Bloodroots: Vendetta tra sangue e carote – Recensione

Vieni qui, che ti prendo a colpi di carote e staccionate. Sul serio!

Recensione
A cura di Giulia Garassino - 27 Febbraio 2020 - 15:00

Il mondo degli indie è un universo meraviglioso che riesce a stupirci ogni volta di più: in alcune occasioni ci mostra titoli dalla storia profonda e, altre volte, ci propone giochi dannatamente divertenti; è questo il caso di Bloodroots, un titolo action in stile Hotline Miami sviluppato da Paper Cult, dove sete di sangue e distruzione saranno le colonne portanti dello sviluppo.
Il titolo è ambientato durante il periodo della colonizzazione americana e farà il suo debutto il 28 febbraio su PC (Epic Games Store), PS4, Xbox One e Nintendo Switch.

Un mondo in continua evoluzione

Bloodroots si svolge nello sconfinato Weird West. Protagonista della nostra divertente e sanguinosa avventura è Mr. Lupo che, sopravvissuto per miracolo a morte certa, è pronto a dare la caccia al suo assassino. Il nostro eroe non avrà di certo vita facile poiché, rimasto da solo in questa voglia di rivalsa, dovrà scontrarsi con tantissimi nemici agguerriti.
Sebbene non ci siano aiutanti dalla nostra parte, a venire incontro al nostro protagonista è tutta l’ambientazione che, colpo di scena, potrà essere utilizzata come arma! E credeteci, quando diciamo tutta, intendiamo davvero tutta.

Bloodroots: Vendetta tra sangue e carote – Recensione

Bloodroots è un titolo frenetico che sicuramente si lascia ispirare da film e videogiochi, sviluppandosi in maniera divertente e coinvolgente.
Prima analogia è sicuramente quella con Hotline Miami, cui facevamo cenno: appena messe le mani sul gioco, infatti, è impossibile non fare qualche paragone. Fin da subito sentiamo una forte influenza del conosciutissimo gioco d’azione della Dennaton Games, non solo per le similitudini a livello di gameplay, ma anche per quel che concerne lo sviluppo generale. Anche qui siamo immersi in un frenetico titolo d’azione, il cui scopo principale è quello di sterminare tutti i nemici sul campo, senza ovviamente farsi colpire: un solo pugno, infatti, sarà sufficiente per metterci KO. Dunque sarà nostra premura studiare al meglio la situazione per mettere insieme efficienti combo, al fine di eliminare ogni ostacolo che si paleserà di fronte a noi.

Bloodroots, ossia: tutto è un’arma

Come abbiamo detto le similitudini sono numerose, ma quello che maggiormente differenzia Bloodroots da Hotline Miami è la vastità di armi a disposizione. Non perché il parco degli armamenti sia più ampio, ma proprio perché “l’equipaggiamento” non si limita soltanto alle bocche di fuoco. Fucili e pistole non costituiranno infatti il fulcro dell’armamentario, dato che potrete imbracciare qualsiasi cosa per farne un’arma di offesa contundente. Per avere un vaga idea di quel che potrete trovare, provate a calarvi in questo strano mondo fatto di staccionate, barili, tubi, case di legno: ognuno di questi oggetti potrà rivelarsi l’arma definitiva. Qualunque cosa possiate raccogliere da terra, potrà essere utilizzata per uccidere i vostri nemici.

Bloodroots: Vendetta tra sangue e carote – Recensione

Certamente potrete ammazzare qualcuno facendo uso di una classica katana o con l’aiuto di un’ascia, ma perché non provarci invece con una carota? O forse non sarebbe più divertente prendere a bastonate un avversario con un procione? Ma anche passarci sopra con un barile rotolante, o con un carretto, ha il suo perché.

Non è solo la diversità delle armi ad averci colpito positivamente, ma anche l’idea che alcune di esse siano dotate di caratteristiche “speciali”, che rendono il gioco ancora più coinvolgente. Man mano che avanzeremo, infatti, ci renderemo conto che alcuni oggetti doneranno abilità uniche e indispensabili per superare determinati ostacoli. Ad esempio, potremo avvalerci di una katana per fronteggiare i salti più lunghi o usufruire di una catena per raggiungere oggetti situati in alto. Insomma, in ogni livello, dovremo sfruttare la nostra immaginazione, un po’ di astuzia e certamente molte abilità per adattarci al meglio alla situazione e trovare la via per fronteggiare ostacoli e nemici.
Più avanzeremo nel gioco, più si dimostrerà essenziale tenere conto degli oggetti presenti nella mappa e della loro locazione, al fine di utilizzarli tutti nella maniera corretta per poter portare a termine la missione.

