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Speciale Hardware n.14

La scelta del mouse da gioco è una pratica di vitale importanza per chiunque abbia intenzione di entrare nel mondo del gaming pc in maniera efficiente. Quindi, prima di fiondarsi all’acquisto a scatola chiusa, è giusto fare delle importanti precisazioni che tengano conto dello stile di gioco e della caratteristiche del giocatore, oltre ovviamente alle esigenze e preferenze videoludiche. Non rispettando questi accorgimenti, la scelta della periferica potrebbe rivelarsi potenzialmente sbagliata e di conseguenza dannosa e controproducente, comportando un handicap al rendimento in gioco non irrilevante. Leggete questo speciale per capire di che mouse avete realmente bisogno!

Sensibile o non sensibile?
Esistono due diverse tipologie di videogiocatori PC a seconda di come viene impugnato e controllato il mouse: gli highsenser e i lowsenser. Del primo gruppo fanno parte le persone che gestiscono i movimenti del controller tramite le dita, senza quindi avvolgerlo completamente con il palmo, e tenendo il polso appoggiato al tappetino. Lo spostamento che un highsenser compie con il mouse è di circa una decina di centimetri, non avendo dunque bisogno di mousepad particolarmente generosi. Al contrario, un lowsenser impugna completamente il mouse, tenendolo ben saldo con tutta la superficie tattile della mano e creando un tutt’uno con la periferica. I movimenti di questi videogiocatori sono molto più ampi di quelli di un highsenser e hanno infatti bisogno di mousepad molto larghi, anche fino a 40 cm. Per capire di che mouse avete bisogno, dovete prima di tutto conoscere la differenza fra questi due gruppi e successivamente identificarvi in uno di essi. Alla luce di queste differenze, un highsenser dovrebbe orientarsi su un mouse in grado di raggiungere alti livelli di precisione, come quelli raggiunti da un sistema laser, mentre un lowsenser, a prescindere dal tipo di mouse che va comunque scelto con un certo livello di ergonomia, dovrebbe abbassare la velocità dal sistema operativo e lavorare con una precisione che oscilli fra gli 800dpi e i 1600dpi. Oltre alla sensibilità con la quale si controlla il mouse, si possono trovare altre tre diverse tipologie di impugnatura del mouse, che solitamente dipendono dall’essere un lowsenser o un highsenser. Il palm grip è l’impugnatura che avvolge completamente il mouse (solitamente tipica dei lowsenser), nell’impugnatura finger grip (solitamente utilizzata dagli highsenser), invece, il mouse viene gestito solamente con le dita, e può avere ha una variante, denominata claw grip, in cui le dita formano una sorta di arco. Nella scelta finale del mouse in base a questi parametri si prediligono periferiche molto ergonomiche e che seguano la forma del palmo della mano per i lowsenser/palmgrip come Mamba o DeathAdder di Razer e G500 o G400 di Logitech. Invece un giocatore highsenser/fingergrip dovrebbe orientarsi su di un mouse di dimensioni più ridotte, come Xai e Kinzu di SteelSeries, Zowie Mico, CM Spawn di CoolerMaster, Copperhead o Lachesis di Razer e G9x di Logitech.

IMPUGNATURA CLAW GRIP

IMPUGANTURA FINGER GRIP

IMPUGNATURA PALM GRIP

Mouse per…sparare…
A decretare la scelta di un mouse piuttosto che di un altro è la tipologia di videogiochi con cui il videogiocatore andrà costantemente a confrontarsi. I First Person Shooter prediligono periferiche veloci e molto precise, dotate di una ergonomia perfetta e in grado di non affaticare il videogiocatore nonostante il frenetico ritmo di gioco. Tra questi, segnaliamo cinque tra i mouse più utilizzati e apprezzati dal popolo dei videogiocatori. Ovviamente ci sarebbero potuti essere altri modelli, ma per limiti editoriali e temporali abbiamo pensato di inserire quelli che noi riteniamo più significativi.

Razer Mamba (110 €)
Senza dubbio alcuno, il non plus ultra dei mouse da gioco wireless e uno dei migliori mouse da gioco in circolazione. Tra le sue caratteristiche spicca la possibilità di raggiungere una risoluzione di 5600 dpi senza fili grazie ad un motore laser 3.5G. Il tempo di risposta da ben 1000 Hz permette la totale assenza di rallentamenti, ma è comunque possibile utilizzare un filo con uscita USB 2.0 in qualsiasi momento. Presenta una ergonomia ottima e che ben si sposa con i videogiocatori lowsenser/palmgrip anche se non è del tutto sconsigliabile nemmeno ad altri tipi di utenti. Unico neo: durata della batteria esigua.

