Dauntless Recensione | La caccia senza confini

Dopo parecchio tempo passate sulle isole nel cielo vi diciamo la nostra sul nuovo free-to-play ispirato a Monster Hunter

Recensione
A cura di Silvio Mazzitelli - 1 Luglio 2019 - 10:17

Ormai è passato più di un mese dal debutto di Dauntless su console nella sua versione finale. Il titolo è infatti uscito dalla open beta proprio con il rilascio dell’edizione per PlayStation 4 e Xbox One, mentre secondo quanto annunciato all’E3 2019 la versione per Nintendo Switch arriverà entro la fine dell’anno. Il titolo di caccia free-to-play ha avuto sin da subito un enorme successo. Dopo neanche una settimana dalla sua uscita è passato dai 2 milioni di giocatori della open beta a ben 6 milioni in totale su tutte le piattaforme. Pochi giorni fa è invece stato reso noto che il titolo di Phoenix Labs ha superato addirittura i 10 milioni di giocatori, divenendo sempre più un successo in termini di pubblico.

Indubbiamente il fattore cross-play ha influito molto sul successo di Dauntless: il fatto di poter giocare con i propri amici indipendentemente dalla piattaforma scelta sta prendendo pian piano sempre più piede nel mondo dei videogiochi. Speriamo di vedere questo passo in avanti attuato a disposizione di sempre più giochi in futuro. I motivi del successo di Dauntless però non si limitano soltanto a questo fattore, ma vanno ricercati in un gameplay semplice e immediato che sfrutta bene le meccaniche alla Monster Hunter per creare comunque un prodotto con la sua personalità. Dopo diverse ore in compagnia del free-to-play di Phoenix Labs ecco le nostre impressioni.

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A caccia di Behemoth

Dauntless è stato annunciato durante la cerimonia di The Game Awards del 2016, per poi arrivare in closed beta soltanto su PC nell’estate del 2017. Il suo scopo era quello di proporre un gioco nello stile di Monster Hunter anche su PC, dove il genere non aveva praticamente esponenti validi. Poi, poco tempo dopo, è arrivato Monster Hunter World e sembrava che il titolo di Phoenix Labs potesse andare incontro a una brutta fine. Fortunatamente il successo mondiale dell’action RPG di Capcom ha fatto scoprire a molti giocatori questo genere di titoli, che dapprima era amato soprattutto in Giappone e soltanto da una nicchia di appassionati in Occidente. Molti giocatori dunque, non ancora stanchi di cacciare creature enormi, hanno deciso di dare una possibilità a Dauntless e i numeri degli utenti totali sembrano confermare questa tesi.

Dauntless è ambientato in un mondo fantasy dove un cataclisma chiamato upheaval ha distrutto la terra per com’era conosciuta, generando diverse isole volanti. Tutte queste isole galleggiano in cielo grazie a una forma di energia elementale chiamata Aether, che viene usata dagli umani anche per utilizzare le aeronavi e muoversi da un luogo all’altro del cielo. Con la catastrofe però si sono diffusi nel mondo conosciuto anche i Behemoth, terrificanti creature che vanno ghiotte per l’Aether e che per questo motivo sono una costante minaccia per l’umanità. Per fronteggiarli sono nati gli Slayers, i provetti cacciatori con la missione di uccidere i Behemoth per evitare che questi possano diventare troppo pericolosi. Inutile dire che il vostro personaggio sarà proprio uno di questi Slayers.

La storia alla fin fine è solo un pretesto per affrontare mostri sempre più ostici, non aspettatevi dunque una qualità narrativa molto profonda. D’altronde anche Monster Hunter, prima che uscisse World, non dava troppo peso alla questione narrativa, alla fine l’importante in un gioco simile è la sfida contro le titaniche bestie.

Dauntless

Se avete già giocato a Monster Hunter o a qualche altro esponente di questo sottogenere, saprete dunque che il gameplay si basa sull’uccidere mostri e crearsi armi e armature sempre più potenti per uccidere mostri ancora più grossi e cattivi. Dopo un breve tutorial ci verrà chiesto di scegliere una delle sei armi a disposizione per combattere contro i primi mostri, nulla di troppo pericoloso dato che questi serviranno a introdurre il giocatore al combat system.

