Crysis Remastered | Recensione – Ci gira su Nintendo Switch?

Abbiamo giocato alla versione Nintendo Switch di Crysis Remastered – ed è realmente sorprendente!

RECENSIONE
A cura di Marcello Paolillo - 27 Luglio 2020 - 10:48

Era il 2007 e la casa di sviluppo tedesca nota come Crytek – già salita agli onori della cronaca per un primo sparatutto chiamato Far Cry – fece uscire su PC uno sparatutto in prima persona che prometteva di stravolgere per sempre il genere di appartenenza, grazie anche e soprattutto a un comparto tecnico allora inarrivabile: si trattava di Crysis. Il motore grafico CryENGINE2, diretta evoluzione di quello utilizzato nel 2004 per le avventure di Jack Carver, riuscì a portare su schermo una delle ambientazioni più lussureggianti e suggestive mai viste in un titolo del genere, una promessa di eccellenza a cui il team di programmatori non poteva (e non doveva) venir meno.

Il biglietto da visita era realmente intrigante: libertà di azione, la possibilità di sviluppare tattiche di gioco differenti a seconda del giocatore e un protagonista dotato di una tuta all’avanguardia (la cosiddetta Nano Muscle Suit) in grado di conferire varie abilità offensive e difensive. Sopra di ogni cosa, però, Crysis dava al giocatore la possibilità di distruggere quasi ogni elemento dello scenario, dagli avamposti nemici agli arbusti presenti nelle foreste lussureggianti dell’isola situata nel mare delle filippine che fa da sfondo alle vicende del gioco. Si trattava di un dettaglio non da poco, vista la “staticità” della stragrande maggioranza degli FPS dell’epoca, un biglietto da visita che – quantomeno ai tempi – permise a Crysis di guadagnarsi l’appellativo di cartina tornasole per quanto riguarda la questione meramente tecnica su PC (complice anche il fatto che il gioco era fra i primi a supportare le DirectX 10 e sfruttare l’API in maniera realmente sorprendente). La domanda «ci gira Crysis?» divenne in breve tempo un meme storico, in grado di creare un netto divario tra chi aveva un PC all’altezza e chi, purtroppo per lui, doveva accontentarsi del proverbiale “cugino” con una copia del gioco.

Crysis Remastered | Recensione – Ci gira su Nintendo Switch?

Il resto è storia nota: due sequel ufficiali (Crysis 2 e Crysis 3), una espansione stand-alone (Crysis Warhead) e anni di silenzio in cui la serie è stata quasi dimenticata dalla community di giocatori. Il tutto mentre saghe di FPS come Halo, Call of Duty e lo stesso Far Cry spiccavano il volo anche su console, guadagnando onore e gloria. Ora, però, Crytek ha deciso che era tempo di uscire dall’ombra e per farlo ha scelto di portare la remastered del suo Crysis sulla console più improbabile tra quelle attualmente disponibili sul mercato: Nintendo Switch (il gioco è atteso prossimamente anche su PlayStation 4, Xbox One e PC).

Grazie al lavoro di quei geni delle conversioni che rispondono al nome di Saber Interactive – già autori di quel miracolo tecnico che è la versione Switch di The Witcher 3: Wild Hunt – Complete EditionCrysis Remastered è disponibile dal 23 luglio scorso e risponde in maniera chiara alla domanda che tutti si sono posti subito dopo l’annuncio: Ci gira Crysis, su Switch? La risposta, fortunatamente, è una e una soltanto: sì, ci gira dannatamente bene.

Crysis Remastered su Switch è un tuffo nel passato

La trama, nella sua semplicità, è esattamente come la ricordavamo: siamo nel 2020 (incredibile, ma vero) su un’isola tropicale dell’arcipelago delle Lingshan. L’invio di una richiesta d’aiuto da parte di alcuni scienziati americani, prigionieri dell’esercito nordcoreano, spronerà il governo degli Stati Uniti d’America a mandare in loro soccorso la squadra speciale chiamata “Raptor”. Una volta sul posto, il team di supersoldati dovrà fronteggiare non solo la minaccia rappresentata dai militari che pattugliano l’isola, bensì anche quella di alcune creature aliene apparentemente invincibili (e decisamente spietate). Quale mistero circonda l’isola e i suoi abitanti, starà a noi scoprirlo, mettendo allo stesso tempo in salvo gli scienziati americani tenuti in ostaggio dai guerriglieri.

Il primo impatto con l’isola situata nel mare delle filippine sarà un vero e proprio tuffo nel passato (in tutti sensi): nei panni di Nomad, dopo esserci paracadutati – con scarso successo – nelle pericolose acque dell’oceano a pochi metri di distanza dalla riva, verremmo letteralmente catapultati nella rigogliosa ambientazione messa in piedi da Crytek: l’acqua, le onde, il cielo stellato e la spiaggia su cui saremo chiamati ad approdare prima di iniziare la missione vera e propria. Tutto è lì, quasi intoccato, esattamente come tredici anni fa. E sì, anche la tartaruga che con passo lento si appresta a guadagnare la riva, è fortunatamente presente anche in questa remaster su Switch.

