Darksiders Genesis, la battaglia infernale di Conflitto e Guerra – Recensione

Lo spin-off di Darksiders propone un'avventura solida e convincente: nella video recensione, vi spieghiamo perché

Video Recensione
A cura di Domenico Musicò - 4 Dicembre 2019 - 17:00

Quando Darksiders Genesis venne presentato, davvero nessuno si aspettava un cambio così radicale di genere. D’altra parte, dopo tre capitoli capaci di tracciare una strada ben precisa, era davvero difficile riuscire a prevedere che la serie potesse allontanarsi dalle proprie certezze. Perfino immaginando un adattamento su misura alle abilità di Conflitto, l’ultimo cavaliere dell’apocalisse finora orfano della sua avventura, e anche considerando che si tratta di uno spin-off ambientato prima del capostipite, abituarsi all’idea che da un action adventure si passi a un hack ‘n’ slash con visuale isometrica potrebbe non essere così semplice.

E invece Darksiders Genesis, a dispetto di quanto si possa evincere dalla sua estetica e dalla sua nuova impostazione, è al cento per cento un Darksiders capace di incorporare al suo interno tutti gli elementi che hanno decretato il successo della serie.

Guerra, Conflitto e demoni spietati

La storia di Darksiders Genesis mantiene il tenore tipico della saga dei cavalieri dell’apocalisse, mettendo al centro dell’attenzione Conflitto e Guerra, chiamati a ristabilire l’equilibrio dopo la grande battaglia dell’Eden che ha decretato lo sterminio dei Nephilim. Lucifero, re degl’inferi, ha chiamato a raccolta i demoni più potenti, promettendo loro ricchezza e potere al fine di contrastare L’Equilibrio e mettere i bastoni tra le ruote all’Arso Consiglio e ai due cavalieri chiamati a risolvere la spinosa questione direttamente all’inferno.

Darksiders Genesis è strutturato a missioni, selezionabili all’interno di una zona franca chiamata Il Vuoto, da cui potrete anche rifornirvi dalla vecchia conoscenza Vulgrim o migliorare le vostre mosse da Dis o far avanzare la storia parlando col potente demone Samael. Dal centro dell’hub è possibile scegliere a quale difficoltà si vogliono affrontare gli stage, avendo sempre sott’occhio il livello consigliato e quello dei due cavalieri dell’apocalisse, così da scegliere se è il caso di andare allo sbaraglio o partire con la convinzione di potercela fare davvero. Alla fine dell’avventura, che vi porterà via almeno quindici ore abbondanti, verrà sbloccata la difficoltà apocalittica.

Darksiders Genesis, la battaglia infernale di Conflitto e Guerra – Recensione

Non c’è dunque un vero New game plus, ma è come se in un certo senso ci fosse, perché è possibile mantenere tutti i potenziamenti e tentare di avere la meglio anche contro le versioni più aggressive dei nemici, potendo anche approfittare della seconda run per recuperare ciò che si è lasciato indietro durante la prima partita.

In tal senso, Darksiders Genesis risulta essere estremamente rigiocabile, e se considerate che gli oggetti in questione sono molto utili e funzionali, andando al di là del semplice collezionismo dedicato ai “completisti”, ecco che l’opera di Airship Syndicate dà una nuova dimensione al divertimento e al senso di sfida. Sfida che risulta essere molto ben bilanciata e attenta al modo in cui il giocatore progredisce e migliora le caratteristiche di Guerra e Conflitto.
I due cavalieri, com’è facile immaginare, sono piuttosto diversi tra loro e dispongono di abilità uniche, a cui si vanno ad aggiungere dei potenziamenti all’interno di un albero delle abilità completamente personalizzabile e senza limitazioni.

Darksiders Genesis, la battaglia infernale di Conflitto e Guerra – Recensione

Il potere nelle vostre mani

I tre parametri migliorabili sono Salute, Attacco e Collera, da attivare attraverso l’inserimento dei nuclei negli appositi spazi. I nuclei sono di due tipi: i secondari, ottenibili dai nemici più comuni, e i primari, reperibili dai nemici d’élite o dai boss. Allocando il nucleo nello slot della stessa categoria, si ottiene un bonus di abbinamento che aumenta la statistica in questione per entrambi i personaggi, ma i valori di potere massimo possono essere alterati sperimentando e creando nuove configurazioni in qualunque istante, senza preoccuparsi troppo delle scelte compiute in quel momento, visto che nessuna è davvero definitiva ed è possibile cambiare idea tutte le volte che lo si desidera. I nuclei sono potenziabili fino al livello tre, uccidendo creature dello stesso tipo e migliorando di conseguenza le loro statistiche di base.

