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CRIMESIGHT | Recensione – Il futuro di Sherlock Holmes secondo Konami

Tra luci e ombre, CRIMESIGHT offre un'interessante sistema PvP, ma basterà per convincere gli appassionati dell'investigazione?

I videogiochi a stampo investigativo hanno fin dagli albori sprigionato un certo fascino sia tra gli appassionati sia i semplici curiosi, ma parliamo di una nicchia ben consolidata e focalizzata nella stragrande maggioranza dei casi su una campagna per giocatore singolo che fa della narrazione il partner ideale per le meccaniche investigative.

CRIMESIGHT

Piattaforma:
PC
Genere:
multiplayer-online
Data di uscita:
14 Aprile 2022
Sviluppatore:
Konami
Distributore:
Konami

Proprio partendo da questa breve premessa non potevamo che rimanere tanto perplessi quanto incuriositi dalla volontà di Konami di gettarsi su questo segmento con CRIMESIGHT, ovvero un’esperienza totalmente focalizzata sul multigiocatore online.

Scelta curiosa quanto atipica sia per tentare di sganciarsi il più possibile da eventuali paragoni con la concorrenza, sia per ripercorrere le orme del fenomeno Among Us, con il quale è impossibile non ritrovare– nel bene e nel male – alcuni parallelismi.

Ovviamente è necessario raggiungere il giusto equilibrio per il bilanciamento degli schieramenti presenti in partita, così come dare un ventaglio il più possibile diversificato di opzioni ai giocatori senza rendere il gameplay eccessivamente macchinoso o legato a deduzioni forzate. Vi anticipiamo tranquillamente che la software house è riuscita comunque a toccare ogni tasto citato, ma senza la corretta pressione.

Il risultato finale CRIMESIGHT, a ben pensarci, rischia di essere più anonimo del previsto considerando la presenza di numerosi limiti che andremo ad elencare nei prossimi paragrafi. Il tutto, però, mantenendo una formula di base intrigante e con del potenziale latente, sul quale continuare a puntare per ottenere qualcosa di effettivamente diverso nel segmento di riferimento.

 

Elementare, Watson

Nonostante l’assenza di una qualsivoglia storia per giocatore singolo, non manca un contesto narrativo che fa da cornice alle varie partite di CRIMESIGHT, con l’obiettivo di mettere l’accento su fazioni e strumenti disponibili con un minimo di impegno, andando così oltre il mero compitino.

Nello specifico, siamo catapultati nella Londra del 2075, dove l’utilizzo di un avanzato sistema di sicurezza per scansione e analisi dei dati – in barba alla privacy a noi tanto cara – ha portato a un calo drastico della criminalità del 90%. Un’invenzione incredibile che però ha portato alla misteriosa apparizione di un’intelligenza artificiale denominata Moriarty, capace di bypassare i vari protocolli digitali e gettare nel caos la popolazione, alimentandone gli istinti criminali.

In tutta risposta e per rivaleggiare con questa anomalia è stata creata un’IA simile denominata Sherlock, in gradi di offrire supporto tramite uno spiccato spirito di osservazione e varie deduzioni, per impedire a Moriarty di controllare gli innocenti e fargli compiere i peggiori crimini.

Il tutorial iniziale è ben congegnato, peccato non avere altre occasioni per testare partite contro la cpu.

Considerando questi elementi, così come il design che strizza l’occhio alle produzioni dell’animazione orientale dello stesso segmento come Pyscho Pass, non nascondiamo un certo rammarico per l’assenza di una storia da poter scoprire – soprattutto tenendo a mente gli sforzi profusi per la cornice narrativa, e gli sparuti omaggi alla letteratura classica realizzata dalla penna di Doyle.

Nello specifico, sarebbero bastate delle linee di dialogo tra una partita e l’altra per alzare un minimo l’asticella qualitativa di CRIMESIGHT oltre la mera proposta di partite online in rapida successione; qualche sforzo ulteriore per la valorizzazione del senso di progressione, in sostanza, non avrebbe guastato, mettendo l’accento sul coinvolgimento del videogiocatore.

Ecco le (poche) varianti dell'unica modalità presente, rigorosamente online.

Il Cluedo del futuro

Come anticipato, il team con sede a Tokyo confeziona per CRIMESIGHT una modalità PvP che tenta di fare dell’accessibilità il suo punto di forza, dove fino a quattro giocatori competono per aiutare uno o l’altro schieramento su round dalla durata di massimo venti minuti.

Il tutto, all’interno di una grande villa suddivisa in più stanze proprio come nel famoso gioco da tavolo Cluedo (ideale per le serate con amici, lo trovate in offerta su Amazon). Ovviamente è possibile muovere  in modo estremamente limitato vari personaggi, ma con un pizzico di tattica e gestione al supporto di deduzioni e ragionamenti strappare una vittoria agli altri videogiocatori genera una certa soddisfazione.

Nello specifico, le partite di CRIMESIGHT sono suddivise in più turni che inframezzano lo scorrere della giornata e fin da subito è ben chiaro il tempo rimanente per l’arrivo dei soccorsi. Impersonando Sherlock è necessario scoprire tra i vari personaggi presenti chi sia l’aggressore e chi la vittima designata, cercando di ostacolare le mosse orchestrate da Moriarty per portare a termine l’omicidio senza farsi scoprire.

