Recensione 7 min

Return to Castle Wolfenstein

1992: la ID Software, software house ancora poco conosciuta, lancia sul mercato lo sparatutto in prima persona Wolfenstein 3D per pc. Nel gioco vestiamo i panni di un soldato americano al quale è stato affidato l’arduo compito di fermare l’esercito nazista, intenzionato a vincere la guerra con l’uso di super soldati geneticamente modificati. Il prodotto della Id riscuote un successo stratosferico, guadagnando milioni di fan in tutto il mondo. L’anno successivo la softco raggiunge l’apice con Doom.
2001: dopo anni di mod amatoriali ed espansioni varie, arriva finalmente il nuovo episodio ufficiale di uno dei più grandi sparatutto della storia: Return To Castle Wolfenstein. Il titolo non delude le aspettative, anche se trova il suo punto di forza nella strabiliante modalità multiplayer.
2003: il prodotto della Id esordisce nel mondo delle console approdando su Xbox e Ps2. La versione che tratteremo in questo articolo sarà quella per il monolite nero. Andiamo a scoprire cos’ha da offrirci!

Piattaforma:
PS2
Genere:
sparatutto
Data di uscita:
Sviluppatore:
Gray Matter Interactive Studios
Distributore:
Leader

Operazione Resurrezione?
I fatti si svolgono nel 1943, anno in cui la Seconda Guerra Mondiale è in svolgimento. La Germania nazista, capeggiata da Adolf Hitler, sta tentando di conquistare il mondo con tutti i mezzi possibili: armi chimiche, missili a lunga gittata e molte altre armi. Vista però l’inefficacia di tali oggetti, l’uomo più vicino a Hitler, un certo Himmler, ha deciso di ricorrere ad un sussidio più originale ed inedito: l’occulto. Pare che il folle scienziato voglia creare un esercito di non morti in grado di sopraffare gli alleati, e, come se non bastasse, è anche in possesso d’alcuni antichi manoscritti contenenti dei rituali in grado di far risorge un potente principe oscuro. Al fine di far andare in porto l’operazione, Himmler ha inviato la squadra “SS Divisione Paranormale” in Egitto per compiere alcuni scavi e trovare un siero che renderebbe concreta la resurrezione del cavaliere oscuro. Naturalmente gli USA non se ne stanno con le mani in tasca, ed hanno già provveduto ad inviare due agenti segreti (prenderemo le redini di uno dei due) per mettere fine ai malefici piani dei tedeschi.

Gameplay
La versione Ps2 di Return Castle Wolfenstein (d’ora in avanti RTCW) non è identica spiccicata alla controparte pc, ma presenta 2 interessanti novità: una riguarda l’inserimento di alcuni nuovi livelli, assenti nella versione computer, i quali sono cronologicamente ambientati prima della cattura dei due agenti, mentre l’altra è rappresentata dalla possibilità di espandere le capacità del proprio alter ego (energia, forza, armatura e vari parametri) nel caso che si riesca a scovare le varie aree segrete sparse per gli stage, dando così una maggiore utilità ai bonus. Durante il gioco sarete chiamati ad affrontare varie missioni dai molteplici obbiettivi, e dovrete farvi strada tra i feroci soldati nazisti che cercheranno di ridurvi ad un cumolo di ceneri. Saranno comunque presenti anche delle sezioni stealth, dove avrete il compito di infiltrarvi nelle basi nemiche evitando lo scontro a fuoco con i soldati (a meno che non li sorprendiate alle spalle), pena il fallimento della missione. I tipi di nemici presenti sono di grande varietà: oltre ai seguaci di Hitler, avrete a che fare anche con zombi, mummie, antichi guerrieri risorti, le squadre femminili d’élite di Elga Von Bulow (tra i principali nemici) creature da laboratorio ed amenità varie. Ovviamente ci saranno anche dei boss da sfidare. Parlando ancora degli avversari, la loro IA è piuttosto buona, e non vi imbatterete in teste di legno che vi attaccano all’impazzata lasciandosi crivellare dai vostri proiettili, ma dovrete combattere con nazisti piuttosto intraprendenti, che si rifugiano se attaccati ed in grado di tendervi delle imboscate! Addirittura possono rispedirvi indietro le granate che gli lanciate contro! Vista quindi l’IA dei nemici abbastanza sofisticata, attaccare in stile kamikaze non vi servirà a nulla, ma dovrete eseguire le vostre azioni offensive con criterio e strategia, in modo da sopravvivere a lungo. Inoltre ad aiutarvi nelle missioni ci saranno oggetti come medikit e armature, che costituiranno dei veri e propri toccasana nei momenti più critici. Gli stage che percorrete non saranno molto vasti, ma necessiteranno sempre di una accurata esplorazione per trovare tutti i segreti. I luoghi da visitare saranno molto variegati, ed andranno dall’Egitto, al castello di Wolfestein, ad alcuni basi missilistiche fino a tetre foreste e lugubri cripte.
Il mix tra azione e stealth ed i tanti tipi di nemici rendono il gameplay di RTCW vario ed accattivante, e non avrete quasi mai la sensazione di ripetitività che spesso questo genere dà dopo un po’.

