Recensione 6 min

Robin Hood: Defender of the Crown

Cinemaware ha pensato bene di scomodare nientemeno che un eroe leggendario come Robin Hood per renderlo protagonista della sua prima fatica videoludica, un titolo che affonda le sue radici nel passato (il primo “Defender of the Crown” uscì nel lontano 1986) e cerca di rilanciare un genere, quello degli strategici, che su console non ha finora riscosso grandi consensi…

Genere:
strategico
Data di uscita:
Sviluppatore:
interno
Distributore:
Halifax

Un’allegra canaglia
La strada dei giochi strategici su console è lastricata di fallimenti, spesso relativi a titoli molto validi e complessi su PC che si rivelavano ingiocabili o comunque parecchio deludenti una volta che ci si trovava a dover gestire il tutto via pad: l’unico produttore in grado di distinguersi in questo campo è stata Koei con le sue serie Kessen – in cui la profondità dell’elemento strategico veniva sacrificata alla spettacolarizzazione delle battaglie – e Dynasty Tactics – uno strategico “su scacchiera” decisamente di nicchia.
Di tutt’altro genere la strada intrapresa da Cinemaware che ha tentato di mescolare in un solo prodotto un classico strategico su mappa con fasi di gioco in prima e terza persona, tornei medievali, imboscate nelle foreste, razzie a castelli e fortezze, assedi… non ci credete? Eppure l’hanno fatto davvero, condendo il tutto anche con una bella storia!
L’Inghilterra è infatti nel caos, il principe Giovanni ha usurpato il trono rifiutandosi di pagare il riscatto per suo fratello, Riccardo Cuor di Leone, caduto in mano ai mori: i pari del regno si sono però ribellati a questa sua iniziativa, rintanandosi nelle loro fortezze e meditando di insediarsi essi stessi sul trono. A Robin Hood la cosa non interesserebbe più di tanto, non fosse per le continue suppliche di Marian che lo convince ad intervenire per cercare di ripristinare l’ordine e salvare re Riccardo. Preso il controllo della contea di Nottingham ed assistito dai suoi amici, Robin dovrà intraprendere una dura lotta per affermare il suo diritto sopra quello degli altri contendenti, il tutto, naturalmente, usando l’unico argomento in grado di sottomettere gli avversari, quello delle armi!
Il gioco ha inizio nella foresta di Sherwood, con Robin impegnato nella sua eterna sfida contro lo Sceriffo di Nottingham: tutta questa prima parte funge da lungo ma essenziale tutorial grazie al quale familiarizzare con i comandi e con le numerose possibilità che il titolo ci mette a disposizione. Vediamo innanzitutto cosa si può e non si può fare!
Robin Hood: Defender of the Crown è un titolo che si gioca a turni su una mappa dell’Inghilterra medievale, opportunamente divisa in contee: per ogni contea occupata riceveremo una somma di danaro periodica, alcune contee forniscono inoltre particolari privilegi quali soldati o materie prime a basso costo. Per non complicare troppo la faccenda non ci verrà richiesto di estrarre risorse o costruire villaggi, potremo al massimo rinforzare i nostre territori costruendo nuove fortificazioni: naturalmente la prima cosa da fare con i soldi accumulati è arruolare uno o più eserciti con cui espanderci a discapito degli altri signorotti. Le battaglie, con tutte quelle unità da controllare, sarebbero risultate un vero problema da gestire tramite pad, pertanto i programmatori hanno pensato bene di stilizzarle al massimo, spostandole su una specie di terreno virtuale in cui vari segnalini, molto simili ai pezzi degli scacchi ed indicanti il tipo di unità ed il numero di soldati ad essa assegnati, si affrontano in incruenti duelli in cui ai fini della vittoria più che la tattica conta la superiorità numerica di uno dei due contendenti.

