Recensione 4 min

Soul Calibur 3

Ci risiamo, Sony l’ha rifatto. E’ riuscita ad accaparrarsi i diritti da Namco per produrre in esclusiva su PS2 l’ennesimo episodio di Soul Calibur. Questo Soul Calibur 3 in realtà è il quarto capitolo della saga, visto che il primo è stato Soul Blade, prodotto in esclusiva su PSOne, il sequel è stato Soul Calibur, in esclusiva su Dreamcast, mentre il terzo episodio, Soul Calibur 2 è stata una produzione multipiattaforma (Game Cube, Xbox e PS2). Con questo episodio si torna all’antica tradizione, nonché redditizia per Sony, della produzione esclusiva su una piattaforma.

Piattaforma:
PS2
Genere:
picchiaduro
Data di uscita:
Sviluppatore:
Namco
Distributore:
EA

Soul cosa? Soul Edge? No, Soul Calibur, imbecille!
La Soul Edge e la Soul Calibur sono le spade che rappresentano il bene e il male: Soul Calibur è la spada purificatrice mentre la Soul Edge la spada malvagia. Tralasciando la storia del bene e del male, della spada cattiva da placare e bla bla bla (ve la leggete sul manuale, senno a che serve?) il gioco rimane un picchiaduro a incontri basato sull’utilizzo di armi da taglio e non solo.
Il metodo di controllo rimane il medesimo del precedente episodio con la croce direzionale (o meglio con un bel Joystick da sala giochi per chi ne ha la possibilità) con cui ci si muove nelle otto direzioni, quindi si ha la possibilità di muoversi anche in profondità, i quattro bottoni frontali sono deputati alla parata, ai due tipi di attacco con l’arma (solitamente fendenti orizzontali e verticali) e all’attacco con i calci. Ovviamente attraverso la combinazione dei vari pulsanti di attacco insieme ai movimenti della croce direzionale potremo effettuare diversi ti pi di combo sia a terra che in aria, scagliando il malcapitato nemico per poi ridurlo a pezzi prima che tocchi il suolo. Come nel precedente capitolo ci sono attacchi imparabili (da memorizzare con cura), attacchi che annullano la guardia di chi riceve il colpo e la “parata ad impatto”, ovvero parando all’ultimo istante muovendoci contemporaneamente avanti ed indietro chi ci attacca rimarrà scoperto permettendoci di menare un fendente a botta sicura (si tratta di quella che ai tempi di Street Fighter Alpha prendeva il nome di Counter Attack).
Fin qui comunque nulla di nuovo se non che abbiamo a disposizione tre nuovi personaggi. Si tratta della velocissima Tira (andando oltre le battute scontate sulla bella ragazza vi assicuro che a causa della sua velocità vi farà sputare sangue per metterla KO), della spadaccina Setsuka e di Zasalamel, un bestione armato di falce (tranquilli, solo falce!). L’aggiunta è sicuramente gradita poiché si tratta di personaggi forti, carismatici ed è davvero un piacere utilizzarli, per cui non sanno per nulla di superflui. Le altre interessanti novità sono certamente le modalità di gioco: qui ci aspettano diverse sorprese!

Ma quant’è bello editare i personaggi!
Ebbene sì, finalmente possiamo editare i personaggi ma, attenzione, non si tratta di sterili aggiunte quali vestiti o modifiche ma trattasi di creare da zero, come in un rpg, il nostro eroe. Possiamo scegliere tutto del nostro lottatore. Sesso, classe (inizialmente limitate a sei ma una volta sbloccate tutte diventano dodici) ed un editor estetico che ci permetterà di creare da zero chi vogliamo noi. Volete ricreare il personaggio del vostro videogioco preferito? Con un po’ di pazienza quasi sicuramente ci riuscirete! Ovviamente andando avanti nel gioco potremo sbloccare diversi stili e diverse armi da aggiungere al nostro personaggio. All’inizio potremo salvare solo tre personaggi (ma vi assicuro che solo per la creazione di uno ci vorrà parecchio tempo) ma successivamente potremo arrivare fino ad un massimo di 10.

