Recensione 4 min

Grand Theft Auto Advance

Mosse strategico – commerciali
Take Two, in passato, ha sempre puntato su titoli che potessero sconvolgere la visione del videogioco per chi non conoscesse realmente questo mondo; i prodotti distribuiti da questa etichetta, infatti, erano violentissimi e presentavano un rapporto con la cruda realtà molto veritiero ma soprattutto la possibilità di eseguire virtualmente, e in modo divertente, delle azioni che nella vita pratica erano illegali.
La piattaforma ideale per questo genere era, nell’anno 1997, il Pc, una postazione di gioco “libertina” in cui potevano esser presentati anche titoli più spinti senza che nessuno ne bloccasse la diffusione in modo massiccio; il mercato delle piattaforme di gioco invece era, al tempo, più controllato.
Con il diffondersi delle console sempre più potenti e sempre più simili all’architettura di un Pc, i DMA Design (ora Rockstar North) ben fiutarono l’occasione di sconvolgere anche gli utenti PlayStation 2, proponendo quel “Grand Theft Auto 3” che ha dato inizio, in chiave tridimensionale, alla trasposizione della serie in questo mondo ancora inesplorato (o meglio esplorato da titoli, seppure violenti, meno veritieri, come ad esempio “Loaded” per PlayStation).
Forte del continuo successo su console, grazie anche all’ultimo capitolo “San Andreas”, Take Two e Digital Eclipse sfornano una coraggiosa versione per Gameboy Advance strizzando un occhio al passato bidimensionale della serie. Sarà solo una mera operazione commerciale oppure si ha il reale desiderio di far divertire anche i possessori di questo portatile?

Piattaforma:
GBA
Genere:
azione
Data di uscita:
Sviluppatore:
Digital Eclipse
Distributore:
Take Two

Ruba, spara, corri, porta il pacco…
Nel bene e nel male questo “GTA Advance” presenta le solite azioni per tutte le cento e passa missioni e sotto missioni che il giocatore potrà, per dovere o per scelta, eseguire.
La storia ruota intorno al voler conoscere le circostanze dietro la morte del mentore del protagonista che porta il nome di Vinnie (di cognome non fa Pooh, non temete). Nel gioco impersoniamo Mike e dovremo eseguire furti, rubare auto, portare i soliti “pacchetti” a misteriosi individui e così via. Vi saranno anche le gradite missioni extra, dalla modalità tassista alla “Crazy Taxi” (vecchio titolo realizzato da Sega) alla possibilità di rubare le pantere della polizia e le ambulanze fino, addirittura, ad entrare in possesso di carri della Swat per eseguire missioni dall’alto impatto distruttivo.
Il tutto si sviluppa nella malfamata Liberty City e chi porta nel cuore gli episodi tridimensionali di “GTA” subito riconoscerà le tanto famose locazioni come Portland, Staunton Island, e Shoreside Vale visti nella terza incarnazione della serie su PlayStation 2. Enorme appare l’estensione della mappa e la libertà di azione dataci nell’esplorare la zona. Il sangue nel gioco è ancora presente ma in maniera più limitata, così come i dialoghi sono meno volgari e diretti rispetto ai predecessori. Risulta buono il controllo del personaggio e dei veicoli rubati; leggermente macchinosa, invece, la gestione delle armi. Le azioni da intraprendere sono varie e divertenti ed il titolo presenta un’ottima longevità se lo si vuole davvero spremere al massimo.

Il mito che torna…a scatti
Nessun miracolo è stato compiuto, quindi non iniziate ad accendere ceri a Santi o a recitare rosari per ringraziarli: esteticamente il titolo è sviluppato in due dimensioni, riprende insomma i primi due episodi della serie con elementi però semplificati per adattarli alla console Nintendo.
La visione globale del gioco viene inquadrata dall’alto (la classica visuale a volo d’uccello), con zoom automatici durante le sfrenate corse su strada (zoom-out man mano che si acquista velocità) e mentre si è a piedi (zoom-in per inquadrare meglio la situazione ed i suoi particolari) con un buon uso del mode-7 della macchina.
Gli sprite sono disegnati in modo molto elementare, buone le rotazioni delle autovetture ma si registrano pochi frame per il personaggio principale e per gli altri modelli umani del gioco; gli scenari sono realizzati a blocchi e le architetture sono ripetitive variando solo nel colore; insomma tutto abbastanza semplice e deludente.
Guidare in modo spericolato appare fluido e godibile al videogiocatore, peccato che in momenti di media confusione su schermo, il frame rate cali vistosamente rilevando rallentamenti che minano il senso di velocità.
Gli effetti speciali inseriti fanno un sufficiente uso delle trasparenze quando passeremo dietro a costruzioni; mancano invece gli effetti luce con pixel in dissolvenza visti in titoli qualitativamente più alti. Buona l’idea di rendere “GTA” particolarmente illuminato e con colori chiari in modo che la cartuccia non sia solo relegata ai possessori della versione SP del Gameboy Advance (un po’ come si vedeva nei primi titoli, dove i programmatori avevano giustamente notato che sulla prima versione della console, senza luce, non si vedeva nulla).
Carucce invece le schermate narrative che accompagnano la storia: disegnate in stile comic americano, presentano una colorazione che segue quella proposta in San Andreas, limitata però ai 256 colori su schermo del 32bit.
Il sonoro fa udire rumori differenti per ogni veicolo, cosa molto apprezzabile; il resto degli effetti sonori invece sono nella media (spari, urti contro le strutture solide, etc). Le musiche, inquadrate nel genere hip-hop ed anni ’70, risultano leggermente ripetitive e sviliscono le capacità sonore della console (se pensiamo a cosa abbiamo potuto udire con titoli che portano il nome di “Golden Sun” o “Fire Emblem”, non possiamo che rimanere delusi).

– Tante missioni
– Buon utilizzo del Mode 7 con zooming durante la corsa
– Tante missione con ottima longevità

– Tecnicamente non sfrutta la console Nintendo
– Toni e gore più contenuti rispetto alla serie originale

7.5

Il prodotto in esame si indirizza principalmente a chi non è in possesso né di una console né di un Pc in grado di far girare i passati GTA o a chi davvero ama alla follia l’ambientazione e le possibili azioni viste in tutti i capitoli (2D e 3D) della serie.
Pur non trovandoci davanti ad un capolavoro di tecnica, ci sentiamo di dire che l’animo di “GTA” vive in questa cartuccia e non deluderà chi cerca azione e coinvolgimento nella ormai mitica Liberty City.