Armati fino ai denti
Naturalmente non sarete indifesi contro i cattivoni, ma troverete lungo il percorso numerose armi che saranno indispensabili alla vostra sopravvivenza. I mezzi di distruzione presenti sono in tutto 17:

Coltello: potrebbe a prima vista sembrare futile, ma in realtà la lama si rivelerà un’arma molto utile nelle sezioni stealth, poiché è la più idonea per uccidere i nemici di soppiatto.

Pistola Luger: l’arma utilizzata dai soldati tedeschi, dalla breve distanza è letale e precisa. Può comunque essere combinata con il silenziatore, rendendosi così utilizzabile nelle sezioni furtive.

Colt: questa invece è la pistola principale usata dagli agenti americani. Ha le stesse caratteristiche della Luger, con l’unica differenza che è possibile impugnarne due contemporanemanete.

Mp-40: in parole spicciole il mitra, è sicuramente una delle migliori armi. Infatti è dotato di buona precisione sia dalla corta sia dalla media distanza, e può sbaragliare un buon numero d’avversari. Peccato che i colpi si esauriscono un po’ in fretta.

Thompson: simile al mp-40, infligge un danno leggermente superiore a quest’ultimo, ma in compenso ha un caricatore dalle capacità più limitate.

Sten silenziato: lo Sten è il fucile mitragliatore più potente di RTCW, e grazie all’ausilio del silenziatore sarà di grande utilità nelle missioni d’infiltrazione. C’è però un piccolo inconveniente: dopo un uso prolungato si surriscalda e non sarà più utilizzabile per qualche tempo.

Mauser: un fucile potente e molto preciso dalle lunghe distanze. Comunque sia un solo colpo di tale marchingegno sarà sufficiente per stendere i nazisti.

Fucile da cecchino: dotate il mauser di zoom ed otterrete un ottimo fucile da cecchino in grado di far fuori un ingente numero d’avversari da grandi distanze.

M1S Snooper: il fucile da cecchino dotato di silenziatore, garantisce efficacia e segretezza nelle sezioni stealth.

FG-42: una variante del Mauser dotata di un mirino telescopico ZFG 42 che fornisce capacità da cecchino.

Granate: potevano mancare le granate? Potrete utilizzare sia le bombe a mano americane (o “ananas”) sia quella a stick tedesche (“schiacciapatate”). Potrete inoltre caricare la potenza del lancio, facendo però attenzione a non tenerle in mano troppo a lungo onde evitare di saltare in aria.

Dinamite: immancabili anche queste, vi serviranno per demolire muri e edifici vari. Occhio a non stare troppo vicino nel punto in cui le avete piazzate se non volete fare una brutta fine.

Panzerfaust: sicuramente il mezzo di distruzione più rozzo e tamarro, il Panzerfaust è dotato di una potenza devastante, ed è in grado di ridurre a polpette un cospicuo numero di cattivi in un colpo solo! Comunque è consigliabile conservalo per i mostri più grossi.

Venom: un’arma a dir poco terrificante, utilizza dei proiettili in grado di perforare le corazze leggere. E’ dotata di sei canne che vengono fatto ruotare elettronicamente da un nastro, ottenendo così un veloce ed ampio volume di fuoco. Questo vuol dire che con questo aggeggio in mano sarete in grado di ridurre letteralmente a brandelli i nemici. Anche qui però c’è il neo del surriscaldamento, perciò usatela con prudenza.

Lanciafiamme: con questo gingillo sarete in grado di cuocere alla brace le fazioni nemiche. Attenzione però ad usarlo incautamente, poiché le fiamme dissolvono lentamente la vostra energia vitale e oscureranno la vostra visuale.

Tesla: questo oggetto di morte fa uso d’alcune cellule elettriche che possono sprigionare scariche da 500 watt. Molto utile per l’eliminazione di grandi gruppi di soldati, inefficace contro alcuni mostri.