Strategico in tempo reale?! Ma non era un picchiaduro?!
In effetti la reale innovazione di questo Soul Calibur 3 risiede proprio nelle modalità di gioco, ma andiamo con ordine. La più classica è la Storie di anime e Spade dove, scelto il nostro personaggio tra quelli disponibili, ci immergeremo in uno Story Mode alla Street Fighter Alpha 3. Cosa significa? Semplice: la struttura è quella classica del picchiaduro ad incontri solamente che il tutto è condito dalla storia del nostro personaggio con tanto di cut-scene tra un round e l’altro, bivi durante l’avventura (alla Dungeons & Dragons di Capcom) e Quick Time Event alla Shen Mue o alla Resident Evil 4 dove, se premeremo il tasto giusto al momento giusto, saremo premiati con una piccola aggiunta alla barra energetica. Ora, la storie dei vari personaggi sono carine, la possibilità di scegliere i bivi sono interessanti ma non comprendo la scelta dei programmatori di non rendere skippabili alcune cut-scenes. La cosa può risultare a molti snervante soprattutto considerando il fatto che, a volte, gli incontri durano meno degli intermezzi…
La seconda (e sbalorditiva!) modalità è la Cronistorie della Spada. A differenza di prima questa volta dovremo creare da zero il nostro protagonista per poi inserirlo, assieme ad altri guerrieri, in uno scenario bellico formato da 20 livelli: la Cronologia. Avete capito bene: si tratta praticamente di uno spin-off dell’universo di Soul Calibur nonché di un gioco totalmente differente dal picchiaduro che tutti conosciamo, questo è uno strategico in tempo reale. Che dire? La novità è certamente apprezzabile, in fin dei conti si tratta di un “gioco nel gioco” ma, data la sua natura, dubito che possa essere goduto appieno dal target di utenza di Soul Calibur, che certamente predilige l’azione più pura alla strategia ragionata.
L’ultima modalità, l’Arena delle Anime è invece indirizzata a chi rimpiange il vecchio Arcade Mode, dove i combattimenti si susseguono senza alcun intermezzo narrativo.
Purtroppo c’è da segnalare la latitanza di una modalità per giocare online. Nulla però ci vieta di portarci un amico a casa e darcele nella modalità Versus, che come al solito rappresenta il massimo del divertimento in un picchiaduro.

PS2 spinta ai limiti estremi
Bisogna ammetterlo. Esattamente come in Tekken 5 Namco ha superato se stessa nello sfruttare la potenza di PS2. Graficamente siamo su livelli eccezionali: non tanto per i modelli dei protagonisti che, seppur più fluidamente e velocemente animati, non stupiscono quanto stipavano i lottatori di Tekken 5. La cosa che lascia basiti sono le arene di gioco, davvero superbe! Ad effetti mistici quali il fuoco e la foschia si affiancano fondali evocativi o ambienti regali (vedi la galleria d’arte in fiamme) che sicuramente non passano inosservati. Peccato solo per le musiche, non troppo coinvolgenti, e per gli effetti sonori, spesso riciclati dagli episodi precedenti.

– Grafica Spettacolare
– Parecchie Modalità
– Un Sacco di Personaggi

– Gameplay Inalterato
– Online Assente

8.6

Soul Calibur 3 può essere giudicato da due punti di vista. Il primo è quello di chi approccia per la prima volta a questa serie: scoprirà un valido picchiaduro, longevo, equilibrato ed esteticamente spettacolare. Il secondo è quello di chi conosce già Soul Calibur: troverà che, a parte la Cronistorie della Spada e all’editor, un gioco veramente troppo simile al suo predecessore. Un ottimo prodotto da entrambi i punti di vista, peccato solo che Namco non abbia rischiato in una re-invenzione di Soul Calibur