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Corruption 2029, tattica a turni e soldati robot – Recensione

Dopo Mutant Year Zero: Road to Eden, The Bearded Ladies ci riprova con un nuovo XCOM-like, senza però convincere a pieno

Le primarie fra i democratici e le successive presidenziali per la Casa Bianca devono essere sfuggite di mano, almeno secondo The Bearded Ladies e il futuro a stelle e strisce dipinto da Corruption 2029. L’America presentata in questo XCOM-like è infatti dilaniata da un conflitto civile che vede contrapposte NAC e UPA. Il giocatore veste i panni proprio di tre soldati d’élite di questa seconda fazione, costretti ad avventurarsi dietro le linee nemiche e ad attraversare un panorama desolato e ridotto in cenere, letteralmente.

Corruprion 2029

Piattaforma:
PC
Genere:
stealth-game, strategico
Data di uscita:
Sviluppatore:
The Bearded Ladies
Distributore:

Nella dozzina di ore impiegate per arrivare al termine, gli unici volti incontrati sono infatti quelli celati dietro i caschi indossati dalle le truppe del NAC, impegnate a sorvegliare spesso non si sa bene cosa o perché e che passano il loro tempo scambiandosi battute che sembrano uscite da un film action di serie B in stile ‘80: i cattivi sono davvero cattivissimi e senza scrupoli. Le motivazioni? Ci chiedete troppo. La narrazione è infatti portata avanti da qualche log sparso qua e là e dai brevi testi che introducono le missioni, senza alcun approfondimento e retroscena. In questo piattume avremmo almeno sperato in un epilogo esplosivo fra Mecha-Bernie e Cyeber-Donald – e invece niente.

Ritornare sui propri passi

Il nome The Bearded Ladies non suonerà nuovo alle orecchie degli appassionati del genere. Il team svedese è infatti l’autore del discreto Mutant Year Zero: Road to Eden di cui, senza mezzi termini, Corruption 2029 è un reskin su scala ridotta. Il nuovo titolo unisce ancora l’esplorazione in tempo reale e le battaglie a turni, ma riesce nella difficile impresa di peggiorare la formula, pur partendo da una base tutt’altro che solida. Sulla storia abbiamo già speso troppe parole e basta un epitaffio: non c’è.

Si avanza obiettivo dopo obiettivo attraverso tre macro-capitoli senza essere minimamente coinvolti e senza che si sentano sulla pelle le vicende dei tre super-soldati protagonisti. Più che calarsi dentro una pericolosa missione di infiltrazione, Corruption 2029 ha la stessa pesante routine di una giornata in ufficio. Gli scenari sono pochi e si assomigliano tutti quanti, fra futuristici posti di blocco al neon, scure uniformi dei prossimi cugini dell’alt-right e un modello di carrarmato riutilizzato in ogni angolo della città. Il forte senso di riciclo pesa anche sugli obiettivi, che non vanno oltre all’eliminazione di ogni nemico, l’evacuazione di un VIP o il recupero di un oggetto.

È un peccato, perché il primo impatto è sicuramente piacevole, se non altro per un Unreal Engine sul quale The Bearded Ladies ha già dimostrato la sua bravura in passato e per una direzione artistica sempre affascinante, anche se poco originale. Purtroppo l’incantesimo svanisce dopo poche ore e l’interesse per scrutare ogni singola rovina o per cercare un nuovo file audio lascia il posto ad un freddo utilitarismo che punta dritto verso la prossima missione.

La chiave del successo

Una parabola analoga è seguita dal gameplay, che ricalca in buona parte quanto già fatto da Mutant Year Zero: Road to Eden. Gli scenari aperti sono attraversabili senza restrizioni e interruzioni e vanno letti nel dettaglio per approfittare delle ronde delle guardie o dei pochi elementi che possono fornire un aiuto, come una radio da attivare per creare un diversivo, momento in cui passare alla fase tattica in puro stile XCOM. La costante inferiorità numerica costringe a valutare bene l’offensiva e durante le prime incursioni si prova una genuina soddisfazione nell’eliminare silenziosamente un’unità avversaria, magari sfruttando il fucile silenziato guadagnato poco prima o il colpo congelante che ha messo a tacere i possibili testimoni. La meticolosità lascia però spazio troppo presto ad una reiterazione delle stesse strategie quando ci si accorge che l’approccio stealth è semplicemente l’unico modo per sopravvivere al rapporto di forza sempre sfavorevole.

Nelle prime missioni ci sente come un Rambo hi-tech fatto di circuiti, un gruppetto di tre soldati alla mercé di un esercito, costretti a soppesare ogni colpo e a valutare attentamente ogni ingaggio. Esattamente come accadeva con Mutant Year Zero: Road to Eden, anche per Corruption 2029 c’è un momento in cui i ruoli si invertono e da preda si diventa implacabili predatori grazie alle abilità ottenute e alle nuove armi. Quando si scopre la ricetta perfetta tra scudi protettivi, torrette automatiche e fucili di precisione, la difficoltà subisce un’improvvisa frenata e, data la riproposizione degli stessi obiettivi e delle stesse mappe, non c’è nessun motivo per abbandonare la strada sicura, annullando così la voglia di sperimentare nuove vie tattiche e soluzioni.

Corruption 2029 è un gioco dal respiro corto ed esaurisce le sue cartucce troppo in fretta. Ad esempio, il level design è più che buono, è impreziosito da una sana dose di distruttibilità ambientale e ci sono molti spunti tattici, ma le mappe sono davvero poche. Gli stessi nemici vengono riproposti senza soluzione di continuità e, a parte un paio di varianti significative – come un drone un grado di resuscitare le unità abbattute – l’unico modo per acuire la curva della difficoltà è un numero maggiore di avversari, qualche punto vita in più o un’armatura che li renda più resistenti.

Insomma, non c’è traccia di quelle sconfinate possibilità viste con XCOM 2, ma sarebbe comunque ingiusto fare un paragone senza tener conto della portata di Corruption 2029, per ora esclusiva su Epic Store, venduto a nemmeno 20 euro e pubblicato dal nulla dopo due settimane dall’annuncio. In conclusione, la sensazione è quella di trovarsi davanti ad un progetto di secondo piano, un antipasto per quello che si spera sarà il cambio di passo definitivo per The Bearded Ladies.

+ Il mix fra esplorazione in tempo reale e tattica a turni funziona
+ La difficoltà costringere a ragionare su ogni mossa
+ Graficamente piacevole
– Storia non pervenuta
– Riciclo in ogni dove: missioni, mappe e nemici
– Difficoltà non sempre bilanciata

6.0

Bocciare completamente Corruption 2029 sarebbe errato. Come per Mutant Year Zero: Road to Eden, anche qua la fusione tra tattica a turni ed esplorazione libera è alla base di soluzioni ingegnose, che potrebbero aumentare con il passare delle ore di gioco e con le nuove dotazioni messe a disposizione. Purtroppo il condizionale risulta d’obbligo quando ci si imbatte nella stessa mappa per la quarta volta nel giro di due ore, o quando ci si trova senza altri obiettivi se non quello di dover eliminare tutti i nemici. Inoltre, l’impronta fortemente stealth e una difficoltà volutamente alta precludono molte varianti tattiche, togliendo il gusto di sperimentare con diverse soluzioni.