Dragon Ball FighterZ Recensione Switch | Un’occasione (forse) sprecata per l’ottimo porting

Abbiamo trascorso un intero fine settimana (e qualche altra ora) di fuoco in compagnia di Dragon Ball FighterZ su Nintendo Switch. Perché dopo aver cavalcato l’onda lunga del lancio, comprensiva di una prima stagione di DLC appena conclusa con l’arrivo di Androide 17 e Cooler ed una imposizione forte nel mondo eSport con tanto di presenze massicce in occasione dell’EVO 2018, attendevamo con molta ansia e trepidazione la build finale del picchiaduro di Arc System Works per la console ibrida.

Al di là delle sterili critiche che hanno accompagnato il prodotto al lancio, principalmente dovute ai pochi personaggi rispetto alla pletora di protagonisti ed antagonisti della saga che sono presenti in prodotti come Xenoverse (un roster fatto di parecchi cloni, va detto), la verità è che Dragon Ball FighterZ è un vero e proprio capolavoro. Il titolo si è dimostrato eccellente dal punto di vista tecnico perché dotato di una profondità che, ad ogni aggiunta di nuovi personaggi, rivela ogni volta nuove tecniche e soluzioni ludiche. Esteticamente incredibile, sia per resa scenica, spettacolarità, quanto per fedeltà con il materiale originale.

La buona notizia è che tutte queste caratteristiche rimangono nella versione Switch (con qualche gradita sorpresa). La cattiva notizia è che questa versione è uscita nove mesi dopo l’originale, con una serie di problematiche che speravamo non si verificassero ma che, ovviamente, non potevano non verificarsi alla prova sul campo.

La Scuola della Tartaruga, stile Joy-Con

Dragon Ball FighterZ su Nintendo Switch è il porting 1:1 delle versioni già uscite lo scorso gennaio. Tutto ciò che è presente su PlayStation 4, Xbox One e PC c’è anche sulla console Nintendo. A questo proposito è bene strappare subito il dente che duole: la versione base del gioco è la stessa versione base delle altre console. I personaggi aggiuntivi sono tutti bloccati (anche i Super Sayan Blu e Androide 21), e per ottenerli su Nintendo Switch dovrete acquistare il FighterZ Pass, oppure sbloccare chiaramente i personaggi singoli che vi interessano di più. Realisticamente era difficile aspettarsi un’operazione come quella di Xenoverse 2, che arrivato su Switch con l’intero roster sbloccato, perché FighterZ non ha nemmeno un anno di vita, ma soprattutto perché c’è un lavoro dietro la costruzione del moveset di un singolo personaggio che è infinitamente più complesso di quello che succede con quelli di Xenoverse. Sarebbe stato piacevole, magari al lancio o qualche giorno successivo, poter disporre di sconti per acquistare il pass magari, così da invogliare ulteriormente i giocatori a provare il titolo su Switch (che sia la loro prima versione o seconda da affiancare a quella “principale”).

Appurato ciò, rimangono gli stessi pochi difetti e tanti pregi che analizzammo in sede di recensione (che potete recuperare a questo indirizzo). Trattandosi di un picchiaduro solo all’apparenza caotico e votato esclusivamente alla spettacolarità, Dragon Ball FighterZ ha una serie infinita di tecniche, mosse e concetti da apprendere se lo si vuole affrontare seriamente. Quindi, se state leggendo per la prima volta la recensione del picchiaduro di Arc System Works, o semplicemente quella Switch sarà la vostra prima versione, sappiate che FighterZ non è un gioco per niente accomodante. Certo, se la vostra intenzione è quella di giochicchiarci di tanto in tanto, in locale con gli amici, o semplicemente non vi interessa competere online allora non c’è nessun problema. FighterZ è una gioia per gli occhi, soprattutto se siete fan di Dragon Ball. A questo proposito, per i giocatori neofiti e per facilitare l’uso di un Joy-Con singolo come controller nel caso giochiate con un amico fianco a fiano, su Switch c’è la possibilità di attivare i comandi semplificati. Semplicemente, tutte le mosse che si eseguono con un quarto di cerchio (avanti o indietro) più un tasto si eseguono invece con il dorsale sinistro più un tasto. Questo significa che è più semplice giocare con un solo Joy-Con, è più semplice imparare le basi del gioco, ma per via delle sue limitazioni intrinseche non avrete accesso alle opzioni più avanzate del gameplay come, ad esempio, le varianti leggere, medie e forti di ogni mossa.

