Anteprima 3 min

Redeemer

L’E3 è una fiera incredibile, capace di scaldare i cuori degli appassionati per via di annunci reboanti riguardanti le produzioni più importanti che usciranno nel corso dell’anno. Non si vive solo di AAA però, ed ecco quindi che nel corso dell’ultimo giorno dell’evento ci siamo recati presso il booth dei ragazzi di Devolver Digital, per provare tutta quanta la line-up di Gambitius Games: ci siamo trovanti di fronte a titoli indie davvero accattivanti e per la maggior parte sviluppati da team di pochissime persone. Come nel caso di Redeemer, quest’action browler creato da Sobaka Studio, un gruppo di cinque ragazzi che grazie a un’idea semplice ma accattivante è riuscito a partorire un gioco godibile e per nulla scontato.
Un po’ God of War un po’ Iron Fist
Il protagonista è Vasily, un soldato d’elite che lavorava per uno degli eserciti d’elite più spietati al mondo. Nel corso delle sue svariate missioni il nostro protagonista di dimostrò un vero e proprio killer senza pietà, uccidendo e torturando tutte le sue malcapitate vittime. Quando la compagnia per la quale lavorava decise però di trasformarlo in uno dei suoi cyborg, Vasily scappò, rifugiandosi in un monastero sulla cime delle montagne. Dopo vent’anni di isolamento nel tentativo di entrare in pace con se stesso e con il mondo, Vasily è chiamato a scendere nuovamente in campo: la compagnia per la quale lavorava sta infatti cercando di ucciderlo, e per Vasily questa potrebbe essere la giusta occasione per vendicarsi. Un po’ God of War, un po’ Iron Fist dicevamo: il plot di Redeemer mischia il sapore della vendetta all’isolamento dalla società, per poi far ripiombare il protagonista in quel sistema che tanto odiava. Il look di Vasily è molto simile a quello del famoso Kratos, mentre l’apprendimento delle arti marziali per via dell’isolamento ricorda molto da vicino la serie Marvel da poco approdata su Netflix. Redeemer però non fa della sua trama la parte più importante, anche se in fondo non è cosi male. Nel caso in cui i pretesti narrativi non siano riusciti a colpirvi, vi consigliamo di leggere il paragrafo successivo; Redeemer ha un gameplay violento, dinamico e ritmato. Dategli una chance perchè saprà conquistarvi.
A ritmo di cazzotti
Pochi tasti, tanta sostanza: il gameplay di Redeemer (la nostra prova era su pc, ma dotato di controller) è immediato ma non per questo semplice. Al contrario, ci siamo trovati davanti a una struttura stratificata che oltre agli attacchi base sui tasti X e Y, prevede la schivata con il tasto A e la possibilità di disarmare gli avversarsi con la combinazione tempestiva di grilletto sinistro e stick destro. Telecamera dall’alto e fiumi di nemici, che con l’avanzare dei livelli (3 in totale) diventeranno sempre più ostici e sopratutto differenti, ognuno con un pattern di attacco diverso e -ovviamente-look differente. I combattimenti non saranno solo a mani nude, avremo a disposizione infatti armi bianche, fucili automatici, pistole e shotgun. Il tutto veicolato da un sonoro palpitante e condito da effetti audio (per esempio lo sparo del fucile a canne mozze) incredibilmente impattante e preso direttamente da giochi come Doom (parola degli sviluppatori). Abbiamo giocato per una buona mezz’ora a Redeemer, e non volevamo più staccarci: vuoi per l’estrema rapidità e familiarità che i controlli sono in grado di restituire, vuoi perché il livello di sfida è molto alto e vi ritroverete molto presto con i denti stretti per provare a superare il livello, che tra l’altro comprenderanno boss fighe che vi assicuriamo saranno molto impegnative, per via delle particolari abilità dei boss che vi metteranno in grandissima difficoltà.

Ritmo frenetico
Gameplay ben studiato e impegnativo
Animazioni fluide e convincenti

Piattaforma:
PC
Genere:
azione
Data di uscita:
Sviluppatore:
Sobaka
Distributore:




Sobaka Studio mette a segno un bel colpo: Redeemer non è solo un browler dal carattere aggressivo e particolare, ma anche un gioco capace di mettere davvero alla prova, grazie ad un sistema di controlli ben confezionato e un livello di difficoltà da non sottovalutare.