Recensione 3 min

Quake III Revolution

Quake è un gioco che è da tempo entrato nell’Olimpo degli sparatutto e dei capolavori videoludici in genere. Nato su PC dove ha ottenuto un grandissimo successo, questa sua terza reincarnazione dopo la versione Dreamcast, approda anche sulla nuova console Sony.
Questo Quake III Revolution differisce per molti aspetti dall’altra versione “consolistica” del gioco: per la conversione Ps2 Bullfrog ha raggruppato gli aspetti migliori delle due, precedenti versioni PC, sviluppate da Id Software, creando un sistema di controllo del tutto nuovo, studiato appositamente per sfruttare al meglio le potenzialità di un joypad funzionale come il Dualshock2, quindi scordatevi mouse e tastiere varie che, seppur reperibili, non sono di certo aggeggi adatti ad una console; a queste ultime, a parer mio, il giocatore medio dovrebbe richiedere prodotti discretamente immediati, giocabili, longevi e che soprattutto non richiedano spese, in quanto ad accessori, aggiuntive per essere utilizzati al meglio.
Quindi, come avrete capito, è lapalissiano il fatto che questa release Ps2 differisce da quella Dc la quale soffriva di un sistema di controllo che riduceva il giocatore alla frustrazione, a meno che non fosse stato in possesso dei sopracitati accessori (mouse e tastiera), dimostrando una volta di più che le console non sono dei PC e i sistemi di controllo adatti agli uni non calzano quasi mai a pennello alle altre.
Altra differenza fondamentale, rispetto alle versioni DC e PC, riguarda il gioco online, infatti, Ps2 non è ancora munita di modem ed i Server Sony sono, al momento, ancora un miraggio, quindi l’opzione, peraltro molto accattivante, è stata eliminata.
Ma allora che tipo di sistema di controllo hanno implementato i programmatori? Come base è stato utilizzato il modello di Timesplitters adattato però alla maggior frenesia di Quake III. A proposito di frenesia e velocità: questo gioco è uno spettacolo! Il frame rate è inchiodato sempre, e lo sottolineo, sui 60 fps anche nelle situazioni più affollate e scade solo di 10 fps quando lo schermo è diviso in quattro per le battaglie multiplayers, ma anche in questo caso, come nella modalità in singolo, la qualità visiva, delle texture, e di collisione fra i poligoni non teme rivali (forse Timesplitters) rimanendo costantemente su livelli eccelsi.
Le arene di gioco non hanno nulla da invidiare a quelle che i PC ultrapompati ci hanno mostrato fino all’altro ieri, i particolari (bozzi di pallottole, crepe dei muri e quantità generale di poligoni) ci sono proprio tutti.
Le arene appena citate sono trentadue, ventuno tratte da Quake III Arena, sei da Team Arena e cinque completamente nuove e create appositamente per questa versione.
Come dicevamo sopra la frenesia è la caratteristica peculiare del prodotto, appena si comincia a giocare si ha solo il tempo di rendersi conto della situazione dopodichè le sparatorie, l’adrenalina, il sudore e l’esaltazione saranno l’unica cosa che vi accompagnerà nell’avventura.
L’IA dei nemici (i Bot) è eccellente, essi non si comportano come dei beoti ma utilizzano strategie di combattimento (attacco e difesa) molto realistiche e adattate, ovviamente, al livello di difficoltà che avete scelto.
Un aspetto fondamentale di uno sparattutto è, sicuramente, rappresentato dall’arsenale di armi; se avete apprezzato, come altri milioni di giocatori, le versioni PC di Quake vi farà piacere sapere che le armi sono le medesime, nessuna esclusa.
Tutto il mio entusiasmo non sarebbe giustificato se non fosse per il fatto che l’opzione multiplayers è ancora più entusiasmante di quella in singolo, potrete cimentarvi: nel Deathmach nel quale, a squadre, dovrete combattere assieme ad un compagno (umano o CPU), contro due nemici (umano-umano, umano-CPU e CPU-CPU) vince la squadra che per prima raggiunge il numero prestabilito di vittime, c’è poi il classico ruba bandiera dove potrete testare al meglio l’IA, dei Bot, di cui vi ho parlato poco fa, infatti, quando la bandiera è nelle nostre mani i nemici diventeranno dei cacciatori eccellenti, viceversa quando la bandiera è nelle loro mani si trasformano in fuggitivi perfetti, in puro stile Lupin. A garanzia della longevità, oltre alle modalità citate, ci si mettono di buon muso i 42 personaggi disponibili nelle varie opzioni multigiocatore; mi sono dimenticato di dirvi che nella modalità in singolo sarà possibile vedere crescere il proprio personaggio, migliorandone arena dopo arena le caratteristiche per poi riutilizzarlo nelle sfide con gli amici, è inoltre possibile scaricare quest’ultimo sulla memory per poterlo trasferire, poi, su di un’altra Ps2 riutilizzandolo come Bot.
Il sonoro è fantastico, le colonne sono cattivissime e frenetiche, come del resto tutto ciò che compone questo Quake III Revolution, le voci sono bellissime ed inquietanti e, dulcis in fundo, le riproduzioni dei diversi spari delle armi sono favolose e di un coinvolgente pazzesco.
Tirando le somme: la frenesia c’è, la grafica pure, il sonoro non manca e la longevità è molto soddisfacente. Non c’è dubbio QIIIR è proprio un gran gioco.

Piattaforma:
PS2
Genere:
sparatutto
Data di uscita:
Sviluppatore:
Bullfrog
Distributore:
C.T.O







8.5

In ordine di tempo, dopo Timesplitters, questo sparatutto contribuisce a risollevare la qualità media dei titoli Ps2; comprarlo? Non comprarlo? Beh, se vi è piaciuto l’FPS dei Free Radicals e se vi piacciono questo genere di prodotti, fiondatevi istantaneamente dal vostro negoziante di fiducia, in caso contrario se già possedete Timesplitters compratelo lo stesso non ve ne pentirete. Nell’attesa di un altro grande (Half Life) mi congedo.