Recensione 5 min

Winning Eleven 8 Liveware Evolution

Quale evidente difetto fu imputato al team KCET per ciò che riguarda lo sviluppo di Winning Eleven 8 (e successivamente Pro Evolution Soccer 4) in versione Playstation 2?
L’assenza di una modalità online, esatto.
Questa evoluzione della celebre serie calcistica Konami pone rimedio a tutto ciò, inserendo un’opzione per il gioco in rete, purtroppo limitata alla sola utenza giapponese (per avere la soddisfazione di fare 5 pappine a un giapponesino saccente dovremo purtroppo ancora attendere, fino a chissà quando…).
WE8 con in più l’online… Recensione finita? No, ad onor del vero no.

Piattaforma:
PS2
Genere:
sportivo
Data di uscita:
Sviluppatore:
KCET
Distributore:

Squadra che vince non si cambia…
…Si aggiusta; passatemi il termine poco ortodosso.
Ciò che il team di sviluppatori ha pensato bene di fare, è stato limare e correggere alcune leggere imperfezioni presenti nella passata versione del caposaldo calcistico.
Ne risulta che la giocabilità intrinseca di questo titolo appare da subito familiare a tutti coloro i quali abbiano giocato e (si spera) apprezzato il predecessore, pur differendo in alcuni particolari minori, ma non per questo poco importanti.
Ciò che salta subito all’occhio è la maggiore fluidità rispetto al prequel, che spesso soffriva di rallentamenti in occasione di sovraffollamenti a schermo (dovuti ad un vasto pubblico, un alto concentramento di giocatori in area, e quant’altro), qui scomparsi.
La velocità di gioco è stata leggermente ritoccata, col risultato che la velocità di gioco appare un filo più lenta rispetto a Winning Eleven 8, ed invece molto più lenta rispetto a Pro Evolution Soccer 4 (il quale, secondo mio modesto parere, soffre di eccessiva frenesia).
L’azione in campo risulta dunque più tecnica, più ragionata, compassata se vogliamo, ma non nel senso dispregiativo del termine; ciò è solo che un bene, poichè si favorisce il bel gioco e la costruzione mirata di una manovra fluida e scorrevole.
Ritoccato anche il controllo di palla dei calciatori, ora meno robotico, non godendo più di quella precisione assoluta della quale godeva prima, con repentini nonchè multipli cambi di direzione a 45° o 90° o 180°, assolutamente impensabili per un giocatore reale, per quanto dotato tecnicamente.
Inoltre, in seguito appunto ad un cambio improvviso di direzione, o ad uno stop, i calciatori hanno ora un tempo di reazione, variabile, che lima ulteriormente l’eccessiva frenesia presente in PES 4.
Altro elemento modificato dal team di sviluppo è stato la gestione dei pallonetti: quasi schematici ed infallibili (ripeto, quasi) in PES 4, se usati con maestria e perizia da un player competente. Meno scontati e ripetitivi in quest’ultima fatica Konami.
E’ cambiato in parte il dosaggio della potenza, oltre ad una nuova, incredibile, difficoltà dei giocatori nell’alzare la palla quando si utilizza la combinazione R1+Quadrato (ovvero il pallonetto basso, non a campanile… Chiamato in gergo, dalle mie parti, “brioche”), specie se utilizzato da fuori area. Porre rimedio a questo sbandamento iniziale provocato dal nuovo stile di gioco e dal diverso bilanciamento di questi elementi, non è affatto facile. A chi, come me, è abituato a PES 4, occorrerà molta molta pratica prima di padroneggiare nuovamente questa componente.
Piccolo ritocco nell’ I.A. sembrano averlo ricevuto anche gli arbitri, a prima vista meno severi nel punire gli interventi, favorendo in parte un gioco più “maschio” (all’inglese per capirci), non disdegnando però di far fioccare cartellini in corrispondenza dei falli più eclatanti (e coreografici se vogliamo).
Le ultime note di questa paragrafo riguardano le rose delle squadre, aggiornate al mercato estivo (Ibrahimovic e Cannavaro sono alla Juventus, e così via), senza acquisizione di nuove licenze, e la graditissima (finalmente!) possibilità di poter tornare al menu di selezione squadra interrompendo una partita in corso; azione prima non effettuabile: interrompendo una partita si tornava arbitrariamente alla schermata principale, con il risultato di dover re-impostare i settaggi pre-partita. Certo non aggiunge nulla al gioco, ma è una comodità che imparerete ad apprezzare.

