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Beyond Blue | Recensione – Alla scoperta dell’oceano

Vi raccontiamo il nostro viaggio nelle profondità dell'oceano con Beyond Blue.

Oggi partiamo all’esplorazione delle profondità dell’oceano con Beyond Blue, l’avventura sottomarina di E-Line Media creata con l’intenzione di avvicinare l’uomo alla natura, disponibile per PC, PS4, Xbox One e, da qualche settimana, anche su Nintendo Switch.

Beyond Blue

Piattaforma:
PC, PS4, SWITCH, XONE
Genere:
avventura, simulazione
Data di uscita:
12 Novembre 2021
Sviluppatore:
E-Line Media
Distributore:
E-Line Media

La protagonista della storia è Mirai, una giovanissima ricercatrice scientifica subacquea molto competente e preparata – e soprattutto animata da una vera e propria passione per le creature marine.

Infatti, oltre all’innata curiosità scientifica e al desiderio di rendere partecipe tutto il mondo delle proprie scoperte, la ragazza dimostra in ogni momento un amore spassionato per ogni creatura incontrata durante il viaggio, dalle più grandi alle più piccole. Un amore che, durante il gioco, dovrebbe contagiare anche l’utente.

In particolare, il fulcro del suo lavoro (ma anche delle sue attenzioni e preoccupazioni) sarà una famiglia di balene composta da alcuni esemplari adulti e un cucciolo appena nato.

Oltre a seguire le balene e a studiarne il comportamento, la ricercatrice avrà anche il compito di catalogare ogni singola creatura oceanica che incontrerà durante le sue immersioni.

Il legame di Mirai con l’oceano è reso ancora più forte dalla storia della nonna ormai anziana, un’ex apneista e “ama”.

Nella tradizione giapponese, le “ama” erano esperte cercatrici di perle che effettuavano lunghissime immersioni senza l’ausilio di alcun tipo di attrezzatura subacquea: delle vere esploratrici oceaniche senza macchia e senza paura.

Mirai nel sottomarino

Era stata proprio la nonna a trasmettere a Mirai il suo grande amore per il mare e per tutto ciò che lo riguarda: fin da piccola, infatti, le aveva insegnato a nutrire curiosità nei confronti di ogni creatura accompagnandola sempre nelle sue immersioni.

Il cuore di Mirai è diviso tra la sua passione per l’oceano e il suo senso del dovere, e la sua famiglia lontana, con una nonna ormai malata affidata alle cure della sorella minore. È da queste premesse che comincia, così, il nostro viaggio alla volta degli oceani.

Il gameplay di Beyond Blue

Il gameplay di Beyond Blue è davvero molto limitato: alle lunghe immersioni alla ricerca di nuove creature oceaniche si alterneranno brevi momenti all’interno del sottomarino di Mirai.

Oltre a essere una vera e propria base per le ricerche, dotata persino di un letto, una doccia e un bagno, il sottomarino sarà il luogo in cui Mirai (e con lei il giocatore) potrà rilassarsi tra un’immersione e l’altra ascoltando da un tablet una playlist di musica indie, osservare da vicino alcuni oggetti presenti nello scenario, ascoltare messaggi vocali dei suoi colleghi e della sorella e infine telefonare.

L’interazione con i personaggi si limita infatti a brevissime telefonate, durante le quali Mirai aggiornerà i suoi colleghi sulle ultime scoperte e comunicherà con la sorella.

Riunione di famiglia tra balene

Degli altri quattro protagonisti conosceremo i volti solamente grazie all’immagine che compare sull’interfaccia dello strumento futuristico presente nel sottomarino che il giocatore utilizzerà per le comunicazioni.

Il gioco consente interazioni molto limitate anche con le creature marine, che potranno solamente essere inquadrate col puntatore e scansionate.

A rendere molto particolare Beyond Blue è anche l’assenza totale di pericoli: Mirai potrà infatti nuotare tranquillamente vicino a un gruppo di squali (e addirittura andarci a sbattere contro) senza innescare alcun tipo di reazione da parte loro.

