Recensione 8 min

Ninja Gaiden

Finalmente dopo mesi e mesi di notizie, indiscrezioni, pareri e annunci arriva anche in Italia Ninja Gaiden di Tecmo, un titolo destinato a rappresentare le vere potenzialità, finora inespresse, di Xbox: ci sarà riuscito oppure ci troveremo di fronte all’ennesimo capolavoro annunciato che finisce poi per rivelarsi “solo” un buon titolo?
Bando alle ciance, il voto della recensione lo avrete sicuramente già sbirciato e poi dubito che qualcuno, dopo l’uscita delle versioni Giapponese e Usa, ancora non sappia di trovarsi di fronte ad un titolo eccezionale!

Piattaforma:
XBOX
Genere:
azione
Data di uscita:
Sviluppatore:
Tecmo
Distributore:
Leader

La via dell’esplorazione
La trama del titolo Tecmo è la solita storia di odi e vendette: il clan Hayabusa è da generazioni custode di due spade discendenti direttamente dai draghi mitologici. Quando il suo villaggio viene attaccato, la popolazione sterminata e la spada “cattiva” rubata, Ryu Hayabusa, ultimo discendente di una lunga stirpe di maestri ninja, si mette in cerca dei colpevoli per vendicare la sua gente e, accidentalmente, salvare il mondo. Se la premessa è banale, lo sviluppo della storia è ben studiato ed appassiona abbastanza da seguire con piacere il susseguirsi degli avvenimenti, grazie anche a filmati (in cg o realizzati con la grafica di gioco) a dir poco stupendi, tra i migliori mai visti in un videogame.
Il titolo è un classico action in 3D, che si svolge lungo livelli più o meno lineari ma comunque quasi sempre vastissimi e pieni di segreti; la storia è suddivisa in più capitoli, ognuno caratterizzato da un’ambientazione totalmente diversa dalla precedente, così si spazia liberamente tra locazioni occidentali ed orientali, realistiche (con soldati e mezzi corazzati) oppure assolutamente mitologiche (con mostri e demoni) od ancora fantascientifiche (con cyborg ed affini) ma se la cosa, in altri titoli, avrebbe potuto apparire come un’incongruenza, in Ninja Gaiden la diversificazione ha piuttosto lo scopo (raggiunto) di stupire continuamente il giocatore con locations inaspettate.
Inoltre è sempre possibile ritornare in livelli già completati, perchè spesso non sarà possibile sbloccarne tutti i segreti prima di aver acquisito determinate capacità od oggetti: trattandosi di una precisa scelta di game design, al nostro ritorno non ritroveremo i nemici già sconfitti e non più all’altezza di un personaggio ormai ben più scafato, ma delle controparti opportunamente potenziate per renderci la vita sempre difficile. A volte, poi, tornare indietro è necessario per proseguire nella storia e non è raro trovarsi a vagare lungo i vari livelli alla ricerca della chiave che ci permetta di proseguire.
Sempre da una precisa scelta dei programmatori deriva la scarsa interattività delle ambientazioni, nelle quali generalmente non potremo fare molto di più che aprire contenitori, spaccare o raccogliere qualche oggetto o premere X (il tasto azione) in concomitanza di un qualche punto ben preciso: quasi a riprova di quanto detto molti ambienti, specie se interni, appaiono privi di arredamenti e quindi spogli. Naturalmente non mancherà qualche enigma, mai comunque troppo complesso: per lo più si tratta di trovare il pezzo mancante di un qualche meccanismo che ci sblocchi la via, oppure la classica chiave che apre la porta sbarrata.
Tutt’altro discorso, invece, va fatto per quanto riguarda gli enigmi “ambientali” alla “Prince of Persia”: come il buon Principe, anche per Ryu i muri sono superfici su cui correre liberamente ed al pari del suo emulo mediorientale, il nostro ninja può prodursi in salti, arrampicate, capriole, acrobazie varie che permettono, dopo un’attenta valutazione della situazione, di raggiungere posti apparentemente inaccessibili, per vedersi quindi premiati con oggetti rari ed altre amenità.

