Tutta la storia di Horizon: Zero Dawn aspettando Forbidden West

Facciamo il riassunto della storia di Horizon: Zero Dawn per riprendere il filo con il viaggio di Aloy in vista di Forbidden West.

Immagine di Tutta la storia di Horizon: Zero Dawn aspettando Forbidden West
Avatar

a cura di Stefania Sperandio

Editor-in-chief

La componente narrativa è diventata sempre di più un elemento cardine dei videogiochi. Non fa eccezione Horizon: Zero Dawn, il titolo di Guerrilla Games arrivato nel 2017 e che vede in Horizon: Forbidden West (2022) il suo seguito.

Sono tantissimi gli appassionati in attesa del ritorno di Aloy, ma considerando il tempo trascorso dal primo gioco (e dall'espansione The Frozen Wilds che lo accompagnò) o il fatto che alcuni abbiano saltato a pie' pari il titolo di esordio dell'eroina di casa Sony, vediamo oggi tutta la storia di Horizon, fino al punto in cui è arrivata oggi.

L'articolo affronterà gli eventi in ordine cronologico. Considerando che parliamo di una vicenda che si estende per circa mille anni, riteniamo che sia il modo migliore per aiutarvi a fare il punto su tutto quello che è accaduto nel mondo firmato da Guerrilla Games.

Attenzione! Questo articolo contiene enormi spoiler da Horizon: Zero Dawn e da Horizon: The Frozen Wilds.Se non avete completato il gioco e il DLC e non volete anticipazioni, vi raccomandiamo di interrompere qui la lettura.

Tutta la storia di Horizon

Il disastro della FARO

La Terra non sta vivendo il suo periodo migliore. È il 2040 quando la catastrofe ambientale – con innalzamento dei livelli del mare, rifugiati in cerca di aiuto e costanti moti di insurrezione che mettono in crisi anche i Paesi apparentemente più solidi – arrivi a un punto così insostenibile che si decide, finalmente, di fare qualcosa.

È con questo intento che la FARO Automated Solutions, una compagnia specializzata in soluzioni elettroniche e cibernetiche, si mette al lavoro su dei sistemi che possano venire incontro ai problemi di riscaldamento globale. Ed è con questo intento che il suo CEO e la sua mente di spicco, Ted Faro, recluta la luminare Elisabet Sobeck, un genio nell'ambito della robotica.

Poteva durare? Non proprio. È il 2048 quando, infatti, il signor Faro decide di riconvertire gli sforzi della sua compagnia per la vendita a scopi militari, senz'altro più remunerativa. Anche questo mondo segue il template per cui le grandi scoperte hanno più successo economico, se gli si trova un'applicazione bellica – e FARO Automated Solutions non fa eccezione.

La dott.ssa Sobeck decide di lasciare la FARO in seguito a questa manovra a cui si oppone, che porterà alla creazione del Chariot: si tratta di una linea di robot pacificatori che vengono prodotti in sciami e che hanno la capacità di porre fine ai moti che stanno scuotendo il pianeta. A stupire le nazioni che si convincono a dotarsene è la straordinaria efficacia dei Chariot: questi robot sono in grado di riprodursi da sé in modo autonomo ed esponenziale e, per evitare che vengano hackerati dal nemico, sono sprovvisti di backdoor. Hanno, invece, un protocollo con una crittografia estremamente complessa, che richiederebbe anni e anni anche al più abile degli hacker. Questo li rende praticamente sicurissimi.

O, almeno, questo è quello di cui era convinto Faro. È la fine del 2064, infatti, quando si presenta un glitch in uno degli sciami, con i robot che smettono di rispondere a qualsiasi comando e si riproducono in modo autonomo e incontrollato. Quando Faro cerca di riprenderne il comando per arginare problema, chiedendo ai suoi tecnici di operare un accesso remoto sui robot, deve rendersi conto che avendo sprovvisto i robot di una backdoor non c'è modo di forzare il controllo. Né c'è modo di hackerarli, vista la loro complessa crittografia.