Sapere come muoversi e utilizzare un po’ di raziocinio, infatti, sarà indispensabile se si considera che un oggetto raccolto avrà un numero limitato di “vite” (che vedremo sulla parte sinistra dello schermo) e che quindi dovremo non solo utilizzarli con cura per non sprecarne gli effetti, ma sarà anche di vitale importanza evitare di ritrovarsi di punto in bianco disarmati perché l’arma si è spaccata – e quindi destinati al KO.

Bloodroots: Vendetta tra sangue e carote – Recensione

Nonostante la completa libertà nell’utilizzo degli oggetti di scena ci consenta di affrontare ogni livello nei modi più disparati, riuscire a portare a segno ogni sequenza non sarà lavoro tanto semplice, quindi fate attenzione a ogni vostra mossa.

Salti, scatti e acrobazie: un gameplay certamente vario

La parte interessante del lavoro degli sviluppatori è quella di aver costruito un level design strutturato per farci spostare in più direzioni. Hanno quindi dato modo al nostro protagonista la possibilità di poter scattare, saltare e librarsi nell’aria, prendendo spunto dai più classici film di arti marziali. Movimenti e azioni si rifanno sicuramente a questo stile, dove non è raro vedere un bastone roteare o un avversario librarsi in aria per diversi metri a seguito di un pugno.

Bloodroots: Vendetta tra sangue e carote – Recensione

Il gameplay dunque è molto piacevole e ben studiato. Strutturalmente parlando abbiamo a che fare con un gioco d’azione con vista dall’alto, all’interno del quale potremo muovere il nostro personaggio (con mouse e tastiera o con il pad) in più direzioni, spaziando anche sulla verticalità. La telecamera si muoverà in maniera autonoma, facendoci così concentrare soltanto sugli spostamenti e le azioni del nostro eroe.

I movimenti sono piuttosto fluidi e precisi, pochi i tasti che potremo utilizzare: gli analogici per spostarci (o le frecce sulla tastiera), il tasto per raccogliere gli oggetti, quello per colpire in nemici e quello per saltare. Non molto da ricordare, insomma – eppure, in più di un’occasione, superare un livello non è stato molto semplice.

Bloodroots: Vendetta tra sangue e carote – Recensione

Purtroppo (o per fortuna) non sarà possibile modificare la difficoltà all’interno dei livelli – cosa che, sotto un certo punto di vista, potrebbe limitare l’esperienza di gioco: i più bravi, infatti, potrebbero trovare il titolo troppo semplice e ,al contrario, coloro che sono meno agili potrebbero sventolare bandiera bianca.

In soccorso di questi però, arriva un aiuto (forse un po’ troppo marcato) accessibile tramite le impostazioni. In qualunque momento, infatti, potremo usufruire della “modalità invincibile” o della “clean area” (ovvero l’assenza dei nemici sulla mappa). Scelta che, forse, avrebbe semplicemente potuto essere sostituita da una più comune scelta della difficoltà.

Bloodroots: Vendetta tra sangue e carote – Recensione

Alla fine dei conti, però, Bloodroots è un gioco che ha più lati positivi che negativi, che piace, diverte, fa sorridere (e a volte forse arrabbiare un po’), ma soprattutto che tiene incollati allo schermo, così come facevano i videogiochi vecchio stile. Uno stile cartoon, ricco di azione, frenesia, fantasia, un po’ violento, ma dannatamente divertente, che non può che essere apprezzato.

+ Gameplay vario e ricco
+ Estremamente divertente
+ Infinite armi da testare sui nemici
- Assenza delle impostazioni sulla difficoltà

8.5

Bloodroots è un titolo indie che supera a pieno ogni test e aspettativa. Piace, diverte e appassiona. Un gioco che tiene incollati allo schermo, che ci sfida in ogni livello, ci mette alla prova, ma soprattutto ci regala momenti divertentissimi. Complici tutta la serie di armi (o meglio di oggetti di scena) messi a disposizione per uccidere i nemici e la struttura che ci invita non solo a fare attenzione agli avversari, ma mette alla prova anche le nostre abilità di analisi di mappa e contenuti.
Insomma, un gameplay ricco e variegato, fluido e frenetico, difficile, ma non impossibile. Di contro abbiamo l’impossibilità di impostare la difficoltà delle sfide, ma siamo sicuri che quanto studiato dagli sviluppatori sia sufficiente a farvi passare sopra questa lieve mancanza.




TAG: bloodroots, Paper Cult