Recensione 5 min

FlatOut

La fisica della distruzione
Destruction Derby ha sicuramente segnato anni fa una nuova frontiera per i giochi di guida. In esso, infatti, la distruzione del veicolo non sono era realistica e divertente, con centinaia di pezzi della carrozzeria che volavano per lo schermo (sotto forma di triangoli elementari), ma era lo scopo di alcune delle modalità presenti. Non nascondiamo che, anche con il passare del tempo, quell’ormai mitico Destruction Derby 2 sia ancora divertentissimo, con le sue enormi piste e le tante auto in gioco pronte ad esser distrutte e divenire elementi di spettacolari incidenti durante la gara.
Da allora abbiamo assistito a innumerevoli tentativi di clonare e riproporre quel divertimento. Al giorno d’oggi, con la tecnologia disponibile, i Bugbear hanno ben pensato di ripresentare quel fortunato schema con un motore grafico che riuscisse ancor di più a stimolare il videogiocatore nel distruggere le autovetture cercando di creare le più spettacolari evoluzioni.
Ambientato in America, in questo gioco ci troveremo ad affrontare spericolate gare al limite della stabilità su strada, attraverso circuiti in stile country con ambientazione prevalentemente rurale, con tipologia di guida arcade (sicuramente una scelta appropriata per questo genere di gioco), senza curarci di eventuali possibili danni alla nostra auto.
Un degno erede del titolo Reflection, quindi?

Piattaforma:
PC
Genere:
guida-arcade
Data di uscita:
Sviluppatore:
Bugbear Entertainment
Distributore:
Leader

Stuntman per gioco
Per permettere al lettore di figurarsi quel che i programmatori di codesto titolo sono riusciti ad implementare nelle vetture disponibili, ci sentiamo di usare come esempio l’Havok Engine di Half-Life 2. Risulta, infatti, fantastico il grado di realismo che la visione del titolo restituisce al videogiocatore: andando a sbattere, ad esempio, su un guard rail di gomme, queste, in base alla velocità e al punto di applicazione della superficie sulla quale andremo ad urtare, si dirameranno seguendo le più corrette leggi della fisica, scomponendosi in modo magistrale e lasciandoci senza parole.
Ma il tutto non si ferma a questo piccolo esempio. Allo stesso modo altri elementi posizionati in pista come tronchi, trampolini e altre vetture, come i furgoni, si distruggeranno o verranno smossi realisticamente se andremo a scontrarvici o se indirizzeremo un avversario su di loro. Ancora più interessante è vedere le acrobazie degne del miglior stuntman che la vettura sotto il nostro controllo potrà effettuare, arrivando addirittura a roteare in aria o a perdere parti della carrozzeria fino a rimanere col solo telaio a vista.
Le auto, infatti, andranno in mille pezzi ed è proprio questo il vero divertimento e scopo del titolo, tanto che verremo addirittura ripagati con una bella dose di nitro nel performare queste spericolate azioni (assolutamente da evitare di fare nella vita reale). Le macchine perdono non solo la carrozzeria, dopo varie ammaccature, ma anche gomme e pezzi del telaio; a volte si ha quasi lo sfizio di continuare ad andare a sbattere per vedere “cosa c’è sotto”, per gustarsi fino a dove i programmatori hanno modellato le vetture.
Unica cosa un po’ “pacchiana” è l’uso dei colori smorti, che confondono lo stile delle auto, e i troppi banner pubblicitari posti su di esse; per il resto i modelli tridimensionali di queste sono più che buoni e rappresentano il punto forte di tutto il motore grafico
L’ambiente circostante, in linea con il carattere country del gioco, presenta architetture elementari come capannoni in ferro o legno ed alberi che fanno da contorno alla pista realizzati in modo più che discreto. Molto ben fatti gli effetti speciali, con fumo e polvere che si sollevano al nostro passaggio, lens flare che ci abbagliano se ci poniamo dinnanzi al sole, schizzi d’acqua e riflettenze sulle superfici lucide. Ottimi quindi gli scenari, anche se leggermente ripetitivi.
Da menzionare, infine, la musica rock che accompagna il tutto, con tracce gasanti al punto giusto (senza però entrare nella hall of fame delle OST di un videogioco); realizzati in modo soddisfacente anche gli effetti sonori, con i tipici rumori dei diversi motori e lo scoppio delle marmitte dato dalla combustione interna.