La via della spada
Quanto detto finora è comunque un semplice corollario al vero cuore del gioco: i combattimenti! Solitamente nei giochi di questo genere, più o meno belli che siano (Onimusha in primis), lo scopo è quello di sterminare le orde dei nemici schiacciando i tasti quasi alla rinfusa, fino ad arrivare al boss di fine livello che rappresenta la vera e propria sfida per il giocatore: se così fosse stato anche in Ninja Gaiden alla fine avremmo avuto in mano un prodotto estremamente convenzionale. Invece il Team Ninja ha pensato bene di focalizzare i propri sforzi nella realizzazione degli scontri corpo a corpo che risultano, al tempo stesso, spettacolari ed estremamente tecnici.
I comandi base sono semplici, un tasto per l’attacco veloce (X, coincidente col tasto azione), uno per quello potente (Y), uno per le armi da lancio (B) e poi salto (A) e parata (L): combinando tra loro questi comandi ed integrandoli con la levetta direzionale sinistra (quella per i movimenti) e l’ambiente stesso si possono poi ottenere decine di soluzioni differenti fino a trovare quella adeguata alla situazione. Sebbene la struttura sembri invitare il giocatore alla pressione quasi indiscriminata dei tasti, in realtà già dopo pochi istanti di gioco anche il meno accorto tra voi si renderà conto di come questa non sia affatto la soluzione migliore per avanzare, anzi! I nemici comuni sono estremamente impegnativi (per non parlare dei boss di fine livello…), specie considerando che non ci assalgono mai da soli ed ognuno di loro gode di elaborate sequenze d’attacco da memorizzare in fretta per poter individuare il modo migliore per colpire: a questo punto dovrete obbligatoriamente familiarizzare con il tasto più importante di tutto il gioco, quello della parata. Premendo L sarete infatti in grado di bloccare la maggior parte degli attacchi fisici e, di conseguenza, di attendere il momento giusto per contrattaccare: non esiste nessun altro modo di venire fuori indenni dalla situazioni più affollate e solo il corretto utilizzo del tasto L permette di proseguire nell’avventura. Dalla difesa nasce quindi l’attacco e ce ne sono davvero di tutti i tipi, fendenti rapidi o potenti, attacchi dall’alto, schivate laterali e così via…
Ma non abbiamo ancora finito di parlare dei combattimenti.
Un secondo elemento di notevole importanza è dato dai colpi speciali utilizzabili dopo aver abbattuto qualche nemico: questi, morendo, rilasciano delle essenze (già, come in Onimusha) che possono convertirsi in soldi, cure o potere magico. Ma tali essenze possono anche venire assorbite per dare vita ad attacchi più potenti e devastanti: anche in questo caso, d’altronde, il loro utilizzo và ponderato con attenzione sia perchè assorbire le essenze ci priva dei loro bonus, sia perchè il farlo ci lascerà totalmente indifesi per pochi, ma fatali, istanti.
Resta infine da parlare dei Ninpo, l’ultima variante applicabile ai combattimenti: questi sono veri e propri attacchi magici, effettuabili una volta ritrovate le relative pergamene. Ne esistono di tre tipi, del fuoco (Inferno), del ghiaccio (Tempesta) e del fulmine (Inazuma): il primo è a bersaglio, gli altri due ad area. In realtà in questo caso la scelta è assai meno complessa in quanto gli attacchi ad area sono decisamente più utili durante le concitate fasi di combattimento e quindi Inferno finirà col rimanere relegato all’utilizzo estemporaneo.
Stessa cosa dicasi per le armi: cominceremo il gioco con la mitica spada del drago, ma più avanti sarà possibile acquisirne di nuove più potenti (ma lente) o veloci (me deboli). Nonostante questo la spada iniziale rimane la classica, irrinunciabile “scelta a metà strada” tra potenza e velocità che finirete per utilizzare sempre. Delle armi va anche detto che sono potenziabili (mentre Ryu no, a parte la possibilità di accrescere la sua energia vitale) e che ogni volta che lo faremo potremo acquisire anche nuovi colpi: i potenziamenti, così come gli oggetti, sono acquistabili presso appositi negozi sparsi nei vari livelli. Badate di essere ben forniti di soldi prima di accedervi perchè i prezzi non sono per nulla convenienti!

La via del regista
Tecnicamente siamo a livelli di eccellenza pura: già con DoA3 e DoAX la Tecmo ci aveva dimostrato di essere assolutamente padrona della situazione e di saper sfruttare le potenzialità di Xbox come nessun altro ha saputo fare finora ed ancora una volta la tradizione di conferma. Il maggior pregio del titolo è quello di girare fluido e senza incertezze a 60fps grazie ad una conversione Pal pressoché perfetta; per il resto si parla di effetti grafici da paura, textures ad alta definizione, paesaggi spettacolari e cura maniacale nella realizzazione non solo del protagonista (invero un poco anonimo, specie all’inizio) ma di tutti i comprimari (boss e gregari), per non parlare delle donnine, anzi, della donnina (nel gioco compaiono anche una castigatissima Ayane e la sacerdotessa Kureha, ma non lasciano il segno): la dirompente Rachel, una specie di Tina all’ennesima potenza (capitemi…) che, come tutte le guerriere sue pari dei videogiochi, combatte indossando un improbabile ma attillatissimo costumino che sembra sempre sul punto di cedere alle sue giunoniche rotondità! Il bello, poi, è che per tutto il gioco sarete accompagnati da una permanente sensazione di stupore: ogni volta il nuovo livello vi sembrerà bellissimo, il massimo, almeno fino a quando non passerete al successivo!
Il motore grafico è quello già ammirato in DoA3, ma è stato ulteriormente potenziato ed i risultati si vedono. L’unico significativo problema in questo comparto va ascritto alla regia virtuale: la gestione della telecamera è uno degli aspetti più delicati in questo genere di prodotti e purtroppo bisogna dire che quella di Ninja Gaiden non è propriamente ideale. Il difetto risiede sostanzialmente nella lentezza con cui segue i nostri movimenti, specie considerando la velocità degli stessi e la costante condizione di inferiorità numerica in cui ci troviamo ad agire: al di là dei combattimenti, il problema si fa sentire anche in alcuni passaggi particolarmente ostici in cui la precisione dei movimenti è essenziale, ma la regia virtuale non si dimostra in grado di assecondare le esigenze del giocatore con conseguente frustrazione dello stesso. Va detto che spesso il problema viene superato grazie al grilletto R, che riporta la visuale alle spalle di Ryu, e con lo stick analogico destro, che ruota la visuale: innegabilmente, però, in certe (rare, per fortuna) situazioni tutto questo non basta.
L’audio è di qualità medio alta, con una colonna sonora molto buona ed effetti sonori adeguati alle circostanze (e l’urletto di morte dei vari nemici farà scendere una lacrimuccia sul volto dei nostalgici del vecchio “Double Dragon”). Il gioco permette di scegliere le lingue americana o giapponese per i dialoghi (con sottotitoli in italiano), un ennesimo tocco di classe di questa versione Pal che, una volta tanto, permette di gustarsi il gioco anche nell’originale versione nipponica (che personalmente consiglio).

