egida di EA Sports

Abbiamo assistito ad una presentazione di Codemasters e giocato per oltre una settimana una build del racing

Nuova stagione, nuovo gioco di Formula 1: è la tradizionale liturgia dei giochi sportivi e il franchise di Codemasters, ora coniugata con Electronic Arts e in particolare associata all’etichetta EA Sports, non costituisce di certo un’eccezione. Ed è così che, in vista dell’uscita del prossimo luglio, abbiamo avuto un assaggio di quello che F1 2021 metterà sul piatto una volta che verrà lanciato per PC, PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series X|S.

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, XONE, XSX
Sviluppatore:
Codemasters
Distributore:
Electronic Arts

Grazie ad un invito dell’editore californiano, abbiamo partecipato ad un evento digitale con il game franchise director Lee Mather che ha snocciolato tutte le caratteristiche rilevanti dell’iterazione annuale, e dalla serata stessa siamo stati messi in condizione di testare il gioco per oltre una settimana nella comodità delle nostre case.

La presentazione e la demo, basata su una build frutto di un sapiente taglia e cuci rispetto al codice finale che sarà disponibile a ridosso del giorno uno, ci hanno così permesso di toccare con mano l’asfalto rovente e scoprire i primissimi particolari della già attesa nuova versione, ora ancora più sotto i riflettori perché la prima – tra i 12 (+1) titoli di Codemasters su licenza F1 – a venire pubblicata sotto l’egida della casa di FIFA.

La presentazione

Le novità di F1 2021 si articolano in nove punti, che non è mai poco se consideriamo che stiamo parlando di un prodotto innestato in una longeva (e, in quanto apprezzata, poco perfettibile) serie. Mather ci ha spiegato prima di tutto che anche quest’anno ci saranno sia F1 che F2, seppur quest’ultima ci metterà un po’ ad allinearsi alla stagione corrente, e che lato piste Imola, Portimao e Jeddah saranno aggiunte soltanto post lancio; la Cina è rimasta nel circus per via della sua integrazione nella modalità storia.

 

Ed eccoci così giungere alla prima novità: Braking Point. Questa è la modalità storia del franchise di Formula 1, una chicca simile a Il Viaggio pensato per, pura coincidenza, la proprietà intellettuale di FIFA. Si tratta di una modalità separata dalla carriera che già conosciamo, ed è un’esperienza lineare in cui avremo dei brevi momenti di interazioni extra pista come ad esempio la lettura delle email.

La durata è segnata intorno alle 5-6 ore e l’ispirazione è abbastanza netta: Drive to Survive, la serie Netflix che segue il più grande circus motoristico al mondo. In Braking Point, giocheremo su tre stagioni, 2019, 2020 e 2021, il primo anno in F2 e i seguenti in F1. Potremo scegliere tra cinque team, una volta saliti alla massima categoria: Racing Point, Aston Martin, Alpha Tauri, Alfa Romeo, Haas e Williams.

Da un punto di vista narrativo, la storia verrà mandata avanti dagli eventi in game ma anche da brevi sequenze in computer grafica: ce n’è stata mostrata una e, da quello che abbiamo visto, si tratterà di fugaci istanti che imposteranno il tono in vista delle sfide all’interno dei circuiti. Codemasters si è detta molto fiera del lavoro fatto dai suoi sceneggiatori, per cui è possibile che questi filmati riservano altre sorprese; per cominciare, però, vi segnaliamo che, tra i tanti personaggi inediti promessi, ci sarà il ritorno del “villain” Butler da F1 2019.

La Rossa è la Rossa.

Sebbene sia la più succulenta, questa è però soltanto la prima delle novità in serbo per F1 2021. La Carriera per due giocatori è un’altra di quelle rilevanti, e si tratterà sia di co-op (nel limite delle possibilità di cooperazione in uno sport simile) che di competizione: la struttura rimarrà la stessa della carriera in single-player, con la possibilità di cambiare scuderia e di diventare col tempo compagni di squadra o restare per sempre rivali. Un aspetto di non poco conto è che ciascun utente ha il suo stile di guida e l’amico può essere cambiato in corsa nel caso in cui, per fare un esempio, quello con cui abbiamo iniziato non abbia più tempo per giocare con noi.

