Capcom Home Arcade – Provato

La nostalgia senza mini e senza low cost.

Provato
A cura di Matteo Bussani - 31 Ottobre 2019 - 14:00

Retrogaming, mini console, accessoristica nerd “old but gold”. Che il fenomeno “nostalgia canaglia” interessi anche l’hardware oltre che il software non è certo una novità. Strategie diverse e pubblico in continua crescita confermano come ci sia un dichiarato interesse verso tutto ciò che ha segnato il nostro passato, ovviamente migliore rispetto alle nuove generazioni, in un tacito, ma anche meno tacito, “si stava meglio quando si stava peggio”.

Ci sono gli estremisti della filosofia retro che prediligono hardware dell’epoca rimesso a nuovo e la massima fedeltà storica, ci sono quelli che vanno di emulazione con trucchetti leciti e meno leciti sufficienti a far girare in maniera simile, se non addirittura migliore, i loro giochi preferiti di un tempo, infine ci sono quelli che plasmano tecnologie moderne per offrire un’esperienza fedele, ma al contempo tecnicamente all’avanguardia per i loro progetti, con strumentazione nuova, studiata ad hoc.

Oggi vi racconteremo della nostra esperienza con il Capcom Home Arcade, un pezzo da novanta di casa Capcom che cerca di riproporre la stessa esperienza da sala degli anni ’90, in casa propria, e senza il bisogno di dover ricorrere a un cabinato vero e proprio, o versioni compatte dello stesso.

Capcom Home Arcade – Provato

Cabinato sì, cabinato no.

Spesso si associa ai cabinati il concetto di resistenza. Sono strumenti pensati per essere utilizzati da chiunque e per lunghe sessioni di gioco. L’hardware è quindi solido, spesso caratterizzato da pezzi di prima categoria. Non è facile poter riproporre quello stesso feeling su una “console da casa”. Questo punto è proprio il nodo focale attorno a cui ruota tutta l’essenza del Capcom Home Arcade. Pur non essendo particolarmente complesso a livello elettronico, (e come potrebbe esserlo uno strumento che deve far girare solamente 16 giochi arcade del CPS1 e CPS2) fin dal primo momento appare veramente solido e pesante. Non in senso negativo, semplicemente mette il giocatore di fronte all’ottima qualità costruttiva che lo contraddistingue. Sulla parte superiore troviamo la scritta Capcom protetta da uno strato di vetro trasparente che definisce anche le forme esterne del controller, con contorni morbidi che vanno a cadere a’ mo di tronco di piramide sulla superficie di appoggio, per un totale di 5 cm di altezza.

Il Capcom Home Arcade è lungo 74cm totali ed è profondo 22cm. Leggermente spostata a sinistra sulla parte posteriore troviamo gli elementi I/O, tra cavo micro USB per l’alimentazione, HDMI out. Esiste anche una scheda wi-fi integrata per aggiornare le leaderboard online nei vari titoli. Sulla superficie ci sono 6 piedini gommosi che bloccano il pezzo sulla superficie di appoggio (che in una casa potrebbe essere facilmente un tavolo o un tavolino), mentre da tenere sulle gambe è scomodo.
Capcom Home Arcade – Provato

Controlli? Al top.

Così come la qualità costruttiva, i controlli sono ottimi. Gli stick per i due giocatori sono due Sanwa JLF-TP-8YT a 8 direzioni, e sempre di Sanwa sono i bottoni OBSF, tra i più apprezzati, rapidi e resistenti in commercio.
La distanza tra primo e secondo pack di controlli è ottimale e la competizione è tanto invogliata dai titoli a disposizione, quanto facile nell’organizzazione degli spazi. Abbiamo provato a darcele di santa ragione in Street Fighter II e nonostante la veemenza della pressione sui tasti, non siamo mai finiti a contatto con l’avversario.

A proposito di giochi a disposizione, si tratta di 16 grandissimi classici dell’epoca di CPS1 e CPS2, le due tornate del Capcom Play System, che popolarono le sale giochi dalla fine degli anni ’80 per tutti gli anni ’90 e anche parte degli anni 2000. A conti fatti, la libreria avrebbe potuto essere più ampia, ma la qualità dell’emulazione ottimizzata nel dettaglio da Barry Harris, dietro al progetto FBAlpha, per il Capcom Home Arcade, nonostante le questioni sull’etica di usare il software open source in un sistema a pagamento, e la scelta azzeccata dei titoli, possono farci chiudere un occhio.

Capcom Home Arcade – Provato

I titoli a disposizione sul Capcom Home Arcade

1944: The Loop Master
Alien vs Predator
Armored Warriors
Capcom Sports Club
Captain Commando
Cyberbots: Fullmetal Madness
Darkstalkers: The Night Warriors
Eco Fighters
Final Fight
Ghouls ‘n Ghosts
Giga Wing
Street Fighter II: Hyper Fighting
Mega Man: The Power Battle
Progear
Strider
Super Puzzle Fighter II Turbo

Capcom Home Arcade – Provato

Un problema di fondo

L’unico incertezza reale l’abbiamo sperimentata nel launcher della console. Abbiamo riscontrato dilatati momenti di attesa tra il click per l’avvio di un software e la prima schermata di gioco, così come anche per il ritorno ai menù. A ciò si aggiunge una sensibilità quasi eccessiva dei controlli che a una pressione errata all’inizio del caricamento (quando la schermata magari è ancora scura) blocca completamente il sistema fino al completamento del task avviato. E non essendo questo immediato, rende l’esperienza di utilizzo dei menù abbastanza fastidiosa.

Dato il sistema Wi-Fi integrato speriamo che ci sia anche modo di sistemare lato software questo problema in modo tale che la console possa diventare sempre più godibile.

Al di là di questo problema, non c’è da stupirsi se la strategia di mercato del Capcom Home Arcade preveda un prezzo al lancio di 229,00€. Lo giustifichiamo sia per la qualità della costruzione, sia perché effettivamente riesce a essere casalingo nelle dimensioni ed esteticamente d’arredo con i suoi colori accesi e la forma particolare.

+ ben costruito
+ ottimo per il gioco e l'arredamento
+ buona selezione di titoli...
- Interfaccia e launcher da sistemare
- ... solo 16

Capcom Home Arcade sembra davvero una buona proposta per il mercato nostalgico del retrogaming. Al netto di qualche problema con la UI, offre un’ottima qualità costruttiva, e un divertimento arcade accessibile nelle forme e realmente fedele all’esperienza ludica del cabinato. Il prezzo non è bassissimo, ma se si vuole fare le cose per bene, giocare al risparmio non serve, e questo sistema, non sembra assolutamente seguire quella direzione.




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