Recensione 4 min

Spelunky

Sony a quanto pare ha capito che il mercato degli indie e dei titoli concettualmente semplici può portare ottimi risultati in un ambiente saturo di giochi tripla A. Non solo quindi sia su Playstation 3 che su Playstation 4 vedremo spopolare prodotti di questo tipo, ma anche su Playstation Vita il genere sta lentamente prendendo possesso della console, spesso con ottimi risultati.
Abbiamo giocato a lungo il remake HD di quello Spelunky che giusto qualche anno fa fece letteralmente impazzire il pubblico PC, e che oggi ritroviamo migliorato dal punto di vista grafico e carico della stessa identica giocabilità di una volta.

Piattaforma:
PSVITA
Sviluppatore:
Mossmouth
Distributore:

Andiamo a sminazzare!
Il nostro minatore sconosciuto si trova disperso in una grotta, di fronte a lui solo due porte sembrano poterlo guidare da qualche parte. Quella più lontana, più piccola e con un volto familiare ci introdurrà alle meccaniche di gioco.
Il diario lasciato da mr. Yang narra la storia di un avventuriero, che da tempo esplora le profondità in cerca di tesori e ricchezze straordinarie. Dalle pagine del libro veniamo a sapere che gli anfratti rocciosi che andremo ad esplorare sono posti misteriosi e terribili, mossi da un potere segreto che ne deforma continuamente la struttura: impossibile quindi orientarsi e trovare la giusta via per fuggire. E’ la maledizione degli Olmechi a gravare su questo territorio e a imprigionare ogni avventuriero al suo interno per l’eternità.
Con questa premessa Spelunky ci introduce brevemente alle meccaniche di gameplay, semplicissime ma in grado di dare vita a un gioco dalla longevità infinita.
La struttura base della creazione BlitWorks ci vuole impegnati a saltare da una piattaforma all’altra in un ambiente completamente bidimensionale, scendendo sempre di più verso gli abissi oscuri, nel vano tentativo di trovare uno spiraglio di luce e incappare magari in preziosi di vario genere.
Il concetto dunque è tanto semplice quanto coinvolgente: scegliete il vostro personaggio preferito tra una decina di scelte disponibili, alcune delle quali da sbloccare portando a termine il gioco (cosa però incredibilmente difficile), e arrivate al tesoro finale.
Spelunky è uno di quei titoli che si diverte a far morire il giocatore, un gioco senza scrupoli e senza pietà che vi punirà al vostro minimo errore ma che vi piacerà per lo stesso identico motivo.
Perché, sebbene un salto nel vuoto possa causare una morte istantanea, il titolo vi darà tutti i mezzi possibili per evitare che ciò accada, la casualità è infatti un elemento completamente assente in Spelunky e tutto si riduce ad un’analisi attenta dell’ambiente che ci circonda e ad uno studio accurato su come riuscire ad arrivare alla fine del livello sani e salvi.
Oltre a dover saltare a destra e a sinistra ed evitare gli strapiombi, dovremo prestare attenzione a tutta una serie di trappole sparse qua e là per gli stage, dalle semplicissime punte posizionate sul terreno a bocche spara dardi incastrate nelle pareti pronte a scagliare frecce a qualsiasi cosa gli passi davanti, nemici inclusi.
Non saremo infatti gli unici esseri viventi nelle grotte, in quanto serpenti, ragni, pipistrelli e tutta una serie di creature mistiche tenteranno in ogni modo di ostacolarci il cammino. Ovviamente più si scenderà in profondità e più questi esseri diverranno temibili, ma anche quelli ai primissimi livelli, se sottovalutati, saranno capaci di ucciderci. Aspettatevi di incontrare demoni e non morti, ma anche rane giganti, piranha e persino l’immancabile tristo mietitore, che vi darà la caccia nel malaugurato caso in cui steste trascorrendo troppo tempo nello stesso livello a bighellonare.
Spelunky non vuole premiarvi però solo per la vostra velocità di discesa, benché questo rimanga uno dei punti cardine del gioco, ma vi “consiglierà” anche di esplorare in lungo e in largo le grotte in cerca di pepite d’oro e gemme di vario tipo. Questi preziosi, oltre a rappresentare il vostro punteggio, vi torneranno utili quando nel vostro peregrinare verrete in contatto con i vari mercanti desiderosi di vendervi gli oggetti più disparati.
Senza un’evoluzione del proprio personaggio, l’unico modo per aumentare le vostre abilità è quello infatti di raccogliere suddetti equipaggiamenti, che vi consentiranno di saltare più in alto, scalare più velocemente le pareti o, perché no, aprire interi varchi nei muri o sfondare pavimenti e soffitti grazie all’utilizzo delle pericolosissime bombe. Il numero estremamente limitato di queste vi obbligherà a ponderare con cura il loro utilizzo e scegliere se sfruttarle per sconfiggere i nemici più forti o per l’appunto farvi strada verso la fine del livello.
E’ un peccato quindi che ad ogni nostra morte ci sia la necessità di ricominciare completamente da zero, non tanto per i livelli, una scelta che comprendiamo appieno, quanto piuttosto per un’evoluzione del personaggio che così risulta essere totalmente assente. Il piccolo alter ego non ha alcuna crescita, ma al suo posto sarà proprio il giocatore ad acquisire esperienza, reale in questo caso, che gli consentirà di conoscere al meglio i pattern nemici e di scoprire come affrontare ognuno degli ostacoli che lo separano dal portare a termine i quattro mondi presenti nel gioco.

Livelli randomici
L’idea degli sviluppatori di generare livelli randomici ad ogni nuova partita è funzionale e dà praticamente una longevità illimitata a Spelunky, l’abbiamo già precisato. Quello che ci ha sorpreso realmente è l’incredibile intelligenza con la quale questi dungeon prendono vita: ogni livello ha un inizio e una fine sempre collegate tra loro da un tracciato percorribile senza alcun power up e in tutto questo si inseriscono misteri, segreti e percorsi alternativi che rendono ogni nuova partita un’esperienza completamente diversa.
Abbiamo apprezzato tantissimo il design di creature e personaggi e i colori accesi entrano in contrasto in maniera eccezionale con le ambientazioni tetre e cupe del gioco. Da segnalare purtroppo qualche lieve calo di framerate in alcune specifiche location, quando neve e nebbia entrano nel campo visivo.
Per quanto riguarda le modalità Spelunky offre, oltre alla campagna principale con tanto di classifiche online, anche un deathmatch fino a quattro giocatori in locale, multiplayer supportato anche per la storia, ma mancano le daily viste su Steam.
Ottimo infine anche il sonoro, con musiche semplici e di atmosfera, corredate da effetti audio di buona fattura e in linea con lo stile retrò della produzione Mossmouth.

– Praticamente infnito
– Non ammette errori
– Costruzione dei livelli perfetta

– Mancano le Daily presenti nella versione Steam
– Alcuni rallentamenti di troppo

8.0

Spelunky è uno di quei titoli che ti rapisce per la sua semplicità nel gameplay ma che, lentamente, ti lega in un abbraccio eterno mentre per l’ennesima volta si cerca di scendere cento metri di più dell’ultima partita, questa volta decisi a superare l’ostacolo che ci ha arrestato l’ultima volta. Un prodotto geniale, forse venduto ad un prezzo leggermente elevato ma che, se amate mettervi alla prova, non può mancare nella vostra collezione.