Bookbound Brigade, a spasso tra le pagine – Recensione

Digital Tales dà vita ad un metroidvania originale, ma che spesso inciampa sulle sue stesse idee.

Recensione
A cura di Daniele Spelta - 6 Febbraio 2020 - 11:41

Esiste un intero filone letterario dedicato alla poesia nonsense. Dal Bucchiello nel 1400 fino ai componimenti di Tommaso Landolfi nel secolo scorso, queste opere sono caratterizzate dal loro stile armonioso e orecchiabile, con sillabe e morfemi all’apparenza collegati a formare un testo compiuto, ma che a un’osservazione più completa si uniscono in sonetti e frasi senza alcuna logica. È il trionfo della forma sulla sostanza, quasi come se l’autore avesse voluto prendere in giro il suo lettore, affascinandolo con un gioco di parole tanto bello quanto privo di significato.

Una assurda biblioteca

A suo modo, anche Bookbound Brigade appartiene a questo genere e la metafora letteraria iniziale è tutt’altro che fuori luogo. I protagonisti di questo metroidvania firmato Digital Tales sono infatti otto volti noti presi in prestito dalle pagine di alcuni fra i più celebri libri. Troviamo così il Conte Dracula in compagnia Re Artù o Nikola Tesla a far da spalla a Robin Hood, ma cosa tiene assieme queste improbabili comparse? Nel mondo fittizio di Bookbound Brigade questi nomi sono uniti da un filo invisibile che, a partire dal Tomo dei Tomi, si dipana nelle singole storie. Ecco però che il minimo comune denominatore sparisce nel nulla, ribaltando tutte le certezze che da sempre hanno caratterizzato le figure storiche e di fantasia che popolano questo mondo. Da qui prende il via la ricerca delle pagine perdute.

Bookbound Brigade, a spasso tra le pagine – Recensione

Le strambe premesse hanno il loro naturale prosieguo nello svolgersi dell’avventura, un bizzarro minestrone fra i vari personaggi che si trovano loro malgrado coinvolti in situazioni al limite dell’assurdo, fra gag, battute che rasentano terribili freddure e scenari che sembrano usciti dalla penna di un autore con troppo estro. Senza particolari pretese, nella sua forma, Bookbound Brigade funziona molto bene e regala qualche sorriso, come quando Re Artù scherza sulla “focosità” di Giovanna d’Arco. L’intento ironico viene raggiunto anche grazie a uno stile estetico quanto mai azzeccato e carico di personalità, capace di aumentare quella sensazione di piacevole straniamento che si prova a viaggiare in questo libro che ha preso vita.

Le idee ci sono…

Purtroppo, come già detto, per la sostanza il giudizio cambia in modo diametrale. Anche la stessa direzione artistica, per quanto ben realizzata, incide negativamente sulla chiarezza degli scenari, che risultano difficili da leggere e contribuiscono ad alzare un’asticella della difficoltà già tarata verso l’alto. Sì, Bookbound Brigade è un gioco davvero ostico e rasenta spesso picchi di frustrazione dovuti sia a delle sezioni platform di per sé molto complesse, sia a delle meccaniche di gioco innovative ma che mal si applicano. Pad alla mano non si guida un solo personaggio, ma tutta l’allegra brigata che, col passare dei livelli, acquisisce differenti poteri – ciascun eroe ne ha due, più i soliti perk per i punti vita o per gli attacchi – e soprattutto potrà sfruttare nuove formazioni per superare i passaggi più ostici.

Bookbound Brigade, a spasso tra le pagine – Recensione

… ma non sempre funzionano

Con una combinazione di tasti, il gruppetto di eroi passa da una disposizione in riga a una in colonna, per poi correre a perdifiato lungo una discesa quando si trasforma in una ruota umana. Di per sé l’idea sarebbe ottima, se solo non ci fosse un’infinità di ostacoli disseminati in ogni dove, con trappole da affrontare con precisione millimetrica che spesso collidono con queste instabili formazioni. Inoltre, gli errori sono pagati a caro prezzo, visto che al minimo passo falso si viene riportati indietro a inizio schermata e si è costretti a superare gli stessi burroni, lingue di fuoco, spuntoni e tutta una lunga serie di diavolerie.

Come per ogni metroidvenia che si rispetti, in Bookbound Brigade il mondo di gioco è un intricato labirinto da esplorare poco alla volta, con le aree prima inaccessibili che si sbloccano grazie alle nuove abilità. Nonostante una certa linearità, la navigazione non viene sostenuta in modo adeguato da una mini mappa confusa e che, anche quando consultata ad ogni passo, porta a perdersi di frequente e ad aumentare così il backtracking.

Bookbound Brigade, a spasso tra le pagine – Recensione

Bookbound Brigade è un titolo piuttosto longevo, ma la durata è inflazionata da quest secondarie abbastanza dimenticabili e soprattutto da sezioni con un forte retrogusto di riempitivo, con collegamenti fra aree che potevano benissimo essere limitati.

Scazzottate autoriali

Esplorazione, poteri e ovviamente combattimenti: Bookbound Brigade mostra qualche lacuna anche in questo frangente. Attacchi e combo portano infatti a un button mashing con ben poca strategia e, anche quando ci si schiera in particolari formazioni per sfruttare determinate tipologie di attacchi, ben presto si scopre che questa nuova tattica può essere tranquillamente accantonata dietro alla continua pressione dello stesso tasto. Un discorso a parte va fatto però per le boss fight, momenti in cui ci si lascia andare con piacere alla frenesia per evitare l’ennesimo colpo portato ad esempio da Medusa o da qualche altro cattivone uscito da un tomo impolverato.

Bookbound Brigade, a spasso tra le pagine – Recensione

Insomma, Bookbound Brigade ha tante buone idee, alle volte confuse e che mal si completano tra di loro, ma riesce anche a catturare per la sua verve scanzonata, per la personalità che trasuda da ogni personaggio incontrato e per delle meccaniche di gioco certamente originali.

+ Scrittura piacevole e divertente
+ Artisticamente ispirato
+ Tante nuove idee...
- ... Ma spesso male applicate
- Difficoltà alle volte frustrante
- Combattimenti senza spunti interessanti

6.5

Con Bookbound Brigade siamo lontani dal metroidvania perfetto, distanti da quella pulizia raggiunta in titoli come Hollow Knight. Eppure, anche davanti all’ennesima morte e con le mani indolenzite dai caotici combattimenti, ecco che un nuovo scenario riesce a catturare l’attenzione, proprio mentre il Re Scimmia si lascia andare ad una serie di insulti contro Dorothy o la regina Vittoria esprime per l’ennesima volta la sua voglia di menar le mani.




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