Sauron prima dell’Anello: la storia di Mairon l’ammirabile

Passato alla storia come l’Oscuro Signore, Sauron ha alle sue spalle un glorioso passato fatto di luce e di altrettanta oscurità. Avendolo, però, conosciuto con sempre indosso la sua possente armatura e un anello al dito, raramente ci viene da pensare che dietro quella presenza oscura e spaventosa ci potesse essere una forma umana, uno spirito angelico, un Maia. Ossia la medesima razza della quale fanno parte Gandalf, Saruman, Radagast e tutti gli stregoni blu, che prima di essere incarnati in umani erano, per l’appunto, degli spiriti angelici, proprio come Mairon, il vero nome di Sauron, anche stavolta il più temuto avversario de L’Ombra della Guerra.

L’incontro con Melkor e la conquista di Tol Sirion
Mairon, nella mitologia creata da Tolkien, significa l’ “Ammirabile”, ossia un essere che è degno di grande ammirazione. Originariamente Sauron, quando ancora non aveva preso questo nome, che assumerà solo successivamente, era uno dei più forti servi di Aule il Fabbro, uno dei Valar, ossia un Custode del mondo. Chiamato dai nani Mahal, era uno degli otto Aratar, Fautore della Terra e Patrono della conoscenza, creatore dei vascelli del Sole e della Luna, bramoso di sempre nuove creazioni e, per questo, ideatore della razza dei Nani, che creò dal nulla affinché potesse avere una discendenza di grandi creatori. Aule tra i suoi fedeli servi ebbe anche Feanor, il nonno di Celebrimbor, il protagonista de L’Ombra della Guerra: l’elfo grazie agli insegnamenti basati sulla creazione riuscì a forgiare i Silmaril, gli oggetti che diedero il via alla trasformazione crudele di Melkor, noto poi come Morgoth. Quest’ultimo era un Ainu votato al male, che riuscì a irretire Mairon e condurlo verso il proprio ideale, tanto forte da costringerlo a indossare nuove vesti e un nuovo nome, per l’appunto Sauron. In coppia, i due raggiunsero Arda, il regno che era stato creato da Eru Iluvatar, la divinità suprema che fu l’Uno, il primo: qui l’obiettivo di Morgoth venne a palesarsi e si scoprì che il suo unico movente era quello di distruggere Arda stessa, così da vanificare l’opera compiuta da Eru e da tutti i suoi aiutanti, tra cui anche Aule il Fabbro. Per difendere l’opera compiuta dal supremo, i Noldor di Valinor lasciarono il Reame Beato e mossero guerra contro Morgoth, che nel mentre aveva rubato i Silmaril creati da Feanor: con tali gemme magiche dalla sua parte, l’Ainu avrebbe potuto dominare tutta Arda. Sauron, nella battaglia con gli elfi, fu più che fondamentale, andando ad acquisire sempre maggior potere e importanza agli occhi di Morgoth. Dalla sua aveva il potere di cambiare la forma del suo corpo e vestire i panni di qualsiasi essere egli volesse: dalla sua, inoltre, era riuscito anche a creare servi come Draugluin, il signore dei Lupi Mannari, e Thuringwethil, l’Araldo vampiro. Il suo compito fu quello di rallentare il più possibile l’avanzata degli elfi, mentre Morgoth si occupò della corruzione degli uomini: Sauron riuscì, nel periodo in cui il suo maestro lasciò Angbard, a conquistare l’isola di Tol Sirion, che divenne poi famosa come Tol-in-Gauroth, zona nella quale Sauron decise di stabilirsi definitivamente. Il suo regno, però, non durò moltissimo, perché dieci anni più tardi Finrod Felagund, il Re di Nargothrond e signore di quella che era stata Tol Sirion, mosse battaglia nei confronti del Maia. La sua sconfitta fu rapida, ma non indolore: Finrod perse la vita, ma a sancire la caduta di Sauron furono Luthien e Huan, che riuscirono, mentre Morgoth cadeva contro gli uomini, a porre fine al regno del male su Arda. Se da un lato Melkor decise di sposare il proprio credo fino alla fine, lasciandosi sconfiggere durante la Guerra dell’Ira, Sauron implorò pietà e si pentì delle sue azioni, riuscendo a scappare dalla morsa avversaria e nascondersi per circa mille anni. 

