Recensione 7 min

Ghost Recon

FANTAPOLITICA O INQUIETANTE FUTURO
L’anno è il 2008, lo scenario quello storicamente instabile e carico di problemi della Russia post-comunista. Sull’onda di un improvviso quanto prevedibile rigurgito nazionalista un gruppo ben organizzato di militari golpisti sta cercando di ridare vita alla Grande Russia procedendo all’annessione forzata ti tutte le repubbliche ex sovietiche.
Georgia, Lettonia, Lituania e molte altre nazioni, ad una ad una, stanno cadendo sotto il controllo dei rivoltosi, in un’escalation continua che vede aumentare, di giorno in giorno, il numero di morti civili ed ostaggi.
Il delicato equilibrio mondiale è in serio pericolo. Per questo la NATO decide di inviare nel teatro delle operazioni una delle sue forze d’élite, i Ghost.
Si tratta della punta di diamante dell’esercito americano, di uomini capaci di muoversi in silenzio, di mimetizzarsi ad arte, di truppe addestrate per affrontare e risolvere con successo tutte quelle situazioni che paiono senza via d’uscita.
In qualità di membri di una di queste squadre speciali dovremo affrontare tutta una serie di missioni di difficoltà crescente utilizzando con intelligenza le armi a nostra disposizione e, soprattutto, la nostra intelligenza, per mettere in atto la migliore strategia di combattimento.

Piattaforma:
PC
Genere:
azione
Data di uscita:
Sviluppatore:
Red Storm
Distributore:
Ubisoft Italia

TRA STRATEGIA ED AZIONE PURA
Chi ha avuto modo di giocare a qualche titolo della serie Rainbow Six, passando per Rogue Spears ed arrivando fino al contemporaneo Black Thorn, avrà senza dubbio già preso confidenza con le dinamiche del gioco di squadra, perno attorno al quale ruota anche Ghost Recon.
La differenza più evidente, però, tra quest’ultimo titolo ed i precedenti, consiste nella particolarità dell’impostazione che lo pone come a metà strada tra uno strategico a squadre ed uno sparatutto di matrice classica.
Questa soluzione, a mio parere, permette di prendere quanto di meglio ciascuno dei due generi è in grado di offrire andando, allo stesso tempo, a smussare quei fattori che ad una grossa fetta di utenza potevano quantomeno risultare fastidiosi o eccessivi.
In pratica questo si traduce, da un lato, in una semplificazione della pianificazione pre-missione che spesso costringeva il giocatore a ritardare l’ingresso nel vivo del gioco e, dall’altro, nell’implementazione di una componente strategica importante ma non esagerata che conferisce maggiore ricchezza e spessore tattico all’azione tipica di uno sparatutto.

CHE I GIOCHI VADANO AD INIZIARE
Il titolo presenta due modalità fondamentali: la campagna e la missioni rapide. Per accedere a quest’ultime è pero necessario sbloccarle portando a compimento la campagna regolare che dunque si propone come il vero cuore del gioco.
Ogni volta che inizieremo una campagna o una missione completamente nuova accederemo alla cosiddetta schermate di briefing dove una voce narrante ci istruirà sullo scenario in cui andremo a muoverci e sugli obbiettivi delle diverse missioni. Alcuni di questi sono primari, ossia vanno assolutamente completati per proseguire nel gioco, mentre altri sono contrassegnati come speciali.
Questi ultimi, volendo, possono anche essere trascurati ma, qualora riuscissimo a portarli a termine avremo la possibilità di accedere ad uno specialista, cioè ad un soldato dotati di particolari armi ed abilità che eleverà nettamente il livello qualitativo della nostra squadra.
Nella schermata di briefing è anche presente una mappa mondiale sulla quale è evidenziata la zona che sarà il teatro delle nostre operazioni ed una mappa comando che mostra delle immagini relative ai nostri obbiettivi.