Ciò detto, come gira Dragon Ball FighterZ su Nintendo Switch? Bene. Inaspettatamente, incredibilmente bene, grazie ad un lavoro sontuoso degli Arc System Works. In modalità portatile abbiamo i canonici 720p e dei a dir poco granitici 60fps, anche grazie ad alcuni dettagli secondari che si “impoveriscono” per qualche frangente di secondo per non abbassare il conteggio dei frame. Dettagli che, nella velocità generale del gioco, difficilmente anche solo si notano. Ma non solo, grazie all’illuminazione ed ai colori più corposi dello schermo della console, il gioco è già uno spettacolo solo da vedere in movimento. Su TV si notano saltuariamente dei rallentamenti, per fortuna in momenti in cui il gioco è “fermo”, come quando si concatenano le tre mosse speciali con gli assist degli alleati.

Abbiamo giocato molto offline con Dragon Ball FighterZ, in modalità portatile e su TV, e vi possiamo assicurare che l’esperienza è sempre stata ottima. Peraltro, su Switch è possibile dare un Joy-Con ad ogni giocatore per ogni lottatore, così da giocare fino a 4 o 6 persone nelle modalità 2v2 e 3v3 (ovviamente). Con un Joy-Con singolo non è così tragica come ci aspettassimo, ma di sicuro non è pensato per sessioni ad alto tasso di intensità. In generale, sia in mobilità che con il Grip, giocare senza Controller Pro non è impossibile, ma diventa fondamentale se la vostra intenzione è cimentarvi seriamente a scalare le classifiche online.

Le principali criticità sono due: la croce digitale ed i dorsali/grilletti. Nel primo caso paradossalmente la pressione sarà più precisa che su Dualshock 4 ad esempio, ma la fluidità dei movimenti e nella concatenazione delle mosse ne risente pesantemente; mentre Z, ZR, L e ZL risultano un po’ troppo lontani dagli altri tasti se, come me, avete già la memoria muscolare allenata nell’infilare in sequenza mosse speciali ed interventi degli assist. Insomma, se la vostra idea è di giocare a Dragon Ball FighterZ ogni tanto e senza troppo impegno i Joy-Con saranno vostri amici, mentre al contrario prendete in considerazione l’idea di dotarvi di un Controller Pro (che con l’arrivo di Super Smash Bros. Utimate potrebbe essere un investimento sensato, no?).

Per concludere, dopo tanta positività, ci tocca la nota dolente. Il che è paradossale perché non è neanche colpa del titolo in sé, quanto di un lancio avvenuto dopo nove lunghissimi mesi. Non vogliamo indorarvi la pillola: i server, al momento, sono perlopiù deserti. Dopo le prime ore che ci avevano fatto ben sperare, nel corso dei giorni successivi le stanze italiane arrivavano a fatica a più di 12 persone circa. Per curiosità abbiamo girovagato nelle lobby nipponiche, dove non c’erano neanche 50 persone (cifre ridicole in confronto alle altre piattaforme). Anche poche ore prima di stendere la recensione abbiamo provato a ricollegarci: 3 persone. Il dettaglio ancora più paradossale è che il netcode ci è parso addirittura migliore della versione PS4 in media, tra incontri privati sul ring, classificati e veloci. Vogliamo avvertirvi quindi, perché al momento giocare online su Switch è molto difficile. Niente che qualche sconto, evento particolare, o semplicemente una buona pubblicità non possa modificare in futuro. In fondo, non dimentichiamoci mai di cosa è successo a Rainbow Six Siege.

+ A livello tecnico oltre ogni aspettativa
+ I comandi semplificati sono una buona aggiunta per i neofiti
+ In locale si possono unire fino a sei giocatori
- Server europei a rischio desertificazione
- I Joy-Con non sono periferiche adatte a giocare in maniera intensiva
- I personaggi aggiuntivi sono da sbloccare (ovviamente)

9.2

Dragon Ball FighterZ rimane uno dei migliori picchiaduro 2D in circolazione al momento, anche su Nintendo Switch. Tutto funziona alla perfezione, inclusi i Joy-Con che in locale permettono di divertirsi velocemente con gli amici, e che con il Grip riescono a sostenere delle sessioni di media intensità (poi ci vuole un Controller Pro, quasi obbligatorio). Il vero è unico difetto di questa versione è imputabile solamente alle politiche di lancio: vicino al day one di FIFA che in Europa significa andare al suicidio; nessuno sconto per i DLC o personaggio già sbloccato nel roster; nove mesi dalla release della versione originale, per altro a ridosso del discusso Nintendo Switch Online diventato obbligatorio per giocare in rete. Tutto ciò significa server quasi deserti al momento, con la consapevolezza che c’è possibilità per migliorare la situazione perché il netcode è comunque inaspettatamente solido.