Stile arcade di guida
Abbandonando la visione simulativa, il team Bugbear ha deciso di concentrarsi sull’impronta arcade per un miglior approccio verso il giocatore, che in breve tempo riuscirà a calarsi completamente nel gioco.
È bene anche segnalare come la difficoltà venga calibrata in-game nel caso in cui ci dovessimo trovare troppo indietro rispetto ai rivali controllati dalla CPU, dandoci quindi modo di recuperare anche grazie all’uso del quantitativo di nitro a nostra disposizione. Questo aumenterà in base alla qualità degli scontri tra noi e gli altri sfidanti, portandoci a studiare il percorso per creare gli incidenti più spettacolari ed al tempo stesso farci arrivare primi lasciando agli avversari la sola polvere.
Molto ben fatta la modalità carriera: partendo con un budget iniziale di 4.000$ per acquistare una macchina, dovremo vincere delle gare per guadagnare del denaro da utilizzare sia per upgradare la vettura in nostro possesso che per comprarne di nuove; i tornei a cui partecipare sono tre: bronzo, argento ed oro, sbloccabili in successione.
Nella prima classe, quella bronzo, vi saranno solo cinque vetture disponibili. Purtroppo il salvataggio automatico, non disabilitabile, non ci permetterà di cancellare, resettando il gioco, le nostre scelte d’acquisto.
Prima della gara potremo mettere a punto, regolando a nostro piacere, alcune opzioni quali il motore, l’albero di trasmissione, il sistema di scarico, le sospensioni, i pneumatici, la scocca: tutto riepilogato nella scheda delle statistiche (con posizione carriera e specifiche tecniche dell’auto).
In gara, poi, potremo utilizzare il nitro per aumentare istantaneamente le nostre prestazioni (quando la spia dell’apposito indicatore inizierà a lampeggiare di rosso). Simpatico, infine, il replay che è possibile visionare per ammirare le nostre prodezze e spericolatezze, quasi fosse un film alla Starsky & Hutch.
Come ulteriori possibilità di gioco abbiamo la gara rapida, la gara a cronometro, le demolition arena (un survival con le auto) e speciali percorsi bonus ideati per creare il massimo scompiglio fra le auto (mettendo a dura prova l’hardware del nostro Pc facendogli gestire il motore grafico allo stremo). Per il multigiocatore vi è, infine, la partita in rete, giocabile in LAN fino ad otto PC, e la modalità a turno Hotseat con 2, 3 o 4 giocatori sui bonus-track.

Un pilotino volante
Come il famoso gioco della Milton Bradley, Gino Pilotino, anche qui il nostro pilota potrà effettuare svariate acrobazie indirette, come il volare dal parabrezza quasi fosse un fantoccio da crash test. Questa opzione è sicuramente originale ma sminuisce il tono serioso del gioco; è comunque divertente e merita un approfondimento a parte.
Bugbear ha infatti pensato di creare le olimpiadi da pilota, proponendo il salto in lungo, quello in alto, le freccette, il bowling, il clown-mode ed il centro del bersaglio. Ridicole, ma molto divertenti, queste modalità dal gusto trash richiamano alla mente quei giochini in flash che da qualche mese gratuitamente infestano con i loro link le nostre e-mail, essendosi diffusi quasi come delle catene di Sant’Antonio.

HARDWARE

Processore: 1.5Ghz (consigliato 2.0Ghz)
Memoria: 256Mbyte (consigliata 512Mbyte)
Scheda grafica: 64Mbyte (consigliata 128Mbyte)
Scheda audio: Direct X compatibile
Spazio su disco: 1.1Gbyte
Sistema Operativo: Windows 98/ME/2000/XP

MULTIPLAYER

LAN fino ad 8 giocatori

– Stupendo modello fisico delle vetture
– La goduria nel distruggere le auto
– Ritmo di gioco frenetico

– I “giochi” del pilota sminuiscono la credibilità del titolo
– Tracciati graficamente ripetitivi
– Colori pacchiani per le auto

7.0

Flatout è un prodotto discreto, una buona variante di Destruction Derby dal carattere country e piccante.
Pur avendo ben 45 gare su 30 tracciati con svariate modalità di gioco e 16 auto tra cui scegliere, il titolo Bugbear è a volte ripetitivo per la poca varietà dell’estetica delle auto e delle ambientazioni. Sarebbe davvero bastato poco per farlo arrivare tra i titoli di guida arcade del momento, ma purtroppo dobbiamo relegare questo gioco alla sola collocazione discreta.
Rimane comunque uno dei videogiochi di guida dalla più spettacolare fisica. Di sicuro nelle prime partite rimarrete letteralmente stupiti dalla fluidità e dalle acrobazie visionabili a schermo, nonché dai vari “strati” delle auto.