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DiRT Rally 2.0, la nuova generazione del Rally Codemasters

Oramai è chiaro. Come esistono giocatori hardcore e casual gamer, devono esistere anche giochi appositamente pensati per ognuna delle due categorie, soprattutto in determinati generi. Tralasciando aiuti e curva di apprendimento che possono ammorbidire l’esperienza, è sempre più difficile per gli sviluppatori trovare un punto di incontro che sappia soddisfare contemporaneamente tutti.

Piattaforma:
PC, PS4, XONE
Sviluppatore:
Codemasters
Distributore:

 

Codemasters ci ha provato con DiRT 4, legato alle serie “sim-arcade” nel nome, nelle modalità e in qualche trovate di game-design (tra cui i circuiti procedurali), ma con il motore di gioco direttamente ereditato dall’ottimo engine della serie “total sim”, Rally.
Evidentemente il risultato non è stato quello sperato, dato che piuttosto che riunire tutto sotto un unico tetto e portare avanti questa visione, siamo stati chiamati a Londra per l’evento di presentazione di DiRT Rally 2.0, titolo totalmente votato alla simulazione pronto per evolvere la formula apprezzatissima del precedente capitolo.

DiRT Rally 2.0, da piloti per piloti

Con il bagaglio dell’esperienza dalla loro, i ragazzi di Codemasters hanno chiamato in aiuto piloti reali che, in qualità di model tester, hanno lavorato con l’unico obiettivo di potenziare la fisica e renderla così il più possibile vicina alla controparte reale. Non è stato un percorso facile e immediato: da una parte con il limite dei mezzi computazionali che generazionalmente parlando a livello di fisica e CPU iniziano a soffrire e dall’altra con le difficoltà che si affrontano nella sintesi di un modello di guida efficace e univoco a partire da tracciati e veicoli così diversi.

In particolare si è lavorato per plasmare le dinamiche di frizione fra pneumatici e asfalto, non solo considerando i coefficienti di attrito, ma aggiungendo il diverso affondo che le ruote compiono sui rispettivi fondi. Si è poi passati alla questione pesi, fondamentale per realizzare le diverse manovre tipiche della disciplina rallystica, anch’essi migliorati in maniera netta.

Ciò da una parte complica il sistema di guida, ma solo fino a un certo punto. Le novità introdotte, infatti, restituiscono dall’altra un feeling passo a passo più vicino a quello di un auto reale, e più noto a coloro che guidano per davvero, con le opportune ed ovvie distinzioni da fare con la guida stradale.

Sempre più simulativo

Con questo in mente abbiamo messo alla prova la demo a disposizione, a dir la verità abbastanza contenuta. La prima parte consisteva in uno stage ambientato in Nuova Zelanda di circa 9 minuti, a bordo di una Golf GTI V16. La macchina, un grande classico non eccessivamente potente, facile da guidare ci è venuta incontro per recuperare al volo confidenza con il sistema di guida.

Volante in mano, il gioco eredità in toto l’esperienza del primo DiRT Rally, con la stessa intransigenza sulla curva di apprendimento. Una volta però affinata la sensibilità ci si rende conto della differenza sopra citata nella resa della fisica degli pneumatici e dei pesi. Il pendolo è sempre più naturale e corretto, le uscite di curva cambiano drasticamente a seconda del fondo e il controllo dell’acceleratore è da vedere ad ogni uscita. Purtroppo una malsana impostazione del freno a mano, legata a uno sterzo non diretto e alla potenza scarsa dell’auto, ci ha impedito di controllare al meglio il veicolo, soprattutto in occasione di tornanti e curve a gomito.

DiRT_Rally_2.0_Audi_Argentina_Quattro

RallyCross a suon di sportellate

Siamo poi passati alla seconda parte della demo, dedicata al RallyCross, disciplina che approda in DiRT Rally 2.0 completamente licenziata. Auto e circuiti presenti sono quelli ufficiali, così come il regolamento. A bordo di una Ford Fiesta, abbiamo affrontato a sportellate il misto terra/asfalto dei cinque giri della gara. La disciplina oramai sempre più nota, anche in Europa, offre al mondo del Rally lo spettacolo dei sorpassi, in arene che trasformano l’evento in una vera e propria festa.

Abbiamo apprezzato particolarmente la resa dell’asfalto, che ha aumentato realisticamente il margine di manovra prima della classica perdita di attrito in curva, che in questo genere di veicoli è davvero limitata. Ottima l’aggressività dei piloti, forse addirittura eccessiva in fase di partenza, con contatti davvero infami all’angolo posteriore del veicolo che hanno portato il veicolo in testa coda in un battibaleno.

DiRT_Rally_2.0

DiRT Rally 2.0 brilla sicuramente per la cura della fisica, merito delle novità introdotte sommate alla tradizione del buonissimo genitore, un po’ meno per la grafica. Essa è sì migliorata in tanti frangenti, tra un contorno più dinamico e un dettaglio di auto e piste sicuramente godibile, ma non raggiunge vette d’eccellenza. A maggior ragione considerato che abbiamo provato il gioco su PS4 PRO.

L’uscita il 26 di febbraio, con una release classica senza early access, lascia comunque spazio all’ottimizzazione, ma non pensiamo che la formula possa essere stravolta tenendo a mente che in fase di miglioramento il primo punto da rispettare sarà quello della fluidità. I 60fps sono l’obiettivo che gli sviluppatori cercheranno di raggiungere su tutte le piattaforme, anche se la demo presente non raggiungeva ancora il target proposto.

Il gioco poi non mancherà di supportare una stagione eSport in piena regola, immancabile moda del momento, ma di cui ancora non conosciamo dinamiche e sviluppi. Ammettiamo che essa ben si sposi con le caratteristiche tecniche del gioco, sempre più vicino a un RaceSim.

DiRT Rally 2.0 è la naturale evoluzione della piega simulativa che la serie aveva intrapreso con il primo DiRT Rally. Per quanto difficilmente riconoscibili completamente in seguito a una breve prova, alcuni miglioramenti apportati al sistema di guida si vedono fin da subito, e si sente il tocco dei tre piloti ingaggiati per dare i feedback durante lo sviluppo.
L’entrata in curva, l’uscita, il passaggio di fondo, sono sempre più naturali e realistici e aprono la strada a una nuova stagione per il titolo di Codemasters, pronto a sfruttare il richiamo della simulazione e la sua natura competitiva per spingere contemporaneamente un nuovo campionato eSport, ancora da scoprire.