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Pro
- L'aggiornamento più ambizioso per concludere le avventure di Henry
- Grande focus su esplorazione e indagini in incognito...
- Il monastero di Sedletz è ricco di dettagli e segreti da scoprire
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Contro
- ... rischia di essere dato meno spazio a chi preferisce tornare a combattere con la spada
Conclusioni Finali di SpazioGames
Informazioni sul prodotto
Quando si pensa a giochi open world ambientanti nel medioevo, con una forte componente narrativa ed un solida riproposizione storica, risulta difficile non pensare ai progetti di Warhorse Studios. Già con il primo Kingdom Come: Deliverance, rilasciato nel 2018, lo studio con sede a Praga era riuscito a sorprendere critica e pubblico per il grado di immedesimazione e coinvolgimento.
Elementi poi valorizzati ulteriormente nel recente Kingdom Come: Deliverance 2, di cui trovate la recensione qui, proseguendo la narrazione attorno alle peripezie del giovane Henry, tra intrighi politici, guerre e differenze sociali, con una certa maestria (puoi acquistarlo a questo link su Amazon).
Proprio per questo motivo non vedevo l’ora di scoprire maggiori dettagli sull’ultimo DLC, prossimo alla pubblicazione ufficiale – prevista per l’11 novembre – e dal nome Mysteria Ecclesiae. Per l’occasione, ho potuto partecipare a una sessione in anteprima dedicata a stampa e addetti ai lavori, organizzata dagli stessi sviluppatori di Warhorse Studios per raccontare succosi dettagli in merito all’espansione in oggetto, oltre a visionare spezzoni esclusivi di gameplay.
Il risultato finale? Sicuramente positivo. Ma andiamo con ordine.
Il mistero della religione
Mysteria Ecclesiae è il terzo e ultimo DLC previsto per Kingdom Come: Deliverance 2, un contenuto fondamentale per chiudere il cerchio sulla storia di Henry e le sue avventure nella Boemia medievale. Nello specifico, il giocatore viene catapultato in una mappa nuova e creata appositamente per l’occasione, ovvero il variopinto monastero di Sedletz e le numerose costruzioni urbane realizzate attorno ad esso.
Accompagnato da Sigismund Albicus, celebre guaritore fortemente legato alla corte del re Venceslao, il giovane Henry si ritrova a indagare in questo ritrovo religioso tanto antico quanto misterioso a seguito di una letale pandemia. Gli sviluppatori hanno ovviamente rassicurato i presenti sull’impegno profuso nella realizzazione di una storia all’altezza delle aspettative, così come della qualità del ritmo mantenuta nel gioco base.
Viene specificato addirittura per Mysteria Ecclesiae un forte taglio cinematografico, non solo per la conferma di numerosi dettagli storici su luoghi e avvenimenti, ma per la quantità di intrighi e misteri che coinvolgono diverse classi di potere.
Tra intrighi politici e religiosi, nobili corrotti ed esponenti ecclesiastici tutt’altro che benevoli, così come un focus personale sul protagonista stesso e i suoi legami, gli elementi per garantire colpi di scena non dovrebbero mancare di certo.
Durante l’evento digitale in anteprima, il team ha ribadito più volte l’amore per il brand di Kingdom Come: Deliverance e che gli forzi per la realizzazione dei vari DLC sono stati pari, se non superiori, a quelli della realizzazione del gioco base. Gioco base che hanno ricordato anche loro – con un certo rammarico – dovesse inizialmente uscire nella fine del 2024, mentre hanno ribadito con fermezza la necessità di prendersi dei mesi ulteriori per i bilanciamenti generali, così come gettare le basi e i collegamenti con i tre macro-aggiornamenti previsti per tutto l’arco del 2025.
Rispetto ai primi due già rilasciati, ovvero Brushes with Death a maggio e Legacy of the Forge a settembre, Mysteria Ecclesiae è un contenuto molto più importante e ambizioso, tanto nella forma quanto nella sostanza.
Difficile non fare riferimento in primis alle location introdotte esclusivamente per l’occasione, in particolare il monastero ricco di stanze e diramazioni che collegano sale, giardini o aree segrete, così come una schiera di nuovi personaggi estremamente sfaccettati. Il tutto, senza dimenticare a livello più generale un level design che valorizza, ancor di più rispetto al gioco base, l’esplorazione e la meccanica dell’indagine; la software house, in sostanza, ha ribadito di voler chiudere la storia di Henry in grande stile.
Stile che, dal punto di vista prettamente narrativo si riflette in numerose linee di dialogo ed opzioni di scelta che possono condurre a finali completamente diversi e inaspettati. Finali che, assicurano i ragazzi di Warhorse Studios, stravolgono tanto il protagonista quanto le fazioni incontrate e relativi personaggi di spicco.
La sezione di gameplay di Mysteria Ecclesiae mostrata per l’occasione getta Henry direttamente all’interno delle sale del monastero piene di moribondi, in qualche modo supportati e accuditi dagli uomini di chiesa. Il concetto di malattia e del mistero ad esso collegato scuote la stabilità dell’intero centro urbano, ma la volontà del protagonista di voler indagare per far luce su questo e altre problematiche non fa felici le varie fazioni coinvolte.
Sarà data piena libertà al giocatore sul come proseguire con le indagini, se entrare ed uscire dall’edificio religioso a ogni minima occasione per esplorare le aree circostanti, magari seguendo insolite ronde di cavalieri tutt’altro che rassicuranti, oppure vivere la vita del monastero da vero e proprio infiltrato al suo interno.
Proprio quest’ultima strada è quella che gli sviluppatori consigliano maggiormente di percorrere per vivere un’esperienza più adatta e coinvolgente per i numerosi dettagli inseriti con precisione maniacale.
Ultimo punto da valorizzare, come accaduto nel gioco base e le precedenti espansioni, il comparto estetico di Mysteria Ecclesiae.
La location d’eccezione è ispirata tanto nell’architettura esterna quanto nei vasti interni tra sale e aree adibite alla preghiera o alla conservazione di vere e proprie opere d’arte, con un mobilio variegato e incredibilmente dettaglio. Aree che, dall’importante coinvolgimento sul fronte narrativo, secondo gli sviluppatori considerano anche cripte e catacombe nelle quali investigare, soprattutto di notte.