Recensione 5 min

Rainbow Six 3: Athena Sword

La saga di Rainbow Six è ormai diventata storica e i suoi capitoli si susseguono proponendo continuamente nuove soluzioni grafiche, di AI e di gameplay. Le espansioni di ciascun gioco finora hanno invece sofferto di una certa carenza sostanziale che, come vedremo, si ritrova anche in Athena Sword, sebbene alcuni passi avanti da parte di Ubisoft siano stati fatti per rendere più corpose le nuove missioni che dovremmo integrare al resto del gioco.

Piattaforma:
PC
Genere:
sparatutto
Data di uscita:
Sviluppatore:
UbiSoft Milan
Distributore:
UbiSoft Italia

C’è una bomba!
Partiamo dai lati negativi, e prendiamo subito in esame il più evidente e grave: la ripetitività. In Raven Shield eravamo chiamati, con le nostre squadre, a ostacolare un’organizzazione neofascista intenzionata a distruggere grandi città attraverso l’uso di attacchi esplosivi. In Athena Sword siamo chiamati a ostacolare un’organizzazione neofascista intenzionata a distruggere grandi città attraverso l’uso di attacchi esplosivi. Va bene che i terroristi non fanno molto altro, ma dopo 3 giochi più relative espansioni sarebbe auspicabile trovare qualcosa di originale per una volta nei mission packs. Soprattutto tenendo conto che a riproporsi in modo estenuante sono proprio le singole missioni: cambiano (a volte, neanche tanto) gli scenari, ma l’obiettivo è sempre lo stesso, liberare ostaggi oppure, nei casi migliori, disinnescare bombe. Insomma nelle otto missioni single player che formano la campagna di Athena Sword ci ritroviamo a fare quello che abbiamo fatto fino alla nausea per tutte le missioni di Raven Shield, ovvero aggirarci per una serie di mappe sparando su tutti i terroristi che incontriamo, fino ad ucciderli tutti. Il problema dell’AI naturalmente continua a farsi sentire, per cui avremo ancora a che fare con compagni di squadra che non sono capaci di aggirare un angolo e rimangono inesorabilmente indietro, ostaggi che rimangono fermi mentre tutto attorno a loro si scatena l’inferno, e peggio ancora l’odiosa apatia di alcuni terroristi mentre la nostra squadra passa a venti centimetri da loro, magari ad armi spianate e dopo aver appena fatto strage di nemici. Difficile che problemi di questo stampo vengano risolti in una semplice espansione, ma certamente sarebbe apprezzabile lo sforzo. Resta inoltre il difetto gravissimo di calibrazione della difficoltà, o per meglio dire di “bravura” dei terroristi. In poche parole vi capiterà di passare di colpo da avversari che non sono capaci di colpire un tir a un palmo di naso, ad altri che ucciderebbero un colibrì in volo a tre km di distanza. Sembra relativamente logico, in realtà in termini di gioco il tutto si rivela molto frustrante, non essendoci una “mezza via” o comunque un adattamento graduale della precisione dei nemici. Queste, in definitiva, le pecche principali del gioco: ripetitività e poca cura dei vecchi difetti. Inutile dire che se li escludiamo, Athena Sword presenta certamente anche notevoli pregi.

