Castlevania, terza stagione: la notte è sempre più buia – Recensione

Abbiamo visto la terza stagione di Castlevania su Netflix. Leggi la recensione!

RECENSIONE SERIE TV
A cura di Marcello Paolillo - 13 Marzo 2020 - 18:26

La prima stagione di Castlevania, uscita nel 2017, ha gettato le basi per qualcosa di più grande e imponente che sarebbe venuta poi, con le serie successive. Già con l’uscita del secondo ciclo di episodi, la creatura di Warren Ellis aveva marcato il terreno del prodotto “ottimo ma non troppo”, riuscendo a proporre una stagione in tutto e per tutto meritevole di attenzioni, specie per i fan della saga di videogiochi omonima da cui trae ispirazione. Certo, le animazioni e il tratto generale necessitavano ancora di diversi ritocchi, così come il ritmo evidenziava qualche stortura di percorso. Stortura che, con l’avvento della terza stagione, i registi Sam e Adam Deats hanno cercato di correggere al meglio, proponendo una serie che riuscisse a fare esplodere il genio creativo del team rimanendo fedele alla tradizione.

Castlevania, terza stagione: la notte è sempre più buia – Recensione

What is a man…

Creata da Ellis in persona e basata sul celebre videogioco Castlevania III: Dracula’s Curse, l’ultima stagione prende il via da un arco narrativo importante, quello di Dracula, ucciso da suo figlio Alucard dopo un combattimento estenuante all’interno del suo castello. Reso pazzo dopo la morte della sua amata moglie Lisa (bruciata sul rogo per mano dei vescovi della chiesa) e determinato a sterminare una volta per tutte la razza umana, il principe delle tenebre ha trovato sul suo cammino anche il cacciatore di mostri Trevor Belmont e la maga parlatrice Sypha Belnades, i quali hanno portato a compimento un’impresa fallita da molti – troppi – guerrieri. La pace in una Valacchia già in ginocchio durerà poco: la vampira Carmilla e le sue spietate “sorelle” sembrano avere tutta l’intenzione di portare a termine i piani di conquista di Vlad Tepes, imprigionando nel loro castello il mastro fabbro Hector. Nel mentre, Trevor e Syphia dovranno fronteggiare i piani di un priorato che nasconde un temibile segreto, aiutati dall’enigmatico Saint-Germain. Il secondo mastro fabbro Isaac, accompagnato dalla sua legione di mostri, vaga invece in giro per il mondo affamato di potere e desideroso di vedere la popolazione estinta, proprio come il caro e vecchio Dracula.

Ultimo ma non meno importante, Alucard: dopo aver preso possesso del castello del padre, il vampiro redento vaga tra gli androni della magione in totale solitudine, perlomeno fino a quando non riceve la visita di una coppia di giovani ammazzamostri in visita da molto lontano. Le dieci puntate della terza stagione di Castlevania seguono quindi quattro linee narrative ben distinte, La scrittura e i dialoghi messi in piedi da Warren Ellis sono sicuramente maturi e delineati, spesso e volentieri in linea con gli animi tormentati di personaggi come Hector e Alucard. L’ironia dei “siparietti” tra Trevor e Sypha lascia spazio nella seconda metà della serie a drammi e inquietudini, in grado di esplodere in tutta la loro drammatica violenza nelle ultime due puntate, le quali spingono il piede sull’acceleratore delle sequenze d’azione nude e crude (di cui lo show è sospettosamente carente).

Castlevania, terza stagione: la notte è sempre più buia – Recensione

… a miserable pile of secrets!

La mancanza di un caposaldo come Dracula non è affatto grave, compensata dalle carismatiche figure di rimpiazzo e i nuovi villain. Tutto sembra funzionare, incluso il tratto animato generale, ora dotato di una palette di colori più viva, energica e – soprattutto – animata molto meglio rispetto al passato (dite pure addio a quel retrogusto alla Adrian). Questa terza stagione getta quindi le basi per il futuro della serie, un futuro che pur prendendo quasi sicuramente le distanze da quanto visto nella serie di videogiochi classica (rigorosamente in 2D) targata Konami, promette di espandere l’universo dei Belmont verso nuove e insperate vette di eccellenza, specie per quanto riguarda un progetto animato su licenza. Possiamo parlare di una delle migliori serie televisive tratte da un videogame? Assolutamente sì. Sperando che il futuro non sia troppo cupo e tenebroso per gli abitanti della Valachia.

+ Dialoghi e trama eccellenti
+ Animazioni e disegni sopra la media
- Tante (troppe) libertà creative
- Poca azione a schermo

8.0

Dotata di ottimi dialoghi e di un’estetica finalmente all’altezza del nome che porta, la terza stagione di Castlevania su Netflix apre le porte a nuove e appassionanti avventure, con la speranza che Warren Ellis continui tranquillamente su questa strada, dimenticando i piccoli errori delle serie precedenti. La nuova odissea di Trevor, Alucard e Sypha nella terra dei vampiri è un prodotto imperdibile per i fan della serie Konami, a patto di venire a compromessi con una lunga serie di libertà creative rispetto all’opera originale.




TAG: castlevania, netflix

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