LA FORMAZIONE DELLA SQUADRA
Terminato il briefing accederemo alla parte più importante del gioco, ossia la formazione di una squadra. Si tratta di un momento essenziale, perché ogni squadra dovrà essere composta da soldati con attitudini ed armamenti in linea con l’obiettivo da raggiungere, pena il fallimento della missione stessa.
I soldati inizialmente disponibili sono divisi in 4 categorie: tiratore, supporto, cecchino, demolitore. Come anticipato prima sarà poi possibile sbloccare degli specialisti che andranno ad affiancarsi a quelli disponibili di default.
Ogni soldato, identificato da un nome, cognome e da un aspetto ben preciso, ha caratteristiche ben specifiche che troviamo riassunte in una comoda scheda di valutazione nella quale sono riportate la bravura nell’utilizzo delle armi, l’abilità di muoversi silenziosamente, la resistenza, ovvero il numero di colpi d’arma da fuoco che si possono subire prima di morire ed il livello di leadership nei confronti degli altri membri della squadra.
Al termine di ogni missione conclusa con successo viene assegnato un punto combattimento ad ogni soldato (qualcosa di molto simile ai punti esperienza dei giochi di ruolo) che potrà essere speso per migliore una delle caratteristiche sopra elencate.
Inoltre, quelli che si saranno maggiormente distinti sul campo, riceveranno anche delle medaglie come segno tangibile del loro coraggio e delle loro capacità.
Terminata la scelta degli uomini dovremo poi decidere con quali armi equipaggiarli. A dire la verità la scelta delle armi non è molto varia, ma comunque accettabile. Ogni soldato potrà portare con sé solo due armi ed un numero finito di caricatori, scelta questa che si accorda perfettamente con il realismo che ispira profondamente tutto il titolo. Sarebbe, infatti, inverosimile che un uomo solo potesse disporre di enormi quantità di armi e proiettili come normalmente avviene negli sparatutto.
Resta comunque la possibilità, procedendo nel gioco, di accedere ad alcune postazioni fisse di fuoco per utilizzare le terribili mitragliatrici Browning M2.
E’ poi importante sottolineare come una scelta dell’equipaggiamento incompatibile con la positiva riuscita della missione ci verrà segnalata immediatamente consentendoci di porvi subito rimedio.
Ma non finisce qui. Una volta scelti ed equipaggiati gli uomini dovremo organizzarli in un massimo di tre squadre, denominate Alpha, Beta e Charlie, delle quali potremo impersonare, a rotazione, uno qualsiasi dei membri.

COMANDARE UNA SQUADRA
Per dare ordini a ciascuna delle squadre impegnate nell’azione dovremo utilizzare l’apposita mappa comando richiamabile a schermo in qualsiasi momento. Da sottolineare che gli ordini impartiti saranno eseguiti solo se l’intera squadra sarà gestita dalla CPU mentre, se prenderemo il controllo di uno dei suoi membri, gli altri si limiteranno a mimare il nostro comportamento (se correremo correranno anch’essi, se ci getteremo a terra lo faranno anche loro e così via).
Gli ordini, quindi, possono essere impartiti solo alla squadra nel suo insieme e non al singolo soldato e questa è evidentemente una limitazione. Ciò, comunque, non toglie che il livello di Intelligenza artificiale dei nostri soldati sia abbastanza buono, così come quello dei nostri avversari, anche se peccano, talvolta, solo di un po’ di staticità.
La mappa di comando ci consente di vedere dove sono posizionati i nostri uomini per poi muoverli e disporli inserendo dei punti di navigazione. Purtroppo, non essendo tridimensionale, non consente di avere una visione perfetta di dislivelli ed eventuali ostacoli che possono influenzare la nostra strategia di gioco.
Da questa mappa possiamo impostare le regole di ingaggio dei nostri gruppi di fuoco, a loro volta suddivise principalmente in due tipi: movimento e combattimento.
Entrambe le regole di movimento e combattimento presentano poi 3 diversi gradi di azione. Per quanto riguarda le prime possiamo decidere di mantenere la posizione, avanzare e mantenere la posizione qualora attaccati, oppure avanzare ad ogni costo, non curandoci di eventuali attacchi nemici.
Per quanto riguarda le seconde possiamo ordinare ai nostri gruppi di fuoco di sparare a vista, sparare solo se si presume che ci siano nemici nelle vicinanze, oppure aprire il fuoco solo se attaccati.

L’INTERFACCIA DI GIOCO
Devo dire che l’interfaccia di gioco si presenta molto pratica e funzionale, permettendoci di tenere sott’occhio tutte le informazioni che ci sono necessarie.
In basso a sinistra abbiamo una scheda soldato che ci informa sul suo status fisico, in mezzo l’indicatore di pericolo e sulla destra l’arma che stiamo attualmente utilizzando, quella secondaria, il numero di colpi nel caricatore ed il numero di caricatori rimanenti.
Un discorso più accurato lo merita l’indicatore di pericolo che risulta di basilare importanza soprattutto nelle situazioni più concitate.
Si tratta di un cerchio composto da cinque elementi: il più distante dal centro è un triangolo che indica dove si trova il punto di navigazione più vicino. La freccia colorata all’interno del cerchio più grande indica dove si trova il nord. La parte esterna del cerchio, invece, ha la funzione di segnalarci da dove proviene il fuoco nemico. La parte illuminata ci dice da che posizione il soldato da noi impersonato ode provenire i colpi.
La parte interna del mostra poi il movimento delle unità nemiche in un raggio di 40m da noi, mentre il centro dell’indicatore ci avverte quando il nemico si trova a meno di 40m diventando di colore rosso.

