Atelier Dusk Trilogy: nuove (vecchie) avventure per gli alchimisti Gust – Recensione

Un passo indietro per ricordare gli alchimisti di una volta

Recensione
A cura di Nicolò Bicego - 28 Aprile 2020 - 8:33

La serie di Ateleir non ha ormai bisogno di presentazioni. Questi peculiari JRPG targati Gust hanno saputo conquistarsi una propria fetta di appassionati nel corso del tempo e gli ultimi capitoli, soprattutto il buon Atelier Ryza, hanno saputo incontrare anche il favore della critica. Così, mentre siamo in attesa di quello che sarà il prossimo passo della serie, Gust e Koei Tecmo hanno deciso di replicare quanto avvenuto pochi anni or sono, quando hanno portato la trilogia di titoli ambientati nella terra di Arland su PlayStation 4.

Stavolta è toccato alla cosiddetta Dusk Trilogy, originalmente uscita su PlayStation 3. I tre titoli sono Ateleir Ayesha: The Alchemist of  Dusk, Atelier Escha & Logy: Alchemist of the Dusk Sky e Atelier Shallie: Alchemists of the Dusk Sea, usciti tra 2012 e 2014. Ovviamente, ciascun titolo è stato aggiornato in occasione della release su PlayStation 4, da qui l’aggiunta del suffisso “DX” – ma quanto sarà davvero cambiato?

Storie di giovani alchimisti

Ormai tutti conosciamo la serie Atelier. In questa peculiare serie di JRPG, il focus cade sempre sulla vita del protagonista, un giovane alchimista la cui identità varia di titolo in titolo. A differenza di un normale JRPG, dove al cuore del gioco stanno i combattimenti e il miglioramento delle proprie statistiche, qui a farla da padrone sono l’esplorazione, la raccolta di materiali e la combinazione di questi ultimi in fantasiosi prodotti alchemici. Proprio come ci si aspetterebbe da un’alchimista, d’altronde.

Questa trilogia, denominata “Dusk Trilogy”, si differenzia leggermente dalle altre sotto-serie di Atelier, in particolar modo dalla serie di Arland, a cui appartiene anche il più recente Atelier Lulua. Veniamo quindi ad analizzare il comparto narrativo.

Atelier Dusk Trilogy: nuove (vecchie) avventure per gli alchimisti Gust – Recensione

In Atelier Ayesha, la storia ruota intorno alla protagonista, Ayesha appunto, che intende trovare la sorella Nio, fino a poco tempo prima creduta morta. In Esha & Logy, invece, possiamo scegliere tra due diversi protagonisti, ciascuno dei quali ci sarà accesso ad una sua versione della storia, nonostante i due trascorrano la maggior parte dell’avventura insieme. Entrambi ufficiali governativi, i due hanno passioni leggermente differenti: Esha predilige il classico calderone per sintetizzare nuovi oggetti, mentre Logy si affida ai suoi strumenti per costruire armi ed armature.

Atelier Shallie riprende l’idea di avere due protagoniste, Shallistera Argo e Shallotte Elminus, entrambe soprannominate Shallie. La storia di Shallistera la vede alle prese con la mancanza di risorse idriche per il suo villaggio, in una storia che rivelerà alcuni misteri lasciati in sospeso nel corso della trilogia, mentre la storia di Shallotte la vede alle prese con il tentativo di diventare una buona alchimista, seguendo quindi il copione standard della serie.

Atelier Dusk Trilogy: nuove (vecchie) avventure per gli alchimisti Gust – Recensione

Come per gli altri Atelier, la narrativa non è certamente uno dei punti focali di questa Dusk Trilogy; non aspettatevi viaggi epici, mondi da esplorare o combattimenti per il destino del mondo. Principalmente, i titoli Atelier hanno a che fare con la vita di tutti i giorni dei nostri protagonisti, elemento che li rende vicini al genere slice of life. Nel caso della Dusk Trilogy, però, si nota il tentativo di raccontare una storia più coinvolgente che, pur non staccandosi molto dai canoni degli Atelier, prova comunque a mescolare le carte in tavola per proporre qualcosa di interessante. Da questo punto di vista, abbiamo trovato i primi due capitoli leggermente superiori al terzo.

