A Bug’s Life: Megaminimondo | L’ora amarcord

Un megaminimondo formato insetto su PS1

By |04/04/2019|Categories: In Evidenza, Rubriche|Tags: , |

Incredibilmente piccolo, terribilmente forte. Basterebbe questo per descrivere il minuscolo, quanto operoso protagonista di A bug’s life, omonimo videogioco sviluppato da Traveller’s Tales e Tiertex e ispirato all’omonimo film Pixar che aveva ottenuto un buon successo di pubblico tra il 1998 e il 1999, per fare nuovamente capolino dieci anni dopo su PSP. Se non fosse stato per questo cartone animato di vent’anni fa, avremmo difficilmente avuto l’opportunità di osservare il mondo dal punto di vista di una formica. Flik, nome del piccolo insetto operoso, ci guida in una storia che apre le porte al curioso mondo rimasto inesplorato per molto tempo, mostrando un ecosistema mai analizzato nel mondo dell’intrattenimento con una formica cicerone in un alternativo e originale colorito grigio.

A Bugs Life 3

Parliamo qui del primo di due episodi, dove ci caliamo nei panni di una formica parecchio pasticciona, ma a cui piace inventare nuovi macchinari e oggetti; per i suoi disastri, l’insetto è malvisto in tutta la colonia, eccezion fatta per la piccola principessa Dot, l’unica ad apprezzare le sue invenzioni. Poco prima che le pericolose cavallette giungano al villaggio, capeggiate dallo spregevole Hopper, Flik commette l’ennesimo errore e fa cadere tutto il cibo raccolto in un fiume. Hopper attribuisce la responsabilità sulla principessa Atta e concede poco tempo alle formiche per raccogliere il doppio dell’offerta in cibo entro fine stagione. Flik si offre volontario per andare a cercare altri insetti per combattere le cavallette, mettendosi in viaggio verso  la “città”, dove incontra in un bar uno sgangherato gruppo di insetti da circo appena licenziati dal loro capo, P.T. Pulce. A favore di una trama all’insegna del crossover, gli insetti stavano inscenando un combattimento tratto da Robin Hood, così da essere ingenuamente scambiati da Flik per veri guerrieri, arruolandoli. Nel gioco avremo dunque l’opportunità di incontrare Heimlich, un bruco in procinto di diventare farfalla; la coccinella Francis, gli onischi Tuck & Roll, la tostissima quanto materna Rosie, una vedova nera; Dim, uno scarabeo rinoceronte; Stecco, un insetto stecco e pochi altri ancora, squadernando di fronte a noi una pletora di insetti come se stessimo giocando una puntata di un documentario.

Riscoprendo appunto i primi momenti di questo gioco, diviso in 15 livelli, entriamo nel Megaminimondo grazie a un platform tridimensionale e non a scorrimento, un fatto abbastanza strano per l’epoca, considerando i suoi contemporanei tratti da altri cartoni animati, uno per tutti Hercules. Per quanto si configuri come gioco adatto a un’audience giovane, per non dire infantile, anagraficamente parlando, A Bug’s Life contiene diversi elementi interessanti, sia dal punto di vista del gameplay in sé, che dei contenuti della trama. Potremo guidare la nostra formica praticamente ovunque negli spazi percorribili del mondo che si spiana davanti a noi, dove cunicoli bui e pieni di insidie si alternano a prati estesissimi, sopra ai quali voleremo attaccati a un soffione e voleremo su spirali di semi.

Il gameplay dunque si snoda linearmente, livello dopo livello, affrontando nemici e cercando di raccogliere tutti i semi, oltre che le lettere del nome di Flik, sparse ovunque nel mondo da esplorare. Come ogni avventura che si rispetti, dovremo anche affrontare gli insetti e gli animali antagonisti della formichina, oltre ai tradizionali boss di fine livello che ci attendono senza via di scampo. Tra questi, tutti personaggi estrapolati dal film, troviamo Picchiatore, una cavalletta psicopatica; “L’uccello”, un canarino affamato che vuole divorare Flik; Tonfo, un enorme moscone; Mollo, il braccio destro di Hopper, e per finire lo stesso Hopper, il capo delle cavallette.

A Bugs Life 2

Come difenderci e passare all’azione? Potremo lanciare contro i nemici delle bacche colorate più o meno potenti. La bacca rossa è posseduta sin dall’inizio di ogni livello, tuttavia essa è molto debole e non riesce a danneggiare i nemici più resistenti, come le cavallette. Per questo, dovremo cercarne di più potenti, come la bacca blu, in grado di eliminare ogni nemico, oltre che bacche in grado di inseguire e colpire da sole i nemici (bacche verde e viola). La più ambita sarà la bacca dorata, l’unica in grado di eliminare i nemici in modo permanente: ciò è indispensabile per completare uno dei tre obiettivi del gioco: sconfiggere i nemici. Come dicevamo, dovremo anche raccogliere chicchi, facilitandoci con un metodo davvero divertente e inusuale: potremo usare la macchina mietitrice di Flik, disponibile però soltanto in alcuni livelli e situata in punti nascosti. Questa, una volta indossata da Flik, permetterà al giocatore di raccogliere i chicchi a distanza. La macchina, inoltre, è in grado di eliminare alcuni nemici semplicemente toccandoli e senza far subire danni al giocatore, rivelandosi un’arma a tutti gli effetti e sortendo complessivamente un effetto simpatico.

A Bugs Life 1

A livello grafico si nota una certa scarsità nella qualità complessiva della resa nel gameplay, mentre le scene animate sono praticamente un “taglia e cuci” direttamente dal film, complice la trama perfettamente aderente alla sequenza cinematografica. Forse retaggio di una scuola che non aveva ancora dalla sua l’expertise di Disney, acquisendo questo studio nel 2006, il gioco risulta piacevole nelle scene tratte dal film, ma un po’ più spigoloso nei momenti di gioco. Sia ben chiaro, nulla di inguardabile; si tratta di un prodotto assolutamente nella media della produzione videoludica di oltre due decenni fa, con la sola differenza di un’aspettativa forse maggiore, considerando il film di partenza da cui è tratta la storia.

Una sequenza di pixel che stridono un po’ sullo schermo non era quello che avremmo voluto vedere, avendo alle spalle un film dopotutto ben lavorato stilisticamente parlando. Difetti come le imprecisioni tra congiunzioni di poligoni e texture un po’ difettose, oppure le collisioni tra i personaggi stessi o tra questi e gli elementi del fondale con qualche bug sono abbastanza fastidiosi, ma tutto sommato accettabili o quasi dal giocatore non ancora abituato a tutt’altra resa grafica. Dopotutto, che salto nel passato sarebbe, se tutto fosse impeccabile e dalla giocabilità affatto realistica e confortevole?

Con questa banda di insetti e animali ordinari, A Bug’s Life aveva portato sulle nostre console una ventata di originalità, se non si considera il contesto della perfetta (o quasi) aderenza al film da cui è tratto. Questo titolo si inserisce nella serie di giochi che hanno affiancato i film originali, nati come testi ancillari che, in alcuni casi, hanno avuto anche maggiore successo dello stesso lungometraggio. Stiamo parlando di uno di questi casi? Ai giocatori l’ardua sentenza.