Recensione 4 min

Tak e la magia Juju

I giochi di piattaforme con protagonisti viventi in un mondo fuori dall’epoca moderna sono svariati; anche THQ ci presenta il suo Tak, indigeno voodoo, ed il misterioso potere della magia Juju.
Un capolavoro di nuova generazione o una delle tante frecce all’arco del portatile Nintendo?

Piattaforma:
GBA
Sviluppatore:
Helixe
Distributore:
Halifax

Un altro eroe per un’altra tribù
Sono tanti gli eroi “primitivi” che hanno fatto la loro comparsa sui sistemi di intrattenimento videoludico in questi anni, come Chuck Rock, il panciuto cavernicolo che tanto successo ebbe su Sega Megadrive, Preistorik, apparso su Pc e Super Nintendo (nonché per GameBoy Advance), fino ad arrivare i giorni nostri con questo nuovo personaggio THQ di nome Tak. Nel genere piattaforme la scelta del protagonista su cui basare l’avventura è una passaggio fondamentale: bisogna scegliere qualcosa di comico e divertente (come Bogerman per Super Nintendo), o di tenero e coccoloso (Kirby della stessa grande N), o ancora personaggi che identificano il modello di essere del videogiocatore (o al quale il videogiocatore vorrebbe appartenere) come Jak per Playstation 2.
Vi sono infine quei personaggi magici che, pur cambiando la loro immagine nel corso degli anni, riescono sempre a rimanere a galla ed a conquistare il pubblico sposandosi perfettamente con la meccanica di gioco, come il re del genere, creato da Shigeru Miyamoto, Super Mario.
Il personaggio di THQ risulta, fin dai primi momenti di visione, iniziando col guardare la confezione del gioco fino ad impersonarlo tramite i comandi della console, un character come tanti e con poche possibilità di rimanere nella mente del videogiocatore bombardato dai restanti rappresentati del genere.

Il piccolo eroe ci salverà!
Tak è il piccolo indigeno guardia del corpo dello sciamano Jibolba, rivale buono del più malvagio Tlaloc.
Quest’ultimo ha infatti trasformato tutti i membri della tribù dei Pupununu in pecore a causa della sua sconfitta durante le votazioni per eleggere lo sciamano, il quale fa da tramite tra la popolazione e gli Juju. Gli unici ad essersi salvati sono Tak ed il suo maestro che dovranno metter fine alle malvagità del ribelle.

La magia scorre in te figliolo
Il manuale del gioco ci descrive colui che accompagna lo sciamano come un giovane nobile di animo e forte di corpo, ma Tak non è proprio così; all’inizio dell’avventura potrà effettuare davvero poche e limitate azioni offensive: munito di una piccola cerbottana, sparerà ai nemici o ad elementi dello scenario che colpiranno gli avversari.
Dopo alcuni livelli il nostro eroe presenterà la possibilità di munirsi di una clava e di un costume da pollo per bombardare i nemici dall’alto, quasi il gioco si trasformasse in uno sparatutto a scorrimento orizzontale. Ma il tutto appare ben poco, per quello che poteva sviluppare la trama del titolo.
Queste poche azioni performabili dal videogiocatore, in un ambiente di gioco troppo usuale per questo genere videoludico, non fa altro che stancare e far venir voglia di accantonare questo prodotto.
Vi sono poi i salti da piattaforma a piattaforma da effettuare, molto facili da realizzare ma ancora una volta molto ripetitivi, come tutto lo schema del gioco d’altronde.
Avremmo potuto assistere ad esempio ad un’evoluzione del personaggio durante l’avventura, all’inserimento dell’interazione con altri personaggi non giocanti (PNG), alla possibilità di upgradare il nostro alter-ego acquistando materiale offensivo e difensivo, o alla presenza di piccoli puzzle. Tutto questo purtroppo non è presente e ciò non giova a questo prodotto THQ.
Segnaliamo infine un livello di difficoltà davvero molto basso che ci permette di capire il target a cui il prodotto si rivolge, ovvero un pubblico molto giovane. Il che giustifica, in parte, l’assenza di una meccanica più varia e complessa o di un livello di sfida maggiore.

Tecnicamente parlando
Dal punto di vista tecnico il plataform THQ si comporta in modo sufficiente: mentre i personaggi sono rappresentati da sprite in stile Super Doformed (come lo stesso Tak), vantando animazioni ben realizzate, gli sfondi appaiono, seppure in linea con gli sprite in movimento del gioco, molto ripetitivi.
Basta poco per notare come elementi, visti pochi istanti prima, vengano riproposti dando l’impressione che ci si trovi davanti ad un titolo graficamente poco vario.
Andando avanti nell’avventura assisteremo a questo ripetersi con differenziazione per sezione, in base a dove sono ambientati quei determinati 2-3 livelli in tema.
Lo stile grafico viene presentato in una semplice veste bidimensionale: avremo quindi il personaggio, visto da un lato, che si muove verso destra fino al raggiungimento di una determinata posizione della mappa.
L’audio presenta motivi tribali che accompagnano i salti e gli attacchi di Tak, musiche con prevalenza di suoni generati da strumenti primitivi, ma che non riescono ad imprimersi nella mente del videogiocatore, come invece accade in tutti quei giochi di piattaforme che rimangono nel cuore.
Gli effetti sonori appaiono sufficienti, in linea con il resto del prodotto dal lato tecnico.

– Colori fantasiosi
– Facile da giocare

– Troppo ripetitivo
– Carisma poco elevato

5.0

Mi sento di consigliare questo titolo solo a coloro che non ricercano una sfida continua in un videogioco e allo stesso tempo a coloro che hanno completato i Super Mario Advance e tutti quei plattaform-game degni di nota disponibili per il portatile Nintendo.
Tak è un prodotto molto semplice e ripetitivo dove neanche il carisma del personaggio riesce a conquistare, che anzi a volte risulta quasi insopportabile per le sue movenze ed atteggiamenti.
THQ intanto ne annuncia un seguito, forte delle speranze per questo suo nuovo personaggio… speriamo in un prossimo e futuro prodotto più vario e mentalmente stimolante, caratteristiche purtroppo non presenti in questa cartuccia per il portatile Nintendo.