Grafica
Graficamente il titolo della Id è valido: l’engine utilizza un ottimo numero di poligoni, dando così alla veste grafica un aspetto d’alta risoluzione, ed anche la cura è stata piuttosto meticolosa, visto che l’aliasing presente è poco. Gli ambienti poi sono molto belli e suggestivi, e contribuiscono in maniera rivelante a creare una grande atmosfera. Di buona fattura anche le texture, che nonostante non abbiano un dettaglio da urlo sono perlomeno “pulite” (non hanno scalettature). Ammirevoli poi gli effetti luce delle torce, le quali riescono a creare differenti tipi di illuminazione nella varie stanze. Peccato che il buon lavoro sia rovinato dalla presenza delle odiose bande nere, che deformano e schiacciano le immagini! A quanto pare anche alla Id, come alla Square, non hanno ancora capito che nei videogames moderni delle bande nere non ci deve essere nemmeno l’ombra, e dovrebbero seguire l’esempio di altre case produttrici che hanno iniziato a convertire i loro prodotti come si deve. Ci troviamo comunque di fronte ad una veste grafica di qualità, peccato che l’assenza di peculiarità tecniche particolari e l’ottimizzazione non impeccabile impediscano al comparto di essere di primo ordine.

Sonoro
Bisogna affermare che l’audio di RTCW è uno dei migliori mai sentiti! Le colonne sonore sono caratterizzate da splendide sinfonie di trombe che riflettono a pieno lo spirito degli anni 40’ creando un’atmosfera idilliaca. Visitando alcune locazioni inoltre vi capiterà di sentire le antiche radio suonare alcuni pezzi classici, come Per Elisa di Beethoven, oppure potrete imbattervi nelle comunicazioni radio dei tedeschi! Sublimi i mugugni dei non morti, che non hanno nulla da invidiare agli zombie di Resident Evil, e vi assicuro che almeno un brivido nella schiena ve lo faranno correre. Sfortunatamente il gioco non è stato doppiato in italiano (a differenza della versione pc), quindi scordatevi le simpatiche voci italiane con l’accento tedesco. Sufficienti invece gli effetti sonori, non eccezionali ma realistici.

Giocabilità
Nonostante abbia sempre ritenuto gli FPS poco adatti alle console vista la struttura dei loro controlli nelle controparti pc, sono rimasto stupito nel riuscire a padroneggiare il personaggio principale in poco tempo e con molta facilità ed agevolezza. Il sistema di controllo è, infatti, molto intuitivo e semplice, e padroneggiare tutte le funzioni dei vari tasti sarà un gioco da ragazzi. Se poi i comandi impostati non vi aggradano potete sempre configurarli a vostro piacimento. Tenete conto poi che potrete eseguire un buon numero di mosse: avrete la possibilità di correre, camminare furtivamente, accucciarvi, saltare, sferrare un calcio con il quale potrete aprire le porte in maniera più sbrigativa ed altro ancora. Per quanto concerne la difficoltà, vista l’IA dei nemici settata su buoni livelli, non sarà di certo una passeggiata affrontare le truppe tedesche, ma tutto sommato il gioco è equilibrato e mai frustrante, mantenendo così un ottimo livello di sfida. Poi il fatto di poter salvare in qualsiasi momento contribuisce ad appianare le cose.

Longevità
Il tallone d’achille di RTCW. Non che sia cortissimo, visto che il viaggio che intraprenderete durerà sulle 8-10 ore, ma il problema è che mancano modalità aggiuntive, e soprattutto il multiplayer! A mio parere i programmatori hanno commesso un errore grossolano a non prendere in considerazione l’ipotesi multigiocatore, visto che l’online è ormai alle porte e la versione Xbox sia già preparata adeguatamente. A causa di questo quindi una volta che avrete finito il gioco lo metterete da parte, salvo che non abbiate voglia riprovarci ad un livello di difficoltà superiore.

– Impegnativo al punto giusto
– Vario
– Sistema di controllo immediato
– Ottimo Sonoro

– Ci sono le bande nere
– Una volta finito non lo si rigioca

7.5

In definitiva posso promuovere Return To Castle Wolfenstein con buoni voti. Lo sparatutto di mamma Id vanta un gameplay divertente e vario, una grande atmosfera e garantisce un ottimo coinvolgimento. La realizzazione tecnica, seppur non sia la migliore mai vista, può essere considerata valida. Purtroppo la conversione non totalmente indenne e la mancanza del multiplayer non permettono al titolo di avere una valutazione più rotonda, restando così inferiore alle versioni PC e Xbox. In ogni caso RTCW è un prodotto degno di attenzione, ed un amante degli FPS commetterebbe un grave errore a farselo sfuggire.