Recensione 5 min

Winning Eleven 5 Final Evolution

La recensione che vi apprestate a leggere a tratti vi suonerà familiare, soprattutto se, come penso, avete letto bene quella fatta in precedenza dal sottoscritto per la versione Pal di Pro Evolution Soccer. Questo perchè, come scoprirete leggendo, il titolo in questione è praticamente identico a quello europeo. Per tale ragione mi preme sottolineare in questa sede le varianti, le piccole significative differenze fra i due titoli, sintetizzando al massimo le altri componenti in comune che già conoscete.

Piattaforma:
PS2
Genere:
sportivo
Data di uscita:
Sviluppatore:
KCET
Distributore:
Konami

Pes con gli occhi a mandorla
Partiamo subito con una considerazione fondamentale: Winning Eleven 5 Final Evolution non è altro che la versione giapponese di Pro Evolution Soccer, con qualche miglioria qua e là. Questo per evitare confusione. Detto questo, vediamo di capire cosa cambia in questa versione rispetto a quella europea. Una volta inserito il Cd nella vostra fida PS2, assisterete ad un filmato introduttivo uguale a quello di Pes, dopodichè si accede al canonico menù principale. Anche qui, tutto, dall’impostazione dei menù all’impatto grafico, dalle modalità di gioco all’elenco delle squadre disponibili è assolutamente identico a quello dell’edizione europea, se si eccettua la presenza di testo in giapponese. Le vere e proprie differenze si riscontrano invece una volta scesi in campo. Qui infatti potrete fin da subito notare delle migliorie grafiche rivolte alle facce dei calciatori che hanno subito un discreto restyling, così come la rappresentazione del pallone. Per il resto poca roba. Ma scendiamo sul terreno di gioco.

Palla al centro, si comincia
Innanzi tutto bisogna dire che le sensazioni che si provano giocando la prima partita a Winning Eleven 5 FE è quella di un grande senso di familiarità, visto che in un certo senso ci si ritrova con lo stesso gioco, il medesimo sistema di controllo, etc. In realtà la Konami ha pensato bene di apportare qualche variante anche al gameplay. Infatti subito dopo essere scesi in campo ci si accorge di alcune differenze, che acquistano maggior spessore ed importanza partita dopo partita, al punto da farci rendere conto delle differenze che separano la versione Pal da quest’ultima release. La componente simulativa è stata ulteriormente incrementata la dove si poteva, e ormai, le concessioni alla spettacolarità inutile già scomparse nella nostra edizione, sono del tutto out. La prima conseguenza di quest’evoluzione è un livello di difficoltà maggiore, in particolare durante le prime partite, perché gli avversari sono un po’ più attenti e precisi, almeno in certi casi, che nell’edizione europea, già ottima, “attenzione” presa in prestito dal fantastico J-League di cui presto pubblicheremo la recensione, ed è praticamente inutile utilizzare con la medesima frequenza di un tempo i movimenti tipici che ci permettevano di sorpassare la difesa avversaria, come i triangoli, i passaggi fltranti, i lanci lunghi. Azioni di questo tipo possono essere attuate efficacemente solo se si vengono a creare sul campo le condizioni ottimali per la loro riuscita. Globalmente si nota una diversa calibrazione verso l’alto dell’intelligienza artificiale del gioco, rivista ed ulteriolmente affinata. Ovviamente questo influisce ancora di più sul comportamento in campo dei calciatori, quindi se già dovevate curare tantissimo e con particolare attenzione l’aspetto “manageriale” in Pes, visto poi il ruolo fondamentale che esso aveva nell’esito della gara, a maggior ragione dovrete farlo in questa sua versione aggiornata. Mi raccomando: prima dovrete essere abili fuori dal terreno di gioco, e dopo sul campo. Per il resto, dovrete compiere le solite scelte come la strategia, i tiratori di punizioni, rigori, calci d’angolo, etc.

