Dying Light 2, parkour e non morti visti in anteprima

A Colonia, abbiamo avuto modo di ammirare una prima demo di Dying Light 2, l'atteso titolo a tema zombie e parkour di Techland.

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A cura di Marcello Paolillo - 4 Settembre 2019 - 8:25

Il primo Dying Light è stato un titolo dalla doppia anima: da un lato, l’elemento parkour e la grande libertà di azione hanno senza dubbio fatto breccia nel cuore dei giocatori, essendo il gioco uscito in un periodo in cui il free roaming e gli open world erano il pane quotidiano. Dall’altro, la presenza di zombie e morti viventi – da sempre un leitmotiv nell’industria del videogioco – hanno permesso al titolo Techland di ritagliarsi una fetta ancora più ampia di estimatori. Normale quindi che l’attesa dietro a Dying Light 2 sia realmente alta, specie perché il team di sviluppo ha deciso di ampliare (in tutti i sensi) gli orizzonti del loro action in soggettiva a tema non morto.

Dying Light 2, parkour e non morti visti in anteprima

Più grande, più pericoloso

Avendo avuto modo di assistere a una sessione di gioco in occasione della recente Gamescom di Colonia, siamo riusciti a farci un’idea sommaria di ciò che il titolo Techland promette di offrire una volta che il titolo arriverà nei negozi (nonostante la strada da fare sia ancora parecchia). Innanzitutto, Dying Light 2 è ambientato ben cinquant’anni dopo il primo capitolo, seguendo questa volta le vicende di Aiden Caldwell, un sopravvissuto (infetto) costretto a vivere sempre sul filo del rasoio, cercando con grande impegno e caparbietà di aiutare la comunità in cui vive, al fine di permettere la creazione di una nuova civiltà.

La demo vista in azione a Coloni vedeva Aiden impegnato in una missione in bilico tra la vita e la morte, più precisamente una missione di infiltrazione all’interno di un castello preso d’assedio da una gang nemica. Obiettivo primario, riattivare il flusso di acqua potabile, ormai quasi del tutto assente all’interno della zona abitata dai civili sopravvissuti. Inutile dire che il compito si rivelerà per il nostro Aiden più arduo del previsto. Il gameplay del titolo riprende in toto le (ottime) basi del precedessore: il sistema di gioco fonde infatti nuovamente combattimenti all’arma bianca e parkour, con alcune – piccole – parentesi in cui saremo chiamati ad imbracciare anche armi da fuoco. Il protagonista sarà infatti in grado di muoversi e oscillare fra gli edifici con grande disinvoltura, raggiungendo altezze realmente sorprendenti.

Dying Light 2, parkour e non morti visti in anteprima

Dying Light 2 sembra fondere ottimamente i vari elementi che compongono il gameplay, tanto che la sessione di gioco da noi ammirata scorreva in maniera dannatamente fluida e priva di momenti di stallo (cosa che purtroppo accadeva nel predecessore, spesso costellato da punti morti o che mostravano scarsi bilanciamento tra fasi di combattimento e sessioni platform). Il mondo di gioco, poi, sembra essere davvero enorme, proponendo un sandbox dinamico che cambierà in base alle scelte prese dal giocatore nel corso dell’avventura.

La storia di Dying Light 2 è stata infatti scritta da un gigante come Chris Avellone (Fallout: New Vegas, Planescape: Torment e Fallout 2), il quale sembra aver tratteggiato una vicenda legata a doppio filo all’ambiente di gioco che andremo ad esplorare. Questo, ne siamo sicuri, rappresenterà un incentivo non da poco alla narrazione generale del titolo Techland. A ciò andrà a sommarsi anche la modalità cooperativa fino a quattro giocatori, la quale ci permetterà di ‘invadere’ l’avventura di altri utenti (magari in scenari totalmente differenti da quello affrontato precedenza). Infine, da non dimenticare un comparto tecnico davvero ottimo, il quale offre un orizzonte davvero sconfinato e una resa generale dei vari ambienti una spanna sopra quella del primo Dying Light (già di per sé niente male).

+ Tecnicamente sontuoso
+ Fasi action ed esplorative fuse alla perfezione
- C'è da vedere se tutto ciò funzionerà nella modalità cooperativa.

Al netto di questa prima sessione ‘non giocata’ di Dying Light 2, la sensazione è che Techland abbia tra le mani un prodotto potenzialmente incredibile, sia per varietà di situazioni che per la resa a schermo. Tutte le qualità del primo capitolo sembrano infatti essere state ampliate a dismisura, complice una fluidità di gioco assolutamente in linea con ciò che ci si aspetterebbe da un titolo che fonde azione, parkour e missioni esplorative. La speranza è che questa amalgama funzioni altrettanto bene non appena avremo modo di provare il gioco con le nostre mani (si spera presto).




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