Ritorno al passato

Il gameplay dei tre titoli non è praticamente stato ritoccato in occasione di questa re-release. Sono stati aggiunte delle migliori inerenti alla quality of life, come ad esempio la possibilità di muoversi ad una velocità aumentata nel mondo di gioco, e poco altro. Perlopiù, dunque, ritroverete lo stesso gameplay di sempre: meccaniche di crafting estremamente dettagliate ed approfondite fanno da contraltare ad un battle system tanto semplice quanto funzionale.

Atelier Dusk Trilogy: nuove (vecchie) avventure per gli alchimisti Gust – Recensione

In generale, la somiglianza tra i tre titoli ci spinge a consigliarvi, qualora non foste già appassionati della saga, di acquistarne uno soltanto prima di valutare gli altri, perché il fattore noia potrebbe rivelarsi pericolosamente vicino per i non appassionati. La principale differenza, soprattutto per un novizio, è costituita dai limiti di tempo: Atelier Ayesha e Atelier Escha & Logy sono entrambi dotati di un tempo massimo entro cui dobbiamo portare a termine l’avventura. Certo, questo limite è molto più flessibile rispetto a quello di altri capitoli della serie, ma è comunque presente. Avremmo preferito l’opzione di disattivare il limite, visto che è assente in Atelier Shallie, come anche negli episodi più recenti, ma così non è stato. Questo potrebbe rendere la trilogia di Dusk meno adatta per un novizio rispetto ad Atelyer Lulua o Atelyer Ryza.

Le migliorie apportate in questa versione DX riguardano perlopiù il comparto contenutistico ed estetico. I tre titoli, infatti, includono contenuti aggiuntivi, come costumi extra da utilizzare per i propri personaggi, ed hanno subito un’operazione di lifting che ha cercato, per quanto possibile, di renderli adatti al nuovo hardware.

Atelier Dusk Trilogy: nuove (vecchie) avventure per gli alchimisti Gust – Recensione

Sebbene ci sia un miglioramento rispetto alle versioni originali, si nota la carenza dei dettagli presenti negli ultimi capitoli, usciti su PlayStation 4, soprattutto per quanto riguarda le ambientazioni, che qui sembrano spesso fin troppo spoglie e “morte”. Anche da questo punto di vista, dunque, la trilogia costituisce un passo indietro rispetto agli ultimi episodi; per questo, ci sentiamo di consigliarne l’acquisto soltanto a chi è già fan della serie Atelier e se li è persi al momento della loro uscita. Per tutti gli altri, consigliamo di provare prima uno degli ultimi episodi, soprattutto Atelier Ryza, e poi di tornare soltanto dopo, eventualmente, a questa trilogia.

+ Sistema di sintetizzazione complesso e profondo
+ Ambientazione e personaggi carismatici
- Poche migliorie rispetto agli originali
- Il passo indietro rispetto ai capitoli più recenti si sente

7.3

Con questa Dusk Trilogy, Gust e Koei Tecmo riportano indietro le lancette della serie Atelier, sia per il comparto estetico, sia per il gameplay. Le nuove feature scarseggiano e, in generale, si sente la mancanza delle migliorie introdotte dai capitoli più recenti, soprattutto per la presenza del limite di tempo nei primi due capitoli della trilogia. Nonostante ciò, il pacchetto può essere una buona occasione per chi è già appassionato della serie e intende riscoprire episodi che potrebbe essersi perso all’epoca della loro comparsa su PlayStation 3. Per tutti gli altri, il nostro consiglio è quello di recuperare prima gli episodi più recenti, Atelier Ryza su tutti, e di tornare a questa trilogia solo qualora aveste voglia di altre avventure fatte di calderoni e alchimia.




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