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CD Projekt RED paga i dipendenti $430 al mese, ma il crunch su Cyberpunk 2077 “non è così male” [Aggiornata]

Il caso intorno al blockbuster dei creatori di The Witcher 3 non accenna a spegnersi

Aggiornamento 18:18 – Il co-CEO di CD Projekt Adam Kicinski ha porto le proprie scuse«dal profondo del mio cuore» al team di sviluppo di Cyberpunk 2077 per le sue dichiarazioni in tema di crunch.

«Non avevo voluto commentare sul crunch, eppure l’ho fatto, e l’ho fatto in una maniera avvilente e dannosa», si legge in una email inviata allo staff ottenuta dal giornalista Jason Schreier di Bloomberg.

«Quello che ho detto non è stato sfortunato, è stato assolutamente pessimo», ha aggiunto Kicinski a proposito della definizione secondo cui il crunch cui è sottoposto il team di sviluppo polacco non sarebbe “tanto male”.

Il co-CEO ha chiuso il messaggio con una chiusa in cui si riferisce alla sua reperibilità assoluta per tutti i dipendenti al primo piano dell’azienda o su Slack.

Aggiornamento ore 17:35 – CD Projekt RED ci ha contattati per una precisazione sul contenuto del report dell’utente Twitter @outstarwalker, che ha affermato di essere stata pagata l’equivalente di $430 al mese nel suo rapporto lavorativo con lo studio polacco.

La compagnia non conferma di aver intrattenuto un rapporto lavorativo con la fonte né le cifre summenzionate.

Ci viene comunque suggerito che questo rapporto sarebbe stato eventualmente intrattenuto in un periodo circoscritto del 2014, ai tempi di The Witcher 3: Wild Hunt, e che sempre eventualmente si potrebbe trattare di un tirocinio, non di un lavoro a tempo pieno.

Questo è regolamentato invece con un salario minimo che, a partire da gennaio 2020, è stato stabilito essere da circa 610 euro a salire in Polonia.

Articolo originale: In una call con gli investitori, il co-CEO di CD Projekt Adam Kicinski ha rivelato che il crunch su Cyberpunk 2077 «non è così male» com’è stato dipinto dalla stampa.

Kicinski ha spiegato agli azionisti che questo è «un caso che è stato sollevato dai media, e alcune persone hanno fatto un forte crunch, ma una grande parte del team non sta facendo affatto crunch dal momento che hanno finito il loro lavoro».

«Perlopiù è una questione che riguarda la QA e gli ingegneri, i programmatori – ma non è così forte. Ovviamente, sarà esteso un po’, ma abbiamo feedback dal team, loro sono contenti riguardo alle tre settimane di lavoro extra, quindi non vediamo alcuna minaccia riguardo al crunch», ha aggiunto Kicinski, secondo cui, come riporta PC Gamer, il crunch «non è così male – e non lo è mai stato».

Nonostante tutti questi straordinari, ad ogni modo, è stato impossibile a quanto pare evitare l’ennesimo rinvio di Cyberpunk 2077, stavolta al 10 dicembre.

CD Projekt aveva promesso che non avrebbe più fatto ricorso agli straordinari disumani delle sue precedenti produzioni ma, a quanto pare, questi sarebbero partiti almeno nell’aprile del 2019 e stanno dichiaratamente proseguendo a spron battuto.

Su Twitter, però, la polemica continua a montare, sulla scia della rivelazione di una presunta ex dipendente di CD Projekt, impiegata sulle animazioni facciali del gioco, che ha rivelato il suo salario presso la software house polacca.

Come spiegato da @outstarwalker, durante lo sviluppo di The Witcher 3 il suo stipendio mensile sarebbe stato di appena $430 (più o meno i nostri €370).

Lo stipendio veniva pagato in złoty, la valuta polacca, e non sarebbe stato abbastanza neppure per pagarsi l’affitto di un bilocale lontano dal centro.

Di norma, in un paese economicamente meno sviluppato rispetto a buona parte dell’Unione Europa e del Nord America, ci si aspetterebbe stipendi più bassi ma adeguati al costo della vita del posto, ma è evidente come – se tale rivelazione venisse confermata – non sia questo il caso.

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