 

Se da un lato questo contribuisce a rendere l’ambientazione e l’esperienza ancora più pacifiche e rilassanti, la sensazione di avventura è invece completamente annullata.

Anche per quanto riguarda le immersioni, le possibili azioni a disposizione del giocatore sono davvero poche e rimarranno le stesse per tutta la durata del gioco.

Selezionando la tuta da sub presente nel sottomarino Mirai si immergerà, e tramite una boa tecnologica e l’utilizzo di un rilevatore di suoni le sarà possibile individuare la posizione precisa delle creature da catalogare.

Durante tutto lo svolgimento dell’azione il giocatore potrà servirsi di un puntatore da indirizzare nella direzione dei pesci che incontrerà e grazie al quale, tramite la pressione prolungata dell’apposito tasto, sarà possibile effettuare una vera e propria scansione dell’animale.

Mirai in compagnia di una grande balena

Il gameplay di Beyond Blue si limiterà quindi ad andare dal punto A al punto B per tutta la durata dell’avventura, senza alcuna variazione che regali al giocatore un momento o un’azione leggermente diversi da quelli svolti nei primi dieci minuti di gioco.

Nonostante ciò, si può dire che esplorare i fondali marini alla ricerca di nuove creature e di nuovi scenari sia davvero molto rilassante e che Beyond Blue rientri in quel filone di giochi chill privi di conflitti, combattimenti e qualsivoglia tensione, pensati più che altro per l’immersione (letteralmente) in un mondo-altro.

Avendo una durata tra le tre e le quattro ore, il gioco è insomma una buona occasione per prendersi una pausa dalla frenesia del quotidiano rilassandosi al buio tra i suoni ovattati dell’oceano e una colonna sonora molto minimale e piacevole.

 

La vera intenzione di Beyond Blue

Una volta scansionato un pesce, sarà sempre possibile consultare le informazioni che lo riguardano in due modalità: posizionandoci sopra il puntatore durante le immersioni o accedendo al registro scientifico presente nel menu e all’interno del sottomarino, nel quale troveremo un elenco dettagliato di tutte le creature oceaniche catalogate.

Quest’operazione non ha la sola funzione di far procedere il giocatore con la storia, ma anche quella di sbloccare alcuni interessanti approfondimenti sull’oceano tratti da tantissimi famosi documentari.

Beyond Blue è infatti ispirato alla celebre serie britannica di documentari chiamata Blue Planet II, che gli appassionati di biologia marina ricorderanno per le splendide riprese subacquee e per la musica di Hans Zimmer sempre in sottofondo.

Tornando agli approfondimenti sull’oceano, è qui che si comincia a percepire la vera intenzione del videogioco, ovvero quella di regalare al giocatore una brevissima avventura educativa finalizzata ad aumentare la sensibilità nei confronti dell’oceano e la consapevolezza riguardo ad alcuni temi molto importanti e di cui purtroppo non si parla abbastanza.

Una delle tante citazioni di veri biologi marini presenti nel gioco

Per esempio, uno dei temi trattati durante l’avventura di Mirai è quello delle trivellazioni oceaniche, che mettono in serio pericolo l’ecosistema di tantissime specie che proprio per colpa dell’uomo e del suo intervento rischiano di estinguersi.

Per questo motivo, esplorando le profondità dell’oceano, il giocatore otterrà come ricompensa dei brevi video, tratti per l’appunto da documentari reali, grazie ai quali potrà approfondire le proprie conoscenze sul mondo degli acquanauti, sui biologi marini più famosi del mondo e su tante altre dinamiche della vita subacquea.

Abbiamo apprezzato particolarmente la presenza di alcuni strumenti futuristici all’interno dell’equipaggiamento di Mirai. Il gioco sembra essere ambientato in un futuro prossimo in cui i biologi marini avranno a disposizione strumenti che nella realtà sono ancora in fase di sperimentazione.

Grazie agli approfondimenti presenti nel gioco è possibile scoprire che si tratta di attrezzature reali, che sebbene ad oggi non siano ancora utilizzabili potremo vedere realizzate quasi sicuramente nel futuro.

