Recensione 4 min

Knockout Kings 2001

La prima impressione che ricaviamo da Knockout Kings 2001 è quella di trovarci di fronte ad un titolo che inclina maggiormente verso la simulazione, piuttosto che ad un arcade semplice ed immediato come può essere Ready to Rumble 2. Ciò significa che, per vincere, non si devono portare colpi a casaccio in fretta e furia, ma è necessario adottare la strategia più adatta ad ogni situazione, diversificando il nostro modo di attaccare e, ricorrendo, quando serve, alla difesa.
Questo fatto non deve però spaventare tutti coloro i quali amano gettarsi subito nella mischia perché, grazie ad una calibrata curva di apprendimento, il titolo di Electronic Arts è in grado di soddisfare pienamente le diverse esigenze dei giocatori.
L’aspetto che farà maggiormente la felicità di tutti gli amanti del pugilato e che, senza dubbio, contribuisce a donare un certo appeal ed una buona dose di realismo al gioco, è la possibilità di vestire i panni dei più famosi pugili del passato e del presente. Chi, infatti, non ha mai sognato, almeno una volta, di rivivere le grandi imprese di Muhammad Ali, Joe Frazier, Sugar Ray Leonard, Marvin Hagler, Rochy Marciano oppure, per venire al presente, di Lennox Lewis, Shane Mosley, Fernando Varga ed altri ancora? Peccato manchi solo un personaggio del calibro di Mike Tyson…
Inoltre, siccome la “par condicio” sembra essere entrata di diritto anche nel mondo dei videogiochi, potremo scegliere anche tra pugili di sesso femminile come le famose Mia St. John, Lucia Rijker e Christie Martin.
Ovviamente, per ognuno di questi personaggi è presente una ricca scheda che ne tratteggia il profilo con dovizia di particolari.
Ma non è tutto: ad aumentare ulteriormente la già massiccia dose di realismo si aggiungono gli emozionanti commenti e le analisi di famosi esperti d’oltreoceano come Harry Carpenter, Barry Mc Guigan e Ian Darke (i corrispettivi del nostro Rino Tommasi…), gli arbitraggi di Mills Lane e Richard Steele e le vibranti presentazioni dello speaker Jimmi Lennon Jr.
Le opzioni tra cui il giocatore può scegliere sono abbastanza varie e presentano qualche novità davvero stucchevole di cui renderemo conto.
Oltre alle classiche modalità “Quick Start”, pensata per chi vuole subito salire sul ring ed iniziare a menare le mani, e “Exhibition”, per chi cerca un’alternativa ai match rapidi che consenta di fare pratica con il gioco e di combattere in veri e propri templi del pugilato come l’ormai mitico Cesar Palace di Las Vegas, meritano una particolare sottolineatura le modalità “Slugfest” e “Fantasy Fights.”
Nel primo caso potremo partecipare ad incontri in cui le regole saranno soltanto un ricordo e i colpi proibiti la faranno da padrone; pugili appartenenti anche a diverse categorie si affronteranno su ring collocati nelle più svariate ambientazioni (si pensi, ad esempio, alla possibilità di combattere addirittura all’interno del Colosseo…) per stabilire chi sarà il migliore.
Nel secondo caso sarà invece possibile far combattere tra di loro pugili che sono appartenuti ad epoche diverse, realizzando così impossibili sfide tre i più grandi campioni del pugilato di ieri e d’oggi. Davvero interessante l’opportunità di leggere, prima di ogni match, le dichiarazioni “virtuali” rilasciate durante le conferenze stampa che ci restituiscono un sapore e un’atmosfera davvero particolari.
Il vero perno, però, attorno a cui ruota il gioco è la modalità “Carriera”. Il primo passo da compiere, in questo caso, consiste nella creazione ex novo del nostro pugile.
I parametri e le caratteristiche che andremo a definire sono numerosi e comprendono sia l’aspetto fisico che quello tecnico.
Dopo aver dato un nome ed un soprannome (e qui potremo sbizzarrirci con la nostra fantasia) al nostro campione ne potremo stabilirne l’altezza, il peso, la categoria (piuma, medi, massimi), la razza, il volto, il colore di guantoni, pantaloncini e calzature, il tipo di camminata e di entrata sul ring.