Sherlock, Moriarty e Irene concedono approcci leggermente differenti durante le partite.

Ovviamente ci sono delle regole ben chiare da tenere a mente per il proseguimento della partita nel miglior modo possibile, e non manca un tutorial disponibile fin dalla prima accensione del gioco per prendere confidenza con le varie meccaniche, ma per padroneggiarle al meglio sarà necessario tuffarsi continuamente contro altri giocatori reali.

Per citarne alcune tra le più basilari, i comandi impartibili dai giocatori per turno sono estremamente limitati e ogni personaggio può spostarsi al massimo di tre quadranti. Dopo che trascorre un intero giorno (ovvero tre turni completi) i giocatori potranno cibarsi delle risorse eventualmente recuperate durante gli spostamenti, pena un affaticamento che limiterà i movimenti tra le varie caselle. Ci sono anche altri metodi per alterare nel bene e nel male gli spostamenti dei personaggi come l’utilizzo di un gas velenoso, oppure variabili esterne come dei cani pericolosi che si introducono casualmente nella villa; tutti elementi che aggiungono una piacevole imprevedibilità.

Le regole del delitto perfetto

Impersonando Moriarty è necessario rispettare tre regole ben distinte per raggiungere la vittoria: ottenere, con il personaggio designato come carnefice, un’arma o un oggetto contundente, ritrovarsi nella stessa area dell’obiettivo e, soprattutto, nello stesso quadrante non devono esserci testimoni se si decide di agire.

A queste poi – indipendentemente dallo schieramento – se ne aggiungono altre più di contorno utili per smascherare il colpevole o mettere in difficoltà le analisi turno dopo turno, in un susseguirsi di supposizioni e considerazioni sempre ben chiare su schermo attraverso la voce dei vari schieramenti. Ad esempio, se i comandi di Sherlock e Moriarty convergono inconsapevolmente sullo stesso personaggio esso ascolterà solo quest’ultimo, mentre le deduzioni automatiche del primo a fine giornata permettono di avere sempre ben chiaro chi depennare dalla lista dei vari indiziati.

Le animazioni legate agli omicidi (sventati o meno) non brillano per qualità.

Durante il matchmaking – in questo primo periodo abbastanza rapido – ci siamo ritrovati più volte a giocare anche nei panni di Irene, IA alleata di Moriarty che nonostante non possa compiere le stesse azioni della nemesi principale funge da vero e proprio supporto ostacolando le analisi dei rivali.

Le partite di CRIMESIGHT scorrono piacevolmente, ma si prestano meglio a un approccio mordi e fuggi più saltuario, mentre non nascondiamo una certa ripetitività che rischia di farsi largo nelle sessioni di gioco più durature – sinonimo di una gestione delle varie meccaniche online che convince solo fino a un certo punto, dove la ripetizione di pochi asset per design di mappa, personaggi e animazioni dedicate agli stessi non possono non far storcere il naso.

Rimane evidente che il gioco sia più godibile in compagnia di qualche fidato compagno, ma la presenza di una discreta e immediata chat di gioco legata ad alcune emoticon rende le partite casuali online comunque appetibili.

Le varie indicazioni su schermo sono estremamente utili, ma tendono a rendere la partita più caotica del previsto.

Peccato che quel divertimento estremo che ha trasformato Among Us nel fenomeno del momento qui venga riproposto e valorizzato solo fino a un certo punto, e quegli stessi menù riflettono una gestione generale di icone e finestre non sempre piacevole. Soprattutto con la sovrapposizione dei comandi tra i vari giocatori – magari in parallelo a qualche linea di dialogo legata alle intuizioni di Sherlock – si genera un po’ troppo caos su schermo.

La sensazione poi, in ottica bilanciamento, è quella di favorire il personaggio di Moriarty se si opta per un approccio più offensivo e diretto, volto a eliminare l’obiettivo nel minor numero di turni possibili.

Con Sherlock invece, oltre alla fase investigativa, e nonostante in molte partite potessimo contare su più alleati umani, ci siamo ritrovati a dover gestire i personaggi per non lasciarli senza cibo o eccessivamente isolati gli uni dagli altri. Condizione che il più delle volte si è rivelata un ostacolo non di poco conto per la sopravvivenza, impedendoci di ragionare sulle varie mosse con maggiore lucidità.

6,4

CRIMESIGHT

Piattaforme: pc
CRIMESIGHT rimane un esperimento interessante per la volontà di Konami di gettarsi sul mondo dei videogiochi investigativi esclusivamente con una modalità online. Scelta che non può non dividere curiosi e dissidenti in due schieramenti ben distinti, ma che - al netto di alcune buone idee - riflette un risultato finale fin troppo limitato. Non ci aspettavamo di certo la sorpresa al livello dei tripla A più blasonati, ma le premesse per realizzare un lavoro più rifinito non mancavano di certo. Paradossalmente rimane più appetibile per i neofiti del genere visto i numerosi aiuti su schermo, mentre per i fan più incalliti dell’investigazione sarà necessario scendere a non pochi compromessi.

Pro

  • L’idea alla base della modalità PvP a turni è intrigante
  • Divertente a piccole dosi…
  • Estremamente accessibile per i neofiti del genere

Contro

  • … ma basta poco per lasciar spazio alla ripetitività
  • Il layout di finestre ed icone rende spesso le partite caotiche
  • Tecnicamente presenta diversi limiti
6,4