GRAFICA
I grafici della Red Storm hanno fatto senza dubbio un ottimo lavoro conferendo a Ghost Recon un aspetto oltremodo realistico. Valli, monti, foreste, ambienti urbani, tutto è stato ricostruito con grande abbondanza di dettagli.
Va da sé che in un gioco nel quale la componente strategica ha una sua importanza la morfologia del territorio doveva rivestire un ruolo fondamentale e perciò doveva essere realizzata con estrema attenzione.
Il livello di rendering della vegetazione raggiunge standard elevatissimi sfiorando in molti casi il fotorealismo (vedasi i fili d’erba e le foglie), mentre anche gli effetti atmosferici come pioggia e nebbia sono stati ottimamente implementati.
Belli anche i modelli dei soldati (stupendo il cecchino mimetizzato) e delle armi. Ovviamente tutto questo ha il suo rovescio della medaglia nelle risorse di sistema. Per apprezzare pienamente uno scenario poligonalmente così complesso ci vuole una macchina adeguata (con caratteristiche a mio parere anche superiori a quelle indicate sulla scatola del gioco) che consenta di impostare senza controindicazioni una risoluzione di “almeno” 1025 per 768 pixel.
Come al solito risulta comunque possibile agire su diversi parametri per trovare la soluzione ottimale e proporzionale al proprio sistema, giungendo ad un giusto compromesso tra fluidità e dettaglio grafico.

SONORO
Le musiche di sottofondo sono ridotte al minimo con l’ovvia finalità di non inficiare il profilo spiccatamente realistico del gioco.
Buoni gli effetti sonori che potrete apprezzare maggiormente se equipaggiati con una scheda sonora che contempli la tecnologia EAX.
Non parlo tanto del rumore delle armi da fuoco, quanto degli effetti ambientali come il canto dei grilli o degli uccelli, del soffio del vento, dello stormire delle foglie che contribuiscono notevolmente a farci immergere nel gioco.

LONGEVITA’
Buona, ma non ottima per quanto riguarda il single player, eccellente per quanto concerne il multiplayer, e non poteva essere altrimenti.
Se poi farete attenzione, troverete tra le opzioni del gioco anche una schermata che consentirà di attivare dei MOD prodotti da terze parti, fattore questo che prospetta un aumento esponenziale del fattore longevità davvero degno di rilievo.

HARDWARE

Configurazione richiesta: Pentium III 800 Mhz, 256 Mb Ram, Scheda Video GeForce 2 o 3

MULTIPLAYER

Ottimo in single player, Ghost Recon trova la sua sublimazione nella modalità multiplayer che consente ad un massimo di 36 giocatori di sfidarsi via LAN o internet secondo 3 diverse modalità di gioco (Solo, Co-op, Squadra) che, a loro volta, possono essere affrontate in 3 modi differenti:

SOLO
Hamburger Hill: vince il giocatore che rimane più a lungo nella parte centrale della mappa
Ultimo uomo: Vince l’ultimo giocatore che rimane vivo
Tiratore scelto: Vince il giocatore che, al termine della partita, ha ucciso più avversari

CO-OP
Scontro a fuoco: La mappa viene riempita con avversari controllati dal computer e posizionati casualmente
Missione: La partita si gioca come una normale missione per il giocatore singolo
Ricognizione: I giocatori devono attraversare la mappa dalla zona d’inserimento fino alla zona di prelievo

SQUADRA
Hamburger Hill: vince il giocatore che rimane più a lungo nella parte centrale della mappa
Trova e libera: Vince la squadra che riesce a liberare i prigionieri
Ultimo Uomo: Vince l’ultima squadra che rimane in gioco

Ottima grafica
Eccellente design dei livelli
Realistico
Immersivo

Engine grafico un po’ pesante
IA migliorabile
Mappa di gioco da perfezionare

9

In un panorama videoludico che vede sempre più titoli a sfondo bellico contendersi i favori del pubblico, Ghost Recon si distingue dalla massa per la sua profondità simulativa e per l’interessante e valido compromesso tra la pianificazione delle missioni, nota distintiva della serie Rainbow Six, e l’azione pura.
In sintesi un ottimo titolo che innesta elementi di strategia sull’architettura tipica di uno sparatutto, evitando con intelligenza di eccedere sia nell’uno che nell’altro senso e garantendo agli utenti un’esperienza di gioco equilibrata e, allo stesso tempo, avvincente.
Assolutamente da provare!