Nelle prime fasi potremo usare in realtà solo cinque armi, ossia quelle per il corpo a corpo, e solo dopo qualche quest principale ci sarà introdotta l’unica tipologia di armi attualmente pensata per la distanza, ossia le pistole.

Il sistema di combattimento è di base molto più abbordabile rispetto a quello di Monster Hunter, molto più immediato e semplice e con armi meno tecniche. Due tasti per l’attacco più uno per le special, schivata, salto e corsa sono le basi, che poi cambieranno molto a seconda dell’arma utilizzata.

  • La spada è l’arma consigliata per i neofiti: fa attacchi ampi e veloci e non fa consumare tanta stamina. Una volta riempita la barra speciale potrete attivarla entrando in uno stato di potenziamento in cui la vostra lama avrà un’aura d’energia e potrà anche sparare fendenti energetici a distanza fino a quando non si esaurirà l’effetto.
  • L’ascia è in pratica lo Spadone di Monster Hunter, lenta e con attacchi caricabili, in grado di accumulare una barra che garantirà un power up ai danni.
  • Le lame a catena sono la versione di Dauntless delle doppie lame del gioco Capcom, ma con alcune differenze. Possono attaccare a media distanza e il tasto per gli attacchi speciali consente di avvicinarsi o allontanarsi velocemente dal mostro. Inoltre, con  questo tipo di arma, la mobilità inoltre è aumentata e cambia anche l’animazione della schivata.
  • Il martello è un’arma molto interessante, infatti unisce alla potenza del grosso maglio la possibilità di sparare dei colpi a media distanza. Potremo sfruttare i proiettili anche per spostarci velocemente o per potenziare i già validi colpi del martello.
  • La lancia da guerra consente di attaccare con affondi e spazzate, ma la sua particolarità è quella di accumulare energia da incanalare poi in un proiettile energetico da sparare contro i mostri per danni ingenti. Se ne potranno accumulare fino a tre.
  • Infine le pistole, che sono un’arma molto diversa dalle altre. Oltre a poter colpire dalla distanza, hanno la particolarità di poter cambiare ogni parte, dal tamburo al calcio, così da avere effetti d’attacco vari, sia elementali che speciali, come ad esempio la possibilità di piazzare delle mine. Altra particolarità è la possibilità di rendere i proiettili più potenti se la ricarica avviene vicino al mostro di turno.

A supporto, inoltre, avremo una lanterna, anch’essa da costruire con le parti ricavate dai mostri. Questa avrà sempre due effetti, ricaricabili con il tempo o attaccando i nemici: uno veloce, come per esempio l’attivazione di uno scudo temporaneo, e uno più potente che garantirà bonus maggiori.

Una volta imparate le basi potrete gestire tutto dall’HUB di gioco, ossia la città di Ramsgate, un luogo che per la verità è esteticamente piuttosto anonimo. Da qui però potrete forgiare nuove armi e armature, aprire i nuclei trovati, accettare missioni e comprare pozioni e rifornimenti vari.

I mostri attualmente presenti superano la ventina di elementi, contando anche alcune varianti di specie incontrate sin da subito. Se all’inizio il gioco può sembrare facile non pensate che i mostri siano un enorme sacco da boxe da picchiare mentre vi esibite nelle vostre combo migliori. Andando avanti con l’avventura le cacce si faranno sempre più spietate e i mostri più aggressivi. Andare impreparati in battaglia significa sconfitta certa.

Anche il sistema di fallimento di una missione è unico. Se combattendo contro un mostro un giocatore perderà tutti i suoi punti vita potrà essere resuscitato da un compagno, oppure tramite uno speciale oggetto (ne avrete 3 a ogni caccia), ma andando avanti con la battaglia si alzerà un indicatore, che una volta raggiunto il 100% farà in modo che ogni morte di un giocatore sia definitiva senza possibilità di recupero (tranne che con gli oggetti) fino a quando il mostro non verrà messo in fuga o eliminato.

