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Atari festeggia 50 anni in modo controverso, combinando lootbox ed NFT

NFT e lootbox ora diventano una cosa sola, grazie alla nuova iniziativa di Atari per festeggiare i propri 50 anni di vita.

Nel 2022 continueremo sicuramente a parlare, ancora a lungo, di NFT e metaverso, che sono tra i principali temi nel mondo dell’intrattenimento, anche nei videogiochi e a quanto pare anche nei meandri di brand storici come Atari.

Ne abbiamo sentito parlare per la prima volta nei meandri di Ghost Recon Breakpoint, su cui Ubisoft ha sperimentato creando dei contenuti digitali unici.

Un tentativo che non è andato a finire bene perché ha incontrato la furia degli utenti, ma su cui l’azienda continuerà ad investire nonostante tutto.

Tra gli interessati c’è anche Square Enix, che ha rivelato quanto gli sviluppatori siano interessati al mondo degli NFT come forma di monetizzazione.

È strano pensare che un marchio come Atari, storicamente legato alla storia passata del mondo dei videogiochi, possa interessarsi al mondo degli NFT, ma le sorprese non finiscono mai.

Per festeggiare i 50 anni di Atari, l’azienda ha ben pensato di inventarsi qualcosa di nuovo: la lootbox NFT.

In collaborazione con Republic Realm, uno degli sviluppatori più attivi nell’ambito di NFT e metaversi, verrà creata una collezione di beni digitali chiamata GFTs (come gift, ovvero “dono”).

Si tratta, come è facile intuire, di NFT che possono essere regalati, che inizialmente appaiono come delle scatole regalo con tanto di incarto e fiocco. Ad una certa data, stabilita dall’acquirente, la scatola regalo si apre e uno tra i dieci NFT casuali della collezione verrà sbloccato dall’utente.

Gli elementi, che sono classicifati come “comuni, rari o epici”, riprendono i titoli di tutta la storia dei 50 anni di Atari, e saranno indirizzate a celebrare i nostalgici di quell’epoca videoludica.

E non poteva mancare l’offerta del caso: acquistando quattro lootbox ci sarà la possibilità di acquistarne un’altra, a sorpresa, altrimenti non disponibile.

Una iniziativa che farà discutere per un ecosistema, quello degli NFT, che agli sviluppatori non interessa così tanto in realtà.

Ma di sicuro interessa a GameStop, che si sta già preparando a creare un mercato in cui comincerà a venderne, anche creati dagli sviluppatori.

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