Spaziogames 1, Real Madrid 0…
Il sistema di controllo non ha subito nessuna rivoluzione, perché, come detto, in fondo sono stati modificati solo alcuni aspetti e sono state aggiunti a WE5 nuovi elementi presenti già nella versione nostrana e dunque niente cambiamenti di sorta. I giocatori presentano all’incirca le stesse animazioni e forse, ma la mia è solo una sensazione, qualcosina di nuovo, impercettibile c’è, anche se ingannevole può essere la maggiore fluidità determinata dalla versione Ntsc che tuttavia risulta meno valida di J-League. Boh, mistero. L’ottimo sistema di controllo dei calciatori è rimasto tale così come l’IA dei medesimi, vero tallone d’Achille del 5 nipponico. La gestione ottima dei triangoli è stata leggermente rivista, così se precedentemente, alla pressione dei tasti L1+X seguiva un passaggio verso un giocatore vicino e conseguente scatto in avanti per ricevere il passaggio di ritorno, oggi eseguendo la medesima combinazione di tasti si ha il solito passaggio e lo spostamento automatico in avanti di chi lo ha eseguito, ancora una volta sara’ l’arbitrio del giocatore stesso a decidere se ripassare la palla e chiudere così il triangolo o scegliere una soluzione alternativa, ma questa volta il tutto appare ancora più realistico, difficile. Si tratta indubbiamente di una scelta azzeccata, perché ciò permette al giocatore di avere un controllo maggiore dell’azione, a guadagno di una componente simulativa di maggiore profondità. Come sempre potrete utilizzare la leva analogica destra per effettuare passaggi rasoterra a 360 gradi semplicemente muovendo la leva in una direzione anche se alla fine, essendo la cosa piuttosto complicata, l’abituale tasto X è alla fine molto più comodo. Questa nuova versione di WE rivede anche la dinamica del pallone, mutuata dallo spettacolare pluricitato J-League, in favore di un maggiore realismo. La sfera ha movimenti più morbidi e naturali, soprattutto in occasione dei tiri, che ora risultano ancora più curati. La grafica in campo non è molto diversa e come detto riguarda perlopiù i volti dei calciatori, più dettagliati, la maglia reale del Giappone, di cui la Konami gode dei diritti, e qualche ritocchino di poco conto. Per cui, confermate le poco credibili maglie delle nazinali e delle squadre di club già viste dalle nostre parti. L’unica novità di rilievo è la squadra segreta che sbloccherete vincendo dieci volte tutte le coppe: la Spaziogames, la squadra più forte del pianeta. Se batterete poi in finale, con la medesima, il Real Madrid, sbloccherete anche una versione speciale di Luca, dotato di cannone al braccio come il Nemesis… Vabbè, scusate, quest’ultima era una balla…

Tre Hurrà per Jon Kabira!
Concludiamo con l’aspetto audio. Solite musiche ed effetti dei menù, così come i buoni effetti sonori e i cori personalizzati di Pes, a fare la differenza da ogni altra versione, come al solito, è il grandissimo Jon Kabira, il travolgente telecronista nipponico mezzo pazzo, la cui telecronaca delle partite risalta in modo particolare. Pur esprimendosi in maniera pressochè incomprensibile perfino ai giapponesi, con i suoi commenti misti di italiano, portoricano e francese, il buon Jon riesce a deliziarci e a coinvolgerci agnentando di schianto i vari commentatori europei, sottolineando con il solito entusiasmo i momenti topici di ogni incontro. Magari a volte sembra un pò brillo, ma è semplicemente il Numero Uno!

Dinamica del pallone quasi perfetta
Animazioni sui 60 frame al secondo
Il commentatore Jon Kabira è in forma smagliante
Ulteriormente perfezionato il sistema di comando

Presenza di oggetti bidimensionali di scarsa qualità
Probabilmente su PS2 si potrebbe fare ancora meglio…
Mancanza di tornei per le squadre di club

8.5

Se possedete una console Sony modificata e non avete Pes, o avete la PS2 Jap con WE5, allora andate di corsa a comprarvelo perchè questo Final Evolution è di una categoria superiore al precedente titolo (giapponese ovviamente). In sostanza, una versione migliorata (anche se di poco) del già grandioso Pro Evolution Soccer. Scusate se è poco.