I robot sono fuori controllo, ma c'è di peggio: si alimentano di biomateria. Questo significa che, cominciando a riprodursi senza controllo e arrivando nell'ordine dei milioni di esemplari, divorerebbero letteralmente il pianeta, fino a estinguere la vita e renderlo addirittura inabitabile, perché non ci sarebbe più nemmeno ossigeno.

Agghiacciato dalla sua superficialità, Faro richiama a sé la dott.ssa Sobeck, sperando che la luminare abbia una soluzione, prima che la piaga dei Chariot diventi in qualche modo inestinguibile.

Il progetto Zero Dawn

La risposta della dott.ssa Sobeck è una di quelle che gli umani non vorrebbero mai sentirsi dire: l'unica soluzione è che non c'è nessuna soluzione. La riproduzione su vasta scala autonoma dei robot non è controllabile e divorando la biosfera hanno già cominciato a spazzare via la vita presente sulla Terra. Quando le chiede che cosa si possa fare in risposta, Sobeck risponde a Faro che tutta la biosfera sarà consumata entro al massimo 15 mesi, e la vita estinta per sempre.

Il pianeta Terra diventerà inabitabile e non più adatto a ospitare la vita, perché consumata l'intera biomateria l'atmosfera, ora priva di ossigeno, diventerà non più respirabile. E, senza ossigeno, anche l'acqua, l'aria e la terra diventeranno tossiche.

Non c'è modo di salvare l'umanità, né c'è modo di salvare la vita. Qualsiasi essere vivente del pianeta sarà spazzato via insindacabilmente dai robot della FARO e non ci sono altre opzioni, non ci sono rimedi. L'unica cosa su cui la dott.ssa Sobeck concentra gli sforzi, nel disperato tentativo di dare un futuro all'umanità dopo la piaga di Faro, è inventare una via per fare in modo che un giorno la Terra possa tornare vivibile, e gli umani possano in qualche modo tornare a esistere.

Mentre all'opinione pubblica viene riferito che degli scienziati d'élite e i corpi militari stanno lavorando a un piano per respingere i robot, in realtà si tratta solo di una copertura e di un tentativo di motivare i civili a respingere i robot per guadagnare tempo: il tempo che serve a ultimare il progetto Zero Dawn.

Sobeck e il suo team, con i diversi membri scossi dall'orribile consapevolezza che non solo loro saranno morti entro quindici mesi, ma l'intero pianeta lo sarà, lavorano a un sistema di intelligenze artificiali che possa ricreare la vita in futuro, andando a terraformare il pianeta. Le IA dovranno anche trovare il modo di superare la crittografia che impedisce di riprendere il controllo della Piaga di Faro (così vennero ribattezzati gli sciami di robot), e da lì – una volta fatto – ricostruire la vita senza queste macchine da guerra.

A supervisionare queste IA è una IA centrale conosciuta come GAIA, affiancate da altre nove che hanno i nomi di divinità greche. Tra queste figura, ad esempio, Apollo, che avrà il compito di preservare la conoscenza e la storia degli esseri umani, affinché le future generazioni – se Zero Dawn dovesse avere successo – possano sapere cosa c'è stato prima di loro. E, forse, anche per non far sentire dimenticati negli eoni del tempo tutti gli umani che avranno vissuto prima dell'estinzione di massa che li attende a pochi mesi di distanza.

Le IA ricreeranno gli esseri umani, ma non solo: Efesto, ad esempio, dovrà creare macchine necessarie per ripristinare acqua, terra e aria, e perfino degli animali robotici che dovranno ricordare la vera fauna, quella prima dell'estinzione.

Il team di Sobeck porta avanti il suo lavoro in gran segreto, in un rifugio che rimane l'ultimo baluardo di vita sulla Terra, considerando che né Faro né i governi hanno mai provato a salvare la vita: non c'era semplicemente nessun modo di farlo. Gli scienziati, alcuni dei quali portano con sé i loro cari nel rifugio Elysium, diventeranno gli iniziatori degli umani del futuro, se mai Zero Dawn dovesse riuscire nel suo compito. L'umanità al di fuori di qui, a questo punto, è estinta.