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La seconda forma: Annatar
Sauron si nascose per mille anni, convertendo la sua natura in un essere dalle sembianze quasi elfiche, ma in ogni caso di bell’aspetto: si fece chiamare Annatar, il Signore dei Doni, iniziò a vestirsi come un nobile e perseguiva l’amicizia di tutte le razze che nel mentre avevano proliferato per Arda. Riuscì a farsi ben volere dagli uomini, ma fallì con i nani, decisamente più coriacei di quanto fossero gli altri figli di Eru: infine toccò agli elfi, che Sauron sapeva fossero gli esseri col maggior potere all’interno di Arda, da discendenti di Feanor, creatore dei Silmaril. Fallì con Gil-galad, il Re Supremo dei Noldor, e con Elrond di Rivendell, e per questo fu costretto a trovare gloria esclusivamente con i fabbri dell’Eregion, grazie alla loro cupidigia e perenne desiderio di apprendere e conoscere, proprio come Aule il Fabbro. L’incontro con Celebrimbor gli permise di iniziare a forgiare gli Anelli: l’elfo aveva, da solo, già realizzato Narya, Nenya e Vilya, i tre anelli da consegnare agli elfi, ma soltanto grazie alla conoscenza di Annatar e al suo identificarsi come pacificatore agli occhi degli elfi, Celebrimbor riuscì a realizzare gli Anelli del Potere. Una volta ottenuto il sapere necessario, l’aver conosciuto la tecnica, Sauron si recò presso il Monte Fato e realizzò in segreto l’Unico Anello, andando a fondere in esso la maggior parte del suo potere e della sua volontà, per renderlo l’oggetto più prezioso di tutto Arda. Con questo anello, infatti, Annatar sarebbe stato in grado di controllare qualsiasi altro anello appartenuto a qualsiasi altro figlio di Eru. I Noldor, una volta percepito il potere proveniente da Mordor, nascosero immediatamente i tre anelli che Celebrimbor aveva forgiato senza l’aiuto di Sauron, disperdendoli tra gli elfi: il desiderio dell’Oscuro Signore, però, di possedere anche questi tre anelli mancanti lo portò fino all’Eregion, nuovamente, devastandolo e uccidendo, alle porte di Moria, anche Celebrimbor, che nel mentre aveva provato a respingere il suo assalto. Ottenuti, quindi, gli Anelli che distribuì tra umani e nani, con questi ultimi che non riuscì in ogni caso a schiavizzare, Sauron si recò a Barad-dur, dove erse la Torre Oscura, nei pressi del Monte Fato, e si proclamò Oscuro Signore di Mordor. 



