DOOM Eternal, mattanza d’inferno

Puzzle shooting, fuori controllo. Totalmente fuori controllo.

Provato
A cura di Matteo Bussani - 21 Gennaio 2020 - 16:00

Doom è uno di quei giochi tutto adrenalina e mattanza, frenetico fino al midollo e violento da far rivoltare le budella. Archetipo della vittoria del gameplay su narrativa e varie derivazioni artistiche, la serie si è sempre distinta per essere un punto di riferimento nell’emisfero FPS single-player. Il reboot del 2016 ha centrato l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione il demoniaco brand di id Software e ora, a circa quattro anni da quel primo episodio e dopo qualche rinvio, siamo sempre più vicini a essere catapultati di nuovo nell’Inferno che si è aperto sulla Terra.

DOOM Eternal, mattanza d’infernoDopo il primo capitolo ambientato su Marte, la situazione è infine precipitata anche sul nostro amato pianeta, sempre più vittima della spasmodica ricerca di fonti di energie sostenibili e portali demoniaci. Nei panni dell’amichevole Doom Slayer siamo chiamati a macellare demoni, sconfiggere l’ennesima invasione di morte, pretesto del gioco, e a surriscaldare le bocche da fuoco a suon di piogge di metallo sui nemici.

In attesa dell’uscita del gioco, prevista per il 20 marzo 2020 su PC, Xbox One e PS4, poco meno di due mesi dalla pubblicazione di questo articolo, abbiamo avuto modo di mettere le mani su Doom Eternal per una lunga sessione, comprensiva dei primi tre capitoli dell’avventura. Fino a questo momento eravamo riusciti a giocare soltanto sezioni avanzate di gioco, non molto lunghe ma indicative del gameplay delle fasi avanzate, raccolte da un rapido tutorial introduttivo.

DOOM Eternal, mattanza d’inferno

In realtà abbiamo scoperto che il tutorial addensato all’inizio presente nelle prime demo, nella campagna finale lascerà spazio all’apprendimento delle singole meccanica soltanto quando esse si paleseranno nel gioco la prima volta, dividendosi in tante microsezioni separate fra loro. Doom Eternal difatti offre un sistema di crescita del personaggio vagamente ruolistico, con tre valori, vita, munizioni e armatura, che crescono in base alle abilità passive che vengono abilitate per il personaggio. C’è anche un sistema di totem che attivano ulteriori bonus, se ne possono equipaggiare tre in combinazione. Ogni singola arma ha poi la possibilità giunti in concomitanza di un robot dedicato di sbloccare una modifica, che attiva modalità di fuoco alternative, oltre che essere potenziata con i relativi gettoni arma. Tanti piccoli aspetti che consentono al giocatore, più di personalizzare il proprio Doom Slayer pur non arrivando al punto di definire delle classi.

Questa cornice di miglioramento che abbiamo scoperto con la progressione nei primi tre capitoli di Doom Eternal si amalgama con le due meccaniche principali di questo Doom Eternal: fa da base al gameplay da FPS puro, cuore del titolo, e amplifica la portata del platforming e del puzzle per l’ottenimento di tutti i gettoni e gli equipaggiamenti che il gioco ha da offrire. Ci si aspetta così due piani della longevità dell’avventura singolo giocatore di Doom, quella del semplice completamento, che non è apparsa comunque limitata, e quella dell’esaurimento di ogni attività legata ad accessori e collezionabili, che già parrebbe elevare di un’abbondante manciata di ore il monte finale.

Tornando al nucleo, perno attorno a cui ruota Doom Eternal, non possiamo che dire bene delle meccaniche di shooting che accompagnano il gioco. Dalle parti di Bethesda piace definire ciò che è nato con la rinascita di Doom e in particolare di questo capitolo: puzzle shooter.

DOOM Eternal, mattanza d’inferno

Le meccaniche base sono chiare per quanto non sempre semplici da legare alla frenesia dell’azione. La glory-kill procura vita, crivellare un nemico acceso con il lanciafiamme lo fa diventare una fontana di armatura e inferire con la motosega su un malcapitato demone, infine, consente di tornare a far galleggiare il numero di munizioni del proprio arsenale. Ciò significa che l’azione, per quanto si svolga a ritmi folli, dev’essere sempre ragionata per riuscire a sopravvivere le orde di nemici che cercheranno di uccidervi. Quando manca una risorsa bisogna agire per riuscire a recuperarla di conseguenza. Diviene così naturale accanirsi prima contro i demoni più coriacei e tenere quelli piccoli come risorse di vita e munizioni all’occorrenza. Ogni scarto d’inferno ha una sua arma caratteristica e alcune di esse possono essere disattivate con dei colpi mirati. Per non farsi mancare nulla, ogni arma ha delle specifiche che la rendono adatta a contrastare i vari nemici. Il fucile potente, con la mod mirino è ottimo per disabilitare armi e gadget, mentre il fucile a pompa con la mod a ripezione è perfetto per eliminare grandi e singoli mob dotati di attacco corpo a corpo. Oltre alle armi, ognuna con un massimo di due modifiche, ci sono diverse granate (criogena e a frammentazione), e i gadget vari (lanciafiamme e motosega).

DOOM Eternal, mattanza d’inferno

Il level design si sviluppa spesso e volentieri in verticale, con portali da una parte all’altra delle sezioni di gioco, come da tradizione per la serie. Tante volte nelle sezioni più grandi abbandona la
simmetria in favore di forme originali e mappe ricche di coperture.
In un mondo videoludico che ha abbracciato da tempo le ibridazioni di generi e meccaniche, quanto visto in Doom sembra che porti la serie in una direzione allo stesso tempo fedele alla tradizione e moderna, così da offrire nuovi spunti di gameplay senza mai dimenticare la frenesia e l’azione al cardiopalma di questo genere di sparatutto.

A livello tecnico, il gioco, provato su PC, offre una grafica consolidata e appagante, nonostante si possa riscontrare un piccolo ridimensionamento rispetto a quanto mostrato in occasione dei passati trailer. Credo che le impostazioni fossero volutamente settate su valori più conservativi rispetto alle precedenti anteprime per mantenere il più alto possibile il computo dei frame e così la fluidità di gioco, magari ancora non completamente coadiuvata da driver e ottimizzazioni adeguati.

+ Frenetico e adrenalinico
+ Doom, c'è da aggiungere altro?

Doom Eternal, dopo il rinvio autunnale, si accinge ad arrivare sugli scaffali dei negozi allo scadere dell’inverno, il 20 marzo 2020, per PC, Xbox One e PS4, con la versione Nintendo Switch ancora in attesa di una data di uscita definitiva. Lo stato di forma è ottimo, il gioco si preannuncia ai vertici del genere nell’arco temporale dell’attuale generazione. Il mix di puzzle e platform che fa da personaggio secondario allo shooting, protagonista assoluto di questa macabra commedia di morte, è divertente e mouse alla mano provoca assuefazione. Le tre ore della prova ci hanno lasciato con l’amaro in bocca solo perché avremmo voluto fossero di più, perché Doom Eternal, dal canto suo, ha tutte le carte in regola per fare mattanza di successo fra pubblico e critica.




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