Tutti i membri del progetto continuano a lavorare a Zero Dawn fino a quando ne hanno le forze. Molti, nonostante l'assistenza psicologica, scelgono l'eutanasia per avere controllo sulla morte, anziché attenderla passivamente, perché paralizzati da un futuro senza speranza e da quanto accaduto alla Terra a causa dell'umanità.

Fuori dal rifugio degli scienziati, non c'è più nemmeno ossigeno. La Terra è annientata dai Chariot di Faro che, quando non trovano più biosfera di cui nutrirsi, si disattivano anche per secoli, in attesa che ricompaia qualcosa di cui cibarsi.

Il destino della dottoressa Sobeck

Dal momento che le cose possono sempre peggiorare, è con orrore che gli scienziati al lavoro con Sobeck si rendono conto che un malfunzionamento della porta del loro rifugio ha lasciato aperto un pertugio al mondo esterno: non c'è più bisogno di sottolineare, a questo punto, perché questo rappresenti un orripilante pericolo.

Con terrore, il team deve decidere chi andrà all'esterno per sigillare di nuovo il rifugio e, avendo già fatto tutto quello che poteva fare per guidare il suo team, è proprio la dott.ssa Sobeck a offrirsi come volontaria. La luminare esce dal rifugio lasciando il suo team nella speranza che Zero Dawn e la sua GAIA riescano a riportare la vita nella Terra. Una volta sigillata la porta, non c'è modo di tornare dentro.

La scienziata si allontana in direzione della sua terra natia, equipaggiata con una tuta che le permette di respirare, e lì muore – avendo visto la decadenza della Terra con i suoi stessi occhi, dopo aver dato tutto quello che aveva per chiedere scusa a nome dell'umanità, a fronte di colpe che lei nemmeno aveva.

L'estinzione di massa

Ted Faro ha sulle sue spalle una terrificante responsabilità: è per la sua ingenuità, per la sua avarizia, se tutta la vita è andata perduta. È riuscito letteralmente a distruggere un pianeta e tutto quello che conteneva.

Rimasto con il suo staff, che ha ormai creato le IA che realizzeranno il visionario progetto della defunta dott.ssa Sobeck, Faro ritiene che tramandare la conoscenza dell'umanità ai futuri nuovi uomini sia uno sbaglio. Pensa che conoscendo troppo, l'umanità ricadrà negli stessi errori, ripartirà da dove è terminata, e per questo finirà con l'estinguersi di nuovo.

In preda al panico per questa sua consapevolezza, cancella completamente gli archivi di Apollo, con essi radendo al suolo l'intera storia della nostra civilizzazione. Secoli, secoli e secoli di vita dell'uomo sulla Terra vengono cancellati: ogni eroe, ogni impresa, ogni scoperta, ogni spietata guerra, ogni artista – tutto sarà perso per sempre. Gli umani del futuro non sapranno mai nulla di chi c'è stato prima di loro. Per degli esseri dalla vita breve, rispetto all'eternità, come siamo noi umani, è probabilmente la più terribile delle condanne: gli è stato negato un modo per poter dire al futuro "siamo stati qui".

Conscio che la sua decisione di cancellare Apollo sia divisiva, Ted Faro convoca i membri del team per una conferenza in cui partecipa solo in telepresenza, nel loro rifugio, e fa interrompere la fornitura di ossigeno nella stanza. Uccidendo i membri del suo team, che avevano terminato i lavori sulle IA, Faro è l'ultimo essere umano rimasto sulla Terra. Non ci è dato sapere quando e come morirà, da solo, nel pianeta che ha condotto alla rovina.

Gli esseri umani non esistono più, ma anche la vita sul pianeta Terra è terminata. Il nostro pianeta è ora inospitale ed ostile. Un cumulo di roccia che galleggia nello spazio, nel silenzio più totale del cosmo.