L’inganno agli uomini

Uno dei momenti topici della Seconda Era vede proprio Sauron protagonista, nei panni di burattinaio delle sorti di Arda. Ottenuto il suo potere e il suo Anello, l’Oscuro Signore nella sua torre di Barad-dur governava dall’alto i suoi eserciti, composti da Orchi e da Uomini, così da ottenere anche il titolo di Signore della Terra e Signore degli Uomini. Nell’anno 3255, però, le vicende di Numenor colpirono improvvisamente anche lui. Ar-Pharazon, usurpatore del trono e re ricordato come il più belligerante e tracotante della storia della Terra di Doni (secondo nome di Numenor), sbarcò a Mordor e approdò al porto di Umbar con un grandioso apparato da guerra, con l’unica intenzione di stendere una volta per tutte l’esercito di Sauron. L’ingente forza militare fece vacillare l’armata oscura e lo stesso Signore decise di inchinarsi ad Ar-Pharazon e fingersi umiliato e sconfitto, con la finalità solo di ingannarlo e potersi avvicinare all’esuberante potere del re di Numenor. La sua strategia ebbe successo e il sovrano umano si dimostrò molto più facile da irretire rispetto a quanto pensava Sauron: la sua sete di potere permise ad Ar-Pharazon di fidarsi più facilmente dell’Oscuro Signore, che obnubilò la mente dell’umano, già di per sé molto debole. Lo convinse di dover assaltare tutta Umbar e iniziare a spadroneggiare per l’intera Terra di Mezzo, professando le sue credenze, tra cui la non esistenza di Eru: nacquero così culti religiosi nei confronti di Morgoth, su consiglio dello stesso Sauron che non aveva mai dimenticato il suo primo padrone. Infine l’Oscuro Signore spinse Ar-Pharazon a muovere guerra contro i Valar, supportando il trasferimento della flotta verso Aman, la regione che ospita il Reame Beato dei Noldor. L’obiettivo di Sauron era quello di creare una guerra che avrebbe portato ad annullarsi, a vicenda, entrambi gli eserciti, così da eliminare per sempre le più grandi minacce al suo dominio sulla Terra di Mezzo. L’errore di valutazione, però, fu quello di non confidare nell’enorme potere di Eru, che venne convocato dai Valar e intervenne distruggendo, con il suo unico ed eterno potere, l’intera flotta di Ar-Pharazon, fece sprofondare nel mare Numenor e le Terre Occidentali vennero separate dal mondo, trasformando Arda da piatta in rotonda. Insieme con la distruzione della Terra del Dono, Sauron si vide costretto a rinunciare alla sua forma corporea, a causa dell’enorme potere utilizzato per supportare l’azione degli uomini: da quel momento esatto, l’Oscuro Signore perse per sempre la possibilità di mostrarsi in una forma fisica di gradevole aspetto e cessò per sempre di essere Annatar, il Signore dei Doni. L’unico potere rimastogli fu l’Anello, ma gli uomini sopravvissuti dalla distruzione di Numenor e affidatisi ai Valar, non dimenticarono il suo inganno nei confronti di Ar-Pharazon e, dopo aver fondato i regni di Arnor e di Gondor, mossero l’ultima grande guerra nei confronti di Sauron, supportati da Elendil, uno dei caduti di Numenor, e dai suoi figli Isildur e Anarion: con l’alleanza con Gil-galad, re degli elfi, gli eserciti della Prima Alleanza tra uomini ed elfi, si mossero vero Barad-dur e riuscirono a sconfiggere Sauron, tagliandogli il dito al quale era infilato l’Anello. Isildur prese con sé l’Anello, che però decise di liberarsi dalla presa dell’uomo, lasciandolo in preda agli orchi nei pressi dei Campi Iridati, dove morì. L’Anello precipitò nelle acque di Anduin e Sauron, che lo aveva smarrito forse per sempre, iniziò a vagare in cerca  di un nuovo grande potere. 






Come tutti i migliori antagonisti, anche Sauron aveva un lato buono nella sua storia: la sua propensione al potere, però, gli permise di essere facilmente irretito e convertito al male da Melkor, che gli lasciò il testimone dell’Oscuro Signore. A differenza di Morgoth, però, Sauron aveva dalla sua una strategia più fine nella rincorsa alla dominazione del mondo: non era la distruzione di Arda, bensì l’assoggettare l’intero mondo che lo attirava. Sognava il potere di Eru Iluvatar e cercò perennemente un modo per ottenerlo. Irretì, ingannò, cambiò forma e aspetto, fino a tradire Celebrimbor, al quale fece forgiare degli Anelli che scrissero le pagine più cupe della Terra di Mezzo. Pagine che adesso il Noldor di Valinor pretende di poter cambiare, per sempre.