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Alien: Isolation, l’orrore invade Switch – Recensione

La caccia all'Alien torna su Switch.

Quando uscì per la prima volta, nell’ormai lontano 2014, Alien: Isolation rappresentò un piccolo sogno diventato realtà. Dopo anni e anni contraddistinti da banali sparatutto in soggettiva, ecco che Creative Assembly aveva finalmente tirato fuori dal cilindro un gioco ispirato al primo film di Ridley Scott del 1979. Quello claustrofobico, bucolico, silenzioso, che ha turbato i pranzi e le cene di intere generazioni di spettatori. Per una volta, l’Alien dei videogiochi non era quindi accompagnato dal consueto concerto di bombe a mano e mitragliatori, cosa questa che da sempre mortifica la creatura di H.R. Giger. Ora, anche i possessori di console Nintendo Switch proveranno a far sentire le loro urla nello spazio profondo.

Buongiorno, Mother.

alien: isolation

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
avventura
Data di uscita:
5 Dicembre 2019
Sviluppatore:
Creative Assembly, Feral Interactive
Distributore:

La trama riprende – ovviamente – quella del titolo originale: nei panni di Amanda Ripley, figlia di Ellen (protagonista principale della saga cinematografica interpretata da Sigourney Weaver), saremo chiamati a metterci sulle tracce di nostra madre, una missione che ci porterà a bordo dell’astronave Sevastopol, al cui interno si nascondono terribili segreti e orrori cosmici che si credevano sconfitti per sempre. Isolation nasce da una semplice, quanto banale operazione matematica: prendere un singolo Alien, eliminare (quasi) ogni arma da fuoco, aggiungere un contesto claustrofobico preso di peso dal film del 1979. Vale a dire che ogni rumore, effetto sonoro, o scritta su di un computer sarà in tutto e per tutto simile all’orrore vissuto ormai quarant’anni fa.

Senza dimenticare ovviamente l’Alien, protagonista indiscusso nonché serial killer invisibile, tanto invisibile da non mostrarsi per le due ore di gioco iniziali. Che scoraggeranno chi si aspettava di vedere il mostro dopo appena una manciata di cutscene, ma che incuriosiranno tutti gli altri, presi dal contesto fantascientifico vecchio stile che il gioco è in grado di offrire. Questi, una volta apparso, tenterà di scovarci in ogni anfratto possibile, senza contare anche i vari androidi sintetici della Weyland-Yutani a dargli man forte.

Dopotutto, la famiglia Ripley non se l’è mai passata troppo bene. Piccoli enigmi ambientali, come porte da sbloccare o terminali da attivare, fanno da collante al nostro andirivieni all’interno dell’astronave abbandonata, lasciandoci alla mercé delle ombre ben poco amichevoli che popolano ogni anfratto del velivolo spaziale.

Mi sento morto

Inoltre, meglio fugare ogni dubbio: la versione Nintendo Switch di Alien: Isolation è assolutamente perfetta. Sia in modalità handheld che docked il gioco risulta essere straordinariamente fluido, con una pulizia dell’immagine ancora migliore rispetto a quella del gioco datato 2014 (e poco non è, specie se giocato in portabilità).

A ciò, aggiungete che Alien su Switch riprende sia il gioco base (con una longevità di 10/15 ore per raggiungere i titoli di coda), con in più tutti gli extra rilasciati via DLC, inclusa l’implementazione dell’HD Rumble e del motion control dei Joy-Con della piattaforma ibrida di Nintendo.

Anche dal punto di vista prettamente ludico, Alien: Isolation non ha perso un grammo del suo fascino: prendete System Shock, ibridatelo con le meccaniche hide and seek di un horror coi controfiocchi e il gioco è fatto. Se giocato con Pro Controller il gioco ne guadagna chiaramente in versatilità, ma il tutto scorre fluidamente e senza intoppi anche se giocato in treno o in autobus (meglio se muniti di cuffie). Senza dimenticare un’ambientazione fredda e incredibilmente citazionista, mai lineare e angosciante al punto giusto, passo dopo passo, brivido dopo brivido.

Insomma, Alien Isolation è ancora oggi un’esperienza immersiva come poche e a tratti davvero terrificante, una di quelle che mancavano da anni – troppi – tanto che il suo ritorno sulle scene è alquanto gradito, anche su una console “piccola” come Nintendo Switch.

Assolutamente imperdibile per chiunque se lo fosse perso ai tempi, si tratta in ogni caso di un’ottima scelta per chi invece desidera fare nuovamente una passeggiata a bordo della Sevastopol. Sempre che nello spazio qualcuno riesca a sentirvi urlare, però.

+ Atmosfera terrificante
+ 5 anni e non sentirli affatto
+ L’Alien è spaventoso, oggi come ieri
– Ritmo lento nelle battute iniziali.
– Si tratta “solo” di un porting: a quando il sequel?

8.0

Senza togliere nulla alla versione originale (anzi, aggiungendo tutti i contenuti scaricabili usciti nel corso dei mesi), Alien: Isolation su Nintendo Switch è una perla ancora in grado di brillare di luce propria. Claustrofobico, rispettoso del materiale d’origine (il film di Ridley Scott del 1979) e, cosa ancora più importante, è un titolo in grado di terrorizzare a dismisura, sia che lo giochiate in modalità TV o in portabilità. Un titolo imprescindibile per i fan dell’alieno più famoso della storia del cinema, nonché ancora oggi un gran bel pezzo di survival horror. Sperando che il sequel, quello vero, non tardi ad arrivare.