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L’Esercito USA torna su Twitch (e banna le parole “crimini di guerra” dalla chat)

L'Esercito USA ha deciso di tornare su Twitch e, per ovviare alle vecchie polemiche, ha bannato le parole "crimini di guerra" dalla chat.

Lo scorso mese di luglio, negli Stati Uniti aveva fatto estremamente discutere l’idea dello US Army, o Esercito degli Stati Uniti, se preferite, di aprire un suo canale Twitch ufficiale dedicato agli eSport. In questo, alcuni veterani appassionati di videogiochi si divertivano in compagnia degli spettatori e di alcuni titoli, che comprendevano soprattutto League of Legends e, in modo ben più controverso, Call of Duty: Warzone.

Se l’idea di interagire con un giovane pubblico su Twitch aveva fatto storcere il naso a molti, i grattacapi non erano tardati ad arrivare. In chat, infatti, diversi utenti avevano cominciato a chiedere al Berretto Verde Joshua David, nell’Esercito da dodici anni, di parlare dei crimini di guerra commessi dalle Forze Armate USA, come il massacro di My Lai durante la Guerra del Vietnam o il bombardamento dell’ospedale di Kunduz in Afghanistan.

L’unica risposta del veterano era stata «divertitevi a farvi bannare», come in effetti era accaduto di lì a poco – fermo restando che difficilmente sarebbe stato lecito aspettarsi che un soldato addetto allo streaming di eSport per lo US Army potesse fornire un commento articolato e istituzionale in merito a queste obiezioni.

Tuttavia, la questione si era fatta anche più spinosa in seguito, quando – come ricorda Forbes – il canale ufficiale dello US Army su Twitch lanciò un giveaway di un controller Xbox Elite Series 2, normalmente prezzato circa $200. Tuttavia, questo giveaway rimandava gli spettatori a un form di reclutamento da compilare, senza ulteriori dettagli su come funzionasse il contest e come si potesse ottenere il controller. Dal momento che questo violava i Termini di Servizio di Twitch, l’iniziativa era stata bandita dalla piattaforma.

Il ritorno dello US Army su Twitch

Dopo qualche tempo di assestamento, il canale ufficiale dell’Esercito USA è in queste ore tornato attivamente sulla piattaforma di streaming dedicata a videogiochi e videogiocatori. Con un annuncio su Twitter, che fa riferimento al ritrovamento delle Sette Sfere del Drago per assurgere a nuova vita, leggiamo che «qualcuno ha trovato le Sette Sfere del Drago, lo USAE è tornato».

Le polemiche, come era lecito immaginare, non hanno tardato ad arrivare. I commenti sotto il tweet si dividono tra chi insulta apertamente questo ritorno e chi fa notare che l’account è dedicato alla divisione eSport e non è lo US Army in sé.

Tuttavia, qualcuno ha anche notato che per questo ritorno i moderatori dello US Army eSport Team hanno provveduto a bannare dalla chat le parole “crimini di guerra”, probabilmente per evitare altri momenti come quelli di qualche settimana fa.

Secondo l’account, tuttavia, a essere bannati sarebbero i messaggi ripetuti e non le parole utilizzate in sé.

Con una nota ufficiale, quando veniva fatto notare di servirsi di rappresentazioni della guerra spettacolarizzate come quella di Call of Duty per intrigare i giovani e convincersi ad arruolarsi, lo US Army ha replicato:

I membri del nostro team sono molto chiari quando parlano a potenziali candidati e spiegano che un gioco non riflette la vera esperienza che si vive nell’Esercito. Parlano delle esperienze della loro carriera in termini reali, con eventi reali. I membri del nostro team si assicurano che le persone capiscano che cosa l’Esercito ha da offrire sotto una lente realistica, e non attraverso quella di un gioco pensato per l’intrattenimento.

La questione continua comunque a far discutere – e lo farà ulteriormente se dovessero esserci altri contest affini al reclu-tamento lanciati tra una diretta videoludica e l’altra.

Se vi piacciono gli shooter ma non volete saperne di campi di battaglia virtuali che richiamano quelli reali, vi raccomandiamo quelli coloratissimi e allegri di Splatoon 2.