La via della costanza
La longevità è molto alta considerando che si tratta di un action, genere che raramente intrattiene per più di una decina di ore: per Ninja Gaiden, invece, si parla di una ventina di ore minimo, destinate a raddoppiare se volete finirlo completamente, trovando ogni segreto. Naturalmente la longevità è condizionata dall’alto livello di sfida proposto dal gioco, decisamente inusuale se si considera la media delle produzioni odierne: sono disponibili due livelli di difficoltà, ma già col Normale le cose si fanno piuttosto dure. Specialmente all’inizio, Ryu è davvero debole e bastano pochi colpi per ucciderlo, quindi è molto facile rimanere bloccati contro i primi boss: d’altronde il gioco va affrontato armandosi di infinita pazienza perchè saranno numerose le volte in cui dovrete ricominciare dall’ultimo salvataggio e gli scontri con i boss richiedono sempre più di un tentativo per essere superati. Tuttavia la difficoltà mi è sembrata, nel complesso, più accessibile di quanto avevo letto nelle recensioni estere: ho sentito dire che, in effetti, la versione Pal è stata leggermente semplificata rispetto alle altre, ma non avendo avuto modo di provare le versioni Ntsc non ho modo di dire se la cosa corrisponda a verità.
Quel che è certo, invece, è che è stata mal calibrata la progressione della difficoltà: avremo molti più problemi nelle prime ore che non più avanti non solo perchè il protagonista diventa via via più forte (e noi più esperti), ma anche perchè, in effetti, alcuni boss dei primi livelli sono più forti di altri che affronteremo verso la fine! Il problema è rilevante perchè non sembra conseguenza di alcuna decisione logica da parte dei programmatori ed ha l’imperdonabile effetto di scoraggiare i meno esperti o determinati che potrebbero decidere di mollare tutto dopo già al secondo boss. A tal proposito segnalo anche il discutibile posizionamento dei punti di salvataggio, spesso troppo distanti gli uni dagli altri e non sempre collocati prima dei punti critici: un problema non essenziale, ne convengo, ma che spesso irrita.
Un minimo di costanza permette comunque di andare avanti senza troppi problemi (e vi assicuro che desidererete con tutte le vostre forze proseguire per scoprire quale meraviglia vi aspetta nel livello successivo!) ed il senso di soddisfazione che ne deriva è proporzionale alla difficoltà della prova appena superata.
La compatibilità con Xbox Live consente di sfidarsi nella modalità Master Ninja, livelli di gioco pensati appositamente per la sfida multiplayer: a tal proposito è stato annunciato un torneo ufficiale europeo che metterà in palio ricchi premi per coloro che si classificheranno ai primi posti!

– La migliore grafica vista su Xbox
– Ottimo sistema di controllo
– Estremamente longevo

– La telecamera non segue a dovere il personaggio
– Errata calibratura del livello di difficoltà
– Discutibile posizionamento dei punti di salvataggio

9.0

Difficile commentare in breve un simile titolo: la recensione mi ha portato via parecchio tempo, quindi vi invito a leggervela tutta e a trarre le vostre conclusioni in base a quanto scritto. Quel che posso dire, riassumendo, è che Ninja Gaiden mantiene quasi tutte le promesse della vigilia ma i pochi difetti riscontrati sono comunque abbastanza gravi da non consentire una promozione a pieni voti: una difficoltà mal calibrata ed una telecamera non all’altezza compromettono in parte un’esperienza di gioco comunque gratificante e spettacolare ma che non permette la minima distrazione, il minimo calo di tensione da parte del giocatore. Sicuramente tra i titoli migliori usciti per questa generazione di console, compensa l’alto grado di sfida con una sontuosità grafica mai vista ed una giocabilità eccezionale e questo aumenta il rimpianto per quei pochi, ma non marginali, punti deboli: in definitiva, un prodotto per molti, ma non per tutti…