Alaloth, il nuovo pilastro degli RPG Made-in-Italy

Provato
A cura di Matteo Bussani - 12 Settembre 2018 - 0:00

Fra un Diablo e un Pillars ci sarebbero tanti possibili punti in comune, quante le differenze che li separano. Due sottogeneri agli antipodi, l’uno frenetico e caotico, l’altro più ragionato e ricco di lore. Esattamente in mezzo, è emerso dai lidi italici di Gamera Interactive, Alaloth.
L’ibrido italiano fra ARPG e CRPG, in visuale isometrica e grafica old-school, scritto dalle sapienti mani di Chris Avellone, e diretto da un Alberto Belli alla gran carica, si è distinto a ogni piccola rivelazione, dandoci motivo di aspettare le novità di Gamescom 2018 con grande interesse.

Questo perchè ciò che si è celato dietro i vari placeholder e to-do delle si è trasformato nella sua versione semi-definitiva e quella che abbiamo provato è finalmente la build più indicativa di quello che troveremo una volta arrivati finalmente al fatidico momento dell’uscita.

Alaloth è la trasposizione videoludica più genuina di un fantasy classico, in cui il campione scelto dal re lotta per la salvezza del mondo. L’omonimo arcinemico è difatti l’incarnazione del male e cova tra le sue terre la malvagità per prevalere sulle 4 nazioni presenti nel gioco. Per sconfiggerlo bisognerà trovare i 4 pezzi dell’artefatto chiave necessario per aprire le porte dello scontro finale. Non saremo i soli nell’impresa, perchè da ogni capitale dei 4 regni ci sarà un altro campione pronto ad affrontare i demoni. Il suo avanzamento sarà pari al nostro e qualora egli dovesse trovare uno dei pezzi dell’artefatto prima di noi, sarà nostro compito sconfiggerlo.
Un plot in piena regola in linea con la tradizione Tolkeniana e che Chris Avallone ha costruito, passo dopo passo, sugli elementi di gameplay che Alberto e il suo team avevano creato.

Se dunque le premesse sono semplici, dato il nome di richiamo del Creative Consultant, è scontato aspettarsi una scrittura ben più profonda, con trame e sottotrame che andranno ad arricchire la lore di gioco ben oltre quello che potrebbe mostrare un primo sguardo. Alberto stesso ogni volta che lo incontriamo, non smette mai di elogiare il buon lavoro di Chris che a livello di quantità continua a produrre contenuti e contenuti per il gioco.

Il gameplay,  come ogni gioco di ruolo d’altronde, si sviluppa a partire dal momento della creazione del personaggio. Scelta una delle quattro razze tra uomini, elfi, nani e orchi, si passa a definire lo stile di combattimento. Non c’è una classe predefinita nel senso stretto del termine, perchè da quella base nel corso dell’avventura  potremo aggiungere 4 abilità appartenenti a una di nove “professioni” disponibili che arricchiranno a loro volta il ventaglio offensivo dell’eroe.

Mescolate, esse totalizzano 56.000 possibili combinazioni, un numero che farà sicuramente la gola di chi ama personalizzare il proprio personaggio fin nel minimo dettaglio.

Una volta conclusa questa pratica, si apre a noi la mappa di gioco liberamente esplorabile e che collega le varie zone di combattimento, le città e le capitali. Considerate le città il posto dove approfondire la lore , conoscere npc e companion, e fare il setup del personaggio, comprando e modificando l’equipaggiamento, o addirittura craftandolo con i materiali recuperati durante l’avventura. Le zone di combattimento, invece, sono dei veri e propri dungeon da affrontare sperando che lì vi sia il pezzo di chiave che stiamo cercando.
Il sistema di quest contempla, oltre alla missione che porta dritti ad Alaloth, anche altre attività di diverso genere, alcune intrinsecamente legate al mondo di gioco, altre più semplici di natura procedurale che aiuteranno le fasi di potenziamento del personaggio o di ricerca di materiali.

E’ tutto racchiuso dal ciclo giorno/notte, con le ambientazioni che cambiano e offrono diverse caratteristiche a seconda che siano nella loro versione diurna o notturna.

Il combat-system poggia sul suddetto sistema di abilità ed è totalmente in tempo reale. Ogni abilità ha un cooldown, mentre combo base dell’arma, schivata e parata si alternano nell’attesa dei caricamenti. Piacevole sia su pad, sia con mouse e tastiera, verrà messo alla prova dal giocatore nella modalità Arena, ancora in via di completamento, ma che si propone come alternativa PvP alla storia in singolo.

Una volta completata la prima run, sarà ampiamente consigliata la pratica di creare un nuovo personaggio per scoprire le ambientazione delle altre razze e per accedere alla Legacy mode, che permette di stravolgere completamente le impostazioni base e creare così un personaggio ancora più unico.

Già in piano ci sono anche dei DLC, che amplieranno ancora di più l’ambientazione, ma di cui per il momento ne conosciamo soltanto la presenza.
Artisticamente Alaloth attinge a piene mani dalla tradizione vecchia scuola, sia visivamente sia musicalmente. Come anticipavamo in apertura infatti, la visuale isometrica ci porta dritti alla grande tradizione dei titoli del genere del passato e del presente.

– Fantasy puro
– Chris Avellone alla regia narrativa
– Gameplay in tempo reale accattivante



Alaloth è il nuovo pilastro degli RPG made-in-italy. Il nome di Chris Avellone fa da cornice a una produzione solida dalle idee chiare, targata Gamera Interactive, che si avvicina agli amanti dei CRPG e ARPG vecchia scuola, con grafica rigorosamente old-school e visuale isometrica. Dietro lo sviluppo traspaiono evidenti le tante idee e una realizzazione che dimostra esperienza e talento. Il gioco che abbiamo visto, infatti, regge sotto i colpi di una concorrenza ben più altolocata di quella nostrana, per cui se il genere è di vostra pertinenza iniziate già a considerare di lasciarvi sedurre.




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