Oltre al miglioramento globale del livello di Conflitto e Guerra, vengono attivati alcuni modificatori di abilità passive e funzionali. Oltre agli stage canonici dell’avventura, entreranno ben presto in gioco le arene, utili sia per migliorare i nuclei e collezionarne di nuovi, sia per potenziare i due cavalieri. Le arene sono le classiche aree al chiuso in cui bisogna sparare a tutto ciò che si muove, ondata dopo ondata, fino alla totale estinzione dei nemici di zona. Migliori saranno i tempi e i concatenamenti bonus, più alto sarà il punteggio, grazie al quale è possibile riscattare delle utili ricompense.

Darksiders Genesis, la battaglia infernale di Conflitto e Guerra – Recensione

Conflitto è molto più potente dalla distanza e ha una discreta gamma di proiettili utili a gestire un gran numero di nemici contemporaneamente, mentre Guerra, come sappiamo già, è più adatto per gli scontri ravvicinati e per infliggere un gran quantitativo di danni agli avversari più coriacei.

In Darksiders Genesis è possibile sia giocare in coop sia in singolo, passando dall’uno all’altro in qualunque momento, come in un perpetuo tag-team devastante che comprende entrate in scena prorompenti e gestioni oculate dei livelli di salute – che viene recuperata lentamente quando uno dei cavalieri non è utilizzato.

Un vero Darksiders, fino in fondo

Oltre agli strumenti di offesa, Guerra e Conflitto entreranno ben presto in possesso di alcuni gadget utili tanto in combattimento, quanto per la risoluzione di alcuni buoni enigmi ambientali, che non fanno altro che ricordare quelli tipici della serie. Ecco dunque che il cambio di prospettiva di Darksiders Genesis non intacca minimamente le solidissime radici del passato, dimostrando la grande versatilità di una saga che può cambiare pelle senza far trasmigrare altrove la sua anima.

Darksiders Genesis, la battaglia infernale di Conflitto e Guerra – Recensione

All’interno dei livelli si avvicendano infatti sezioni di combattimento, altre in cui l’esplorazione avventurosa la fa da padrone e altre ancora in cui è necessario trovare delle soluzioni per poter proseguire e scovare i segreti più nascosti. Fin quando non troverete la mappa dell’area nell’apposito forziere, infatti, sarete costretti a muovervi a tentoni e senza grandi punti di riferimento, ma una volta entrati in possesso della vostra fida guida cartacea avrete tutto sotto controllo, con tanto di localizzazione di tesori e oggetti. Ciò non significa che riuscirete a saccheggiare subito lo stage in questione, perché, come la serie insegna, bisogna prima ottenere delle abilità per sbloccare mini aree altrimenti irraggiungibili.

Pur configurandosi come un progetto più o meno in linea coi valori produttivi dei precedenti capitoli, tecnicamente Darksiders Genesis non è esattamente il titolo più all’avanguardia nel mercato. Sebbene artisticamente venga mantenuto lo stile della serie, alcuni elementi e dei nemici sono un po’ grezzi e poco ispirati, e al di là delle boss fight e di qualche avversario più elaborato, difficilmente l’occhio viene catturato da meravigliose immagini in movimento.

La storia, in verità piuttosto banalotta, viene raccontata tramite alcune illustrazioni animate, e il finale risulta essere talmente sottotono da sembrare semplicemente il completamento dell’ennesima missione. Ma occhio alle sorprese per chi vuole davvero andare fino in fondo.
Ci sentiamo dunque di rassicurare tutti coloro che non vedevano di buon occhio Darksiders Genesis e il suo cambio di rotta: anche questa volta, l’avventura dimostra essere solida, convincente e assolutamente ben strutturata.

+ Guerra e Conflitto si completano alla grande, offrendo una vasta gamma di approcci alle battaglie
+ Il cambio di genere non ha intaccato il nucleo di Darksiders
+ Estremamente rigiocabile e ricco di segreti
- Trama un po' banale, senza nessun particolare guizzo
- Qualche elemento grafico un po' grezzo

8.0

Il cambio di genere di Darksiders Genesis non ha alterato di una virgola quello che è il nucleo della serie, dimostrando quanto la saga sia estremamente versatile e non indietreggi di un passo rispetto a quanto di buono fatto vedere nei precedenti capitoli. Adattare le abilità di Conflitto a un action-adventure non era in effetti semplice, mentre questa impostazione riesce rendergli giustizia e lascia spazio ad ulteriori evoluzioni e sperimentazioni per ciò che verrà dopo.




TAG: darksiders genesis, thq nordic