Tra i mostri ce ne sono alcuni davvero interessanti da affrontare. Lo Shrike per esempio: un gufo troppo cresciuto in grado di spazzarvi via con folate di vento. Incontrerete anche la sua variante gelida chiamata Skraev. L’Embermane sarà invece una sorta di lupo corazzato in grado di sputare fuoco, molto mobile e difficile da colpire con armi non troppo veloci. Il Koshai è in grado di controllare le piante facendo crescere dei rovi dannosi sotto i vostri piedi. La curiosità è che se gli taglierete la coda, questa ricrescerà ancora più forte di prima.

Il divertimento non manca nelle cacce e, come in Monster Hunter, andando avanti ci saranno creature sempre più agguerrite e nuovi livelli di sfida. Anche Dauntless avrà dei corrispettivi degli High Rank e del G Rank, con le cacce atroci ed eroiche che impegneranno sempre più il vostro Slayer.

In definitiva Dauntless, essendo un free-to-play, non raggiunge la complessità e la varietà di un Monster Hunter, ma il suo gameplay riesce con la sua immediatezza a conquistare il giocatore, che in pochi minuti sarà già pronto a darsi alla caccia, imparando tutto ciò che deve sapere e potendo giocare insieme ai propri amici indipendentemente dalla piattaforma.

L’evoluzione del cacciatore

La differenza più grande che Dauntless presenta rispetto a Monster Hunter è quella relativa al sistema di progressione del proprio personaggio. Nonostante la maggior accessibilità rispetto al titolo di Capcom, ci saranno alcuni elementi che renderanno molto variegata e complessa l’evoluzione del nostro cacciatore.

Ad esempio, se in Monster Hunter la potenza di offesa e difesa era data soltanto dall’equipaggiamento, qui invece esiste una sorta di livello in stile GDR. Questo si chiama Livello Cacciatore e aumenta completando missioni e uccidendo Behemoth. A ogni nuovo livello avremo un aumento degli HP e della Stamina; il massimo raggiungibile è il livello 50.

Oltre a questo avremo anche altri tipi di livello dedicati ad altri aspetti del gioco; ne avremo uno per ogni tipo di arma utilizzabile e uno dedicato ai Behemoth. Questi aumenteranno se si completano svariati achievements, come ad esempio infliggere tot danni ai mostri con una determinata arma, oppure rompere diverse parti alle creature affrontate. Ce ne saranno davvero tante e ogni aumento di grado ci darà denaro o bonus per il personaggio.

Questi sistemi sono tutti interconnessi, infatti è salendo in questi differenti livelli che potremo poi aumentare l’efficacia dei potenziamenti applicabili ad armi e armature, che arrivano attualmente fino a un massimo di +15.

La cosa interessante di Dauntless è che ogni arma e parte di armatura comincerà da un valore standard uguale per tutti, a differenza di Monster Hunter, dove i valori di attacco e difesa cambiavano a seconda del tipo di mostro. Qui invece le uniche differenze saranno dovute alle skill presenti e agli slot in cui inserire le celle (di cui parleremo dopo). Ogni arma e armatura sarà facile da creare, ma difficile da potenziare fino al massimo livello, per cui ci vorranno le essenze elementali, recuperabili all’interno delle cacce esplorative, e ulteriori parti di mostro, spesso rilasciate da versioni più potenti del mostro base.

Potenziandole otterrete anche nuove abilità e slot. Ad esempio, aumentando la competenza con le armi si otterranno ulteriori skill che ci daranno delle nuove mosse speciali equipaggiabili.
Gli slot invece serviranno ad equipaggiare le celle. Queste sono recuperabili all’interno dei nuclei, ottenibili durante le cacce o con gli aumenti di livello. Ci saranno diversi tipi di celle e ognuna di queste darà dei bonus alle nostre abilità, come ad esempio l’aumento di una tipologia di danni, recupero migliorato della stamina, maggior velocità di movimento ecc. Ognuna di queste abilità potrà essere potenziata sino a un +6.

