Recensione 6 min

Syberia

Ormai il genere delle avventure grafiche sembra aver imboccato l’irreversibile strada del tramonto, almeno per come siamo abituati a conoscerle noi, con quel bel 2D accompagnato dai fondali prerenderizzati e che a mio avviso, il 3D non potrà mai sostituire.
Purtroppo le software house non sembrano credere molto nel vecchio ma sempre affascinante modello e sarà così che presto vedremo uscire Broken Sword 3 e Full Throttle 2 completamente in 3D. Ma poi vi siete mai chiesti come mai c’è questa voglia di realizzare tutti i giochi in tre dimensioni visto che guardando le varie Top Ten realizzate su vari siti in Internet o da riviste cartacee, tra i giochi più belli spuntano sempre Monkey Island 1 e 2?
Eppure per nostra fortuna qualche pazzo in giro ancora c’è……….. qualcuno capace di credere ancora che se un paesaggio non è tridimensionale non vuol dire per forza che sia brutto o poco credibile!!
Ed è proprio grazie alla mente di Benoit Sokal e alla Microids che ha creduto in lui, se siamo qui a poter parlare di un avventura grafica finalmente degna di nota………
In Syberia noi impersoneremo Kate Walker un’avvocatessa di New York incaricata dal suo studio legale, di portare a termine una trattativa per l’acquisto di una fabbrica di “giocattoli”, un compito semplice e senza intoppi, considerando che i contraenti sono già d’accordo e manca solo una firma a siglare il tutto; se non fosse che una volta giunti a Valadiléne, una cittadina sperduta nelle Alpi, verremo a conoscenza che Anna Voralberg titolare della fabbrica e ultima erede è morta lo stesso giorno del nostro arrivo (che sfiga!). Incalzati dallo studio legale a cui dobbiamo rispondere e dal nostro fidanzato che non la smette di chiamarci al cellulare (ebbene si la nostra Kate ha anche una vita sociale!), finiremo ben presto per scoprire che esiste un altro erede e che altri non è che Hans Voralberg, fratello di Anna, saputo morto fino ad oggi (tranquilli non è una puntata di Beautiful!). Tanto per rendere ancora più interessante la vicenda il fratellino “scomparso” al posto di nascondersi dietro casa, come fanno tutti, ha preferito auto spedirsi in Syberia dove tutt’oggi abita, e visto che vogliamo conservare il posto, spetterà a noi cercare lo stro#*!…. ehm l’erede e portare a termine la transazione anche se presto ci accorgeremo che la cosa sarà facile come toccare il fondoschiena di un macaco senza che questi se ne accorga (ma che belle metafore!).
Questa sommariamente la trama che sta alla base di Syberia e che si srotolerà nel corso dell’avventura lasciando spazio a qualche colpo di scena e a tanta creatività.
Va subito detto che Syberia punta molto sulla trama e le ambientazioni e forse un po’ meno sugli enigmi, ed è proprio questo l’unico punto debole del gioco, non che i vari puzzle che dovremo risolvere non siano complicati, ma la pecca sta nel modo in cui ci vengono sottoposti; facciamo un esempio: ad un certo punto nel parco di Valadiléne ci toccherà aprire una chiusa e per farlo dovremo servirci dell’aiuto di un certo Momo per ben 3 volte, anche per svolgere azioni di una semplicità disarmante come raccogliere un remo dalla riva di un fiume…. Ma sì, facciamolo fare a Momo che viene considerato lo scemo del paese, perché sporcarci le scarpe di Prada?!
Questo è un esempio, ma posso garantirvi che durante l’avventura vi capiterà più volte di “svolgere compiti” più che di risolvere enigmi.
Un difetto, è vero, ma vi garantisco che sarete completamente rapiti dalle ambientazioni per farci caso e la cittadina di Valadiléne di elementi affascinanti ne ha davvero a bizzeffe.
Pensate infatti, che la cosiddetta fabbrica di “giocattoli” non fa altro che realizzare automi (non chiamateli robot, per carità!) capaci delle azioni più disparate, come suonare le campane, realizzare oggetti, o di camminare e parlare come una persona vera (batterie non incluse!).
Non fate però l’errore di pensare che di enigmi se ne vedranno pochi e che la bellezza estetica serva a colmare questa carenza, perché non è così! Il titolo della Microids è pieno di rompicapi di ogni tipo, diversi dei quali di logico avranno ben poco, ma l’esperienza visiva sarà senza dubbio alla base di questa avventura che sarà capace di portare Kate, e noi con essa, in un mondo che perderà nel corso del gioco i contorni della normalità per abbracciare pienamente quelli della fantasia e del sogno.
Per vivere questa avventura disporremo di un sistema di controllo che più classico non si può e che ci consentirà di muoverci all’interno delle varie locazioni con la semplice pressione del tasto sinistro del mouse (con il doppio click ci cimenteremo in una “elegante” corsettina!), mentre con il destro accederemo all’inventario nel quale troveranno posto gli oggetti che la nostra schifiltosa Kate si degnerà di raccogliere. L’icona del mouse una volta posizionata sui vari oggetti, cambierà forma a seconda dell’azione che potremo compiere (esamina, prendi, usa etc.), azione che andrà confermata, e quindi eseguita, con il tasto sinistro. Un sistema che racchiude nella sua semplicità il segreto della sua praticità e che ha fatto la fortuna delle avventure grafiche.