Logitech G9x (65 €)
L’ammiraglia di casa Logitech. Un mouse decisamente personalizzabile, non solo in termini di software, ma anche a livello di hardware. Grazie alla sua natura “modulabile” è infatti possibile aumentarne il peso con degli appositi pesetti da inserire al suo interno, oppure c’è la possibilità di sostituire la cover per modificare tipo di superficie tattile, da liscia a ruvida. A livelli prestazionale si attesta su ecellenti livelli e raggiunge una risoluzione massima di ben 5700 dpi con motore laser.

Razer Lachesis (70 €)
Uno delle periferiche più utilizzata dagli hardcore gamer di tutto il mondo e sicuramente una delle migliori scelte per un utente highsenser. Pur non presentando caratteristiche tecniche superiori ad alti modelli, la sua ergonomia e la comodità di utilizzo lo hanno portato a diventare uno status symbol per chi degli FPS fa una ragione di vita. Recentemente è stato rilasciato un nuovo modello che porta la precisione del motore laser da 4000dpi a 5600dpi, senza tuttavia un sensibile aumento di prezzo.

Roccat Kone (65 €)
Un’azienda nuova del settore, ma che si è già messa in bella mostra con questo Kone. Seguendo la stessa filosofia di Logitech, il Kone permette una buona personalizzazione tramite l’inserimento sotto-scocca di pesetti per regolarne il peso, anche se la loro posizione in fondo al mouse risulta un po’ troppo scomoda. Per quanto riguarda la risoluzione, si arriva addirittura a 6000 dpi, ovviamente con sensore laser.

CM Storm Spawn (40 €)
CM Spawn è il terzo mouse del bran Storm di Cooler Master, la sezione dell’azienda produttrice di case e sistemi di raffreddamento dedicata esclusivamente al mondo gaming. Pur non presentando design avveniristici o caratteristiche tecniche fenomanali, il piccolo Spawn offre un grandissimo livello di comodità e si rivela essere un’ ottima scelta per i videogiocatori finger grip e, soprattutto, claw grip. La peculiarità di maggior rilievo è senza ombra di dubbio la presenza di due bande laterali rivestite in gomma per incrementare la presa sul mouse, viste anche le piccole dimensioni. Nonostante la presenza di un sensore ottico e non laser, il CM Spawn raggiunge comunque una buona risoluzione da 3500 dpi.

…e mouse per raidare
Anche se si è abituati a pensare che i mouse da gioco siano studiati squisitamente per gli sparatutto, esistono anche mouse per altre esigenze, come per giochi di ruolo o strategici. In questo caso è importante avere il controllo su di una grande mole di comandi, quindi il mouse deve essere dotato di una mappatura di tasti generosa. Gli esemplari di spicco, e per certi versi “sperimentali”, sono il Naga prodotto da Razer e il World of Warcraft MMO Gaming Mouse di SteelSeries.

WoW MMO Gaming Mouse (90 €)
Chiamato semplicemente WoW mouse dai giocatori di World of Warcraft, questo mouse è un vero e proprio gingillo irrinunciabile per i giocatori dell’MMORPG per eccellenza. Tra le sua caratteristiche, può vantare la presenza di 15 tasti programmabili e 130 comandi predefiniti per la creazione di macro. Anche l’occhio vuole la sua parte, e la scocca di questo mouse ricorda infatti l’armatura di un Netherdrake corazzato. Ovviamente funziona perfettamente anche con altri MMORPG.

Razer Naga (65 €)
Il mouse Naga è stato appositamente pensato per i giochi online MMO e, grazie ai 17 tasti programmabili che presenta sul suo fianco, consente l’utilizzo di tutti i comandi di gioco senza ausilio alcuno della tastiera. A differenza del rivale progettato da SteelSeries, presenta un motore laser che può raggiungere i 3.500 dpi di precisione. Anche questo funziona alla perfezione con qualsiasi tipo di MMOG e, vista la grande precisione di puntamento e la forma leggermente affusolata, si rivela molto versatile e in grado di spaziare anche su altri generi.