Un’aggiunta interessante è l’inizio della stagione reale: questa feature consente di partire dal punto in cui è arrivata la stagione all’uscita del titolo, qualora lo volessimo, o a quello in cui è giunta al momento del nostro acquisto. Il gioco si occuperà non solo di tenere aggiornate le posizioni e gli eventuali cambiamenti nello sport, ma allineerà automaticamente persino i valori e i punti spesi nella R&S.

Un punto su cui lo studio britannico ha battuto molto è Il Mio Team, una modalità introdotta lo scorso anno che è stata ulteriormente limata per questa sua seconda esibizione. Sono stati aggiunti in particolare i cosiddetti Department Event, scelte critiche da prendere in quanto manager per il team: bisognerà misurarsi con il budget, per citare un caso, decidendo se vale la pena acquistare l’update di un software per sbloccare una modifica oppure prendersi un rischio, non prenderla e spendere altro.

Primi giri in Bahrain.

La struttura del comparto della ricerca e dello sviluppo – e lo abbiamo visto pure nella demo, durante la Carriera Pilota – è stata rivista con la semplificazione in mente: è sparito quindi lo skill tree in favore di una rappresentazione più lineare degli aggiornamenti. Inoltre, sono state aggiunte più domande e risposte con la stampa, e i Programmi di Prova sono stati resi più rilevanti, con obiettivi secondari che riducono il prezzo per lo sviluppo, se completati.

I Piloti hanno ricevuto un nuovo parametro di valutazione, il Focus: questa statistica cambia in base a come giochiamo, in momenti come le interviste, la guida e la R&S, e muta di continuo – influenzeremo con la nostra condotta persino quella dei compagni di squadra. Le altre statistiche, invece, rimarranno invariate a prescindere da cosa faremo.

Un’altra novità è lo stile di guida Esperto, che si aggiunge a quello Normale e al Basilare introdotto solo in F1 2020. Con questa impostazione attivata (basta premere il tasto Y sul controller Xbox), abbiamo più opzioni visibili direttamente nell’interfaccia per modificare l’esperienza; tuttavia, l’impatto è su tutto quello che faremo nel gioco come carriera: in questa modalità bisognerà incontrare la stampa e fare i Department Event, si potrà determinare la velocità di guadagno delle risorse sia nostra che dell’IA, si incapperà in guasti meccanici e difetti nelle parti sviluppate.

Il sorpasso è vicino...

Su questi stessi binari si muove la più profonda organizzazione del multiplayer: sono state aperte le porte al social play, con un tipo di lobby (“beginner”) che non prevede collisioni, ha l’auto reset e lo stile di guida Basilare ed è del tutto separato da un altro per piloti esperti – con collisioni, gare più lunghe e stile Normale. Per agevolare la ricerca di partite che facciano al proprio caso, sono stati pure inseriti più filtri quando si sfoglia tra i server.

Mentre è stata ampliata la personalizzazione del pilota, con gli adesivi ora applicabili sull’Halo e diversi victory radio tra cui scegliere (avete presente gli show di Vettel ai bei tempi in cui la Ferrari riusciva a vincere almeno una gara?), chiaramente l’attenzione è riposta sul comparto tecnico, trattandosi del primo capitolo di F1 in uscita sulle console di nuova generazione.

Codemasters ha promesso una “feature parity” con Xbox One e PS4, quindi non ci saranno funzionalità esclusive next-gen, ma sarà proposto uno slider per scegliere tra performance e grafica, e verrà adottato il ray tracing per i replay, le riprese televisive e lo showroom (su PC, invece, c’è anche in pista). I caricamenti sono stati dichiarati istantanei, l’audio spaziale è stato ottimizzato, e su PS5 saranno supportate le schede Attività e i grilletti adattivi.

La modalità fotografica regala molte soddisfazioni.

Mather ha sottolineato che ci sono stati upgrade significativi su dettagli come gli edifici, l’erba e le superfici, mentre sui particolari dei piloti la pandemia ha reso molto difficile catturare e riportare fedelmente nel gioco; tuttavia, proprio i piloti appiedati causa COVID hanno avuto tanto tempo per giocare il predecessore di F1 2021 e sono stati costantemente in contatto con il team per fornire feedback utile per il nuovo capitolo.