Questo sistema potrà sembrare complesso all’inizio, ma viene introdotto passo dopo passo così da renderne chiari tutti i passaggi. Una volta padroneggiato potremo avere un’ampia gamma di personalizzazione per il nostro Slayer, che potremo evolvere a seconda della nostra arma preferita, cercando anche di sviluppare diversi set in grado di affrontare qualsiasi evenienza. Effettivamente manca ancora la possibilità di preimpostare dei set specifici così da essere pronti in base al tipo di Behemoth che si vuole cacciare, ma sembra che questa funzione verrà inserita in futuro.

Purtroppo bisogna ammettere che sul lato estetico il gioco non brilla per bellezza di armi e armature, nonostante ce ne siano alcune di grande impatto visivo. Questa scelta è ovviamente dovuta al fatto che è possibile comprare tramite microtransazioni le skin da applicare alle armi e armature del gioco. Scelta più che condivisibile, dato che è l’unica fonte di guadagno per gli sviluppatori. Acquistando la Licenza di Caccia Elite sarà possibile anche avere alcuni piccoli vantaggi nel gioco, come la possibilità di ricevere ulteriori pezzi di mostro dopo una caccia. Nulla ovviamente che condizioni il gioco a favore di chi paga, dato che questi “vantaggi” non saranno così marcati rispetto a chi decide di giocare gratuitamente.

Gli sviluppatori hanno però introdotto un aspetto intelligente aperto a tutti e che ricorda vagamente Destiny, ossia l’introduzione di armi esotiche. Al momento ci sono solo tre armi (di cui una buggata purtroppo) e tre elmi: ognuna di queste ha di base un’arma esistente ma ha abilità uniche che variano parecchio anche il modo di combattere, mentre gli elmi donano skill esclusive che nessun altro oggetto ha.

A livello tecnico Dauntless sceglie una grafica dallo stile molto cartoonesco, scelta intelligente, dato che una grafica realistica sarebbe invecchiata molto più velocemente negli anni. Gli sviluppatori di Phoenix Labs hanno detto in diverse interviste che la fonte d’ispirazione del lato artistico del gioco è da cercare nei grandi film d’animazione come quelli di Disney Pixar. Effettivamente personaggi e mostri sono ben realizzati, mentre c’è da lavorare molto sulla resa delle diverse isole, spesso troppo vuote e anonime, adibite solo a diventare delle grandi arene dove affrontare i vari Behemoth. Anche le animazioni, soprattutto quelle dei personaggi durante le fasi cittadine, necessitano di un miglioramento, mentre quelle di combattimento e dei mostri in particolare sono piuttosto riuscite.

Su PlayStation 4 il gioco presenta alcuni rallentamenti nelle fasi più concitate dell’azione, cosa che invece non si avverte minimamente giocando su PC. D’altronde la versione console è molto giovane rispetto a quella PC e ha ancora bisogno di diverse ottimizzazioni.

+ Sistema semplice e intuitivo
+ Mostri parecchio riusciti
+ Il cross-play è un gran valore aggiunto
- Tecnicamente ha ancora dei problemi, soprattutto su console
- Le mappe di gioco sono poco ispirate

7.8

Dauntless se la cava egregiamente per essere un titolo free-to-play. Il suo scopo ovviamente non è quello di sostituire Monster Hunter nel cuore degli appassionati di questo tipo di gameplay, ma è un’ottima variante molto più semplice e immediata da giocare. Sia i mostri che le armi sono realizzati con cura e divertono una volta che si entra in battaglia, inoltre è un titolo che si presta molto bene a sessioni di gioco brevi.
Phoenix Labs non ha voluto copiare ogni aspetto di Monster Hunter, preferendo usarlo come fonte d’ispirazione per poi sviluppare le proprie meccaniche uniche, riuscendo a dare una propria personalità al gioco. Di problemi, sia a livello grafico che di gameplay ce ne sono, ma non rovinano l’esperienza. D’altronde essendo un free-to-play in continua evoluzione il titolo avrà ancora molto da mostrarci in futuro e il voto dato rappresenta soltanto lo stato attuale della situazione che chissà non possa cambiare già fra qualche mese.




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