La morte globale e Zero Dawn in azione

Sono trascorsi circa cento anni dalla morte globale, quando l'IA Minerva – la parte di GAIA chiamata a decifrare il codice dei robot di Faro per disattivarli per sempre – riesce finalmente a violarli e prenderne il controllo. Cento anni, a fronte dei quindici mesi che questi hanno invece impiegato a spazzare via ogni singola cosa sul pianeta.

GAIA disattiva i robot e solo a questo punto può attivare le sue procedure di terraformazione: con lo sciame disattivato, nessuno consumerà più la biomateria, appena ce ne sarà, e sarà possibile cominciare a progettare la rinascita della vita sulla Terra.

È un processo che richiede circa duecento anni. Duecento anni in cui, di concerto, le IA create da Elisabet Sobeck e il suo team lavorano per rendere di nuovo abitabile la Terra, seppellendo i robot di Faro, ricreando la flora e la fauna. La vita rinasce. Torna la vegetazione. Torna l'ossigeno. E l'IA Eleuthia riesce a generare dei bambini, cresciuti da dei robot generati all'interno del rifugio dove vissero gli ultimi uomini.

I bambini non sanno nulla di chi c'è stato prima di loro e, una volta adolescenti, lasciano il rifugio per partire alla volta della Terra, spinti dalle IA. Ma, essendo stato distrutto Apollo, l'umanità sta ricominciando da zero. Dalla sussistenza e l'esistenza tribale. Saranno gli iniziatori del nuovo corso degli esseri umani.

Il segnale di Ade

Ora che la vita è tornata sulla Terra, GAIA supervisiona l'andamento delle cose. Sobeck ha infatti integrato una IA, Ade, che le permetterà di distruggere di nuovo tutto, se le cose non andassero secondo i piani e i robot avessero preso di nuovo il sopravvento, o qualsiasi altra cosa avesse impedito la rinascita della vita. È questo che fanno le IA: ripetono lo stesso ciclo ancora, ancora e ancora. In caso di imprevisto, Ade cancellerebbe la vita dalla Terra, su ordine di GAIA, per ripetere il processo: terraformare, generare nuove vite, ritentare.

È il 3020 e l'umanità precedente è estinta ormai da quasi un migliaio di anni, quando l'impensabile accade: per motivi inspiegabili, Ade cerca di prendere il controllo della terraformazione da GAIA, per avviare la cancellazione della vita, ma non c'è motivo di farlo. L'IA, fuori controllo, riesce a liberarsi dal controllo di GAIA generando un virus che slega da quella centrale anche tutte le altre IA, isolandole. A questo punto, se la vita venisse estinta sarebbe impossibile ripetere Zero Dawn.

Ade inizia a inviare un segnale per trovare qualcuno che lo aiuti a completare la sua ricerca di distruzione. A rispondere è un uomo misterioso, conosciuto come Sylens, affascinato dal richiamo di un'entità sconosciuta come una IA, che sembra venire da un'epoca remota e affascinante...

La nascita di Aloy

Che ci crediate o no, è solo a questo punto che inizia Horizon: Zero Dawn, che senza timore di smentita ha nella sua backstory e nel suo contesto le componenti più affascinanti del suo intero comparto narrativo.

Una delle tribù che si sono generate con la nuova vita sul pianeta, i Nora, vive abbarbicata su una montagna, con una struttura sociale matriarcale. Questi venerano la Grande Madre, che ritengono essere la loro dea e signora: una misteriosa voce femminile che viene dal ventre della montagna. Tuttavia, la Grande Madre non è altri che GAIA, e la voce che la tribù ode è quella dell'intelligenza artificiale.

