F1 2020: diventare campioni una novità alla volta – Recensione

La Formula 1 torna nei videogiochi con F1 2020: porterà i grandi cambiamenti che i fan si aspettano?

Recensione
A cura di Matteo Bussani - 6 Luglio 2020 - 10:00

La Formula 1 che immaginavamo a febbraio per il 2020 è paradossalmente più simile all’esperienza offerta dal gioco su licenza F1 2020, piuttosto che a quella iniziata con il weekend appena trascorso in Austria. La contraddizione per colpa del periodo non sorprende, ma comunque ci proietta ad analizzare il racing di Codemasters come una doppia fuga dalla realtà, sia sul piano ludico sia sul piano della realizzazione. 

Senza indugiare oltre sulle premesse che accompagnano il lancio del gioco, dopo i giorni passati in compagnia di F1 2020 possiamo affermare che, come molti predecessori, l’edizione 2020 della serie è figlia della release annuale e già dal video iniziale promette di rimanere fedele alla tradizione. Si porta dietro l’apprezzata struttura che definisce la serie e la arricchisce di contenuti, dando corpo a dettagli delle feature precedentemente introdotte. Per quanto le novità ci siano, vi assicuriamo che si tratta di rivoluzioni. Date le premesse, dunque, non abbiamo perso tempo per allungare le nostre mani per impugnare il volante e metterci a bordo delle monoposto per un’altra stagione di F1. 

F1 2020: diventare campioni una novità alla volta – Recensione

Il gioco, F1 2020, è atteso sulle console di attuale generazione, PC e Google Stadia (con versioni ottimizzate per l’hardware di ognuno) e sarà disponibile a partire dal 10 luglio 2020.

Gioco di squadra per F1 2020 – Carriera Scuderia

Tra le novità principali del nuovo F1 2020 troviamo subito la nuova modalità carriera. Si tratta di una modalità di squadra in cui in maniera non dissimile da quanto fatto in altre serie di videogame racing, ci si assumerà il ruolo di piloti/proprietari di un team. Verrà dato così spazio a un’undicesima squadra rappresentante del mondiale con tutto ciò che ne consegue: sviluppo della macchina, organizzazione degli eventi, gestione del secondo pilota e dello sviluppo dei reparti, sessioni stampa più ricche, oltre che i weekend in pista. Da focus la pista diventa così un po’ di più il coronamento di una serie di lavori e opportunità colte durante l’anno. Si potranno costruire la squadra e lo stemma dalle fondamenta cromatiche, pur dovendo scegliere tra le motorizzazioni realmente a disposizione (Renault, Ferrari, Mercedes e Honda) e dover lavorare sull’estetica con un editor poco ispirato. 

Questa modalità non sostituisce la classica carriera pilota in F1 2020, ma l’affianca. Al di là delle aggiunte si tratta de facto di una versione più completa della prima, con elementi manageriali aggiuntivi e la possibilità di creare un team totalmente personalizzato. L’impostazione delle dinamiche di R&D e di gara è la stessa (menù compresi). Da ciò deriva una certa continuità di pregi e difetti rispetto alla serie che negli ultimi anni non ha mai ribaltato le carte in tavola in questa modalità. 

F1 2020: diventare campioni una novità alla volta – Recensione

Le sessioni dedicate alle interviste con la stampa sono monotone e ogni tanto abbinano commenti positivi a risultati disastrosi, oppure un ottimo recap a domande sul perché non si era veloci in pista. Questo non mette in ombra il focus sulla fisica di guida, che si mantiene sui livelli accessibili ma precisi che hanno contraddistinto il modello di guida made in Codemasters negli ultimi anni.

Il gioco è notoriamente votato a una simulazione popolare della guida su monoposto F1, ha un sistema di aiuti scalabile e meccanismi di guida credibili, seppur non particolarmente punitivi a tutti i livelli di difficoltà, e questo capitolo 2020 non si discosta per nulla da questa filosofia. 

F1 2020: diventare campioni una novità alla volta – Recensione

Nonostante ciò, gli sviluppatori di Codemasters, hanno voluto ampliare ulteriormente il loro bacino di utenza creando una distinzione netta del modello di guida da realistico a “accessibile”.

Il nuovo livello di impostazioni sulle impostazioni di guida rende F1 una passeggiata di salute, e permette a tutti di godere del brivido della velocità anche in quei gran premi che, volenti o nolenti, non vedremo mai nella stagione 2020 della controparte reale, pur perdendo tanto nel piacere di guida per i più navigati. 