Dopo aver recuperato l’energia della nostra tuta hi-tech, saremo da subito chiamati a prendere confidenza con il sistema di gioco, che su Switch sembra adattarsi alla perfezione senza troppe sbavature: la Nano Muscle Suit vestita dal protagonista è infatti in grado di amplificare le capacità fisiche del nostro eroe, aprendo in questo modo un ventaglio di possibilità ludiche realmente sorprendenti. Composta da un gran numero fibre argentate, la tuta permette anzitutto la rigenerazione progressiva della salute, evitando così di cercare eventuali medipack sparsi per la mappa di gioco. Ma non solo: l’armatura darà modo a Nomad di usufruire di ben quattro abilità speciali, ossia la forza, la velocità una maggiore resistenza ai proiettili e, ultimo ma meno importante, l’occultamento ottico.

Se la prima e la seconda ci daranno modo di eliminare gli avversari umani con un solo pugno ben assestato (se presi alle spalle) oltre alla capacità di effettuare salti sovrumani, le ultime due sono sicuramente il fiore all’occhiello, in grado di fare la differenza durante uno scontro a fuoco coi vari abitanti dell’isola. Basterà infatti premere uno dei tasti dorsali dei Joy-Con per attivare la modalità “corazza” o quella stealth in grado di nasconderci agli occhi del nemico. Sia l’abilità per l’incremento della resistenza che quella per l’occultamento consumeranno una speciale barra di energia posta in basso a destra, ragion per cui sarà molto importante capire come e quando utilizzare i poteri speciali della nostra nano-tuta. Il gunplay permette l’utilizzo di fucili, mitragliatori, pistole, granate, lanciamissili e altro ancora, nella più classica tradizione da FPS degli anni 2000 – ed è qui che Crysis Remastered svela il fianco alle critiche: chiunque si sia abituato ai Call of Duty: Modern Warfare di turno (ben più freschi e versatili dell’opera di Crytek), troverà il sistema di gioco decisamente vecchio e polveroso.

Crysis Remastered | Recensione – Ci gira su Nintendo Switch?

Non parliamo necessariamente di un problema in senso stretto, ma affrontare soldati dotati di una intelligenza artificiale elementare – che al massimo li farà nascondere, spesso in maniera maldestra, dietro a una roccia – potrà lasciare perplessi un bel po’ di giocatori, nonostante il livello di difficoltà sia seriamente tarato verso l’alto anche se giocato in modalità normale (morirete, quindi, e anche parecchio).

Anche la possibilità di guidare alcuni mezzi di trasporto trovati lungo il percorso, come jeep o piccole imbarcazioni, aumenterà quella sensazione di avere a che fare con un gioco di due decenni fa, quando gli sparatutto in soggettiva sembravano tentare di abbracciare meccaniche free roaming che sarebbero poi esplose nella loro potenza solo negli anni a venire.

Nota: la versione Switch di Crysis non vede la presenza della missione chiamata “Ascension”, omessa per motivi legati all’ottimizzazione generale. Tuttavia, l’edizione per la piattaforma Nintendo include la compatibilità con il giroscopio, grazie al quale sarà possibile muovere a piacere i Joy-Con per sparare con maggiore precisione.

Parlando dell’aspetto più delicato del gioco, ossia il comparto tecnico, come anticipato in apertura di recensione Crysis Remastered su Nintendo Switch “ce la fa”, con tutti i compromessi del caso. Le ambientazioni si avvalgono di texture tutto sommato buone per definizione e dettaglio, con un’ottima serie di effetti tanto negli scenari all’esterno quanto in quelli all’interno. Certo, è stato impossibile replicare l’impressionante profondità di campo chilometrica e la volontà di imporre lo standard tecnico visto su PC nel 2007, ma è altrettanto vero che sia la fisica (in grado di darci modo di scagliare oggetti e abbattere intere baracche o piccole costruzioni) che le fonti di illuminazione lasceranno spesso a bocca aperta, specie se deciderete di giocare il titolo in portabilità. Va detto che in modalità docked Crysis Remastered gira quasi sempre a 720p, con leggeri cali di frame rate (fisso a 30 fotogrammi al secondo) nelle situazioni più concitate, nonostante sia giocando in modalità handheld che capirete perché parliamo di piccolo miracolo tecnico messo a punto da Saber Interactive.

Se avete intenzione di provare Crysis Remastered durante le vostre vacanze estive, potete comprare Switch Lite a un prezzo ridotto.

+ Un miracolo tecnico
+ Gunplay piuttosto vario e sfaccettato...
- ... ma che tradisce il peso del tempo
- IA nemica davvero troppo arcaica

7.8

Crysis Remastered su Nintendo Switch è una seconda scommessa vinta per Saber, dopo il porting di The Witcher 3: Wild Hunt uscito nei negozi alcuni mesi fa. Il team di sviluppo è riuscito a portare sulla console ibrida della Casa di Kyoto un gioco tecnicamente impressionante anche a tredici anni dall’uscita. Certo, alcuni piccoli sacrifici – specie per quanto riguarda la risoluzione generale – non devono scoraggiare coloro che decideranno di avvicinarsi al gioco, magari per la prima volta in assoluto: l’azione serrata, il senso di esplorazione, l’interazione ambientale e tutti i poteri speciali della Nano Muscle Suit sono qui, anche sulla “piccola” Nintendo Switch. Ovviamente, non ci si aspetti quella freschezza e quell’innovazione offerte da un qualsiasi sparatutto del 2020 (parliamo pur sempre di un titolo uscito due generazioni fa), sebbene Crysis Remastered su Switch sia e rimanga una dimostrazione di forza non indifferente, oggi come ieri.




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