Attaccata da Ade nel 3020, nel disperato tentativo di impedirgli di prendere il controllo della terraformazione GAIA sceglie la via più disperata: si sovraccarica e si autodistrugge. Questo, attiva un protocollo d'emergenza che porta alla creazione di cloni degli umani Alpha che vennero scelti per il progetto Zero Dawn e che ci lavorarono. Viene così utilizzato il DNA di Elisabet Sobeck per creare una sua copia perfetta: la speranza dell'IA è che la nuova Sobeck, che avrà accesso a tutti i rifugi delle IA, in quanto il suo codice genetico sarebbe (quasi, ndr) identico all'originale, trovi un modo per ricreare GAIA e assicurarsi che la vita sulla Terra possa continuare in caso di nuovi disastri.

È il 4 aprile 3021 quando l'IA, servita ancora da sistemi automatizzati e specifici robot, sblocca la porta del suo rifugio sulla montagna dei Nora e fa abbandonare la bambina davanti al suo ingresso – ora di nuovo sigillato. I Nora, da società matriarcale, trovano la bambina di fronte alla Grande Madre e non sanno come interpretare la cosa, poiché un infante senza una madre viene considerato una sorta di maledizione.

Affidano così la piccola alle cure di Rost, un uomo che vive da esiliato con la comunità Nora e a cui nessuno può rivolgersi, perché ha osato abbandonare le terre dell'Abbraccio della Madre per cercare vendetta per sua figlia Alana, anni prima, cercando i responsabili fino al Selvaggio Ovest. Rost decide di chiamare la bambina Aloy e la cresce come se fosse sua figlia, trovandosi tra le mani quello che non sa essere un anello di giunzione tra gli umani di prima, che ora sono conosciuti come Predecessori, e gli umani di oggi.

Il viaggio di Aloy

Cresciuta come una Nora, la piccola Aloy vive da emarginata come Rost: gli altri bambini la prendono in giro e, durante una fuga da questi bulli, cade in una buca ritrovandosi in un rifugio dei Predecessori. Qui, la bambina trova e indossa un Focus, un dispositivo per la realtà aumentata che le permette di decrittare i messaggi dei Predecessori, apprendendo di più su cosa sia accaduto circa mille anni prima.

Sebbene contrariato e spaventato dal marchingegno, Rost le consente di tenerlo e Aloy si prepara ad affrontare un rito di iniziazione che le permetterebbe di diventare una Guerriera Nora. Sarebbe una grande rivalsa, per una Senzamadre, e la ragazzina è decisa a ottenere il favore delle grandi matriarche, dimostrando i suoi talenti: potendo fare loro qualsiasi richiesta, dopo la vittoria, sarà un modo per scoprire perché non abbia una madre e quale sia la verità sul suo passato.

Aloy è ora una giovane donna e, avendo trascorso l'infanzia ad addestrarsi, è tenace, caparbia e soprattutto estremamente capace. La ragazza incontra prima della prova un uomo conosciuto come Olin, della tribù degli Oseram, che indossa a sua volta un Focus. Incuriosita dalla cosa, cerca di capirne di più. Ad accompagnare Olin è Erend, un altro uomo della tribù Oseram, e sembra che entrambi siano in terra Nora per assistere alla prova.

Il trionfo di Aloy nella competizione serve a poco, poiché un attacco da parte dei cultisti noti come L'Eclissi interrompe il tutto dando vita ad un massacro dei Nora, ordito dal loro leader, Helis. Rost riesce a salvare Aloy dal violento assalto di Helis, ma perde la vita nel farlo.

Sconvolta dalla sua perdita e dopo essere riuscita a sopravvivere all'Eclissi, Aloy chiede alle Matriarche di scoprire le sue origini: queste la conducono alla porta della Grande Madre, un'area vietata a chi non è del loro stesso rango, ma quando Aloy tenta di aprirla, sebbene la porta la identifichi come una misteriosa donna – Elisabet Sobeck – la porta non si apre, affermando che i dati sarebbero corrotti.

Nel tentativo di capirci qualcosa di più e di sapere perché l'Eclissi abbia attaccato i Nora, finendo con uccidere anche Rost, Aloy viene nominata cercatrice. È libera di lasciare l'Abbraccio della Madre e di esplorare il mondo in nome dei Nora.