Piattaforma:
PC
Genere:
avventura-grafica
Data di uscita:
Sviluppatore:
Microids (interno)
Distributore:
Microids Italia

Grafica e sonoro
Devo dire che Syberia stupisce davvero….. i fondali prerenderizzati sono realizzati egregiamente e i personaggi così come le diverse componenti tridimensionali, si sposano perfettamente con le varie ambientazioni, senza mai causare quel brutto effetto “collage” che spesso si nota con l’utilizzo dei fondali prerenderizzati. Tutte le locazioni sono state create con una cura davvero certosina e vi capiterà spesso di fermarvi ad ammirarle accantonando per un attimo lo svolgersi degli eventi, senza considerare che in diverse di queste non andranno nemmeno risolti enigmi, particolare che non può che sottolineare come si sia cercato, e a mio avviso riuscito, di ricreare un ambientazione quanto più dettagliata possibile.
Un plauso speciale va fatto anche alle sequenze di intermezzo dette più volgarmente filmati che sfoggiano un dettaglio e una nitidezza invidiabili, grazie all’ausilio di una compressione video ottima, tutti elementi che sottolineano la cura con cui l’aspetto grafico è stato curato.
Il reparto sonoro non poteva che essere all’altezza del compito assegnatogli e la localizzazione in italiano ne è la prova. I doppiatori che hanno prestato le voci ai vari personaggi vantano presenze di tutto rispetto e anche la scelta delle varie voci sembra andare a nozze con il rispettivo personaggio.
Complimenti che possono essere tranquillamente girati a tutto ciò che riguarda gli effetti sonori e alle campionature in particolare che aiutano a rendere il mondo degli automi più vero e realistico di quanto non sia già (il rumore dei vari elementi meccanici è davvero perfetto!!).
Le musiche forse sono l’unico particolare criticabile nel comparto sonoro, visto che l’unica traccia presente mi è sembrata un tantino monotona anche se, per fortuna, non si rivela mai invasiva.

Giocabilità e longevità
Sulla giocabilità non credo ci sia altro da aggiungere a quello che ho detto poco sopra nel corpo della recensione, mentre per quanto riguarda la longevità qualcosa va puntualizzato.
Come ho già accennato gli enigmi sono forse uno dei punti meno chiari, per così dire, di questa avventura; sicuramente le circa venti ore necessarie a completare i titolo della Microids non sono pochine, ma la cosa che ci si chiede è se gli enigmi, punto focale di ogni avventura grafica, sono strutturati al meglio. Secondo me la risposta non può essere positiva al 100%….. di grattacapi da risolvere ne avremo davvero tanti e la cosa non può che fare gioire gli amanti del genere, l’unico appunto che gli si può fare riguarda il mondo in cui ci vengono “serviti” e che a volte sembra un po’ troppo macchinoso e quasi tendente a diluire un po’ l’azione (più ghiaccio e meno whisky, tanto per intenderci!). Per fortuna non è sempre così, ma parliamo di un particolare che non passa inosservato e chiudere un occhio è un po’ difficile………. per il resto nulla da eccepire.

HARDWARE

Per giocare a Syberia è consigliabile un PIII 500Mhz con 128Mb di Ram, una scheda video con 32Mb buoni, una scheda sonora discreta giusto per godersi l’audio e un lettore 24x. Preparatevi inoltre a fare un po’ di spazio su disco visto che per l’installazione massima serviranno la bellezza di 1.1GB, mica bruscolini.

MULTIPLAYER

Assente

– Storia originale.
– Ambientazioni immersive.
– Sonoro e grafica ottimi.

– Struttura degli enigmi non sempre all’altezza.

8.5

Syberia è stata davvero una bella sorpresa. In un periodo in cui si sentiva la mancanza di avventure grafiche valide, sono felice di poter dire di averne trovato finalmente una; non siamo di fronte ad un Monkey Island o ad un Gabriel Knight, ma Benoit Sokal ha sicuramente dato il meglio di se riuscendo a realizzare qualcosa di unico.
La storia riuscirà a soddisfare i palati più fini e, anche se potrà non piacere a tutti, il modo in cui è stata raccontata e l’immersività delle ambientazioni saranno senz’altro capaci di colmare qualsiasi ipotetica lacuna.
Credo proprio che gli amanti delle avventure grafiche non possano farsi scappare uno dei pochi titoli capaci di rinvigorire quella voglia mai sopita di risolvere enigmi e grattacapi di ogni tipo e che può finalmente trovare sfogo nella creatura della Microids.
Sono in molti a dover riflettere seriamente sull’utilità di fagocitare le avventure grafiche nell’ormai obbligata terza dimensione e sono convinto che Syberia sia la prova lampante di come questo non sia necessario e di come la tecnologia possa mettersi al servizio di un gusto retrò tutt’altro che sorpassato.