Lifting? Non serve
A mio parere la grafica offerta all’utenza Playstation 2 da Pro Evolution Soccer 4 è migliore di quella vista in avversari (ludicamente parlando) quali FIFA, UEFA Champions League o This Is Football, poichè, andando oltre il dettaglio grafico di modelli poligonali di stadi ed atleti (anche in questo caso superiore), il titolo Konami presentava una ricchezza di dettagli nelle capigliature, nelle proporzioni e corporature dei giocatori, nelle animazioni, nella fisica del pallone che gli altri titoli non avevano, prestando il fianco solo da un punto di vista: quello puramente coreografico, dove l’atmosfera televisiva di FIFA o UEFA Champions League la fa da padrone.
Bene, anche in questa evoluzione il giudizio non si discosta dalla mia linea di pensiero, Winning Eleven 8 Liveware Evolution è al top anche in questo settore.
Sebbene l’inizio non sia forse esaltante, con un FMV d’apertura mediocre a dir poco ed un’entrata in campo delle nazionali pressochè identica al predecessore, l’ultima fatica Konami impiega poco tempo a riscattarsi, presentando una nuova serie di animazioni per giocatori e portieri spettacolari, che integrano quelle già di primissimo livello presenti sino ad ora. I modelli poligonali di atleti e stati sono rimasti invariati, sia nel numero di poligoni che per ciò che riguarda le texture, ma ciò non vuole essere necessariamente un difetto poichè quanto vista sinora era già un reparto tecnico ottimo.
A questo va aggiunta la già citata fluidità mancante in WE8, una pulizia grafica generalmente migliore ed una calibratura perfetta della luminosità degli stadi (anche il “temutissimo” stadio sud-africano, composto da un manto d’erba tagliato a strisce sottilissime e assai fastidiose in PES 4, è ora qui più godibile).
Il versante audio è, come puntualmente accade ad ogni nuova edizione di questa serie calcistica, incomparabile alla controparte pal… Nel senso che questa è 2 volte meglio!
La telecronaca (vuoi perchè è in giapponese e quindi non la si può capire, vuoi perchè John Kabira è un grande) è qualcosa di spettacolare, con frasi concitate a raffica e pronunce dei nomi dei giocatori che ridicole è dir poco (in particolar modo dopo un gol. Seguite il mio consiglio e provate a segnare con Ronaldo!)… Ma che proprio per questo vi coinvolgeranno da impazzire. Ridendo con gli amici capiterà più volte di mettersi ad urlarle, per poi scoppiare a ridere come in preda ad un ictus (o magari non vi capiterà mai e siamo me ed i miei amici sclerati… Lol).
I cori delle squadre rispecchiano quelli reali, poichè campionati dalle reali tifoserie. Purtroppo la loro varietà non è altissima, ma il lavoro svolto è comunque pregevole.

– Giocabilità raffinata
– Rose aggiornate
– Nuove animazioni
– Con amici è pressochè eterno
– Finalmente l’online…

– … ma solo per chi abita in Giappone

9.0

C’è francamente poco da dire in sede di commento (e rileggendo la rece mi sono accorto di avere scritto invece un mezzo papiro!)…
Sinora, non avevo ancora assegnato un 9 ad un titolo da me recensito, poichè penso che per entrare nel novero dei capolavori un titolo non debba possedere difetti nella giocabilità (tenendo sempre presente che, comunque, la perferzione non è di questo mondo), reparto fondamentale di una produzione di successo.
Pro Evolution Soccer 4, in questo frangente, mi aveva lasciato (e mi lascia tuttora) con un sapore agrodolce sul palato, poichè, se da una parte i miglioramenti rispetto a Pro Evolution Soccer 3 ci sono e sono evidenti, sono sorte paradossalmente tematiche di discussione che prima non avevano ragione di esistere: mi riferisco alla troppa concitazione e frenesia dell’azione di gioco, dovuti ad una velocità di gioco forse un pelo eccessiva, e ad un controllo di palla dei giocatori talvolta inumano nella sua precisione e reattività.
Difetti che non impedivano al titolo di essere il miglior gioco di calcio su console (dite quello che volete ma anche senza online, il vero calcio è, ed è sempre stato, su Playstation 2, punto e basta), ma che inficiavano il voto finale facendolo vertere (in un mio immaginario giudizio) più sull 8/8,5 che non su un 9, sinonimo di semi-perfezione in ogni ambito, giocabilità in primis.
Winning Eleven 8 Liveware Evolution interviene laddove era necessario, correggendo i nei del predecessore e ambendo alla definitiva consacrazione di questo ottavo capitolo come il miglior capitolo sinora (vigeva tuttora il dibattito se fosse meglio PES 3 o PES 4, proprio per i difetti in sede di giocabilità da me sopra citati. Bene, questa evoluzione risolve il dilemma: è meglio di entrambi), dimostrando una volta di più che il calcio virtuale più tecnico e ricercato, si gioca sulla console Sony, con buona pace dell’utenza Xbox e PC che, ad onor del vero, avrà sempre e comunque dalla sua le possibilità online e multiplayer offerte dal Live! e dall’online via Ip (pur con tutti i difetti di lag e risposta ai comandi), presenti anche qui ma riservati al solo giappone.