Come avrei voluto mia figlia

Il mondo esterno è popolato da animali-macchine, veri animali e decine di insidie. Aloy arriva alla famosa città di Meridiana, dove incontra ancora Olin ed Erend. Qui scopre che il primo è una spia dell'Eclissi e la via usata dai cultisti per assaltare i Nora: quando lei ed Erend scovano il rifugio di Olin, entrano anche in contatto con una voce misteriosa, di un uomo chiamato Sylens, che riesce a contattare Aloy attraverso il suo Focus.

Olin, che racconta di essere stato costretto a collaborare con l'Eclissi, svela ad Aloy di aver visto una donna identica a lei nella location conosciuta come Fine del Creatore. Dopo aver aiutato Erend a ritrovare sua sorella e aver salvato Meridiana da un tentativo di distruzione, Aloy parte per questa destinazione.

Ci trova un'antica rovina, che lei non sa essere quel che rimane del grattacielo della fu Faro Automated Solutions. È qui e solamente a questo punto che, attraverso delle registrazioni su ologrammi, Aloy scopre dell'esistenza del progetto Zero Dawn, che doveva in qualche modo ovviare al fatto che i Predecessori fossero destinati a morire da lì a breve.

Sylens si mette nuovamente in contatto con Aloy e le dà indicazioni per raggiungere il centro militare del Tumulo da cui scaturirono i robot di Faro, per saperne di più: qui, scopre che l'Eclissi è più avanti di lei e sta apparentemente lavorando per riportare in vita le più potenti macchine militari di Faro e impadronirsene, mettendo in scacco le altre tribù – perché è nella natura degli umani, essere imbecilli che si auto-distruggono, evidentemente. E non c'è formattazione di Apollo che possa ovviare alla cosa.

Destreggiandosi in mezzo ai membri dell'Eclissi, Aloy scopre tutti i dettagli sugli umani Alpha e il loro rifugio, svelando anche lo scopo del progetto Zero Dawn, che non doveva salvare le vite presenti sulla Terra, ma accettare che non ci fosse salvezza e provare a ricreare una vita dopo di loro. Scopre anche che gli antichi guerrieri dei Predecessori hanno a loro volta combattuto sapendo di non avere speranza, solo per far guadagnare tempo per creare Zero Dawn.

Qui, però, la ragazza viene sorpresa dall'Eclissi, che la imprigiona e la costringe a un combattimento da cui esce viva anche grazie all'aiuto di Sylens.

Tornata dai Nora, che stanno subendo un attacco all'Abbraccio della Madre, Aloy si fa strada fino alla Grande Madre, dove questa volta riesce a introdursi grazie alle informazioni ottenute nel rifugio degli Alpha: qui, scopre di essere un clone di Elisabet Sobeck, creato per cercare di fermare l'IA Ade dal suo tentativo di cancellare di nuovo la vita sulla Terra. E l'IA, come è facile immaginare, ha trovato terreno fertile nell'Eclissi, che anela armi, distruzione e potere.

Dopo aver vissuto tutta la vita cercando di scoprire chi fosse sua madre, Aloy scopre di non avere davvero una madre, ma di essere nata in modo artificiale, per necessità e come programmato in GAIA, nella speranza che fosse all'altezza dell'originale. La giovane raggiunge la struttura principale del progetto Zero Dawn, distrutta dopo l'auto-eliminazione di GAIA, e qui incontrando Sylens entra in possesso di un mezzo che le permette di sovrascrivere la volontà delle macchine, azzerandole a piacimento. Da Sylens, però, ha anche conferma che l'uomo ha lavorato con Hades e l'Eclissi, ammaliato dalla possibilità di scoprire di più sui Predecessori. Ade, però, è sfuggito di mano e ora mira a riportare in vita tutti i robot dormienti della FARO, disattivati da Minerva, per azzerare la vita sulla Terra.