F1 2020: diventare campioni una novità alla volta – Recensione

Novità? Poche per F1 2020, ma a schermo condiviso

Poche le novità dunque per questo F1 2020, soprattutto in riferimento alle passate iterazioni, rispetto alle quali i cambiamenti alla modalità carriera sono davvero limitati. La scarsa evoluzione rimane costante in tutte le modalità offline, come ci si aspetterebbe da un titolo su licenza a programmazione annuale, tranne per l’auspicatissimo ritorno della modalità split-screen. Dopo una lunga assenza, infatti torneremo a giocare con i nostri amici dallo stesso divano (pandemie permettendo), con una penalizzazione grafica tutto sommato ragionevole.

F1 2020: diventare campioni una novità alla volta – Recensione

Ritornano le monoposto classiche, ritorna la F2 e sono stati inseriti i due nuovi circuiti che erano stati programmati per questa stagione: il circuito Zandvoort in Olanda l’Hanoi Street Circuit in Vietnam. 

Si potenzia il multigiocatore simmetrico e asimmetrico sviluppato tramite eventi online, che possono essere organizzati in leghe realizzabili dai giocatori. Gli esport guadagnano una sezione dedicata per coloro che non si accontentano di mettere alla prova la propria bravura al volante online, ma che vogliono anche sfogare le loro ambizioni competitive. 

F1 2020: diventare campioni una novità alla volta – Recensione

Del futuro delle e-corse competitive vi abbiamo già ampiamente parlato e crediamo che il momentum positivo dell’ultimo periodo possa aiutare a sviluppare un percorso in continua ascesa per questo fenomeno rimasto fino a oggi un po’ in ombra, nonostante le molteplici occasioni per farsi vedere.  

60 Fps ben gestiti

La grafica di F1 2020 come da tradizione punta dritto ai 60fps, granitici nella stragrande maggioranza delle situazioni con un’immagine a schermo saggiamente ponderata sulla giusta rilevanza degli elementi. Le auto hanno modelli poligonali dettagliati, gli effetti di luce sono buoni e le riflessioni dei materiali sono apprezzabili nelle telecamere più ravvicinate (quasi assenti nelle prospettive posteriori), sempre mettendo la fluidità al primo posto.

Su Xbox One X i 4K a 60fps sono davvero perfetti per la resa del videogioco di Codemasters. Se si presta attenzione ai dettagli e al contorno, purtroppo, la qualità non è altrettanto buona, a partire dalle ambientazioni. Passando per i modelli degli ingegneri secondari, arrivando alle animazioni di tutti i protagonisti, la resa si abbassa notevolmente, sia per concentrare le risorse di calcolo delle console sugli elementi più rilevanti, sia per una questione di risparmio in fase di realizzazione. In pista, molte mancanze vengono mascherate da una buona applicazione del motion blur che regala oltretutto un’ottima sensazione di velocità. Le campionature dell’audio e la resa dello stesso sono sullo stesso identico piano del 2019, con risultati convincenti, ma che in altri racing game vengono qualitativamente superate.  

Abbiamo riscontrato una buona dose di bug in F1 2020, molti minori, alcuni che hanno portato anche a crash del gioco, ma mai durante lo svolgimento dei gran premi. Alcuni di questi sono già noti, altri no, ma ci è stato comunicato che una patch day-one migliorerà la situazione generale al lancio.

Se volete diventare il prossimo grande campione del mondo F1, potete prenotare la Seventy Edition di F1 2020 a un prezzo speciale!

 

+ Carriera funzionale, soprattutto quella di Scuderia...
+ Grande attenzione al multiplayer, in particolare quello competitivo
+ Grafica solida e fluida su tutte le piattaforme
- ... anche se è solo un'estensione di quella pilota
- Poche novità

7.9

F1 2020 è la naturale conseguenza della serie. Senza innovare, offre nuovi contenuti e dettagli per rendere l’esperienza di gioco quanto più completa possibile. La nuova modalità carriera Team espande quella pilota offrendo inedite prospettive di gioco, che in pista, nei meccanismi R&D e nella gestione della stampa e della fama, però, rimangono inalterate.

Il modello di guida continua a essere quello noto delle precedenti iterazioni, se non per l’aggiunta di una modalità destinata ai neofiti della serie e del genere, che semplifica il semplificabile, ma che non ha appeal al di fuori del dare una possibilità a tutti di avvicinarsi al gioco. Evidente, infine, l’attenzione alle modalità competitive, con due livelli di competizioni, uno votato al divertimento e l’altro in ottica esport, che vuole cavalcare il recente successo di queste piattaforme. Vi ricordiamo che il gioco sarà disponibile a partire dal 10 luglio, per PS4 (Pro), Xbox One (X), PC e Google Stadia. 




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