Robin e Marian
D’altronde, se tutto si riducesse a questo, il prodotto non si distinguerebbe dalla marea di mille prodotti simili: ma non dovete preoccuparvi, gli sviluppatori hanno pensato bene di aggiungere alcune, simpatiche varianti.
Come detto, il gioco si svolge a turni: all’inizio di ognuno di essi si incassano gli introiti delle varie contee, quindi occorre scegliere una tra più azioni esperibili: attaccare un territorio nemico, razziare con arco o spada, indire tornei, mentre arruolare nuove unità o spostarle da una contea all’altra sono azioni gratuite.
L’attacco avviene in modo classico, spostate una vostra armata da un vostro territorio ad un altro adiacente controllato dal nemico, combattete e se riuscite a prevalere ne prenderete il controllo; l’unica variante è data dalla presenza o meno, sul territorio, di fortificazioni. In tal caso, infatti, prima di poter ingaggiare battaglia sarà necessario assediare ed espugnare il castello nemico: in un primo momento manovreremo dunque le macchine d’assedio, nel tentativo di aprire una breccia nelle mura nemiche mentre i nostri uomini vengono bersagliati dalle frecce dei difensori. Solo dopo aver aperto una breccia potremo irrompere nel castello e tentare di conquistarlo! Se poi riusciremo ad espugnare una capitale nemica, otterremo l’effetto di eliminare il lord che vi risiede dal gioco, indipendentemente da quanti altri territori controlli!
Gli eserciti possono essere composti da cinque tipi di unità differenti: i Contadini, economici da arruolare ma piuttosto deboli, i Fanti, più performanti ma più onerosi, gli Arcieri, micidiali da distante ma carne da macello in corpo a corpo, i Cavalieri, devastanti unità d’elite e le Catapulte, essenziali per gli assedi, insostituibili sui campi di battaglia!
D’altronde per fare la guerra occorre disporre di ingenti risorse finanziarie: oltre che dai proventi delle nostre terre, queste possono essere accumulate eseguendo le Razzie. Le razzie con arco sono quelle più congeniali ad un personaggio come il nostro Robin e consistono in agguati tesi sulla via a convogli di ricchi mercanti, durante i quali dovremo bersagliare di frecce i malcapitati per obbligarli a fermarsi e, nel contempo, evitare i loro colpi; purtroppo prendere la mira contro bersagli in movimento è piuttosto difficile e, pur essendo meno rischiosa da portare a compimento, è quella da cui ricaveremo meno soldi e, pertanto, che finirete per usare meno. Ben più remunerativa è la razzia con spada, durante la quale il nostro Robin si intrufola nelle tesorerie degli avversari alleggerendoli di un bel po’ di monete d’oro: in questo caso il nostro personaggio dovrà farsi strada attraverso un numero variabile di guardie da sconfiggere una dopo l’altra in duelli all’arma bianca e solo se riusciremo a sopravvivere (ma non è che la cosa sia troppo difficile) potremo raggiungere e razziare la camera del tesoro.
Robin Hood, si sa, è un brigante gentiluomo ma non certo un cavaliere: per fortuna nel suo seguito di amici e collaboratori, oltre ai soliti Little John (comandante dei vostri eserciti), Frate Tuck (che si occupa della questua per riscattare re Riccardo), lady Marian (il vostro servizio informazioni), potete contare anche sul valoroso Ivanhoe, poliedrico individuo in grado di costruire fortezze e giostrare con abilità! I Tornei sono duelli tra cavalieri che, in sella al loro destriero ed impugnando una lunga lancia, tentano di disarcionare l’avversario e rappresentano in effetti un’altra interessante variante offerta dal gioco: è possibile organizzarne uno in ogni momento, ma la cosa non va fatta con leggerezza perché al vincitore spettano non solo fama ed oro, ma anche terre e potrebbe trattarsi delle vostre!
Tutte queste modalità aggiuntive sono state realizzate non in maniera stilizzata come le battaglie, ma come veri e propri giochi 3D a se stanti: la razzia con arco è una specie di fps in soggettiva, la razzia con spada ed i tornei godono di una rappresentazione con visuale in terza persona degli accadimenti, gli assedi si risolvono in una specie di tiro al bersaglio, con lo scopo di azzeccare la giusta tensione delle catapulte per lanciare i proiettili alla giusta distanza.
Sono tutti sottogiochi piacevoli, relativamente facili, che arricchiscono l’azione di gioco ed in parte anche l’elemento strategico del titolo (durante ogni turno potremo eseguire una sola azione tra attaccare, razziare ed indire un torneo, quindi occorre scegliere sempre con oculatezza l’azione al momento più utile) ma che, inevitabilmente, dopo un po’ tendono a ripetersi: i tornei sono tutti uguali, le razzie pure, le battaglie anche…

