Recensione 3 min

Hundred Swords

Per coloro che ritengono RTS una sigla rappresentativa di qualche ramo del KGB è doveroso ricordare che trattasi di quei titoli nei quali il gameplay consiste principalmente nell’assemblare risorse per costruire unità da combattimento e usare queste per distruggere le forze nemiche. L’equilibrio tra queste due fasi (manageriale e di azione), rappresenta la fondamentale differenziazione negli RTS in circolazione.
I migliori strategici della storia dei videogames, senza fare nomi, si trovano su PC, allora come può un titolo dall’anima consolosa come HS avere successo in un campo così competitivo? Come i più attenti e preparati sapranno le origini di HS sono da ricercarsi nel lineup di titoli Dreamcast, del quale fa, di fatto, parte.
Diciamo subito che questa conversione non si guadagna certo la nomea di capolavoro assoluto in grado di fare sfracelli ma nemmeno è così brutto da non meritare la minima attenzione.
D’altro canto Il successo dei giochi di strategia, credo risieda, da sempre, nella sensazione di “potere” che riescono a regalare, essere l’artefice delle sorti di popolazioni intere, il che non è poco e questo prodotto in parte riesce ad esprimersi a tali livelli di realismo che si vanno a contrapporre però ad un’eccessiva facilità di gioco.
Quest’ultima, se siete poco pazienti e non avete dimestichezza con il tipo di gioco in esame è un vantaggio, ma se siete dei giocatori dal palato fino rischiate di finirlo troppo in fretta.
Non ho mai incontrato difficoltà ad affrontare una missione, ed appena si familiarizza con i punti deboli degli avversari, si capisce subito come affrontare al meglio la missione; anche partendo in schiacciante inferiorità numerica gli scontri si risolvono spesso in maniera piuttosto veloce ed indolore. Anzi, a volte è risultato tutto fin troppo facile, è stato sufficiente mandare le truppe verso il nemico e facevano tutto loro con piena autonomia mentre il sottoscritto andava ad interessarmi di un altro scontro. Poco piacevole risulta il fatto che in alcune missioni si ha la sensazione di avere un percorso obbligato da percorrere e quindi determinati nemici da sconfiggere necessariamente e di conseguenza poco spazio è lasciato all’improvvisazione o alla tattica spregiudicata. Nel menù iniziale, possiamo scegliere se iniziare una nuova campagna, portare avanti delle singole missioni o giocare delle avventure d’addestramento; ancora, sempre in questo menù è poi possibile associarsi a delle partite in rete ognuno con il suo esercito e credo che Hundred Swords riuscirà a dare il meglio di sé proprio in questo frangente. Infatti, il gioco è abbastanza leggero ed è divertente da giocare in compagnia perché risulta molto veloce e mai troppo riflessivo nella missione stessa come in genere sono gli altri RST. La possibilità di giocare in rete, davvero ben accetta, non ha certo distratto gli sviluppatori dal curare un solido single player mode, dove impersonare un Re oppure una Regina, attraverso 30 mappe ed altrettante missioni. Ad ogni
Modo, armi oggetti e quant’altro possono essere salvati ed utilizzati in ambito on-line (sulla scia del mastodontico PSO), costituendo un tutt’uno fra i due ambiti, caratteristica che ne aumenta la longevità.
Potrete così avere sotto il vostro controllo fino a cento unità (di qui il nome), e 400 potranno simultaneamente combattere in un ambiente di gioco alla ricerca della supremazia. Dopo aver scelto la vostra “appartenenza” (il gioco si divide in quattro regni popolati da soldati, proprietari terrieri, maghi e mercanti) inizierete a costruire la classica base e a mandare i nuovi adepti alla ricerca di risorse preziose per poter ampliare il vostro dominio. Costruire ed addestrare. Inizia da qui il viaggio all’interno di Hundred Swords, al vostro servizio avrete come sempre i “leader” (cinque tipi in tutto) ed un’infinità di guerriglieri pronti al massacro, basta pensare che nelle fasi avanzate raggiungerete un quantitativo di cinquecento servizievoli omuncoli da gestire.
La grafica non fa gridare al miracolo, ma pare più che adatta a svolgere il proprio compito in un titolo del genere: rappresentare e raccontare (più che simulare) la realtà. Tutto ha un taglio tipicamente nipponico molto gradevole, i menù sono ben disegnati e strutturati permettendo una buona visualizzazione delle statistiche di gioco.
Meritevoli di menzione sono le scelte cromatiche operate dai programmatori, molto “solari”, azzeccate ed incredibilmente belle.
Dal lato audio il titolo si difende bene presentando una colonna sonora orecchiabile e d’atmosfera e degli effetti non eccezionali ma che svolgono appieno il loro dovere.
Io personalmente mi sono divertito parecchio con questo HS. Soprattutto grazie alla collaudatissima formula muose-tastiera (latitante nella versione DC), ma mi rendo conto che i veri RTS per PC sono ben altra cosa dal punto di vista strategico e della difficoltà pura…..

HARDWARE

Piattaforma:
PC
Genere:
strategico
Data di uscita:
Sviluppatore:
SEGA
Distributore:
Leader

Requisiti minimi:
-PII 233
-64 MB di RAM
-600 MB di spazio sull’hard drive

MULTIPLAYER

Solo on-line.

Adatto ai novizi.
Bel sonoro.
Facilità d’apprendimento e immediatezza della struttura di gioco.
Divertentissima la modalità on-line.

L’eccessiva facilità in un gioco del genere non più essere considerata a tutti gli effetti un punto forte.

7.8

Consigliato vivamente a coloro che si avvicinano per la prima volta al genere o hanno poco tempo da dedicare ai videogames e quindi cercano strategia miscelata ad azione piuttosto immediata.
Ai veri RTS dipendenti non so che dire oltre al classico: provate prima di acquistare.