Autori di Hellblade spiegano il perché del bluff della morte permanente

A cura di Stefania Tahva Sperandio - 23 Ottobre 2017 - 0:00

Ricorderete sicuramente uno dei temi caldi che invasero la Rete nel momento dell’uscita di Hellblade: Senua’s Sacrifice, lo scorso agosto: la morte permanente. Si era infatti diffusa la voce, voluta dagli sviluppatori, che all’interno della protagonista crescesse una sorta di radice maligna che si estendeva ad ogni morte accumulata dal giocatore. Una volta raggiunto il cervello, la radice avrebbe causato la morte permanente di Senua, cancellando il nostro salvataggio.Presa in analisi dai giornalisti che hanno recensito il gioco, questa feature si è rivelata in realtà inesistente, come una sorta di bluff o di spauracchio inserito dal team degli autori di Ninja Theory.Tameem Antoniades, a capo della squadra di sviluppo di Hellblade, ha finalmente parlato apertamente della morte permanente, spiegando i motivi per cui gli autori hanno voluto far credere che fosse presente.

Questione di sceneggiatura

L’idea di Ninja Theory era quella di dare maggiore intensità alla storia che i giocatori avrebbero vissuto, senza per questo rendere il gioco difficile e pericolosamente frustrante. Hellblade, infatti, vuole aiutare i giocatori a provare empatia per chi soffre di malattie mentali—motivo per cui abbiamo anche angolazioni della telecamera claustrofobiche e possiamo sentire incessanti voci che ci bisbigliano nelle orecchie mentre giochiamo.«Ho parlato con un mio buon amico che ha avuto un caso di crollo psichico. Ha parlato di alcuni momenti in cui si è ritrovato sul pavimento ad urlare, convinto che stava per morire. Mi disse che avremmo dovuto mostrare qualcosa di simile. Credo che ciò che le persone non capiscono necessariamente è che queste esperienze possono essere come veri incubi.»Ad aiutare il team ad esprimersi in un comparto narrativo che ha quindi fatto perno su una morte permanente che non c’è per farci sentire come le persone che soffrono di questi disturbi, è stata indubbiamente la pubblicazione indipendente. «Si tratta di uno dei benefici del non prendere la via della pubblicazione AAA» ha spiegato Atoniades, quando gli è stato fatto notare che le sue caratteristiche potrebbero rendere Hellblade non gradito ad una buona fetta di pubblico. «Non dobbiamo essere come tutti gli altri, non dobbiamo compiacere nessuno. Credo che il consenso ora sia molto positivo, le persone hanno capito il gioco.»Effettivamente, Ninja Theory ha fatto sapere che entro le prossime settimane, i costi di sviluppo del gioco saranno completamente recuperati—a circa tre mesi dal debutto di agosto, mentre inizialmente gli autori avevano calcolato che sarebbero serviti tra i sei e i nove mesi di vendite. Hellblade è quindi un successo, a prescindere dai suoi contenuti che potrebbero spaventare ed allontanare qualcuno e nonostante lo spauracchio della morte permanente di cui si era parlato tanto.Potete trovare la nostra recensione del gioco a questo indirizzo. Per tutti gli altri approfondimenti, le immagini e i video, fate riferimento alla nostra scheda dedicata. Fonte: Only SP




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