Il terreno di scontro sarà Meridiana, dove i robot sono già attivi e all'attacco: qui Aloy si scontra con Helis, che aveva ucciso Rost, e ha la meglio su di lui. Infine, raggiunge Hades e sovrascrive l'IA con il suo Master Override, mettendo fine alla minaccia dei robot e salvando la vita sulla Terra. Almeno per adesso.

Dopo aver compiuto il suo destino, la ragazza usa i dati in suo possesso per raggiungere l'ultima posizione nota di Elisabet Sobeck. Qui, trova i resti "di sua madre" e della sua tuta di supporto vitale, intorno a una rigogliosa vegetazione che sa di vita, e che è stata resa possibile, nel giro di un millennio, solo e unicamente grazie a lei.

Gli umani, a volte, non si salvano.Ma, grazie alla loro forza di volontà e a quel briciolo di compassione che in fondo in fondo ben nascondono, perdurano.

«Se avessi avuto una figlia avrei voluto che lei fosse... curiosa. E ostinata. Inarrestabile, anche.Ma con abbastanza compassione da guarire il mondo. Solo un po'».– Elisabet Sobeck, epilogo di Horizon: Zero Dawn

In un'ultima sequenza, il gioco ci svela che Ade non è del tutto domato, ma è tenuto prigioniero da Sylens: l'uomo è intenzionato a scoprire quale sia stato l'emettitore del segnale che ha mandato fuori controllo Ade. Ed è una storia che probabilmente scopriremo in Horizon: Forbidden West.

The Frozen Wilds

A un certo punto del suo viaggio, Aloy visita lo Squarcio, la regione della tribù dei Banuk – di cui fa parte anche Sylens. È la storia dell'espansione The Frozen Wilds.

Qui, l'avventuriera Nora scopre che alcune nuove macchine si comportano in modi misteriosi e apprende che c'è del fumo che si leva da una montagna. Aratak, a capo della tribù Banuk, le parla di un misterioso demone che alberga nella montagna, il Rombo di Tuono. Tentare di sconfiggerlo ha causato solo morti, motivo per cui i Banuk nonostante la loro fierezza hanno capito di non farcela da soli.

Mentre indaga sulla vicenda, Aloy incontra Ourea, una sciamana sorella di Aratak, che sta a sua volta cercando di capire come sconfiggere il Rombo di Tuono e che, similmente a quanto fatto dai Nora, venera una misteriosa voce elettronica che chiama l'Anima. L'Anima, però, sarebbe a sua volta nei guai – catturata dal Rombo di Tuono.

Ourea, Aratak e Aloy si mettono in viaggio nei pressi della montagna, che si scopre essere un vulcano. Ourea svela anche ad Aloy che Sylens ai suoi tempi Banuk era uno sciamano dalla sconfinata conoscenza in termini di macchine, difficile da leggere, che aveva rubato tutte le reliquie dei Predecessori che si trovavano nel loro territorio, per motivi ignoti.

L'Anima, all'interno della montagna, è in realtà l'IA Cyan, programmata per impedire al vulcano di eruttare ancora, distruggendo tutto quello che aveva intorno. Il demone, invece, è nientemeno che Efesto, una delle IA di GAIA che era incaricata di creare le macchine per la terraformazione. A quanto pare, Efesto è fuori controllo ed è necessario l'override per disattivarlo. A compierlo, pagando con la vita, è Ourea, mentre Aloy e Aratak riescono a lasciare il vulcano, che si scopre essere il monte della riserva naturale di Yellowstone.

Cyan, raggiunta da Aloy nella sua sede periferica, svela alla ragazza che Efesto stava a sua volta agendo da una posizione remota controllando la macchina che lei e i Banuk hanno distrutto nel vulcano, il Rombo di Tuono. Perché Efesto ha agito così? Anche qui, avremo modo di saperne di più in Horizon: Forbidden West.

Se state aspettando Forbidden West, ora che sapete tutta la storia di Zero Dawn, potete prenotarlo al prezzo minimo su Amazon.
Leggi altri articoli