Finalmente l’Italia
Un moto di orgoglio patriottico: in Athena Sword avremo modo di agire anche in scenari italiani, per la precisione a Palermo e Milano. Con molta probabilità questa possibilità nasce dal fatto che buona parte della realizzazione del gioco è opera dello studio italiano di Ubi Soft, mentre Raven Shield era stato sviluppato interamente negli studi canadesi della Software house. Per chiarire: com’è ovvio, Athena Sword presenta alcune nuove mappe di gioco, sia naturalmente per la sezione single player, sia per quella multiplayer. Circa 16 mappe in totale, di cui tre sono rivisitazione di scenari storici, visti nei precedenti capitoli della saga. L’espansione punta in effetti molto sul lato del gioco online, cercando di espandere le modalità di gioco per dare nuova linfa a Raven Shield; in realtà ci riesce solo a metà. Perché questo mezzo fallimento? Innanzitutto il numero di nuove mappe non è molto elevato. A questo si aggiunge un tir di nuove armi che poco o nulla aggiunge all’esperienza di gioco, dato che tutto sommato l’arsenale di Raven Shield era già più che sufficiente per garantire un’ampia varietà di scelta. Le nuove armi, probabilmente, le userete solo per lo scrupolo di provarle. Certo meglio qualcosa in più che qualcosa in meno, ma le aggiunte dovrebbero essere fatte anche con un certo criterio. Discorso diverso invece per l’unica vera novità interessante del lato multiplayer, ovvero la modalità Jailbreak. Si tratta di un sistema di gioco per cui le due squadre, terroristi e controterroristi, si troveranno come sempre a combattere in una delle solite mappe, ma i colpi andati a segno anziché uccidere gli avversari avranno l’effetto di immobilizzarli: a questo punto il giocatore vittorioso dovrà raggiungere la vittima paralizzata per ammanettarla. Se ci riuscirà, l’avversario verrà escluso per il resto della partita, ma attenzione: se la vittima verrà raggiunta per prima da un suo compagno di squadra, sarà libera di tornare a muoversi e combattere come niente fosse. L’innovazione modifica in un certo qual modo lo spirito di attenta pianificazione di Raven Shield, perché dà molto spesso adito a vere e proprie “risse” quasi infantili, con decine di giocatori che sciamano per colpire gli avversari e liberare i propri compagni prigionieri prima che vengano esclusi dal gioco. Questo apparente caos è in realtà assolutamente divertente, e soprattutto non è poi così esente dall’elemento tattico e strategico: per vincere è indispensabile rimanere tutti uniti, evitare di isolarsi e di isolare altri compagni, e mantenere sempre un occhio sulla situazione di tutta la squadra. Inutile dire che, perdendo un gregario, le possibilità di recuperare e vincere si assottigliano di molto, perché si perde non solo la chance di colpire più nemici, ma anche di liberare i propri compagni in caso che vengano colpiti a loro volta.
La speranza è che questo nuovo stile di gioco non venga snobbato come molto spesso accade per le modalità che esulano un po’ dai soliti deathmatch e affini: penso, per esempio, alla breve vita di Dominion su Unreal Tournament.
Detto questo, è inutile negare che Jailbreak è la vera, unica novità interessante di Athena Sword: è presente infatti anche una modalità “Countdown”, in cui per vincere bisogna completare la missione entro un certo limite di tempo, ma molti giocatori hanno imparato a mettersi alla prova da soli con Raven Shield usando semplicemente il proprio cronometro, senza bisogno di una modalità dedicata.

Tecnicamente
Poco da dire se non che Athena Sword non introduce niente di più rispetto a quanto abbiamo già visto in Raven Shield. La grafica rimane certamente ottima, il sonoro è qualitativamente eccellente (in particolar modo i rumori delle armi, incluse quelle nuove), il gameplay non cambia di una virgola. Dispiace, come già notato in precedenza, notare la mancanza di un miglioramento nell’AI dei nemici, tuttavia restiamo fiduciosi che il prossimo capitolo della saga porterà con sé qualche sorpresa. Del resto da un’espansione non ci si può attendere troppo.

HARDWARE

Requisiti minimi:
Windows 98/ME/2000/XP, Pentium III 800Mhz, 256MB di RAM, scheda video da 32MB di RAM

Sistema di prova:
WIndows Xp Pro, Amd Athlon 1200,512 mb ram, Scheda video Ati Radeon 9600

MULTIPLAYER

E’ prevista un’importante sezione multiplayer, per cui è richiesto un modem 56k ma è naturalmente preferibile perlomeno una connessione Adsl.

– Ha tutti i grandi pregi di Raven Shield
– Divertente la modalità Jailbreak (Capture the Enemy)

– Non ha praticamente niente di più di Raven shield
– Poche mappe

6.8

Athena Sword è certamente consigliabile ai fan accaniti di Raven Shield. E’ vero, non apporta novità sostanziali al gioco, ma questo dà la certezza che chi amava il titolo principale non si troverà spiacevoli sorprese giocando all’espansione. Insomma, se è semplicemente un po’ di varietà che cercate, i soldi per Athena Sword non li rimpiangerete. Se invece vi siete proprio stufati di Raven Shield e volete provare una nuova esperienza di gioco, beh allora è meglio che aspettiate il prossimo titolo targato Tom Clancy. Oppure potreste indirizzarvi verso Splinter Cell 2.
A voi la scelta, ma pur non essendo niente di nuovo, Athena Sword certamente non è una scelta da ignorare.