Anteprima 4 min

Project X Zone

Una delle più ricorrenti fantasie di un videogiocatore è quella di immaginare un personaggio di una determinata serie all’interno di un’altra, o meglio cosa farebbe un determinato personaggio se fosse messo in un altro videogioco. O ancora, e questo è davvero uno sforzo mentale diffusissimo, fare paragoni sulla forza fisica di due personaggi che sono diventati famosi grazie a combattimenti epici. Questi fugaci pensieri sono stati raccolti e messi insieme da  Banpresto e Monolith Soft, che hanno dato vita a un titolo rilevante in quanto erede di Namco x Capcom, uscito otto anni or sono. Stiamo parlando di Project X Zone, videogioco crossover che mischia mondi e protagonisti della storia di Namco Bandai, Capcom e SEGA. In Giappone è uscito lo scorso 11 ottobre, mentre in Europa arriverà il 5 luglio, naturalmente su 3DS: difficile dire come si presenterà e soprattutto in che modo verrà accolto dai giocatori del Vecchio Continente, non tanto per lo stile di gioco che si adatta maggiormente ad un pubblico nipponico, quanto per il roster di personaggi che avremo a disposizione, i quali soltanto in minima parte sono noti sulle nostre sponde. Cosa aspettarsi dunque da un titolo del genere? E soprattutto, cosa intende propinarci precisamente Project X Zone? Andiamo a vedere.
Ryu vs. Dante? Perché no!
Come abbiamo accennato precedentemente, il cuore pulsante del titolo saranno gli scontri tra personaggi di videogiochi differenti, peccato che molti di questi non siano noti a noi europei; ci sta che vengano piazzati anche personaggi di Sakura Wars o di Yumeria, ma è ovvio che la conoscenza dei suddetti si riduca ai meri videogiocatori giapponesi o ai fans più sfegatati. Ad ogni modo, è sempre divertente vedere uno scontro tra Megaman e Chris Redfield, per cui accontentiamoci e andiamo avanti. 
La pecca più grande non è difficile da notare e si scopre sin dalle prime battute di gioco: l’assenza di una trama solida rende gli scontri quasi casuali, legati soltanto da un filo che sembra messo lì al limite del non sense. In parole povere, tutto ruoterà intorno al furto della “Portalstone”, una pietra in grado di mantenere l’equilibrio spazio-temporale e non è difficile intuire cosa accadrebbe nel caso venisse rubata. Con questo incipit i mondi ed epoche si vengono a mischiare, così si crea una convivenza forzata tra personaggi di universi differenti, ai quali non andrà proprio a genio la questione.
Tutto finisce così, come semplice pretesto per dare inizio agli scontri. Fortunatamente, Project X Zone si riprende in fretta grazie alla sua immediatezza e a uno spessore che, seppure senza mirare a chissà cosa, rende il titolo gradevole a tutti. L’impronta è quella di un RPG tattico, niente di meno e niente di più: ogni stage sarà costituito da una struttura a griglia simile a quella che abbiamo visto in Fire Emblem. Naturalmente, su questa griglia saranno presenti sia le nostre coppie precostruite di personaggi, chiamate Pair Units, che i nostri avversari, i quali dovranno essere completamente eliminati per poter completare il livello. Non si può parlare però di un assetto tattico profondo, in quanto il tutto ruota attorno a un approccio piuttosto leggero e intuitivo, infatti basterà avvicinarsi all’avversario e farlo rientrare nel nostro raggio d’azione per poter dare inizio alla battaglia vera e propria. Di questo sistema apprezziamo la possibilità di poter combinare attacchi nel caso fossimo accanto ad un’altra coppia, in modo tale da usufruire del supporto di un altro eroe durante lo scontro per aumentare i danni inflitti all’avversario. Nonostante la difficoltà complessiva che non sembra molto elevata, sfruttare le posizioni dei personaggi diventerà molto importante nelle battaglie più ostiche, come ad esempio quelle contro i boss.
Picchiaduro… ma soltanto all’apparenza
Una volta iniziato lo scontro, verremo catapultati in una schermata simile a quella dei classici picchiaduro in due dimensioni, con i personaggi ai due lati opposti dello schermo e la corrispondente barra di energia sopra le loro teste. Il titolo però non si è il beat ’em up che ci si potrebbe aspettare, anzi, prende subito le distanze da questo genere proponendo una dinamica a turni, uno di attacco ed uno di difesa. Nel primo saremo chiamati ad attivare uno dei diversi attacchi disponibili, visualizzabili nello schermo inferiore del 3DS, attraverso una sequenza di tasti. Così i nostri personaggi si scaglieranno contro l’avversario che subirà il colpo: con il giusto tempismo potremo aumentare i danni inflitti attivando nuovi attacchi in coda. Durante ogni turno si potrà attivare un massimo di tre attacchi oppure una specie di final, utilizzabile soltanto dopo averla adeguatamente caricata nel corso delle battaglie. Nel turno di difesa, ovviamente, sarà il nemico ad attaccarci e qui avremo modo di decidere come opporci; si potrà optare per una difesa integrale, una parziale oppure un contrattacco, dove avremo solo una mossa a disposizione per colpire. Il tutto verrà pagato a caro prezzo, ovvero con i punti esperienza. In questo modo sarà possibile decidere quanti sacrificarne per velocizzare uno scontro, oppure cercare di risparmiarli il più possibile per migliorare i nostri personaggi. 
Questo sistema risulta semplice e intuitivo, ottimo anche per i giocatori alle prime armi; tuttavia, nemmeno gli amanti degli eroi di Namco Bandai, Capcom e SEGA potranno lasciarsi sfuggire il gioco in questione, vera perla per i fans. Così il titolo riesce a creare un ponte che collega una vasta gamma di videogiocatori, da quelli più esperti in cerca dell’ennesima scazzottata, a quelli che vogliono provare qualcosa di non eccessivamente impegnativo.

– Buona componente tattica
– Combattimenti immediati e ben escogitati
– Gli eroi di tre mondi immensi!

Piattaforma:
3DS
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
Sviluppatore:
Monolith Soft
Distributore:




Project X Zone potrebbe rivelarsi una delle tante sorprese che quest’anno sembrano far parte della line-up di 3DS. È vero che si propone come un titolo principalmente per gli appassionati, soprattutto per i tanti personaggi conosciuti da pochi eletti, ma alla fin fine risulta gradevole anche per il casual gamer desideroso di fare una partitina immediata. Le dinamiche di combattimento sono state gestite discretamente bene, applicando la componente tattica in maniera non troppo complessa, così da non stancare. Anche le battaglie vere e proprie sembrano essere piacevoli, frenetiche e divertenti. Attendiamo incuriositi il giorno del rilascio, e voi?