Sotto il profilo dei ritocchi, ci è stato confermato che ci saranno più parti danneggiabili, anche se la software house britannica non vuol sentire parlare di eventi casuali – sarà tutto, sempre, determinato dalla guida del pilota. In tal senso, durante un Q&A con i membri della stampa, abbiamo ricevuto risposte abbastanza vaghe sull’intelligenza artificiale, classificata come un discorso “continuo” e non oggetto di un cambiamento repentino in stile bacchetta magica.

Un aspetto interessante che il game franchise director ha tenuto a sottolineare è che non ci sono state influenze di EA nello sviluppo, poiché l’acquisizione è avvenuta molto avanti nel ciclo di produzione di F1 2021. Tuttavia, EA era molto interessata alla roadmap dell’etichetta racing per il futuro, anche di Formula 1, e quindi pare proprio che le direzioni delle due realtà combacino – potrebbe essere una dichiarazione sincera o semplicemente un modo per mettere le mani avanti in vista di un F1 Ultimate Team, la cui ombra già circola a mo’ di Baubau tra i puristi della serie.

La demo

La demo che abbiamo giocato su PC (in breve, la configurazione prevede una RTX 3080, un i9 11900K e 32GB di memoria) per oltre una settimana ci ha permesso di dare uno sguardo ad una porzione piuttosto limitata della nuova iterazione dell’IP, con la sola modalità Carriera Pilota disponibile – non quella incentrata sulla Scuderia – più le prove a tempo e il Grand Prix. Abbiamo giocato con tutte le scuderie ma soltanto un manipolo di piste, ovvero Melbourne, Bahrain, Baku, Barcellona, Silverstone e Spa-Francorchamps.

Vettel in un momento prima della gara.

La Carriera Pilota presenta un impianto molto vicino a quello dello scorso anno, per quel che abbiamo potuto vedere, con la differenza dell’albero dei potenziamenti rimosso in favore di una visualizzazione più lineare degli upgrade, e i guasti e i difetti meccanici che occorrono con lo stile di guida Esperto: ad ora, ci sono capitati ma non si tratta di niente di particolarmente drammatico quando ci sono successi prima delle prove (con un’attesa aggiuntiva, saltabile, per partire); discorso diverso per le parti uscite difettose dalla fabbrica, poiché rallentano lo sviluppo della vettura.

La fase preparatoria rimane affascinante, con una R&S in cui apportare cambiamenti all’evoluzione della monoposto, e che ci sono parsi pure piuttosto significativi per quanto riguarda le prestazioni in pista. È possibile “superare” l’evoluzione delle altre scuderie, determinate in una speciale classifica, ed è possibile gestire il veicolo con le componenti di cambio e power unit intercambiabili o addizionabili eventualmente con una penalità.

In quanto piloti, avremo, alla voce Società, il quadro delle nostre statistiche e delle abilità, che potremo livellare al rinnovo dei contratti ogni 8-11 weekend di gara: la cifra che resterà all’infuori del contratto base potrà essere investita per migliorare il nostro rapporto con lo sviluppo della vettura, ad esempio, o con il mondo dei social media, grazie ai quali acquisire maggiore fama e più in fretta.

E alla fine la spunta lui.

Sono tornate le interviste, con cui potremo avere un impatto sull’umore delle diverse divisioni del team (non abbiamo percepito oscillazioni di rilievo, ma aspettiamo di valutarlo su più stagioni) e che contribuiscono alla strutturazione scenica del gioco: F1 2021 esiste pure fuori dall’abitacolo ma conferma una certa spigolosità delle fattezze dei piloti e degli altri personaggi coinvolti nel paddock, in particolare proprio durante le “simulazioni” televisive e le premiazioni.

È giusto menzionare ad ogni modo che i modelli dei piloti nei menu sono abbastanza impressionanti (LeClerc, per citarne uno, è non solo perfetto fisicamente ma replica divinamente il suo sguardo) e nel complesso lo sforzo su questa componente “extra” è apprezzato, specie quando si imbatte in elementi accessori come la replica di un team principal, come nel caso della Ferrari con Binotto.