Storia e personaggi

Come già detto, il vero obiettivo di Beyond Blue è quello di sensibilizzare il giocatore su alcuni importanti temi riguardanti l’oceano.

Sebbene il gioco svolga egregiamente questo compito, alcuni altri aspetti sono invece molto meno approfonditi. La storia della protagonista e della sua famiglia è infatti molto approssimativa: tra un’immersione e l’altra il giocatore riceverà soltanto brevi spezzoni di vita di Mirai attraverso le già citate e rapidissime telefonate.

Se c’era l’intenzione di creare una sorta di collegamento tra la vita privata, in particolare la figura della nonna, e il lavoro di Mirai, il gioco non riesce perfettamente in questo intento.

Durante i nostri incontri non avremo mai a che fare con creature ostili

La sensazione che si ha alla fine del gioco è quella di una storia appena abbozzata che non viene sviluppata completamente e anzi si conclude in maniera piuttosto brusca.

Per quanto riguarda gli altri personaggi, le interazioni sono davvero molto limitate ed è quasi impossibile creare con loro un legame forte o comprendere appieno le loro storie.

Dal punto di vista della recitazione, gli attori che hanno prestato le voci ai protagonisti hanno svolto un ottimo lavoro: tra questi, abbiamo apprezzato particolarmente la presenza di Mira Furlan, che molti ricorderanno come la famosissima Rousseau nella serie televisiva Lost.

Aspetti tecnici

Durante le frequenti immersioni in Beyond Blue abbiamo potuto notare alcuni dettagli non proprio perfetti che stonano un po’ con le atmosfere del gioco.

In primis, la traduzione italiana lascia un po’ a desiderare. Sebbene nella maggior parte dei dialoghi non si notino particolari errori, abbiamo incontrato alcune pecche senza le quali il gioco sarebbe stato localizzato in modo decisamente più accurato. Subito nella schermata iniziale si viene accolti, ad esempio, con un “nuova salvataggio” che fa un po’ storcere il naso.

Inoltre, i dialoghi con gli altri personaggi effettuati attraverso il comunicatore del sottomarino presentano alcuni problemi di mixaggio, con il giocatore che esperirà degli sbalzi abbastanza fastidiosi nel volume.

Mirai durante un'immersione notturna

L’aspetto grafico è invece molto soddisfacente nei momenti che riguardano le immersioni: i modelli tridimensionali delle creature marine sono ben fatti ed estremamente realistici, anche in portatile su Switch, così come la maggior parte degli scenari oceanici esplorabili.

Meno perfetta invece la parte ambientata nel sottomarino, dove la grafica sembra essere nettamente inferiore e dove non si può godere dello stesso livello di dettaglio che si ha invece durante le avventure subacquee.

Infine ci teniamo a segnalare nella versione per Nintendo Switch la presenza di alcuni crash sporadici che hanno richiesto delle patch correttive.

Versione recensita: Nintendo Switch

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6,2

Beyond Blue

Piattaforme: pc, ps4, switch, xone
Beyond Blue è un’avventura sottomarina educativa rivolta a tutti coloro che hanno a cuore la tutela della natura e in particolare la salvaguardia dell’oceano. Non si tratta di un titolo particolarmente avvincente o dalle meccaniche di gioco coinvolgenti, ma fa comunque un buon lavoro per quanto riguarda il suo intento originale, ovvero quello di sensibilizzare le persone su alcuni temi molto importanti relativi alla salvaguardia dell'ambiente. In generale, si tratta del titolo perfetto per chi ha la passione per la biologia marina o semplicemente per chi è alla ricerca di un’ambientazione rilassante sotto tutti i punti di vista, senza particolari estri creativi né ingegnose trovate di design.

Pro

  • Belle ambientazioni
  • Modelli tridimensionali dei pesci molto ben fatti
  • Bella colonna sonora
  • Atmosfera molto rilassante
  • Interessanti approfondimenti sul mondo oceanico, che riescono a sensibilizzare

Contro

  • Gameplay estremamente limitato con interazioni ridotte all'osso
  • Storia approssimativa
  • Poca interazione con i personaggi e con i pesci
  • Localizzazione così così
6,2