Se poi volessimo davvero esagerare potremo decidere di porgli anche qualche bel tatuaggio sulla pelle, tanto per renderlo più aggressivo agli occhi degli avversari.
Di grande importanza sarà la scelta dello stile di combattimento, che condizionerà in maniera basilare il cammino del nostro pugile verso la conquista del titolo.
In Knockout Kings 2001 gli stili a disposizione sono tre: “Boxer” è il tipico stile del pugile che tiene la guardia alta e tira pugni da quella posizione, potendo contare su di un certo numero di combinazioni tra cui scegliere. “Slugger” invece è lo stile tipico di un campione come Rocky Marciano: qui non c’è grande varietà di colpi, ma ogni pugno sferrato diventa un vero e proprio macigno scagliato contro l’avversario. Infine abbiamo il “Freestyle”, lo stile che ha visto in Muhammad Alì il suo più grande interprete: in questo caso è basilare il gioco di gambe e la rapidità. Le mani sono spesso rilassate lungo i fianchi, ma pronte ad alzarsi velocemente per parare od attaccare.
Una volta “costruito” il nostro atleta avremo a disposizione 150 punti che dovremo distribuire in maniera equilibrata tra 6 differenti abilità: potenza, velocità, resistenza, mento (ossia la capacità di incassare i colpi; si sa, i pugili con la mascella di “vetro” non hanno mai fatto molta strada…), cuore (nel senso di capacità di recupero) e tagli (i giocatori con questo valore basso tendono a sanguinare maggiormente a perdere gli incontri per ko tecnico). I valori assegnati a ciascuna abilità potranno poi essere aumentati con gli allenamenti che si svolgeranno tra un incontro e l’altro.
E’, infatti, possibile scegliere anche tra diversi allenatori e addetti alle ferite, per non parlare della palestra nella quale dovremo trascorrere buona parte del nostro tempo per migliorare tecnica e preparazione atletica.
L’allenatore sarà un personaggio chiave nella nostra scalata al successo perché, oltre ad insegnarci i colpi basilari della boxe ci farà conoscere i trucchetti del mestiere come i colpi bassi (vi lasciamo immaginare quanto possano fare male…), i colpi alle reni o le gomitate al volto. Starà a noi non abusare di questi particolari insegnamenti durante gli incontri o rischieremo di essere squalificati.
Venendo infine alle considerazioni squisitamente più tecniche dobbiamo dire, innanzitutto, che questo titolo si presenta con una grafica di tutto rispetto. Grazie alle numerose sessioni di motion capture le animazioni risultano fluide e naturali, mentre i modelli dei pugili, composti da ben 10.000 poligoni, appaiono realistici e ricchi di particolari. Una menzione speciale la merita la muscolatura, ricostruita ottimamente con i suoi giochi di luci e d’ombre.
Anche il comparto sonoro è buono, seppure non eccezionale: le musiche di sottofondo sono molto varie e spaziano dal rap al rock e i commenti e la telecronaca sono ben realizzati così come i diversi effetti sonori.
Tra i difetti da segnalare abbiamo ravvisato una certa lentezza nella risposta dei comandi e una fastidiosa compenetrazione tra corpi solidi che si evidenzia in particolari occasioni, per esempio durante i combattimenti corpo a corpo o quando un pugile viene stretto alle corde.

Piattaforma:
PS2
Genere:
sportivo
Data di uscita:
Sviluppatore:
Black Ops
Distributore:
CTO







7.7

In conclusione Knockout Kings 2001 si presenta come un prodotto ben curato e realizzato che si attesta ai buoni livelli cui le recenti produzioni di Electronic Arts ci hanno abituato, senza però raggiungere l’eccellenza di un titolo come Madden 2001. Un’alternativa più che valida a Ready 2 Rumble da cui si distingue per l’impronta maggiormente simulativa e la profondità di gioco.