Uomini in calzamaglia
Sotto l’aspetto visivo, il titolo Cinemaware appare gradevole e lussureggiante nell’uso dei colori, ma tutt’altro che perfetto, con una grafica povera e poco dettagliata, gradevole ma non esattamente il massimo della vita, specie su Xbox!
Di tutt’altra pasta il comparto audio che può vantare un’ottima colonna sonora medievaleggiante, un doppiaggio (inglese) di buon livello e, soprattutto, testi frizzanti e divertenti: come detto il titolo vanta una solida sceneggiatura portata avanti con frequenti dialoghi per così dire “statici” tra i personaggi ed alcune piacevoli sequenze di intermezzo. Proprio i battibecchi tra i vari protagonisti, lo scanzonato Robin e l’arguta Marian, un Little John franco fino all’eccesso e l’aristocratico Ivanhoe riescono a ricreare magnificamente quell’atmosfera allegra e scanzonata che solitamente si associa alle rocambolesche avventure del brigante di Sherwood: è raro trovare tanta cura riposta nella sceneggiatura di un videogioco e la cosa va a tutto merito dei ragazzi di Cinemaware. Non potrete fare a meno di giocare il titolo fino alla fine anche solo per assistere all’ennesimo scambio di sfrecciatine tra Robin e Marian o per assistere all’ultima umiliazione ideata verso il povero Sceriffo di Nottingham…
Peccato solo che, contravvenendo ad una regola non scritta dei titoli strategici, il gioco possa essere affrontato unicamente nei panni di Robin Hood: la rigiocabilità del prodotto una volta portato a termine, è quindi nulla. E se consideriamo che uscire vittoriosi dalla campagna d’Inghilterra non è esattamente un’impresa titanica la longevità del tutto appare pesantemente compromessa.

– Dialoghi divertenti e pieni di brio
– Stimolante varietà di situazioni
– Trama intrigante quanto basta

– Alcune modalità sono francamente inutili
– Corto e facile

7.3

La “via al gioco strategico per console” seguita da Cinemaware non è da sottovalutarsi e questo suo Robin Hood: Defender of the Crown si presenta come un buon titolo, in cui strategia e azione si fondono grazie all’inclusione di alcuni sotto giochi atti a spezzare la monotonia dell’azione ma non fini a se stessi; l’estrema cura dedicata alla trama di fondo e dialoghi brillanti e divertenti permeano tutta l’esperienza di gioco, rendendola piacevole e divertente.
Peccato solo che alla fine la poca varietà delle azioni espletabili vi porterà a ripetere all’infinito solo quelle più utili, escludendo le altre: il titolo, inoltre, non è particolarmente difficile da portare a termine, specie per chi è già pratico di questo genere di giochi e la longevità è ulteriormente minata dall’inclusione di una sola campagna giocabile, quella nei panni di Robin Hood.
Problemi da non sottovalutare e che influiscono in maniera determinante sulla valutazione finale di quello che comunque rimane un titolo molto giocabile, divertente e rilassante, l’ideale per chi desideri provare qualcosa di diverso dal solito senza tuttavia rischiare di impantanarsi in uno strategico complesso e frustrante: confidiamo molto nell’uscita di un seguito che ne corregga i difetti e lo renda, in tal modo, lo strategico definitivo su console!