Se questo è il quadro nel suo complesso, come siamo messi a sensazioni? Abbiamo giocato per la prima volta un gioco di F1 su un monitor ultrawide a 144hz (con altrettanti fotogrammi al secondo) e vi assicuriamo che si è trattato di un’esperienza trascinante, con un’impressione di fluidità e velocità che, nonostante un codice ancora da ripulire, ha già bucato lo schermo. Avere una visuale estesa e una reattività dei comandi fulminea ha allo stesso modo il suo peso.

Nel garage Ferrari.

Per la cattura del video, invece, abbiamo usato schierato i classici 4K a 60fps con il gioco impostato ai massimi settaggi e, per quanto non possiamo dilungarci in discorsi tecnici, anche in questa configurazione “simile” a quella che verrà proposta su console abbiamo notato una sensazione di velocità marcata, oltre che una resa estetica molto gradevole.

Durante la carriera, abbiamo potuto saggiare, non senza una punta di malinconia, come ottenere un buon piazzamento con una Ferrari sia sempre dura, e veramente ogni posizione devi portartela a casa con le unghie e con i denti quando le impostazioni sono tarate sullo stile di guida Esperto (e uno o due aiutini attivati).

Difendere e soffrire è qualcosa che nel motorsport dà sempre una certa soddisfazione, e il fatto che F1 2021 sia in grado di replicare questo feeling costituisce di certo una freccia al suo arco; lo fa specialmente nel momento in cui scali posizioni mano a mano che migliori la vettura con i potenziamenti sbloccati (anche se forse c’è pure una spintarella un tantino artificiosa).

A bordo di una Williams, a Melbourne.

Da questo primo approccio, confermato pure dalle parole di Mather sull’IA, in F1 2021 si continua però ad avvertire la sensazione che nel contesto di una gara tutto sia destinato a finire così come sia iniziato – che se non facessi tu qualcosa, come un errore in un sorpasso, non succederebbe mai alcunché. Un’idea di staticità che è ormai tipica del franchise e la cui persistenza andrà verificata anche quest’anno nel gioco completo.

La Codemasters che conosciamo oggi nasce con il rally, sport in cui la competizione è asimmetrica, e un’osservazione del genere non dovrebbe stupire; così come non dovrebbe sorprendere che le prove a tempo restino l’esperienza più godibile e appagante: la parte più divertente per quanto ci compete è proprio studiare il tracciato e capire nel dettaglio come, e dove, poter migliorare le performance.

Questo aspetto è centrato appieno grazie ad un modello di guida simularcade altamente modulabile e personalizzabile nei minimi dettagli, con impatti palpabili (il controllo della trazione viene attivato o disattivato innescando effetti su sovrasterzo e sottosterzo, ad esempio), come in un capitolo di Forza: complici i successi degli ultimi anni, tale modello non ha avuto bisogno di venire alterato e, almeno dal nostro test preliminare, è stato tenuto quasi cristallizzato come base per un contesto in grande, graduale ma inesorabile espansione.

Siete in vena di un racing Codemasters? Dirt 5 è disponibile ad un ottimo prezzo su Amazon

Piattaforme: pc, ps4, ps5, xone, xsx
Restiamo in attesa di provare le novità più succose di questa nuova iterazione, come Braking Point e il resto del pacchetto Carriera, ma l’impressione destata ad oggi è quella di un F1 2021 che punta a confermarsi come l’ibridazione simularcade perfetta per le due anime dei giochi di guida: da un lato l’accessibilità e l’immediatezza, dall’altra la profondità di uno stile di guida per esperti che, forse più che nelle precedenti versioni, sarà stavolta posto sotto i riflettori. Per il momento, guardiamo con fiducia alla decina di ampliamenti basati sulle valutazioni dell’ultimo capitolo, e con curiosità all’inedito focus sulla narrazione sportiva che potremo approfondire a ridosso dell’imminente day one.

Pro

  • Modello di guida modulabile e vibrante…
  • Braking Point è uno spunto interessante
  • Tanti ritocchi sulle modalità rispetto a F1 2020

Contro

  • … ma in pista tutto uguale?